Mo’ ti spiego, guarda.
Io me la sono condita e ricondita, prima di chiudermi alle spalle la porta di casa a Milano per salire sull’aereo e venirmene qui.
Ho cercato mille motivi validi per farlo, ne ho trovati duemila e li ho usati per convincere parenti, amici e conoscenti tutti.
Ogni volta che ne convincevo uno, prendevo un po’ più di fiato e mi avvicinavo al Sant’Aereo delle mie preghiere. Mi serviva a convincere me stessa.
Durante tutta quest’operazione, però, mi sono sentita un po’ come una che stava truffando il mondo.
Perchè la logica c’era, non dico di no: “Ma guarda, è una questione di qualità della vita, ed io non posso più stare al buio ed ho bisogno di sole, mi riprendo e scommetto che mi tolgo pure di dosso i chili in più che mi ha lasciato Milano: sai come dimagrisco, in un mondo senza birre e senza carne di maiale?”
“Che tu dimagrisca in Egitto è fuor di dubbio. Cos’altro puoi fare, con 80 euro al mese?”
Il mio discorso filava, comunque, e fila tuttora.
Non ricordo più esattamente qual era, però.
Ad occhio e croce, doveva essere la costruzione dialettica con cui comunicavo l’unica verità che avevo in testa: “Io voglio andare in Egitto perchè voglio assolutamente andare in Egitto.”
Ma perchè, poi?
Perchè me l’ero messo in testa, suppongo.
La mia qualità della vita si è più o meno decuplicata.
A parità di potere d’acquisto – dignitoso senza sciali – lavoro circa 30 volte meno e con 30 volte più soddisfazioni.
Sento dire che, da voi, vogliono abolire pure i ponti. Fate voi. Che la corsa al consumo, alla ricchezza e allo spreco vada alimentata, a me pare ancora da dimostrare.
E lavorare come, poi?
In Italia, da un po’ di anni, la consegna per chi fa il mio mestiere (nelle lingue, almeno) è ‘Promuovere!’.
Promuovi quello perchè è sensibile e altrimenti soffre, promuovi quell’altro perchè ha i traumi, promuovi Tizio perchè è uno studente lavoratore, promuovi Caio perchè è amico di Tizio, promuovi Sempronio perchè, cribbio, noi siamo un’impresa e le statistiche dei promossi devono essere alte, altissime, e tutti si devono iscrivere da noi.
Promuovi tutti altrimenti non lavori più o, almeno, lavori stancandoti il triplo.
Io, in Egitto, ho riscoperto il piacere di promuovere la gente semplicemente perchè ha studiato.
Ancora un po’ e piangevo di commozione, mentre me ne rendevo conto.
Poi sono buffi, gli egiziani, sempre ossessionati dalla loro dilagantissima corruzione, e sono buffi pure gli stranieri che scuotono la testa e ti dicono che, tzk, qui ci sono i prof egiziani che si fanno pagare le lezioni private etc. etc.
Sì, lo so.
Ma io non vengo da Francoforte, vengo dall’Italia.
A me pare che l’unica, vera differenza tra i guasti del sistema italiano e quelli del sistema egiziano è che, in Egitto, i prof ci guadagnano qualcosa.
Noi, le porcherie le facciamo gratis.
Ma poi, insegnamento a parte, voi non sentite che si lavora peggio?
Io ci ho vissuto felice per anni, a Milano.
Non c’era altro da fare che lavorare (e che vuoi fare, al buio e al freddo?) ma era divertente. Era una gara a fare sempre meglio, ti fidavi del lavoro degli altri, sentivi adrenalina quando mettevi in moto la macchina, era bello. Imparavi un sacco.
Poi è cambiata. Non l’ho avuta solo io, questa sensazione.
Si è incialtronita, Milano.
Ha perso la bravura e le è rimasta la boria.
E, francamente, se a una città del genere togli l’orgoglio di lavorare bene, non so cos’altro possa avere.
Certo, sono cambiata anch’io: ho smesso di avere 30 anni ed ho cominciato ad averne 40.
