Nella patria della Fallaci

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Grazie al solito Miguel Martinez, che puntualmente mi fornisce ottimi motivi per desiderare di rimanermene in Egitto, apprendo che il Parlamento italiano ha deciso di agire in modo fermo e risoluto contro l’attuale ondata di razzismo che, come è noto, è una gran brutta cosa e va combattuto.

La mozione partorita nella patria di Oriana Fallaci da uno schieramento che va dai DS ad AN passando per la Lega, si può leggere qui.
Praticamente, i nostri eroi hanno coraggiosamente deciso che il razzismo si sconfigge dicendo all’UE di mettere fuori legge Hezbollah (che, si sa, ha grande influenza sulla nostra opinione pubblica) e chiedendo all’università di Gerusalemme cosa si intende, ai giorni nostri, per “antisemitismo”.
Opperbacco, complimenti.

Qualche considerazione, dettata dal semplice buon senso e in cui mi riconosco completamente, la trovate qui.
Ne cito solo un passaggio:

La maniera in cui i nostri senatori infieriscono sui più deboli, tacciono di fronte al razzismo reale del loro momento storico ed esaltano la repressione dei potenti dà, credo, un’idea di come si sarebbero schierati se fossero vissuti in Germania ai tempi di Hitler.
Siamo evidentemente di fronte al solito circolo – vizioso per l’umanità, ma virtuoso per i suoi promotori: il governo israeliano afferma l’inscindibile unità delle persone di religione ebraica con uno stato mediorientale che opprime i palestinesi.
Prima o poi, qualche abitante delle periferie di Lione prende alla lettera questo dubbio sillogismo e tira un sasso contro una sinagoga. A questo punto si esige che ogni critica a Israele venga equiparata alla persecuzione razziale contro gli ebrei compiuta sessant’anni fa, in circostanze totalmente diverse.
Ma si esige anche che si legalizzi il razzismo reale dei nostri tempi, che è oggettivamente quello antislamico/antiarabo.

Tutto questo mi ricorda che, come cittadina italiana all’estero, mi pare di non poter votare alle elezioni.
Eh… sì, credo che me ne farò una ragione…

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Comments Closed

2 Commenti

  1. Stella
    Pubblicato 31 gennaio 2004 alle 22:17 | Link Permanente

    ciao Lia, ti scrivo da Parigi: nelle ultime settimane ho parlato molto con i francesi della legge sulla “laicit?”. I loro discorsi mi fanno rabbrividire…mi ero illusa che da noi si sarebbe arrivato a tanto. Mi pare che questa legge ci metta sulla buona strada, purtroppo.
    Un saluto dalla patria dell’illuminismo, beata te che sei al Cairo!
    Stella

  2. lia
    Pubblicato 31 gennaio 2004 alle 23:38 | Link Permanente

    Ciao, Stella: qui finir? che, per trovare della tolleranza, bisogner? davvero infilarsi in un paese arabo e rifiutarsi di uscirne….

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