
La vicenda risale a dicembre scorso e venne, all’epoca, sottovalutata dalla stampa europea che non seppe cogliere i primi sintomi dell’attacco alla libertà di satira che i paesi del Terzo Mondo si preparavano a sferrare contro l’Europa, l’Illuminismo e la libera stampa rappresentati, nell’occasione, dalla Conferenza Episcopale Spagnola.
Ricordiamola, dunque.
Succede che in Spagna c’è questa radio del Vaticano, la COPE, nota per essere molto aggressiva e anche un po’ calunniosa. Una specie di Libero o di Jyllands-Posten via radio, se non ho capito male.
E succede che poco prima di Natale ‘sta radio pensa bene di telefonare a Evo Morales, presidente neoeletto della Bolivia, affidando a un imitatore il compito di spacciarsi per Zapatero.
Il povero Morales, quindi, si vede chiamare da quello che lui crede essere il presidente del governo spagnolo che gli fa gli auguri. Rimane probabilmente un po’ perplesso sentendosi dire cose tipo: “Bene, ora io, te e Chavez ci metteremo insieme per combattere l’imperialismo!” ma, insomma, ci casca e poco dopo dichiara alla stampa che Zapatero, oltre ad avergli fatto un’affettuosa telefonata, ha pure accettato il suo invito ufficiale in Bolivia.
Zapatero cade dalle nuvole, ovviamente, e inoltra una perplessa smentita.
La sera stessa la COPE manda in onda la telefonata e con lei i telegiornali spagnoli tutti e, ovviamente, Evo Morales si incazza assai.
Ma proprio assai.
Anzi: tutta la Bolivia si incazza assai. Mentre, intanto, mezza Spagna medita di sotterrarsi per l’imbarazzo e l’altra mezza si sganascia, lì per lì, e lo stesso dicasi per il continente ispanoamericano tutto.
Il governo boliviano convoca l’ambasciatore spagnolo e dichiara che questa faccenda può seriamente compromettere i rapporti bilaterali, se la Spagna non si precipita a scusarsi.
Il governo spagnolo, a sua volta, convoca il Nunzio Apostolico per esprimergli la sua indignazione ed esigere che ci si scusi con la Bolivia.
I vescovi spagnoli emettono una nota in cui dichiarano che si scusano profondamente e che anche la loro radio si scuserà immediatamente.
Il ministro della Giustizia spagnolo chiede che si proceda anche per via penale e, indignato, sottolinea: “Ciò che non sarebbe mai successo a un presidente europeo succede a un popolo iberoamericano che viene umiliato e offeso da una posizione di presunta superiorità. Consideriamo tutto ciò inaccettabile e riteniamo che pregiudichi fortemente l’immagine della Spagna all’estero.”
La Conferenza Episcopale Spagnola presenta le sue scuse alll’ambasciata boliviana.
L’ambasciata boliviana considera le scuse insufficienti.
Il Nunzio Apostolico legge la dichiarazione di scuse davanti alle televisioni spagnole.
La COPE rimuove la registrazione della telefonata dal suo sito.
L’incidente si chiude, infine, con Zapatero che si scusa personalmente con Evo Morales e lo invita ufficialmente in Spagna, e tutto è bene quel che finisce bene.
Ora: io direi che il caso andrebbe riaperto.
Suggerisco, quindi, che tutti i cittadini danesi, France Soir, Staino, Sofri, Macchiaradio e La Padania – oltre, naturalmente, a Sabina Guzzanti – prendano le distanze dal comportamento liberticida di Zapatero e del governo spagnolo e rilancino la campagna di scherzi telefonici a Evo Morales inaugurata dalla radio vaticana, allo scopo di fare comprendere alla rozza popolazione boliviana e al suo malvestito presidente che la libertà di satira di uno stato europeo quale è il Vaticano non si tocca e che, soprattutto, non si azzardino a boicottare i prodotti spagnoli, ché l’idea di dovermi mettere un intero prosciutto Serrano a mo’ di banner sul blog mi disturba abbastanza.
