
Se non lo sai, che il fanous (pl. fawanis, gessu’ che lingua…) e’ il simbolo del Ramadan, te ne accorgi in fretta, che’ le strade traboccano di centinaia, migliaia, forse milioni di lampade colorate, e vedi passare i bimbetti col loro bravo fanous in mano e l’aria seria dei bimbi che hanno appena comprato un giocattolo.
A proposito di lingua araba: esistono piu’ di 180 tipi diversi di fawanis, ognuno con il proprio, specifico nome. Non so se mi spiego…
Mo’ faccio un po’ la guida turistica: dunque, i fawanis risalgono all’epoca dei Fatimidi, intorno all’anno Mille.
Le donne erano segregate, a quei tempi, e un illuminato califfo decise di dar loro il permesso di uscire di sera, durante il Ramadan.
Unica condizione, dovevano essere precedute da un ragazzino munito di lampada, in modo che gli uomini, preavvertiti dalla luce del loro avvicinamento, si comportassero di conseguenza.
E la lampada era il fanous, appunto, che piacque moltissimo a tutti e che continua sulla cresta dell’onda mille anni dopo.
Piace soprattutto ai bambini, dicevo, ed entro una settimana ogni bimbo avra’ il suo.
(Anche i bimbi piu’ miserrimi, perche’ il Ramadan e’ una delle due occasioni dell’anno in cui, chi puo’, deve (ma proprio deve) mettere mano al portafoglio e contribuire.)
Questa mattina, in autobus, e’ salita una bella mamma con due bimbetti, di cui il piccolo avra’ avuto tre anni.
I bimbi arabi sono, in genere, molto ben educati (eh, si’, mi dispiace…) e per niente capricciosi, proprio per niente.
Ma sono anche molto fiduciosi e, se piccolini, sembrano avere una serie di gesti istintivi con le donne in generale, non solo con la mamma, a cui io non sono abituata.
Il bimbo di stamattina, per non perdere l’equilibrio, mi ha preso la mano e se l’e’ tenuta tutto il tempo che ha ritenuto necessario.
Poi ha trovato posto di fronte a me, ed era li’ seduto, con questi enormi occhi neri serissimi, tutto ben pettinato con la riga a lato, compreso nella sua compostezza di bravo bimbo e con (tenuto con enorme attenzione) il suo piccolo fanous nuovo di zecca in mano.
Un giocattolo importante.

Sai che ? la prima volta che sento parlare di questi fawanis?? Qui non ce n’? neanche l’ombra! Incredibile che due paesi in fondo vicini non condividano gli stessi simboli. Oh, ti giuro, manco uno ne ho visto, e s? che mi son fatto gi? un ramadan e ne attendo un altro…
OT – ma com’? la grammatica araba? Nel senso, come logica ? pi? vicina all’inglese che ha una regola e miliardi di eccezioni o a quella tedesca che ha cento regole e DUE eccezioni? Mi incuriosisce assai la cosa perch? mi hanno detto che sapendo il tedesco l’arabo ? facile. A me pare improbabile per? sono curiosa.
Come al solito i tuoi post sulla cultura/usi locali sono bellissimi…grazie.
Poi dicono che tutti gli arabi sono uguali…:))
(Pero’ io li ho visti esposti anche nelle botteghe di altri paesi arabi, come souvenir per turisti… a Gerusalemme, in Tunisia, e’ un classico. Non dirmi che nel glorioso suq di Damasco non li vendono!)
Non lo so ancora…
Sto ancora litigando con l’alfabeto, e temo che ne avro’ per molto.
E riesco a fare cose tipo comprare del cibo, e mi pare un tale successo che pazienza se mi esprimo come Tarzan.
Di grammatica non so quasi nulla.
L’unica cosa che mi pare di aver capito e’ che deve esserci qualcosa di simile ai casi latini.
Omar mi ha citato un paio di volte l’ablativo, e certe parole cambiano dal nominativo all’accusativo.
Ma sono sensazioni vaghissime, le mie.
(Mi hanno regalato un libro con l’alfabeto per bambini arabi di 3 anni, con le oche e i pulcini e tutto, e magari e’ la volta buona che ci capisco qualcosa.)
? un bel post sai? e non perch? si parla di bambini seri che ti prendono la mano per tutto il tempo necessario, questo blog ? prezioso come una finestra a piano terra, capisci? solo una finestra, perch? noi siamo qui e possiamo solo leggere.
