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La mia vecchia cittadina campagnola è lontana: la mia nuova donna delle pulizie non ha nulla a che fare con Umm Ali, i suoi vestiti neri e il suo esotico modo di fare le pulizie acrobaticamente a 80 anni e con assoluto sprezzo della ripugnanza, che era capace di prendere con le mani uno scarrafone morto e metterselo in tasca per buttarlo in seguito.

Il nuovo pilastro della mia esistenza è una donna che si impone, alta e piacente che ride forte e, l’ho già capito, mi comanderà a bacchetta.
Si chiama Soher e non è timida.
E’ entrata, si è presentata, ha imboccato la mia camera da letto, si è cambiata e ha preso possesso della situazione. In testa, si è messa un foulard rosso fuoco legato sulla nuca.
La barriera linguistica è un baratro, ma lei non è tonta ed ha spirito di iniziativa.
Spero di piacerle, e che mi prenda tra i suoi beneficiati.

Prende 50 LE.
“All’ora??”, ho chiesto io.
“No, fino a quando ha finito”, mi hanno spiegato.
Io faccio fatica, a raccapezzarmi con queste cose vaghe… in pratica, lei arriva e va via quando tutto è a posto, e io le do 50 LE. Boh.
50 LE, in questi giorni, sono circa 6 euro.

Ogni tanto sbircio nella cucina per vedere cosa fa. Lei se ne accorge e ride forte.
Quando è di spalle, però, la osservo a fondo. Sa quello che fa.

Osservandola, mi accorgo che ha fianchi imponenti e non è giovanissima. Però è bella.
E’ che, a me, le donne solari e di temperamento sembrano tutte bellissime.

(Ha telefonato giù al negozio perchè le serviva non so cosa: ce l’hanno appena portato. Ci hanno recapitato una spugnetta a domicilio.)

Da oggi, dovrei avere bagno e cucina abitabili.
Il resto no: devono venire a tinteggiare, sabato o domenica, inshallah.