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Lia, Lia… ma anche te: non vorrai mica confodere i boliviani con quei beduini terroristi ignoranti??? Ma come ti viene in mente!!!
Battute pietose a parte… direi che è un lampante esempio di “due pesi, due misure”, altra specialità di cui siamo campioni. E tra l’altro qua si parlava di una davvero innocentissima presa in giro di Evo Morales che non è certo Maometto.
Per quanto mi riguarda ho sempre stimato molto la Guzzanti anche se non condivido il suo punto di vista… e non mi stupisce molto che proprio lei, “censurata”, si sia espressa in questi termini. E’ che tutti stanno cadendo in questa trappola della libertà di stampa. Un po’ come gli scherzetti che facevo da ragazzina facendo le buche in spiaggia e poi mimetizzandole. E ridevo di chi ci cadeva. La differenza è che ora più che da ridere mi viene davvero da piangere.
Noi abbiamo così poca paura della burla che ci troviamo ai posti di comando burloni, buffoni, barzellettieri. Persone che dalla mattina alla sera già non sono più d’accordo con sé stesse. Ma non glielo li si può rimproverare più di tanto visto che stiamo immersi in una grande burla generale.
Agli italiani Berlusconi piace perché non ha dignità , e in questo titilla un istinto molto profondo del nostro popolo, un espediente di sopravvivenza contadina che fa parte del nostro bagaglio più profondo. Il difendersi dal potente, spesso e volentieri distante e straniero, prendendolo per il naso e gabbandolo almeno a favella. Bertoldo e Fo insegnano. Il fatto è che quella è la difesa ultima del debole che non potendo sperare in meglio si impossessa della sua umiliazione, per usarla come arma con cui umiliare anche il suo interlocutore. Con Berlusconi si va a nozze ed è tutto un calarsi le braghe reciprocamente.
La risata che ci ha seppellito non era esattamente quella che doveva scardinare il potere costituito :)
Quindi forse è meglio averla un po’ paura della burla.
Mannaggia Rotafi’ mi hai costretto a recuperare l’Amaca e leggermela. Michelino dice che in tutta questa diatriba i non credenti rimangono tagliati fuori, perché non hanno nessun furore per cui battersi e per cui rendersi visibili. Bhe un po’ è vero: avere da dire cose intelligenti o fermarsi a riflettere non va per forza d’accordo con l’avere audience. Però i laici, gli atei, le persone di buon senso se si fanno emarginare, ma su mille temi non solo su questo, è anche un po’ colpa loro. Io tutte le cose che ho detto, le ho dette da ateo, e non rinuncio a un grammo della mia identità . Il percorso che ho fatto per arrivare a dirle è da ateo. Il rispetto che ho per le professioni di fede mi viene da essere ateo per libera scelta e non avere conti in sospeso con suore e preti. Ognuno parte da quello che ha e non credo molto alle abiure, casomai alle maturazioni. La nostra generazione, come dice Leonardo, ha diverse lacune in materia religiosa. Invece di fare catechismo mi sono ascoltato la Buona Novella e ho fatto finta che prima o poi mi sarei letto le bibbie apocrife. Però insomma, ognuno ha le sue, la mia tolleranza nasce dalla mia storia.
Non vedo perché i laici debbano farsi da parte o considerarsi dei residuati del passato.
ciao
Poi smetto:
quando si esce in compagnia, a uno tocca di stare sobrio per scarrozzare gli altri. Se si fa fare l’autista sempre allo stesso si è proprio stronzi! ;)
ciao
guardacaso, proprio oggi in ultima del manifesto c’è una lunga intervista alla guzzanti. vi si legge tra l’altro una sua dichiarazione sulla recente follia legata alla vicenda delle vignette su maometto. ne trascrivo una parte.
