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Il mio delicatissimo e prezioso computer portatile nuovo di zecca, regalo di Fant, smette di funzionare, gettandomi in un profondo stato di angoscia.
Non avendo alternativa, lo porto al Cairo affinché me lo riparino, colma della stessa fiducia con cui mi sottoporrei a un trapianto di cuore presso il pronto soccorso di Crotone.
Tesa, sì.

Il Riparatore Ufficiale della Compaq controlla il codice del prezioso aggeggio e mi dice che non può. Codice non valido.
Apprendo, insomma, che la Compaq proibisce ai Riparatori di aggiustare i computer comprati fuori dal Medio Oriente. Trattasi di severe disposizioni aziendali, da due anni a questa parte, e il mio sistema nervoso comincia a cigolare.
Mi spediscono da altri Riparatori Ufficiali e giro mezzo Cairo in taxi. Qualcuno mi segnala un nome-chiave: Mustafà, della Aptec. E? lui, il mio uomo, ma sta ad Heliopolis. Sì, dall?’altra parte del Cairo. Ok, vado. Taxi, sì.

?Sei tu Mustafà??
?Sì.?
?Dunque, come ti avranno già anticipato al telefono, non sento più il rumore del ventilatore, ho lo schermo blu, il cursore si cong…?
Non mi ascolta. Smanetta per conto suo. Sospetto che non mi capisca.
?Ascoltami, per favore. Il cursore, il ventil…?
?Devo controllare il codice, torno subito.?

Io non ho un bel carattere, lo so.
Dopo aver preso 15 taxi cairoti sotto un sole leonino, con le scarpe strette e il computer pesante e ferito e la mia maledetta inadeguatezza linguistica, decido che non lo voglio nemmeno avere, un bel carattere, e libero la belva che è dentro di me.
?Tu non mi ascolti!!! Ma quale codice!!!! Io mi incazzo!!!! Guai a te se controlli il codice!!!! Tu non mi capisci!!! Tu non parli inglese!!! Datemi qualcuno che parli inglese!!!?
?Ma io ti sto parlando in inglese, obietta. E, in quel momento, qualcuno lo chiama Sherif.
?Avevi detto che eri Mustafà!!!!!!?, strepito, furibonda.
?Ma io??
?E sai cosa faccio, se non mi mandi subito qualcuno che mi ascolti, che capisca l’?inglese e che si chiami Mustafà??? Eh?? Lo sai, cosa faccio????Lo sai???? Mi metto a piangere, ecco!!!!!!?
E? orripilato. ?But?why?.???, geme. E chiama rinforzi.
?E? lui, Mustafà?? urlo, indicando l?’altro Riparatore in arrivo.
?Sì.?

Vengo toreata con calma e dolcezza dal nuovo Riparatore.
Schiva urla e rivendicazioni con l?’aria solenne di chi mi dà ragione in tutto, mi consola, mi rassicura, mi spiega cose che non capisco e si impegna personalmente a farmi riavere il computer come e meglio di prima, al più presto possibile.
Parola di Ahmed.
?Ma non eri Mustafà?????? grido (ma quanto ho gridato?? Non si grida, in Egitto, lo sanno tutti?), girandomi verso Sherif imbufalita.
Le due impiegate velate che assistono alla scena dall’?inizio ridono senza più freni.
Sherif ha l’?aria terrorizzata.
?Vabbe?, ti perdono. Ma impara l’?inglese!!?, e me ne vado.

La mattina dopo, l?’impiegata mi telefona.
?A che ora hai il treno per il sud??
?Stasera alle 7, perché??
?Oh, allora vieni alle 4 che te lo facciamo trovare pronto?.

Cambio un bel po? di soldi, che è una riparazione fuori dalle regole e li ho pure trattati malissimo, mi aspetto una batosta coi fiocchi.
Mi accoglie un Riparatore nuovo. ?Sei per caso Mustafà?? Annuisce serio, ma con un angolo della bocca che gli trema all?’insù. Sherif mi saluta festoso, come se fosse addirittura felice di rivedermi.
?Adesso funziona tutto, gran bella macchina! Ho reinstallato, riaggiornato, testato l?’hardware, bla bla?.?
?Ok, quanto vi devo??
?Niente.?
?Ma come, niente???
?Era solo un problema di software, quindi è gratis. Niente, è stato un piacere, ciao.?
E me ne vado un po?’ paonazza, salutata festosamente dalle impiegate velate, da Sherif, da Ahmed e da Mustafà.
Il computer funziona. Ci sto scrivendo, infatti.

(Io gli voglio bene, agli egiziani.)