Non vorrei fare autocoscienza: mi limito a considerarmi un campione rappresentativo della popolazione.
E’ arrivato un momento in cui io ho concluso che non era giusto dover far tanta fatica.
Una fatica molto femminile, tra l’altro: io ricordo la spesa del Sabato – dopo una settimana di lavoro folle – come un incubo che potrebbe ancora farmi svegliare di notte, urlante. La coda, il rimanere ore in piedi, il disumano sollevamento pesi sotto la pioggia o la neve. Io non ne potevo più.
Non ne ho la forza.
Ho deciso che, non solo ero delicata, ma avevo pure il diritto di esserlo.
Femminismo??? Ma voi siete pazzi!!
Io sono una debole femminuccia – cazzo – e mai più voglio fare l’Hulk in gonnella che crede di essere in carriera mentre si avvia festosa verso il macello.
E il fatto è che un paese islamico ti salva la vita, sì.
Qui, i mestieri esistono ancora e nessuno si aspetta che tu faccia tutto.
Tu fai la prof? Poi c’è quello che, di mestiere, svuota il carrello della tua spesa e quello che riempie i sacchetti. Nei negozi ci sono le sedie ma, soprattutto, c’è quello che ti porta a casa la roba, fosse pure un chilo di zucchero. Alla stazione c’è il facchino. Nei palazzi ci sono i portieri.
In un paese islamico, io godo di tutti i vantaggi dell’essere una donna e vengo sollevata da tutte le fatiche.
E’ l’ultima frontiera di una donna occidentale stanca di guerre, un paese islamico.
E sai quanto ci giochiamo, con questa cosa, tutte quante?
Al minimo problema, una dice all’altra: “Va’ e fa’ la faccia da donna.” E tu vai, sbatti tutte le ciglia che hai, fai la faccia di quella che ha bisogno d’aiuto e, ma guarda che è pazzesco, non resistono.
Non so cosa abbiano gli arabi nel DNA, ma con uno “Ngué” femminile li smonti a pezzetti piccoli e quello che, un attimo prima, era impossibile, un attimo dopo è lì.
Che, poi, la vita è fatta di queste cose. Non di massimi sistemi.
La vita è da quando ti alzi la mattina a quando vai a letto la sera, e quante volte hai sorriso tra i due momenti.
Poi, certo, io mica sono espatriata perchè ero stufa di fare la spesa…
Berlusconi al potere, è stato.
L’ultima goccia.
L’incarognimento al potere, è stato.
L’ LSD mediatico che ha cominciato a calare sull’Italia, lo stravolgimento di ogni realtà e di ogni buon senso, il comprare miraggi in edicola ogni mattina – come se non ne avessimo avute già abbastanza, di cose inutili da comprare – e mezza Italia che trovava la propria ragione d’essere nell’odiare gli altri.
Un paese di poveracci, stavamo diventando, talmente distratti dall’esigenza di applaudire i guadagni altrui da dimenticare completamente l’evidenza del proprio diventare sempre più straccioni.
Una follia generale, con i media ti dicono che tu sei così e colà (bello, ricco, felice, moderno, ammericano) e tu ci credi, quando basterebbe uno specchio per avere una percezione più realistica di se stessi e del mondo.
Un mondo di marionette che si arrogano il diritto di spiegare agli altri come dovrebbero essere.
Io me ne sono scappata, e a gambe levate. E me ne sono andata dagli altri, appunto.
I quali, di farsi spiegare da noi come dovrebbero essere, fanno del tutto a meno. Saggiamente.
Io mi sento come una che è evasa da Marte ed è tornata ad abitare tra gli umani.
Sono fin troppo cinguettante?
Sembro “una pensionata in gita”, come diceva un acido commentatore l’altro giorno?
E che devo fare.
Provateci voi.
Venite qui. Fatevi la mattinata che mi sono fatta io, a comprare menta e cartocci di gamberi sotto al sole, a ridere col taxista che ti vuole insegnare l’arabo, ad uscire dalla banca con un mucchio di banconote senza avere paura, a guardarti intorno e sentire che, porca miseria, sei contenta di stare al mondo.
