
Dicono che oggi, in una non meglio precisata scuola di una non meglio precisata località italiana, un non meglio precisato papà abbia puntato una pistola in faccia a un non meglio precisato lavoratore della scuola da cui, generalmente, si andrebbe a colloquio disarmati.
Ho cercato di mettermi nei panni di questo padre e l’ho immaginato assolutamente paranoico, in piena sindrome da accerchiamento e confusamente desideroso di fare il bene della propria prole senza minimamente sapere come fare.
Una, ovviamente, spera che l’abitudine non dilaghi: qui siamo anche strettine di voti e faremmo presto a scalare le classifiche degli obiettivi dei genitori pistoleri.
E, tuttavia, mi intristisce da morire, questa pistola brandita in una circostanza in cui qualsiasi genitore del mondo vorrebbe fare bene, essere di aiuto ai propri figli.
Sa di solitudine totale.
Le famiglie sono troppo piccole, pensavo, e la gente si perde.
E pensavo pure che forse è ora che io lo rivaluti, il ruolo-contenitore della scuola.
Perché non c’è altro, semplicemente, e quindi ci tocca.
Comunque credo che non abbiamo idea del disastro in cui vivono settori interi della società italiana.
Non si vede, non se ne parla, è un’informazione che non danno, mi pare, nemmeno i blog.
Stiamo lì a parlare di tutto tranne che di questo.
Forse perché non c’è soluzione.
I guai degli altri sembrano pù risolvibili.

quello che circola – l’aria che cammina – e’ l’impotenza del singolo di fronte al Meccanismo.
E’ come quando si e’ imbottigliati in autostrada: impotenza totale, assoluta dipendenza da iniziative al di fuori di te…
Anche negli ospedali succede quello che capita agli insegnanti, i due sistemi hanno analogie fortissime.
Spesso gli operatori – che sono stressati tanto quanto gli utenti e hanno le loro stesse fragilita’ – cedono alla tentazione di nascondersi dietro paraventi burocratici. Non importa se questo sia vero o falso ( e d’altronde chi puo’ giudicare nella solitudine del Grande Apparato?). Se l’utente percepisce questa fuga dietro il Meccanismo, non te la perdona e reagisce sempre in modo violento.
I miei genitori non sono mai andati ad un colloquio. Sono dell’idea che un genitore non possa fare altro che peggiorare la situazione, mia madre mi diceva “cosa pretendono che faccia, sei più grosso di me”. Io credo sia una delle migliori lezioni che mi abbiano dato. La pistola è un caso estremo, ma credo che buona parte dei genitori vada ai colloqui solo per difendere l’unico pargoletto, gli insegnanti non hanno capito niente, lui è bravo, è perfetto.
La scuola non è molto diversa dalla sanità. In questi ultimi anni stiamo vivendo e lavorando sempre peggio.
IL dialogo con gli amministrativi è impari: loro parlano di numeri noi di malati ,loro fanno i conti sulla quantità noi sul cercare di offrire la qualità noi cerchiamo di inventarci la soluzione per ogni singolo quesito loro hanno il bisogno di standardizzare in uno schema , i tempi i modi .e le modalità di un lavoro che non è matematico che non è empirico ma che cambia da uomo a uomo proprio perché diversi gli uni dagli altri.
L’aria che si respira è stagnante non so come spiegarvi, ma per alcuni aspetti sembra di essere sotto un regime. .dove se provi ad esternare le tue idee ,vieni fatto fuori ,se queste ultime non sono conformi le loro regole.
Chi non si adegua al sistema ..viene invitato ,con messaggi sub-liminali a cambiare idea comportamento altrimenti a lasciare il campo.: non importa sei sei il migliore .sei hai salvato molte vite sei ti sei fumato la famiglia ..per far si che questo posto divenisse migliore .non importa se quello che denunci è la sacrosanta verità .fanno finta di non sapere ,di non esserne a conoscenza e tutto perpetua come prima.
