Si è diffusa un po’ ovunque la convinzione che tirare sassi sia un’attività prevalentemente palestinese.
Non è così.
Fino a qualche decennio fa, anzi, la specialità era considerata prettamente ebraica.
Poi, si sa come vanno le cose: oggi, su tre israeliani che incontri, almeno uno è armato.
Sali sull’autobus e chiedi al tuo vicino se, cortesemente, non gli dispiacerebbe spostare il suo fucile un po’ più in là.
Vai in discoteca, e i giovanotti ballano in pista con la mitraglietta poggiata ai loro piedi, proprio come fanno le ragazze inglesi con la borsetta.
A Gerusalemme soprattutto, i coloni che vanno a passeggio amano sfoggiare delle grandi pistole nella cintura.
Sospetto che il consumo di Viagra sia bassissimo tra i coloni, grazie a questo.

Le pietre, come tutto ciò che è arretrato e un po’ sfigato, sono quindi rimaste una quasi esclusiva palestinese.
Dico “quasi” perchè tra gli ebrei ortodossi, in particolare a Mea She’arim, sono ancora parecchio in voga.
Contro i turisti distratti, in genere.

“Quando visitate Mea She’arim fareste bene ad adeguarvi alle abitudini dei suoi abitanti sia nell’abbigliamento che nel comportamento: questo significa che le donne non devono indossare pantaloni né corti né lunghi, bensì gonne larghe e devono avere le braccia coperte. Non camminate a braccetto né mano nella mano con nessuno (…) E’ già capitato che individui particolarmente rigorosi abbiano lanciato pietre a persone (ebree e non) che hanno infranto anche involontariamente questi codici…”
Israele e Territori palestinesi, Guide EDT, pag. 153.

Sorge spontanea la domanda: ma se io, che sono distratta e fumo come una carrettiera, mi accendessi una sigaretta di Sabato a Mea She’arim e venissi colpita dal conseguente sasso, sarei autorizzata a reagire tirando fuori un’ipotetica Colt e facendo fuoco…?

Ucciso un palestinese di 16 anni, gravemente feriti uno di 9 e uno di 7 anni. Ne parla anche Gianna ; da lei, leggo anche del ripetersi della solita abitudine di non lasciare passare l’ambulanza fino a quando il ferito di turno non muore dissanguato.
(Ma che adulti saranno, domani, questi militari ragazzini che se ne stanno lì ad osservare la morte per dissanguamento di un ragazzino più piccolo di loro…?)