A me non succedeva da un sacco di tempo. Adesso mi succede.
Sembro in gita? Lo sono. E spero che mi duri molto. Moltissimo.
Io, degli arabi, fino a questo momento ho capito solo una cosa: che andrebbero lasciati in pace.
Questo è un mondo con un sacco di problemi ma non è un mondo infelice.
Qualsiasi cosa abbiano (la religione, certo) funziona, e ti si contagia pure.
Lasciamoli in pace, davvero.
Che rimanga un posto sulla Terra dove poter fuggire, quando il mondo che abbiamo fatto noi diventa insopportabile.

Semplicemente straordinario. Grazie.
? divertente sentirti parlare dell’Egitto nello stesso modo in cui amiche danesi o tedesche che vivono a Roma descrivono la ” nuova qualit? della vita” . Tutto quello che ci manda in bestia ( traffico,caos, sporcizia, disorganizzazione) per loro ? rilassatezza e colore locale. E’ proprio vero che ciascuno deve trovare il suo sud. ciao.
Semplicemente applaudo. ;-)
Passerei ore a sentirti parlare. A.
Cara Lia, le tue spiegazioni non fanno una grinza. Tuttavia. Tuttavia Milano non ? poi cos? buia e fredda come dici :-) Felice che ti trattino bene e ti portino a casa la spesa. E che non tu non debba promuovere nessuno per meriti parentali. Questo s?. Ma Milano non ? cos’ buia come dici. N? cos? fredda (P.S. ricordati di ripararti meglio dal vento sabbioso; quel post mi ha fatto mancare il respiro).
Beh Lia con questo post hai risposto ad una domanda che mi ponevo dopo che Lizaveta mi aveva per sommi capi detto chi eri e cosa facevi. Ed hai fatto e stai facendo molto di pi? aprendoci una finestra che nessuno aveva voglia di aprire…e che aria!
Ho visto che in giro ti citano in molti. Te lo meriti…cavolo, se te lo meriti!
One More Blog
Perch? Lia ? andata in Egitto
Lia non so che faccia abba, che voce, che colore di capelli. Come vada vestita, che libri legga, che musica ascolti. Ma so che leggere il suo blog dall’Egitto ? diventato un momento bello della mia giornata. Il post di…
Urka. Hai descritto perfettamente la mia sensazione attuale, qui a Milano. Il sentrsi stanchi, presi per il culo e straccioni.
Ehm. Ci vuole il passaporto? Cosa posso insegnare in Egitto, con una laurea in scienze politiche? Hmmm, niente, eh? Vabb?, adesso ci penso un po’ su…
ci fai tutti innamorare…ciao, rita.
TI ho scoperta dal blog di MacUbu e devo dire che ne sono rimasto colpito! Mi hai fatto venir voglia di passare un po’ di tempo in Egitto…magari appena mi rimetto in piedi :)
Ciao Lia,
vorrei tanto che la mia fidanzata potesse capire meglio l’italiano. Le ho fornito il link al tuo blog ma per lei ? ancora dura. Speriamo che impari presto. Nel frattempo le sto dando lezioni online, poi magari passo anche al dialetto napoletano :-))
Hai detto una cosa sacrosanta: gli arabi, lasciamoli in pace.
Un bellissimo post Lia davvero. Devo dirti per? che anche un maschio se la spassa alla grande in Egitto. Anch’io mi sono fatto portare la spesa, stirare le camicie; e poi scusa, vuoi mettere il fatto CHE VENGONO A PRENDERTI LA SPAZZATURA A DOMICILIO E CHE ADDIRITTURA VENGONO A CASA TUA A FARTI PAGARE LE BOLLETTE DI LUCE, TEL. ECC. E la cosa bella ? che l? non ? un lusso ma proprio tutti vivono cos?. E quando vuoi staccare, ti fai un giro in feluka sul Nilo e ti riconcili con la vita, o ancora meglio ti fai una galoppata a cavallo dalle piramidi di Giza a quelle di Saqqara, tra le dune del deserto, al tramonto.
