
In questa provincia sperduta, dove la carne si compra per lo piu’ da viva (galline che scappano, conigli tremanti); dove non e’ ancora di stagione di carote, quindi si fa senza; dove i miei alunni usano, come quaderni, agende del 1999 o del 2000; dove l’asino e’ il mezzo di trasporto piu’ usato e i barconi trasportano lungo il Nilo delle pietre enormi che gli operai sollevano, trascinano e impilano per costruire gli argini nello stesso, identico modo in cui lo facevano i loro antenati all’epoca dei Faraoni… qui dove sono, insomma, e’ pieno zeppo di internet cafe’.
Io ne conosco almeno 10.
La sera ci sono soprattutto adulti e donne, e chattano.
Qualche ragazza con le cuffie, ogni tanto, litiga e si mette a piangere. Io mi imbarazzo e faccio finta di non vederla, poi la spio con la coda dell’occhio.
Di notte ci sono i ragazzi, e chattano pure loro, o scaricano musica. O navigano, certo. Ma navigare e’ un’operazione solitaria, in genere. Qui, invece, sembra avere una dimensione comunitaria. Come un grande zapping su internet, tutti assieme.
A quest’ora ci sono i bambini e:
1. Fanno i compiti.
2. Sentono a tutto volume queste canzoncine pop egiziane che, francamente, stanno cominciando a piacermi parecchio.
La cosa fondamentale, comunque, e’ che qui e’ pieno di bambini che fanno i compiti.
Schermate intere di appunti in arabo scritti grande grande, e schemini ricopiati in bella dai quaderni, stampanti che vanno.
Chiacchiere da una postazione all’altra, e poi il giro su Hotmail (ma quanta posta ricevono??) o sul sito di ‘sta cantante araba con gli occhi enormi di cui sono tutti innamorati.
Bimbi che ci sanno fare, su internet.
E, poco fa, l’aria si e’ riempita di odore di cibo, ed eccoli qui, i bambini che fanno merenda.
Niente briosche, niente kinder, niente nutella: sacchetti di cellophane pieni di koshari, da cui tutti succhiano con evidente soddisfazione.
Il koshari e’ pasta, ceci e lenticchie.
Ed io, abituata a bambini con le Nike – lo zainetto – la Camillina-alla-carota, me li guardo, questi qui.
Le scarpe in un angolo, cavalcano la tecnologia con in mano la pasta e ceci.
Dai, bombardateli… potrebbero, effettivamente, essere dei competitori pericolosi, da grandi.

Ti leggo ma non commento quasi mai, per? ora non ce la faccio. Me li vedo davanti ‘sti bambini che mangiano ceci e manovrano il mouse.
Mi piace un sacco questo blog, ? uno dei pochi che hanno un senso, che aprono una finestra e ti mostrano qualcosa.
Io adoro la campagna del tuo blog: “Questo blog ricorda che: po’ si scrive con l’apostrofo.”
Stupenda…:)))
Cara Lia, visto ora questo simpatico quadretto egizio pieno di vitalit? … e con quella foto,mi verrebbe proprio voglia di assaggiare il piatto! (dieteticamente molto equilibrato, fra l’altro!) ciao.