L’altra sera abbiamo salutato un chirurgo che non è sceso a compromessi ..il reparto si identificava con il suo nome .ha lottato urlato ad alta voce, senza paura, fiero di essere nel giusto .e di essere consapevole di non avere cadaveri dentro gli armadi ..da poter essere in qualche modo ricattato .il tutto è servito a ben poco; alla fine ha deciso di andarsene per non ammalarsi.
Lui ,animale da ospedale pubblico .dove non ha mai fatto una visita a pagamento per vivere, ha dovuto scegliere una struttura privata rinunciando agli interventi che ha più amato a cui ha dedicato una vita di studio..
Questa amministrazione.. ne ha preso atto e non ha mosso un dito o detto una parola, per trattenerlo ..il suo primario lo ha messo alla porta dopo 20 anni di collaborazione, dicendogli semplicemente che la sua presenza non era più gradita.
La politica berlusconiana la si tocca con mano ,siamo un’azienda che deve produrre, che deve cercare di essere in attivo, come se potessimo metterla a paragone con le trasmissioni di mediaset .dove se gli indici di gradimento sono a livelli inferiori previsti si elimina
Come può un ospedale essere in attivo ???? i malati non sono cose non sono trasmissioni .non producono un indice di ascolto .a noi dicono di non cimentarci in interventi occasionali.. perchè questi comportano spese molto meglio fare la routine perché questa ci permette di produrre numeri.
Cosa vuol dire questo??? Che se un intervento di lobectomia polmonare ,non viene eseguito frequentemente, non è da fare .meglio impiegare il tempo a fare 3 interventi di ernia inguinale, o 2 di emicolectomia.
Ma può un direttore sanitario o un direttore generale che non sa una mazza del mio lavoro ..decidere i tempi che occorrono per valutare .fare diagnosi prescrivere una terapia.???????
Non so se le cose cambieranno ..se così sarà,il mio collega sicuramente tornerà a lavorare qui solo allora potrò dire:anche questo giro di boa è fatto quello che mi aspetta è sicuramente meglio di ciò che ho già vissuto.
La domanda che più mi frulla nella testa è:con un governo di sinistra le cose cambieranno???
Lia fai attenzione! Metti il giubbino antiproiettile quando vai a scuola anche se credo sia pesante e potrebbe sbilanciarti mentre vai in bici.
Un bacio.
Pedrita
grazie lotien per l’appassionato intervento, che mi tocca da vicino. Purtroppo chi scrive è in una regione di sinistra, sinistrissima. Non c’entra Berlusconi.
(Scusa lia per l’appropiazione indebita di spazio)
Vengo dal sud, una grande città in cui è abbastanza normale che gli alunni di certi quartieri vadano a scuola armati… Qui a nord nessuna arma, ma i genitori dei ragazzini disabili sono pericolosissimi, ugualmente.
la mia mamma è maestra e mi dice che i bambini non si chiamano più alunni/alievi/studenti/scolari. ma utenti/clienti. idem mi racconta un’amica che lavora in un ospedale. non sono malati/pazienti/degenti. sono clienti/utenti. quando vedrò la mia mamma fare lo spot con la gialappa’s come quelli della sanpaolo per invitare gli utenti/clienti a scegliere la sua scuola…
boh è 2 giorni che provo a inviare un mio messaggio ma mi rifiuta… ho provato anche a riscriverlo… ma da sempre lo stesso messaggio
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????? boh
Cavoli, deve esserci qualcosa nella blacklist che lo blocca.
Se ce l’hai, me lo mandi per email? Così capisco quale parola non passa il filtro.
(Inconvenienti della lotta anti-spam, che il cielo li fulmini.)
Psalvus ……….che bella notizia!!! questo vuol dire che le cose non cambieranno??????
mi mancava questa leccornia finale!!!:-(((((((