Quindi io dico forte e chiaro:viva i pensionati in gita!!
P.S Sei andata all'”After Eight”?
Cavolo voglio venire anch’io a insegnare in Egitto, spiegami come si fa!! Fantastico. Ciao Arthur
Molto bello e poi la magia del tuo racconto, hai lasciato una Milano fredda, condivisibilissimo le ? riamsta solo la boria e lo dice un romano che li sente sempre pi? simili e cialtroni che mai.
L’Egitto ? una grande nazione ma non ? molto Araba, basta accendere la TV e ti sembra di essere a casa, poi per strada vedi che NON ? stat o assimilato neanche il trenta per cento di quel che tentano d’indottrinare (sbagliando), comunque sono molto “civili” non sar? un caso che anche da noi in Italia si integrano con una facilit? “diversa” rispetto agli altri “arabi” ne convieni??
Io il grigiore di Milano non lo conosco, e quando l’ho conosciuto per un paio d’anni… me ne sono andato! Piacere di essere tornato da queste parti: era da un p?. Ciao
Che bello, sono contenta che tu abbia trovato il tuo posto al mondo.
Wash it on post
Terroristi con la gnocca in leasing
Aggregatore analogico di politica via blog
ComidaDeMama
Siamo nel Medioevo o cosa?
Leggo questa mattina dal contadino Ste che tra breve ci sar? bisogno di un patentino per navigare in internet. Un nuovo balzello per tirare su soldi, perch? non mi vengano a raccontare che questa ? un’attivit? formativa e blablabla. Isituiamo…
No. L’Egitto ? una nazione assolutamente araba. Di risveglio islamico, qui, ce n’? a palate. La teoria del complotto, con un “loro” che indottrinano, ? una cazzata. Non capisco il tuo “civili” tra virgolette. Non capisco per quale motivo i razzisti debbano leggere proprio me, quando hanno un intero web a disposizione.
Grazie. Te lo linko. Fatto.
Io per? ho un amico gay, di origini egiziane, che sta in Italia, e dice che in Egitto avrebbe molti seri problemi…
Cavolo, mi hai quasi convinto. Non so per? cosa ci potrei fare, di lavoro, in Egitto.
Una curiosit?, tu dici “E il fatto ? che un paese islamico ti salva la vita, s?.”: perch? un paese islamico?
GRAZIE
Per avere smontato un paio di luoghi comuni, non solo sugli egiziani :-)
vogliaditerra
http://WWW.VOGLIADITERRA.COM/archivio/000906.html
Dopo una telefonata minacciosa del direttore di Panorama il contadino si vede costretto a togliere la pagina finta creata con tanto amore. In fondo gli sta anche bene, perch? togliere un link, anche finto, ad una delle propriet? di Berlusconi ? sempre …
Accidenti con quanta facilit? usi “razzista”.
Vale la pena leggerti, ma guarda che non ? necessario spalmarsi sulle logiche di quel che dici, ricorda che seppur mal applicata hai lasciato una repubblica a “casa”.
La teoria del complotto, qu? mi verrebbe da usarle a me le virgolette (citandoti), la mia teoria e quella che vede impegnato il governo egiziano a modernizzare ed anche un pochino occidentalizzare la propria societ?, con un intento progressista che difatti “distingue” (posso si, non ti inacidire di nuovo) la nazione Egiziana dal resto del contesto arabo, ed ? proprio in quest’attrito fra societ? civile e stato che hanno trovato alito i maggiori fomenti integralisti (faccio a meno delle virgolette, senn? apriticielo) coinvolgendo comunque piccolissime minoranze, non per questo innocue.
Poi se vuoi parlarne ancora, non vedo problemi di sorta, per? non darmi del razzista, te lo chiedo per favore!!