“quelle vignette non le ho ancora viste anche se mi hanno riferito che alcune sono di cattivo gusto. penso però che la satira debba essere liberissima e soprattutto che fare satira sulla religione sia la cosa più urgente da fare”.
non che veda nella guzzanti la mia guru, ma è un’opinione simile ad una che espressi pochi giorni fa, passando di qui. attirandomi qualche frecciata, stralegittima.
ieri sull’amaca michele serra pronosticava le catacombe per gli atei. un percorso inverso rispetto al ben più strutturato, forte e prevaricatore sistema fideistico, se ne scelga uno a caso.
e buona fortuna
ps
lo scherzo della radio è stato geniale e apprezzabilissimo.
d’altra parte cosa c’è da stupirsi della censura di zapatero? sotto sotto è sempre uno schifoso comunista.
viva la satira! viva l’arte! viva il bagaglino!
(prooot!)
Guarda, Rotafixa: all’epoca (oddio, è stato solo due mesi fa) la libertà di satira venne tirata fuori solo dagli assai poco credibili ex censori della destra spagnola.
L’assoluta e schiacciante maggioranza degli spagnoli si limitò a vergognarsi profondamente per la pensata della COPE.
Io credo che l’istintiva reazione degli spagnoli, comparata con la nostra in questo caso, dia l’esatta misura di quanto la democrazia spagnola goda, in realtà , di un livello di salute di gran lunga superiore alla nostra.
Sospetto che affidare spensieratamente i destini del mondo (e dei rapporti tra l Nord e il Sud del mondo, in particolare) a dei simpatici mattacchioni non sia, tutto, sommato, un’idea granché intelligente.
Premetto che sono d’accordo con te su tutto, assolutamente. Penso però che le reazioni dei boliviani siano state un po’ più diplomatiche … insomma, non hanno fatto guerriglia o incendiato ambasciate … ecco: pur se capisco il punto di vista dell’altro (che in questo caso è diverso dal mio) mi sembra che la reazione sia stata portata un po’ all’eccesso.
se tutti gli spagnoli fossero scesi in piazza invocando la censura e bruciando le bandiere del vaticano e ammazzando preti e suori il caso sarebbe stato riaperto di sicuro. la portinaia (d’altra parte ieri ho sentito opinioni concordi con me anche dal Cairo, in collegamento all’Infedele, su La7)
Katia, torniamo alla cronologia.
Occhio alle date, e comparale con la durata, brevissima, della crisi spagnola:
– 30 settembre 2005: l’Jyllands Posten, il più diffuso quotidiano danese, pubblica 12 caricature sotto il titolo ‘I volti di Maometto. I rappresentanti musulmani in Danimarca chiedono il ritiro delle vignette e le scuse ufficiali.
Non le ricevono.
– 12 ottobre 2005: il caporedattore dell’Jyllands Posten riceve minacce di morte. Teniamo presente che pure io o un boliviano, se svitati o quant’altro, possiamo metterci a fare le telefonate minatorie. Non a caso, la diplomazia si muove a livelli diversi.
– 14 ottobre: più di 1.000 musulmani manifestano a Copenaghen. Invano.
– 20 ottobre: 11 ambasciatori dei Paesi musulmani, in visita a Copenaghen, protestano davanti all’ufficio del primo ministro liberale Anders Fogh Rasmussen, che si rifiuta di riceverli.
– 29 dicembre: la Lega Araba condanna le vignette definendole un’attentato contro la santità delle religioni, del profeta e dei valori dell’Islam.
– 5 gennaio 2006: Accordo tra la Danimarca ed il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, per la distribuzione, nei Paesi arabi, di una lettera di Rasmussen che, pur difendendo la libertà d’espressione, condanna ‘tutte le azioni volte a demonizzare alcuni gruppi in virtù del credo e dell’appartenenza etnica’.
– 10 gennaio: Magazinet, un giornale cristiano norvegese, pubblica le caricature in nome della ‘libertà d’espressione’. Due giorni più tardi il redattore capo del giornale dichiara d’aver ricevuto minacce di morte.
