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E, mentre ero qui a pigiar tasti, ho sentito una serie di botti che pareva che stessero buttando giù la piazza.
Mi sono pure spaventata, a dire il vero.
Mi affaccio, e c’era una macchina che aveva giocato a bowling con tutte quelle parcheggiate: pezzi di carrozzeria sparsi, un disastro.

Poi sono iniziate le cose strane.
La prima scena è stata quella di un ragazzo che prendeva a schiaffoni un altro ragazzo. Lo schiaffeggiato protestava (ho avuto idea che piangesse) ma senza alzare le mani.
Poi sono arrivati due adulti: uno ha cominciato a prendere a sberloni quello che, un attimo prima, ne stava dando, e l’altro ha continuato a schiaffeggiare il ragazzo numero 1.
Se li sono portati via per le orecchie, uno da una parte e l’altro dall’altra. Lungo il cammino, altri schiaffoni per farli camminare dritti.

Sì, ok, ma le macchine sono rimaste lì: quella dell’incidente tutta di traverso, a bloccare la strada, e quelle parcheggiate, poverette, tutte storte e mutilate.
Poi sono arrivati spettatori a decine e, un attimo dopo, dal dramma e gli schiaffoni sono passati alle risate, alle battute e alle pacche sulla schiena.
Sono tornati pure i ragazzi, pesti ma tranquilli.

Adesso c’è la polizia ma non vedo altri drammi.
La macchina investitrice è bella e nuova, quindi si suppone che chi la guidava abbia i soldini per pagare ‘sto po’ po’ di scempio.

Io so una cosa per certo: non ho nessuna intenzione di motorizzarmi, qui.
Manco morta.
Intanto perchè la gente guida veramente troppo male. Troppo, troppo, troppo.
Non ci sono parole, per spiegare quanto siano pericolosi al volante, tutti quanti.

E poi perchè, santo cielo, qui non si usa assicurarsi.
Non è obbligatorio e, in ogni caso, le compagnie non pagano, quindi perchè farlo?
Il risultato è che, se fai in incidente, devi scendere impugnando il portafoglio, ed io lo trovo scomodo, a dir poco.
C’è di buono che riparare una macchina, in Egitto, costa poco, quindi il sistema sembra funzionare.
Che dire.

(Se invece muore qualcuno, in un incidente di macchina, mi hanno spiegato che vai direttamente in galera, a prescindere dai torti o dalle ragioni. Quelli li stabilirà, poi, il giudice. Con calma egizia, ho motivo di temere.)