Forse mi sbaglio ma Lia racconta della SUA esperienza e della SUA vita laggi?. Non sta dicendo che Milano fa schifo, ma che fa schifo a LEI. Non sta dicendo che in Egitto tutti stanno bene e adesso dobbiamo trasferirci tutti l?. Sta dicendo che LEI ci sta bene e ci racconta perch?…Non mi piace molto questo tentativo di estrarre conclusioni generali da esperienze personali che, peraltro, leggo sempre molto volentieri ;-) – e comunque IO non ci vengo lo stesso in Egitto :-P
Oh Lia!
M’hai ricordato un’esperienza mia.
Non era proprio in Egitto, ma un po’ d’oriente lo respiravamo. E piu’ che d’oriente – dai cieli lunghi e larghi – tutti vivevamo felici di funzionante stato sociale e fermento democratico.
Oh che tempi, ma ritorneranno se ci impegniamo. , qui e ora e IN Italia, a cominciare da Milano.
Un destino dispettoso e convinto m’ha fatto rientrare proprio a Milanoooooo.
E che mi sento dire ora a giornaliera consolazione?
Che Milano sara’ buia, ma la luce e’ dentro di noi!
Quale e dove sara’ la luce che squarcera’ ogni buio, milanese compreso?
Come hai ragione Lia come hai ragione.
Sui sessi, sulla differenza, sulla spesa del sabato (infatti la fa mio marito).
Scherzi a parte: come hai ragione!
Gianita
Macchianera
Cercando un altro Egitto
Senza dover girovagare, viziato dal nuovo, mirabolante aggregator (con tanto di ticker su desktop, come piace a me), mi sono accorto che nel corso delle ultime settimane sono stati parecchi quelli che si sono accorti di Lia (questa, non questa)….
Bello.
Per? io non sopporto il sole, prover? pi? a nord, magari…
Guarda, non so nemmeno come sono arrivata fin qui, nel tuo blog. Ma so che non ? un caso. Perch? ? qualche giorno che mi ronza in testa un’idea fissa: voglio andare a stare in Egitto. Al Cairo, possibilmente. Almeno sei mesi, magari un anno. E ora scopro che tu l’hai fatto. Ho letto solo quest’ultimo tuo intervento, quando avr? tempo guarder? in archivio. Di sicuro, sarai una mia lettura quotidiana. Mas’salama!
Che bello leggere di qualcuno che ha trovato la sua dimensione e il suo luogo giusto… DA qualche anno ho iniziato a pormi il problema che, forse, questa citt? (Firenze) non ? proprio il luogo in cui vorr? passare il resto della mia vita… Ti leggo volentieri, perch? mi sembra che tu abbia chiaro delle cose che invece io sto cercando ancora di capire..
Io odio il caldo…io odio il caldo…devo ripetermelo parecchio forte, o mi sentir? troppo male…perch? io lo vedo bene cosa sta diventando l’italia, me ne schifo ogni giorno, ma non posso, non posso farmi prendere dalla voglia di andar via…non posso…
Difficile commentare questo blog, ci sono venuta passando da Giulia Blasi, e qui ho ricevuto l’equivalente di uno schiaffo in pieno viso. Nel senso positivo del termine, se possibile. Ma devo leggere di pi?, qui. Condivido la tua inquietudine che ti ha portata in Egitto, il non sentirsi completamente a proprio agio, il chiedersi se ? proprio questa la vita che si vuol fare. Sono a Milano da quattro anni, sono venuta qua per lavorare. Non ci sto male, ho i miei amici che rendono migliore la mia vita, ma quando mi rendo conto che la mia giornata ? scandita dagli orari di ufficio dove faccio un lavoro che probabilmente da bambina mai avrei immaginato, bh?, mi sorgono i dubbi. Non so se verrei in Egitto, ma ammetto che questa affermazione deriva da un p? di ignoranza. Per? continuo a essere perplessa sull’idea di lasciar in pace gli arabi. Certo, nessuno pu? decidere che il proprio modo di vivere sia il migliore. Appunto. Nessuno. Anche noi abbiamo il diritto di essere lasciati in pace. come loro. Come tutti. Magari ? un’utopia… Torner? qui molto volentieri. E se non ti spiace, ti linko. Ciao!