Qualcosa mi dice che non gli è dispiaciuto.
– 21 gennaio: l’Unione internazionale dei saggi musulmani, dal Cairo, propone di invitare tutti i musulmani del mondo a boicottare prodotti e attività danesi e norvegesi.
Si stanno stufando e siamo ormai a gennaio.
Il boicottaggio è esattamente ciò che anche i boliviani avevano minacciato di fare con la Spagna.
– 26 gennaio: l’Arabia Saudita richiama il proprio ambasciatore a Copenaghen. Il gruppo danese-svedese Arla Foods segnala i primi danni economici seguiti al boicottaggio dell’ Arabia Saudita che si sta estendendo a Kuwait, Emirati Arabi, Giordania e Maghreb.
– 29 gennaio: Rasmussen dichiara che il governo in nessun caso ha influenza sui mezzi di comunicazione e che né l’esecutivo né lo Stato possono essere ritenuti responsabili
– 30 gennaio: i paesi scandinavi annunciano misure per proteggere i propri cittadini in Medio Oriente. Il giornale Jyllands Posten presenta le proprie scuse ai musulmani
– 31 gennaio: anche il giornale norvegese Magazinet esprime il proprio rammarico per aver l’offesa recata. I ministri degli Interni dei Paesi arabi, riuniti a Tunisi, chiedono al governo danese di ‘sanzionare con decisione’ gli autori delle vignette.
Lo stesso che già aveva fatto il ministro della Giustizia in Spagna.
– 1 febbraio: molti giornali europei, tra cui il francese France Soir, pubblicano, in nome della libertà di stampa,le caricature. Marocco e Tunisia vietano la vendita del quotidiano francese, mentre Raymond Lakah, il proprietario franco-egiziano di France Soir, ne licenzia il direttore, per “rispetto per le convinzioni di ogni individuo”.
Ora: Raymond Lakah è un egiziano CRISTIANO, cosa che la nostra stampa non nota.
Il 10% della popolazione egiziana è cristiano.
E’ evidente che il proprietario del giornale sarebbe quantomeno irresponsabile se non intervenisse: spargere in Egitto la notizia che un egiziano cristiano va diffondendo le caricature di Maometto sul suo giornale straniero metterebbe in serissime difficoltà tutta la comunità cristiana del luogo.
Non mi risulta che la nostra libera stampa se ne sia accorta.
– 3 febbraio: alcuni giornali belgi, fiamminghi e valloni pubblicano tutte o alcune delle vignette ‘blasfeme’.
E a Giakarta circa 300 militanti islamici fanno irruzione nell’ambasciata di Danimarca. Mentre Hamas condanna le vignette, nei Territori le proteste sfociano in violenze aperte.
Diciamo che per i boliviani è stato tutto più semplice.
è proprio questo uno dei punti nodali, lia: nessuno sano di mente pensa che ai vignettari sia affidato alcunchè tranne ciò che fanno, men che mai i destini del mondo.
o, che ne so, a fiorello e baldini (che oggi hanno fatto sganasciare gli ascoltatori: l’ospite era castelli, che spiegava quanto la droga faccia male, e fiorello sosteneva che anche la peperonata di sua madre è un pericolo), o guzzanti (quella seria, non il padre) o la radio spagnola in parola.
anzi pensare che l’attività di costoro possa essere un danno per il mondo/una soluzione per il mondo è, a mio parere, un pensiero primitivo nel senso deteriore dell’essere primitivi.
secondo me solo società , persone, sistemi fragili e impauriti possono temere la satira. non solo secondo me, a dire il vero. credo sia comprensibile la mia amarezza per la facilità con cui pochi provocatori hanno infiammato una situazione che tu conosci bene e io no, ma che posso capire (ne ho gli strumenti cognitivi) e trascinato folle a perdere l’uso della ragione per far parlare fuoco e pietre (ragione secondo me già ben minata dall’adesione a credi di stampo fideistico monoteista).
