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Gli studenti egiziani danno per scontato che noi prof, di loro, non sappiamo nulla.
Ma proprio nulla-nulla e, quando è capitato che scoprissero che, chessò, conoscevo i cinque pilastri dell’Islam o qualche regista arabo, grande è stata la loro sorpresa: “Prof, ma sta studiando?”
A nessuno passa per la mente che uno possa arrivare dall’Europa già munito di conoscenze in proposito: danno per ovvio che viviamo nelle nebbie e che, ciò che sappiamo del mondo arabo, lo impariamo qui.
Trovano anche del tutto normale alfabetizzare i loro prof europei: alzi la mano il collega a cui non è mai stato regalato un manuale di religione islamica, magari con l’avvertenza: “E’ facile e chiaro, non si preoccupi!”
Volendo dirla tutta, loro tendono a pensare che la nostra società (entità astratta e lontana) sia ignorante per razzismo e che i loro prof (tizi concreti e forse pure moderatamente simpatici) siano le incolpevoli vittime di una generale mancanza di opportunità di apprendere.

Leggo su Contaminazioni che, non bastando le cose che già ignoriamo bellamente, si lavora affinchè vengano estirpati anche gli ultimi barlumi di conoscenza dell’altra sponda del Mediterraneo.
Immagino che, prima o poi, avremo studenti convinti che discendiamo dai pionieri dell’Illinois.

Inoltre il limitare lo studio non solo della storia romana e greca ma anche di quella dei popoli del Vicino Oriente e dell’Egitto all’ eta’ della vita che va dagli otto ai dieci anni (tenete presente che la diversa distribuzione della materia nella scuola media superiore induce molti docenti del biennio a partire non piu’ da Egizi e Sumeri ma direttamente dalla civilta’ Greca) avra’ precise conseguenze ideologiche. La propaganda insiste continuamente sull’insanabile frattura fra Oriente e Occidente, un Occidente nato dal razionalismo greco e dal Cristianesimo medievale (la famosa diatriba sulle origini cristiane dell’Europa, ricordate?).
Ma il cosiddetto “razionalismo greco” non sbuca come un fungo in mezzo al deserto: in realta’ si nutre creativamente degli apporti delle civilta’ mesopotamiche ed egizia. Cancellate quelle, cancellato anche il debito che l’Occidente ( preteso greco, “ariano”, indeuropeo) nutre verso l’Oriente.

Penso che, se anche mi capitasse tra le mani un articolo su questo argomento, non lo porterei ai miei ragazzi.
Forse (e non sarebbe la prima volta) esercito una forma di censura protettiva nei loro confronti.
Ebbene sì.
E credo che non sia una cattiva idea.

(O.T. Sempre su Contaminazioni, alcune riflessioni conclusive sul caso Traina . Mi pare impossibile aggiungerci anche solo una virgola.)