Non è la prima volta, che me lo chiedo.
Ok, lo capisco, Israele; ma quale prezzo è disposta a pagare, quella nutrita parte della comunità ebraica che ha abbracciato la destra, pur di stare dalla parte dell’antisemitismo odierno, quello contro gli arabi?
Berlusconi che rivendica le barzellette sull’Olocausto a dimostrazione di quanto siamo ilari, noi italiani.
Ma non lo vedono, che la stampa che oggi lo difende è la stessa dell’operazione di marketing chiamata ‘Israel day’ di qualche tempo fa?

In gara a sostenere i reciproci interessi più indicibili, facendo finta di non vedere l’ovvio: che questa destra, oggi, tace il proprio disprezzo per gli ebrei solo perchè è indaffarata a disprezzare ancora di più un altro popolo, un altro credo.
Poi lo sprazzo di sincerità, la forza liberatoria del “motto di spirito” berlusconiano… ma non lo vedono?
Ma non lo sentono, almeno per istinto?

Per questa destra (ma sarebbe chiaro anche a un cieco) gli israeliani sono degni di stima solo in quanto sterminatori di arabi e il filoebraismo è la tassa da pagare e, allo stesso tempo, il premio per il lavoro svolto.
Altro che kapò.
E si fa finta di non saperlo, di non accorgersene.

E la parola “antisemita” serve a criminalizzare quelli che denunciano i crimini contro i palestinesi.
Già.
Le barzellette sull’Olocausto di Berlusconi bisognerà dimenticarle in fretta. Conviene a tutti, in nome dell’interesse comune: sterminare arabi.

Bravi.