ma mi rendo conto che la paura è il sentimento dominante oggi. di sicuro uno strumento utile per i pochi signori del mondo. loro sono i nostri nemici, non pochi vignettari o molti scalmanati mullah.
e ci scordiamo sempre dei polli (o capponi?) di renzo….
io resto dell’idea che prendere per i fondelli le persone sia più grave che prendere in giro i profeti
troverei intollerabile, chessò, una striscia che prenda in giro i morti di sabra e chatila, molto più che le vignette su maometto (come intollerabili saranno le vignette sull’olocausto promesse dal descamisado iraniano, molto più che la menorah a forma i missile).
resterei volentieri a parlare di questa faccenda che mi appassiona, ma devo andare a bruciare l’ambasciata tedesca visto che nessuno ha mai chiesto scusa per gli articoli anti-italiani che appaiono ogni estate sulla bild
ps. nessuno ha mai chiesto scusa, che io sappia, per quella schifezza di feuilletton che trasmertteva al manar in francia, o per l’esperto che accusava gli ebrei di avvelenare gli arabi con l’aids.
nessuno sembra scandamlizzarsi perchè nel 2006 la carta di hama art. 32 recita: “The Zionist plan is limitless. After Palestine, the Zionists aspire to expand from the Nile to the Euphrates. When they will have digested the region they overtook, they will aspire to further expansion, and so on. Their plan is embodied in the “Protocols of the Elders of Zion”, and their present conduct is the best proof of what we are saying.”
ultima, poi vado a comprare la benzina, cito l’esempio dei protocolli, perchè, come dicevo ieri, a me sembra che si stia facendo un po’ di confusione fra satira/libertà di espressione (legittima) e razzismo/istigazione all’odio (illegittimo)
una vignetta che raffigura uno zingaro che rapisce un bambino è razzismo (come i protocolli) ed è intollerabile
Rotafixa: ammesso (e non si fa fatica a crederlo) che la Bolivia e il mondo arabo siano fragili e impauriti, ci sono due strade. La prima è quella che ha scelto la Spagna, ovvero di privilegiare i rapporti tra i paesi, col risultato di avere ottimi rapporti con la Bolivia, e la seconda è quella che abbiamo scelto in questo caso, ovvero di appoggiare sempre e comunque i burloni, col risultato che abbiamo visto.
A te le conclusioni.
Non c’è dubbio, come non c’è dubbio che con i boliviani la diplomazia si sia mossa in maniera molto più veloce.
Però non ce li vedo i boliviani a marciare sull’ambasciata spagnola con le torce in mano. Non so come spiegarlo, non vorrei che mi fraintendessi, è che in certe circostanze gli arabi sono un po’ troppo “sanguigni”… chissà , forse è anche un bene, paragonato al nostro menefreghismo …
Katia: l’America Latina è stata un lago di sangue fino a pochissimo tempo fa.
Non è un mondo di compassati lord inglesi.
Al momento, tuttavia, i media trovano più fotogeniche le incazzature arabe.
katia,
mi rendo conto che il mio è un esempio piccino picciò, perchè non vivo in un paese arabo, ma a 1000km a nord di milano.
comunque sarà l’effetto della dieta a base di burro ma i (ahimè pochi) amici “arabi” (cioè 2 egiziani, 1 marocchino, 1 algerina, 1 mauritano due iraniani e qualche conoscente uiguro) sono tutt’altro che “sanguigni”, nel senso che ci sono rimasti male a vari gradi (chi tanto, chi niente, alla faccia di chi considera arabi e musulmani come un unico blocco magmatico), ma a nessuno è venuto in mente di bruciare la macchina di uno dei tanti danesi che vivono qui.
ah, oggi nevica, non è il giorno migliore per bruciare ambasciate. tant pis (e scusa lia per l’invasione)
azz, però bruciare le macchine non dovrebbe essere considerato reato…
per me anzi dovrebbe essere elevato agli onori degli altari….
lia, bòna…bòna… sto a cazzeggià …
anche il NYT pubblica una cronologia oggi. che parla di stupidita’, ‘miscalculations’ ma anche di mala fede (bilaterale).
e che non posso linkare perche’ sarebbe “questionable content”. ???