Linko anche io… dopo i post del 24 e 27 marzo questo mi ha conquistata definitivamente.
Trovo spendida la demolizione del mito dell'”arabo fanigottone contro noi seri lavoratori del nord” che trasuda dalle tue parole – ad esempio nell’analisi dei motivi per cui si promuove l? e qui.
E concordo su quanto dici di Milano (da cui voglio andarmene il prima possibile, perch? voglio continuare ad amare la citt? dove sono nata). Per molti e vari motivi io mi muoverei verso Nord e non verso Sud, ma non riesco a pensare che questo sia cos? importante.
Ultima domanda: tu che insegni?
oggi a Milano c’? il sole e fa caldo. E si lavora in pochi, perch? ? sabato. In giorni come questi ti sembra quasi amabile, Milano. E ci?, se ci sei nata, fa ancora pi? male, perch? vorresti poterla amare sempre, non solo saltuariamente. In tutto quello che hai scritto mi ritrovo, e capisco la tua scelta. Che io per? difficilmente avrei il coraggio di fare perch? mi sento, nonostante sia tutto cos? disperante, troppo legata a questo luogo. Mi piace per? leggerti e scoprire che un’alternativa ? sempre possibile.
Sono contento per te che hai trovato la serenit?, ma senti la mia esperienza: io sono nato e cresciuto in un bellisimo ma arretrato paese del terzo mondo e ho fatto il viaggio opposto al tuo, verso la mitica Europa; non me ne pento e non ho nessuna voglia di tornare nel mio paese. Qui ho trovato libert?, lavoro, e un continuo confronto politico e culturale. Poi sono gay, e quando leggo il tuo post ricordo che nel moderato Egitto per accontentare qualche minoranza integralista i gay vengono rinchiusi in prigione. Per il resto, tanti auguri :]
Io sono al mare, ho una connessione che cade ogni due minuti (quando prendo la linea) e posso rispondere solo molto telegraficamente.
Di gay, comunque, ho gi? parlato qui:
http://www.ilcircolo.net/lia/000245.php
Rassicuro Paolo: il mio appartamento al Cairo l’ho trovato grazie a una coppia di amici che lo stavano lasciando. Gay che vivono qui tranquillamente.
L’Egitto ? un paese conservatore che sa essere parecchio arbitrario, nell’applicare le regole, ma io non confonderei degli episodi molto evidenziati dalla stampa con la quotidianit? di un paese che trabocca, letteralmente, di gay.
E dove molti stranieri si trasferiscono proprio PERCHE’ sono gay e, qui, cuccano come cosacchi.
Leggi Terenci Moix, gay spagnolo che ha voluto che le sue ceneri fossero disperse qui, e poi mi dici.
Qualcuno potrebbe dire, codice alla mano e armato di qualche articolo di giornale, che l’Italia perseguita chi usa droga.
La realt?, mi pare, ci dice cose un po’ diverse.
Lo stesso accade in Egitto con i gay, che ci piaccia o no.
Dispiace che io le dica, queste cose? A qualcuno s?, che io sappia.
Eccheddevofare, santo cielo: ? quello che vedo.
Talmente bello che qualsiasi cosa detta in pi? rischia di sembrare banale.
Ora mi sento meno solo.
Seguendo il tuo suggerimento sono andato a leggermi il post “gay d’Egitto” e l’ho trovato molto interessante. Per quel poco che ne so, descrivi questa realt? in modo molto equilibrato. Grazie.
Per il resto, e non solo per questo, continuer? a leggerti. Mi piace come scrivi.
Sei una tosta Lia, hai tutto il mio apprezzamento!!!
Ce ne fossero di piu’ di persone coraggiose come te…
1 abbraccio e tutto il bene di questo mondo!!!
Ciaooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Tony
ciao liotta.s? morta…guardia infernale..pensami mercoledi …si replica!ma che cazzo tutti qa devono venire quelli pi? disastrati.
un grande bacio….vado a cucinare…? ancora un mesterie da donna da queste parti!
ah sei proprio una botta di vita!era questo quello che volevo scriverti in primis….l’ho messo per secondo:fa differenza??
