neo

Me ne sto qui bel bella a scrivere di come sono contenta di stare in Egitto, delle belle cose che vedo etc.
D’improvviso sento dei rumori. Alzo gli occhi, e li vedo. Un gruppo di neoconi mi e’ entrato nel blog.
Si muovono lentamente, tenendomi il mouse ben puntato contro. Si dividono, piazzandosi strategicamente nei primi due post del blog, da dove possono controllare l’intera pagina.

“Che volete?”, domando stupita.
Quello che sembra il capo lascia scivolare il mouse lungo il fianco e, guardandomi fisso negli occhi, parla con studiata lentezza: “Abbiamo letto delle cose che ci dispiacciono, donna Lia. Dei messaggi a favore della segregazione. Brutta cosa, la segregazione.” E fa roteare lo stuzzicadenti nella bocca con una smorfia.
Aggrotto la fronte: “Segregazione? Ma io… ah, forse si riferisce al vagone riservato alle donne in metropolitana al Cairo…! Ma quella mica e’ segregazione, le donne lo usano se vogliono, altrimenti vanno dove pare a loro!”
Mi arriva uno schiaffo. “Non fare la furba con me, stronzetta. Ho cercato “segregazione” sul dizionario e ho visto che vuol dire “tenere qualcuno lontano dagli altri”. Non cercare di farmi fesso!”
“Ma appunto! Il vagone, invece, e’ volont….”. Un altro schiaffo. Capisco che le metropolitane lo innervosiscono, e taccio.

Prende la parola un tipo scuro che, dalla voce suadente, parrebbe piu’ gentile: “Ho chiesto qualche notizia sul tuo conto, giu’ in paese, e non sono contento. I miei informatori mi dicono che hai un forum in cui scrivi che gli israeliani vanno in vacanza in Egitto e si comportano da turisti arroganti. E cosi’ stai riscrivendo il Mein Kampf, vero…?”
“Il Mein Kampf?? Addirittura? Ma sei sicuro, o frequenti la stessa libreria dove il tuo amico ha comprato il dizionario…??” esclamo, basita.
Non l’avessi mai detto… mi prendono entrambi per il collo e mi spingono verso la colonna dei links: “Sta’ a sentire, qui non abbiamo tempo da perdere! Qui c’è scritto che ti piace l’Egitto, bastarda! Come se non sapessimo tutti che in Sudan si sta male! E c’è scritto che hai visto ragazze sorridenti, quindi vuoi nascondere i dati sull’infibulazione, carogna! E che rincasi la sera a piedi, dopo tutto quello che è successo a Bali! Credi di poter parlare di Egitto solo perchè ci abiti? Ti sbagli: per parlare di Egitto bisogna leggere Magdi Allan e i nostri link, scriviteli! Vuoi avvelenare le menti dei giovani italiani, ma non te lo permetteremo!”

Il terzo neocone era rimasto un po’ in disparte, intento a strappare le zampine ad alcuni insetti che aveva in tasca, mentre gli altri mi malmenavano. Ingoia con soddisfazione l’insetto, e poi mi fa: “Insomma, considerati avvertita: se vuoi scrivere un post positivo sull’Egitto, devi prima scriverne tre di critica. E poi devi dire che Mubarak è come Hitler, ma sua moglie no, anzi sì, e che bisogna lottare per i diritti civili, ma non per i diritti degli islamisti perseguitati, per gli altri diritti, quelli che tu non conosci, come si chiamano… insomma, hai capito, datti da fare e non farci arrabbiare!”

Finalmente se ne vanno e, scarmigliata, mi precipito fuori dall’internet cafe’ di Midan Tharir. E’ tardissimo e, se non mi sbrigo, perdo l’aereo.
Decollo dal Cairo alle 2,55, arrivo a Malta verso le 5 del mattino, riprendo l’aereo alle 7 e, verso mezzogiorno, arrivo finalmente a casa e accendo il computer.
Sono gia’ passati e mi hanno lasciato dei messaggi di avvertimento. Dicono che non ho ancora parlato di infibulazione e sono seccatissimi. Mi accusano della persecuzione dei cristiani in Sudan e, mi pare di capire, anche dell’attentato dell’11 settembre. Sono proprio un brutto tipo, a quanto pare, e il fatto che mi piace l’Egitto ne è la prova indiscutibile.

Avendo dormito mezz’ora, spengo tutto e vado a letto.
Non prima, però, di aver controllato che la porta sia ben chiusa a chiave.
Sarò strana io, ma a me pare molto più tranquillizzante l’Egitto…