Lia hai ragione, il sudamerica è stato per tanto tempo un bagno di sangue.
Roberto: non intendevo dire che TUTTI gli arabi sono un po’ troppo “sanguigni” e neanche raggruppare gli arabi in “un unico blocco magmatico”. Ti chiedo scusa, mi sono espressa male, volevo essere solo sintetica … mi rendo conto che la sintesi a volte non aiuta …
Rotafixa, io non ti impedirei mai di cazzeggiare: secondo me, ti riesce molto meglio che parlare sul serio. ;)
Filox, l’antispam è sensibile anche a cose che ignoro. Credo che blocchi pure i puntini sospensivi, ahimè.
Comunque l’articolo è in prima pagina sul NYT.
complimenti è la prima volta che lo leggo ma è un blog molto interessante!
C’è una novità : quel coglione del capo redattore culturale dell’Jyllands Posten, il sig Flemming Rose, il responsabile della “genialata”, è stato costretto a “prendersi le ferie” dal suo direttore. Indovinate perchè?.. Alla CNN ieri ha detto che voleva pubblicare vignette sull’Olocausto e sul Cristianesimo, in collaborazione col giornale iraniano che ha lanciato il “concorso”. Ma si può essere più c..??=? Questo dimostra solo tutta la natura becera e provocatoria di questa buffonata. Alla fine ci hanno rimesso solo i musulmani, ebrei e cristiani l’hanno scampata: non saranno offesi.
E secondo il notiziario di stamane della radio romanda http://www.rsr.ch, lo stesso Rose, ri-riscusandosi per l’involontaria offesa recata ai musulmani in un’intervisata, avrebbe detto che le caricature non miravano ad insultare chicchesia, ma a lanciare un dibattito sui limiti della satira. Un po’ lentino nell’implementare questo piano di dibattito.
Su Lakah sono interessanti la tua analisi e la tua ipotesi, Lia – però lui ha anche un lungo passato di pessimo trattamento dei suoi impiegati, sia nell’areonautica sia a France-Soir. Potrebbe semplicemente aver deciso di “cut his losses”. A quanto ho letto di lui, non sembra il tipo da avere patemi d’anima per i suoi correligionari.
Ciao
Claude
tonino, ilprimo libro che ho letto in vita è stato il vangelo di giovannik, con testo in greco che mia madre mi leggeva mentre avevo tipo 40 di febbre. immediatamente ho capito che erano meglio ercole, apollo, achille e ettore e compagnia. ho letto le scritture, per passione della lettura. ho letto gli apocrifi.
la mia personale conclusione è che il mito serve a qualcosa, ma deve trasmettere qualcosa. dal politeismo al monoteismoabbiamo perso questo ualcosa. non ce ne siamo più ripresi-
ora, come mi capita di dire altrove, in sinagoghe, chiese e moschee (ordine d’apparizione) ci farei abitazioni o ciclofficine (le prime utili,le seconde miei personali e collettivi deliri)
embè?
so per cosa battermi, e non sono i soliti discorsi del cazzo sul mio dio che ce l’ha più lungo del tuo, mi si scusi il becerame
se ti interessa trovi informazioni sulle mie argomentazioni (altrove cazzareggio, come diceva carmelo “tanto per fare”) semplicemente digitando il nick su un motore di ricerca.
a dire la verità non ci tengo tanto.
a trieste dicono “c’è chi stroliga e c’è chi naviga”
(disclaimer per virtual people: navigazione significa “trovare la rotta mentre si è in mare e seguirla”, non “cliccare su browser”)
Questo paragone secondo me non regge in nessun modo…
Io da molto tempo mi chiedo e quindi ti chiedo, se avrai la gentilezza di rispondermi, come sia successo che persone assolutamente laiche e di sinistra magari anche “femministe” che mai e poi mai si farebbero imporre alcunchè dalla chiesa, dai preti e dalla visione maschilista siano tanto rispettosi di una religione così intregralista, assolutista e antimoderna dove lo spazio per i pensieri del singolo sono modesti e le donne sono tenute in scarsa considerazione.
