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Il fatto che tutti gli egiziani conoscano le opinioni del nostro Presidente del Consiglio sugli arabi, e che nessuno pensi di prendersela con me (o con gli italiani in generale) per questo, mi ha sempre lasciato un po’ perplessa.
“Un conto e’ Berlusconi, un conto sono gli italiani”, mi dicono.
Ma l’ho sentito anche riferito agli israeliani, questo discorso, nel Sinai…

Be’, non e’ cosi’.
A me pare che se lo dimentichino, che Berlusconi e’ stato votato, santo cielo.
Mi puo’ anche andare bene, che non ci pensino, per carita’!!
Ma non posso evitare di pensare che questa tendenza a scindere i governanti dai governati sia la pacifica figlia della mentalita’ di un popolo a cui non capita di sceglierli proprio personalmente, i propri leader.
Me ne godo i risultati, ma ho la coscienza nazionale sporca.

E infatti…
Oggi, con il secondo anno, abbiamo fatto una lettura sulla Costituzione Italiana, ed io ho tenuto un’appassionato discorso sulla nascita dei partiti politici, i diritti, le liberta’ e il voto, dopo l’esperienza del fascismo.
E alla fine, per la prima volta, li avevo tutti attorno alla cattedra e (ancora per la prima volta) mi hanno chiesto: “Ma gli italiani, cosa ne pensano di Berlusconi?”
“Uhm. Berlusconi e’ stato eletto. Questo vuol dire che c’e’ una buona percentuale di gente che la pensa come lui, ma c’e’ anche una vasta parte dell’Italia che la pensa in modo completamente diverso.”
“E lei..?”
“Non ve lo dico”.
“Perche’?”
“Perche’ tutti i prof devono essere uguali davanti agli studenti senza distinzioni di sesso, credo religioso o politico…”
Si sono messi a ridere e hanno alzato il pollice in segno di approvazione, e mi sono messa a ridere anch’io.

Ma se sapessero…