Che, se ci ripenso, devo proprio ammettere che sono bravi.
Sanno comunicare, e davanti a un lavoro ben fatto la prof che è in me non può reprimere un moto di ammirazione.

Ricapitolando: non per la prima volta, gli USA confermano di utilizzare la privazione del sonno come strumento di tortura.
Però, stavolta, aggiungono di mantenere svegli i prigionieri per mezzo dei Metallica e di non so quale canzone di un comic.

A me pare geniale… l’attenzione, dalla tortura si sposta alle qualità dei Metallica; l’indignazione lascia il passo alla battuta: anzichè ribadire che, cribbio, non si fa (indignazione crepuscolare e stantia del moralista pro-diritti umani, yawn…), si farà a gara a chi conia più battute di spirito sull’efficacia dell’ultimo album della Pausini contro gli irriducibili.
Il primo caso al mondo di applicazione della tortura capace di far sghignazzare l’intera opinione pubblica mondiale.

Il prossimo passo quale sarà?

Stuprare le donne imbottendole di gelato al pistacchio?
Sospensione del corpo dall’ottovolante di Disneyworld?

Una bella rogna davvero, per Amnesty…. di fronte al motto di spirito altrui, o sei complice o ti trasformi in zimbello…

Agghiacciante.