Io giuro, non è una provocazione, ma non lo capisco.
guardatevi l’ultimo numero di charlie hebdo, giornale satitico umoristico francese (lo trovate illegalmente su internet usando emule) o lo comprate non so come da qualche parte, vedete voi
E’ interamente imperniato sulla storia delle vignette, ne offre di nuove (e migliori) e disquisisce sul diritto e i limiti alla satira.
Lia, penso che dovresti leggere questo.
http://powerofnarrative.blogspot.com/2006/02/get-your-propaganda-right-here-cartoon.html
Tra l’altro, credo francamente che abbia più attinenza con la vicenda delle vignette dell’esempio da te proposto
Ciao
quasi fuori tema ma non troppo.
per chi sa il francese, ieri ho letto un fumetto molto divertente e ben fatto sulla questione “come noi vediamo loro senza capirli”.
si chiama “l’affaire du voile” di postillon (lo stesso di “l’enquête corse”).
c’è una vignetta che mi ha molto colpito.
il protagonista indaga nell’ambiente degli estremisti islamici parigino, faendo gaffe ogni tre minuti e scontrandosi con un mondo a lui incomprensibile. ad un certo punto entra in un hammam e subito un tizio barbuto con aria truce gli fa:
“la prossima volta che entri qua, lascia fuori il telefonino!”
e lui, tra il preoccupato e il rassegnato: “perchè è proibito dall’islam?”
“no, l’umidità lo rovina”
petillon, non postillon. scusate
Rotafixa: se ti ho preso di mira è perché dici cose interessanti. Ma in questi giorni ho un po’ straparlato.
ciao
Mi son permesso di commentare l’accaduto sul mio blog, citando le tue affermazioni etnocentriche sul popolo boliviano e sul suo presidente, e spiegando cos’è la satira.
Questa non è satira.
La Satirà è un genere (letterario, teatrale, e altre arti) che danno l’attenzione critica alla vita sociale, e personalisticamente alla condotta di taluni soggetti di pubblica notorietà .
La satira ha in genere un contenuto etico, racconta, spiega, in termine umoristico, ma racconta, informa.
La satira non è quella che intendete, la satira non è prendere per il culo il capo di uno stato e ridendoci sopra perchè c’è cascato, mi spiegate che contenuto etico ha? Che critica sociale ha? Volevano far sentire il presidente boliviano un poveraccio che casca ad uno scherzo telefonico? La prossima volta chiamiamo Berlusconi a casa sua e facciamo finta di essere Bush cosi per screditarlo oltre a quello che è già screditato? Ma per favore…
La satira non è quella fatta da quella radio.
Riporto direttamente la parte finale dell’articolo che riportava la tua firma,apparso il giorno Giovedì 9 Febbraio 2006 su macchianera.net :
“Suggerisco, quindi, che tutti i cittadini danesi, France Soir, Staino, Sofri, Macchiaradio e La Padania – oltre, naturalmente, a Sabina Guzzanti – prendano le distanze dal comportamento liberticida di Zapatero e rilancino la campagna di scherzi telefonici a Evo Morales inaugurata dalla radio vaticana, allo scopo di fare comprendere alla rozza popolazione boliviana e al suo malvestito presidente che la libertà di satira di uno stato europeo quale è il Vaticano non si tocca e che, soprattutto, non si azzardino a boicottare i prodotti spagnoli, ché lÂidea di dovermi mettere un intero prosciutto Serrano a mo di banner sul blog mi disturba abbastanza.”