E’ che e’ un gran bel paese, Lu…
Lia, non fare come tutti che confondi tra arabi e nordafricani. Qui, almeno, la differenza mi viene sempre sottilineata. Anche quando, proprio ieri, parlavo dei fawanis. Ne conoscono l’esistenza, ma qui non ce n’? manco dipinti. Quando gliel’ho fatto notare, con la faccia a punto interrogativo, mi hanno, come sempre, risposto: “ma non sono mica arabi, loro. Gli arabi siamo noi del medio oriente. Loro sono berberi, o fanno parte di un’altra tradizione etnica. Sono musulmani, s?, ma per voi tutti i musulmani devono essere arabi?” Che vuoi dire, quando te la mettono cos?….
Che dirti, tu mi parli della Tunisia.. appunto. Gerusalemme, essendo anello comunicante tra Islam del Nordafrica e quello del Medio Oriente, ? logico che li abbia (confinano con l’Egitto, in fondo), ma ti assicuro che qui non ce n’? nemmeno uno. Ti dir? che qui guardano all’Egitto come ad un paese di gente un po’ fuori di testa, che fanno un sacco di film e hanno una pronuncia dell’arabo poco ortodossa (secondo loro, ovvio, gli egiziani pensano lo stesso dei siriani, lo so).
Per quanto riguarda l’arabo, ? vero, ha dei casi, una cosa come l’accusativo, poi un caso obliquo, e una sorta di ablativo che mettono con le preposizioni. Questo per? solo nel “fussha”; cio? la lingua aulica, davvero complessissima e che qui non parla nessuno. La cosa curiosa ?, che come il greco, per esempio, (o il serbo-croato), anche nella lingua colloquiale hanno il duale: cio? quando devono parlare di due persone, o cose, non usano il plurale, ma, appunto, questo duale, un caso a s?, una distorsione ulteriore della bocca e della gola in modi a noi assai ardui.
Dai, Lia, supera lo scoglio dell’alfabeto e inoltrati nei meandri laocontici della grammatica, la troverai molto pi? simile alla nostra di quanto tu creda, davvero!
Ma perch? si offendono? Mica ? un insulto, essere nordafricano, ? un dato geografico, puramente geografico. A quanto risulta dalle cartine, abitano la parte nord del continente africano. Non vedo cosa c’? da offendersi. O sono anche loro razzisti? ;)
Se dico a un egiziano che l’hai chiamato ‘nordafricano’, e’ la volta buona che mi faccio mettere la scorta pure io…!
Ma scherzi?????
Mo’ ti chiamo un beduino e te lo spiega lui, se ? arabo o cosa….:))
(No, scherzi a parte. Qui c’? di tutto, dalla Nubia in su, ma mi pare che i tuoi siriani si stiano allargando un attimo.
Quando sostituiranno l’Egitto nel ruolo di leader culturale del mondo arabo, ne riparliamo…:) )
Ti citavo Tunisia e Gerusalemme perche’ ho pensato che, essendo le lampade in questione molto carine, le potessero avere adottate un po’ tutti come souvenir per i turisti.
Dubito che a Gerusalemme le usino per il Ramadan, per esempio.
I fawanis sono una tradizione puramente egiziana, credo, perch? risale all’epoca fatimide del Cairo.
Una tradizione tutta interna, direi.
Cmq indaghero’.
Ma che ne so, io ci rido su queste cose, quando i siriani me le dicono….
Mi sono spiegata male.
La frase che avevo in mente era: “Semplice nordafricano senza connotazioni arabe.”
E allora s? che si offendono, e hanno pure ragione…:)
Pensa che sfiga: essere snobbati dall’Occidente in quanto arabi, ed essere snobbati dai siriani in quanto non-arabi! :)
Qui ci sono i beduini che se la tirano parecchio, con la storia di essere i soli veri arabi.
Ma i berberi sono solo una piccola minoranza attorno a Siwa, non di pi?.
Il resto, a voler parlare in termini etnici, sarebbe di origine camito-semitica, pi? (direi) tutti quelli che sono passati di qui negli ultimi 6000 anni.
E i nubiani a sud, ovviamente.
Per? l’identit? araba ? etnica o culturale?
Se ? culturale, l’Egitto ha fatto molto per definirla.
La stessa questione la puoi sollevare con il mondo ispanico, che comprende anche figli di italiani, di siriani, discendenti di schiavi e di indios.
Quello che li lega, ed ? un legame indissolubile e potentissimo, ? la lingua…
(Ma io e te apparteniamo alla stessa etnia, secondo te…?)
Bello luminoso il tuo post! Grazie. Anch’io vorrei tanto un fanous…P.S i bambini di tutti gli angoli del mondo sono belli… immagino questi con il fanous e sorrido. Baci. Buon Ramadan ai tuoi amici che lo fanno.
Grazie.
Mi sembrano tutti un po’ provati, ma il “buon Ramadan!” in italiano piace da morire, qui…:)