Casa nuova, collegamento nuovo, vino francese preso al duty free per brindare, cavatappi portato dall’Italia causa lampo di genio e bicchiere di terracotta, dono di Pupina dalla Spagna.
Non mi manca nulla.
Mi auto-do il benvenuto nella mia attuale casa, inaugurata in diretta internet.

Qui c’è una montagna di roba da fare: comprare un materasso domani mattina, tanto per cominciare.
Madonna… un mare di roba, proprio…
Qualcuno sa come si neutralizza l’odore lasciato dal gatto-inquilino-maschio che mi ha preceduto?
Ho degli specchi grandissimi, uno proprio davanti a me, e vedo una tizia stranita e scarmigliata in una casa stranissima che è quella in cui abita. Tutta vuota, e due valigie aperte che traboccano di forchette, macchinette del caffè, pasta. Un asciugamani rosa.

Non riuscirò a dormire, ne sono certa.
Sono qui che mi guardo attorno e non so da dove cominciare, a raccogliere le idee…

Oddio: si sente il muezzin! Dicono che concili il sonno, la preghiera del muezzin…