Questo passo sottolinea unicamente grande immaturità .
Immaturità politica,civile e sociale nonchè un gravissimo colpo all’arte della satira.
Come altri hanno già sottolineato precedendomi nei commenti,il comportamento tenuto dalla radio vaticana spagnola ha dell’incredibile e dell0inconcepibile. Con il fuoco non si gioca,altrimenti il rischio è quello di bruciarsi : scherzare in questo puerile modo su eventi fondamentali come il rapporto internazionale tra stati sottolineano solo mancanza di serietà ,intelligenza e razocinio.
Sullo stesso piano della cosi poco simpatica radio vaticana spagnola che ha dimostrato manifestatamente a tutto il mondo la sua vera natura si trovano anche quelli che,come nel suo caso,sostengono tali ridicole situazioni nel nome di una “moralità ” e di una “libertà di satira” che non hanno fondamenti per casistiche simili.
Mi spiace sottolineare situazioni simili,perchè credo sempre che una mente pensante possa da sola capire determinate situazioni,ma con poche righe Lei ha veramente toccato un livello di bassezza satirica preoccupante.
David e Alessandro, ragazzi miei: ma imparare a leggere, no? Sapere con chi parlate, no? Farvi venire un dubbio, mai?
Gessù.
Sapere con chi parliamo? Che c’entra? Abbiamo commentato il tuo articolo, in particolare la parte dove definisci una telefonata satira e dove sostieni il popolo boliviano come un popolo rozzo. Che dubbi dovremmo farci?
In effetti non credo che abbiate letto bene David, forse non cogliete l’ironia, eh…
Quello che c’è scritto in quell’articolo è ben chiaro,non c’è tanto da rigirare frittate già fatte.
Inutile difendersi con enunciati fatti del tipo “dovete leggere meglio” o “non avete colto la mascherata ironia” perchè le frasi del tuo articolo mancano totalmente di ironia e non hanno,a mio giudizio,nessun senso se non quello di difendere l’operato della radio vaticana spagnola e parallelamente recare una grave offesa al popolo Boliviano (i cui prosciutti magari sono meglio dei nostri… eh che bella satira,sto ridendo tanto,ma tanto tanto -.- …).
Se il tuo punto di vista è contro l’insignificante e fanciullesco scherzo telefonico allora ti consiglio caldamente di fare un esame di coscienza e prima di esortare le persone a leggere in maniera più approfondita i tuoi monologhi o cogliere la mascherata ironia,di pensare tu stessa a scrivere meglio ciò che vorresti esprimere.
SALUDOS.
Oddio ti ho salutato in lingua spagnola,sono come Zapatero !
-.-
Piccolo particolare da non sottovalutare : come si può rispondere ad una critica con un semplice “ma sapete con chi parlate ?”.
Forse non hai colto bene che noi critichiamo l’articolo e ciò che hai espresso con esso e non ciò che nella vita hai fatto e se ti piace di più il cioccolato al latte o fondente.
Anche se avessi avuto davanti il presidente della reppublica avrei espresso esattamente lo stesso sdegno per un simile articolo.
SALUDOS
Ué Alessandro, che scrivi:
SALUDOS.
Oddio ti ho salutato in lingua spagnola,sono come Zapatero !
Sei sicuramente di milano, perché a capire un bel nagòtt come fai te dumà un tarlucc de milan ci poteva riuscire. Se parli spagnolo sei come Zapatero… gnurantott! Perché el Morales che dialett l’è ch’el parla, el brianseu? Va a ciapà i ratt, Lisander!
Cara Pierina (il nome dice tutto),non ho capito nulla di quello che hai scritto,posso solo andare “a tentativi d’interpretazione”,visto che non sono di Milano.
L’unica cosa che posso sottolineare per coloro che non ci arrivano da soli è che quell’ultima frase di saluti e specificazioni,che hai riportato,era fortemente ironica.
Ciao Pierina il cui nome dice tutto !