C’è un sito che si chiama Arabcom.int – Informazione di cultura ed attualità su mondo arabo ed islamico, ma questa non è di certo una novità: credo che lo conosca, in particolare, chiunque sia interessato alla questione palestinese.
Nell’improbabile caso in cui non lo conosceste, dateci uno sguardo: c’è un mucchio di lavoro, lì dentro, e una mole di materiale davvero notevole.
Siti come questo (e come Kelebek, di cui ho spesso parlato) sono assolutamente preziosi e necessari, nel desolante panorama italiano; non c’è da stupirsi, quindi, se il qui presente blogghino è orgogliosissimo del link apparso sulla loro homepage e lo dichiara festoso:

Il sito lavora da Napoli, oltretutto, e non è la prima volta che noto la mia città particolarmente attiva su questi argomenti. Mi piace pensare che c’è chi non se l’è ancora dimenticato, che siamo nel Mediterraneo e non sulle Montagne Rocciose.

Ho visitato il sito arabcomint e l’ho trovato, francamente, un intollerabile deposito di propaganda antisemita. Peccato, perche’ ho sempre letto con molto piacere il suo blog e non mi aspettavo una disattenzione di questo genere. In merito ho scritto un post sul mio blog — e sono ovviamente aperto a qualunque discussione.
La stima per quello che scrive e’ — ovviamente — inalterata.
No, non impugno le forbici — non ne sono proprio capace. Sto affogando nel lavoro e percio’ non riesco a risponderti subito (ecco, sono passato al tu…): ma appena respiro vorrei dirti, serenamente e laicamente, quello che penso, che cosa mi convince e che cosa no dei tuoi ragionamenti. A presto. E shalom — ma sul serio.
Ogni tanto qualcuno mi d? del “lei” e mi spiazza un po’. Io preferisco il “tu”, quindi passo senz’altro ad usarlo.
Non riesco ad aprire il tuo sito, quindi non so cosa hai scritto.
Per? respingo decisamente l’accusa di antisemitismo, termine che di questi tempi mi irrita anche e soprattutto dal punto di vista linguistico: l’antisemitismo ? il rifiuto per l’ “essere” degli ebrei. Ci? che qui si discute ? il “fare” di Israele.
La confusione tra “essere” e “fare” ? dovuta al fatto che Israele, in quanto “stato ebraico”, si propone come incarnazione di tutto l’ebraismo, al di l? di se stesso, inchiodando chi lo critica alla spiacevolissima situazione di doversi scusare con il mondo prima ancora di aprire bocca.
E inchiodando gli stessi ebrei, vorrei dire, a una situazione lacerante che ? spesso pi? facile rimuovere che affrontare.
Cosa molto umana, ma anche ingiusta.
E’ una confusione che non ? stata certo creata dai palestinesi, ahim?, e che ? assolutamente geniale: chiude la bocca a chiunque voglia raccontare la storia e lo stato delle cose dal punto di vista dei palestinesi, come mi pare che faccia il sito di cui parliamo.
Questi sono tempi in cui occorrerebbe essere lucidi: restituire alle parole il loro giusto significato, usarle per esprimere ci? che vogliono dire e nulla pi?, ? ci? che distingue gli uomini lucidi dai folli. Noi viviamo in tempi folli che hanno stravolto il significato delle parole.
Accusare di antisemitismo chi empatizza con lo sguardo dei palestinesi ? folle, oltre che profondamente ingiusto.
Nessuno ? pi? “diverso” degli arabi, in questo momento, e il DNA degli antisemiti ? fatto di disprezzo verso il “diverso”.
Ai tempi delle leggi razziali, coloro che oggi fanno propria la causa dei palestinesi sono gli stessi che avrebbero fatto propria la causa degli ebrei.
E molti di quelli che oggi ci accusano di antisemitismo sono gli stessi, identici individui che, allora, avrebbero appassionatamente sposato l’apparato ideologico delle persecuzioni razziali.
Usano pure le stesse frasi, gli stessi concetti, le stesse categorie mentali. Non lo vedi, santo cielo?
Guarda, io non vivo in Italia. Di conseguenza, sono lontana dal clima ricattatorio che c’? l? e non ne soffro (non ne voglio soffrire) l’influenza.
L’accusa di antisemitismo, su questi argomenti, ? (in buona fede o no) una forma di censura.
E, personalmente, non ho nessuna voglia di farmi censurare.
Io ho espresso apprezzamento per un sito che, a mio parere, svolge un lavoro immane. Non ? detto che lo sposi in toto: sulla figura di Israel Shamir, per esempio, sono molto pi? d’accordo con Nigel Parry di Electronic Intifada (a cui ho messo un link enorme, in questa pagina) che con l’acritica accettazione di Arabcomint.
Proprio perch? credo che ci sia un enorme bisogno di attenzione e lucidit? nell’affrontare la questione palestinese, per il bene stesso della sua causa.
Ti prego, quindi: lascia perdere la visceralit? e, se vuoi discutere, discutiamo sulle cose concrete e non sul “modo di essere” di chi le racconta.
Ricambio la stima: ti conosco poco, ma so dai tuoi links che il tuo interesse ? rivolto principalmente verso il mondo ebraico.
Il fatto che tu legga un blog innamorato degli arabi come questo, mi fa pensare che non impugni le forbici per dividere in due il mondo.
Nemmeno io.
Ok. Quel “laicamente” mi pare importante.
Mi verrebbe voglia di risponderti ‘salam’, ma sono di Napoli e non sarebbe serio…:)
e’la prima volta che scrivo, mi chiamo Sabrina,e vivo al Cairo da 6 anni. ho appena aperto il sito da te consigliato Arabcomint.com e sono rimasta stupita e colpita, e volevo ringraziarla per averci ricordato ancora una volta cose sono le cose importanti nella vita.
mi piacerebbe parlarle, intanto le do’il mio e-mail address : sabrinaelamroussy@hotmail.com
a presto
Una cairota di lungo corso?? Che bello…:)
Io sono un po’ un disastro, in email, ma certamente le faccio pi? che volentieri, due chiacchiere. Il mio indirizzo lo trovi scritto sul blog, comunque ? lia@ilcircolo.net.
complimenti per il sito…..
….mi sono inciampata nel tuo sito per caso e lo trovo interessatissimo. purtroppo adesso ho fretta… mi piacerebbe rimanere in contatto con voi.
appene posso mi farò sentire.