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Si era sentito Martedì scorso in Alto Egitto, che quello non era sole primaverile.
Oggi è arrivato pure al Cairo e ha fatto le cose in grande, che cammini per strada e, con la sola camicia, muori di caldo e sogni la doccia, e i microcalzini che hai usato per tutto l’inverno ti pesano come dei doposci.
Bello, di 28 febbraio.
Ti scappa un po’ la voglia di lavorare, ecco, e i miei temi da correggere giacciono intonsi nella borsa. E, se proprio una si volesse lagnare, potrebbe immaginare catastrofici scenari di un’estate torrida lunga 8 mesi a tu per tu con lo strabiliante inquinamento delle vie del Cairo.
Ma una non ha assolutamente voglia di lagnarsi, no, e lo stato d’animo è quello da primo giorno d’estate: melone, canzonette e previsioni di spiaggia.

Le canzonette, curiosamente, si trovano tranquillamente in rete: www.6arab.com/new-main/golden.htm.
Io ho un debole per quella di Mohammed Mouner, ma non escludo che il fatto di sentirla tutti i giorni e ovunque mi influenzi.

Per quanto riguarda la spiaggia, una avrebbe una meta e aspetta solo il momento giusto.

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Tutto ciò mi rende insolitamente indulgente verso chi, ad altre latitudini, si ostina ad autoconvincersi della superiorità dell’Occidente.