Vorrei avere un mezzo di locomozione e andare a vedere dove portano quelle luci che spariscono tra le montagne, dove dovrebbe esserci solo il deserto.
O vorrei avere una bici e un walkman, e percorrere la strada del Nilo e vedere dove arrivo.
Vorrei saper fare delle belle fotografie, e prendermi la luna piena che c’è stasera, il suo riflesso nell’acqua e, dietro, queste montagne illuminate come i monumenti di Milano, dal basso verso l’alto. Sono così belle, queste montagne desertiche che sorgono dall’altra parte del Nilo, che le illuminano di notte.
Ha anche vinto un premio per questo, la mia cittadina: la nostra Corniche del Nilo è stata proclamata miglior progetto urbanistico del Medio Oriente. Il governatore è andato a ricevere il premio a Dubai.
Desidero una birra, ma non ho voglia di andarla a comprare.
La nostra droga occidentale, e dovrei andare al Lotus Hotel, salire al bar panoramico all’ultimo piano, pagarla quanto 10 bottiglie d’acqua, farmela incartare e portarla via.
Sfoggiando lo sguardo più freddo che ho, quello buono per toreare il direttore del roof garden che, uomo di mondo, si scapicollerebbe verso la straniera sola che ha ceduto al richiamo dell’alcool, e insisterebbe per offrirmi un tavolo e da bere, con l’aria di uno che trova perfettamente normale (anzi, entusiasmante) che io sia lì. Vita sociale, bleah.
Oppure andare più lontano, all’Aton.
E’ bellissimo, l’Aton. Un gruppetto di bungalow a 5 stelle in mezzo al verde, sulla riva del Nilo, e il barcone illuminato dalle candele. Potrei berla lì sulla barca, la mia birra, e guardare l’acqua e la luna, e forse fumare una shisha.
Ma non ho voglia.
Perché mi verrebbe voglia di parlare, e non ho voglia di parlare con nessuno se non con la persona che desidero stasera. E che non c’è, e non ci sarà.
Invece metto le carote sul fuoco e scendo in strada con la mia macchinetta fotografica. Attraverso il parchetto e mi affaccio sul fiume.
Cerco di prendermi quello che vedo per condividerlo con l’uomo che non c’è, ma riesco solo a dimostrarmi per l’ennesima volta che sono un cane, a far foto.
Riattraverso la strada per tornare a casa. Fotografo la strada.
Fotografo il portone di casa.
La guardia ride e mi indica lo stemma dell’università, accanto al portone. Ok, fotografo pure quello.
Torno su, e le carote sono ancora crude.
Guardo con sospetto i maccheroni arabi. Fotografo anche quelli.
Sono ben due mesi che non ricevo uno schifo di abbraccio.

e allora ti abbraccio io da qui, meglio di niente
:-))))
(P.S. Ottimo, il tuo pure’ di carote, patate e cipolle..!!)
sono stanchissima , ho trascoeso tutto il giorno ad imballare quadri mobili statue…ninnoli Oggi ? il mio ultimo giorno di ferie e l’ho trascorso li nel posto che ha i giorni contati per la mia famiglia che resta.
alle 14 ci siamo sedute sugli scatoloni e abbiamo mangiato un panino, ci siamo fatte un caff? di fortuna,con un forneletto riciclato …ed abbiamo parlato..poco quasi nulla.
Quetsa sintonia acquisita nei gesti..nei pensieri ci ha reso superfluo anche il dialogo.
Presto le cose cambieranno,ognuna di noi vivr? la propria casa e le proprie scelte…non avremo pi? l’ appuntamento domenicale ,quasi fisso..ma diventer? saltuario …nel tempo.
Non ci saranno pi? questi momenti e forse perderemo questa magica sintonia di 2 sorelle che hanno avuto la fortuna di frequentarsi in maniera assidua per tutti questi anni.
La circostanza ci ha portato a questo e tra le due quella che ne ha beneficiato sono io.
NOn sar? niente come prima…ed ? questo che mi rattrista…nessuno di noi l’ho detto ad alta voce,ma entrambe sappiamo che sar? cos?.
Per la prima volta mi rendo conto di appartenere ad un’altra famiglia,? assurdo ,ma sino ad oggi la mia famiglia era quella di mio padre:quella creata da me,forse un’appendice.
MI chiedo il senso di tutto questo spreco
Vorrei camminare per quella strada che hai fotografato o fermarmi a guardare il tuo nilo,per continuare a liberare i miei pensieri ed il mio cuore.
Notte lia
un abbraccio virtuale anche da me e da PC (quando vuole ? molto affettuoso…). ciao
Mi spiace che tu sia triste e che ti senta sola…
so cosa vuol dire.
Un abbraccio virtuale anche da me, lo so che non ? lo stesso.
Cough. Trattavasi di un po’ di naturale Solitudine dell’Espatriata: fisiologica, nulla di preoccupante…:)
(Ho fatto un pienone di abbracci, che bello.)
Enzuccia: l’ho letto, che oggi ? il tuo ultimo giorni di ferie. Io, per?, la proposta indecente te la faccio lo stesso: un charterino Verona-Sharm e una settimanina a Dahab con Liuzza tua, a fine mese?
Possibile che una non possa fuggire una settimana…? Pensaci, donna!
Mmmmm…anche se sono decisamente in ritardo sui tempi…abbracci anche da Torino!!
Grazie! :-)
Mmmm… a Torino c’? una notevole tradizione di amore per l’Egitto.
Sto leggendo Alfredo Luvino, in questi giorni, che ? torinese…
Si, vero. C’? il Museo Egizio a Torino, enorme e fatiscente purtroppo, dove io lavoro, dove io vado (da quando avevo 4 anni) a guardare le stuatue magnifiche degli dei e dei faraoni. L’Egitto ? una malattia…