Enzu’: se non capitano a te, i disastrati, a chi devono capitare? Buon rammendo per mercoledi’.
Baci a te e a tutta questa valanga di gente che e’ passata di qui.
L’avevo temuta pure io, la calata dei barbari dopo il post del Neri, e invece no.
Sono contenta, che’ ‘sto blog ha voglia di influenze positive, per chiamarle in qualche modo.
Cara Lia,
non condivido la tua visione idilliaca, specialmente per quel che concerne il ruolo delle donne nei paesi islamici.
Vorrei che tu dessi uno sguarda a questi articoli:
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/17-Aprile-2004/art61.html
http://www.repubblica.it/2004/d/sezioni/esteri/abusi/abusi/abusi.html
e soprattutto a questo post:
http://serendip.labirinti.net/archives/000281.html#more
Hai mai pensato di essere una privilegiata l? in quanto donna occidentale?
sono affascinato. trovami una sistemazione e parto subito
Carissima Lia
Io abito ad Alessandria d’Egitto da circa cinque mesi e sto da Dio. Tutto ci? che innervosisce gli italiani, che lavorano qui, a me diverte. Io non so come sei venuta tu, come insegnante, ma io ho vinto il concorso al MAE, e cos? ora insegno italiano al don Bosco. tu dove insegni ed abiti? Mi piacerebbe conoscerti
Ciao ciao Candida
salam’o alekkum. amel eh?
ciao. ti prego scrivimi al mio indirizzo di posta: ilabaia@hotmail.com
ti devo assolutamente parlare. ? da tempo che voglio fare quello che fai tu o simili ma non riesco… nbon so da dove partire e sono in crisi. nel 2000 sono venuta a Kafre el sheikh in famiglia per un mese e ho amato l’egitto e leggere cosi le tue parole mi fa venire le lacrime agli occhi… so anche un po’ l’arabo, ma non so come partire, con quali documenti e poi come si fa? ti prego aiutami… ti prego…
ila
salam’o alekkum. amel eh?
ciao. ti prego scrivimi al mio indirizzo di posta: ilabaia@hotmail.com
ti devo assolutamente parlare. ? da tempo che voglio fare quello che fai tu o simili ma non riesco… nbon so da dove partire e sono in crisi. nel 2000 sono venuta a Kafre el sheikh in famiglia per un mese e ho amato l’egitto e leggere cosi le tue parole mi fa venire le lacrime agli occhi… so anche un po’ l’arabo, ma non so come partire, con quali documenti e poi come si fa? ti prego aiutami… ti prego…
ila
ciao,ho lanciato su google donne in egitto oggi ed ecco dove sono finita!lo scopo della mia ricerca era capire ci? che mi aspetta…mi spiego:un mese fa ho fatto una vacanza sogno pre laurea al ciro;ho conosciuto un ragazzo di luxor semplicemente meraviglioso e sto pensando seriamente ad una vita insieme a lui.
non vi dico il trauma che stanno subendo i miei genitori:loro hanno presente,si,una figlia”con le palle che a 18 anni se n’? andata da milano per studiare criminologia a forl? e che ha fatto tutti i lavori leciti x mantenersi studi e vizi ma pensavano che tanti sforzi sarebbero sfociati in una famiglia modello italiana residente in un villino in briaza…insomma,loro non sono dalla mia parte!!!le amiche non disapprovano ma non incoraggiano,insomma:sono da sola.forse ? meglio sbagliare da sola che rinunciare all’amore x seguire consigli vari,poi a me le cose facili non piacciono.trovando voi non ho esattamente trovato informazioni sulla vita delle donne in egitto ma almeno so di non essere propri cos? sola!!!un abbraccio
Ciao mi chiamo Giusy e sono sposata con un Egiziano del Cairo (Giza),adesso viviamo a Milano e sinceramente io sono nata qui ma non mi ? mai piaciuta.Tra qualche anno quando avremo messo da parte un p? di soldi andremo a vivere in Egitto io da una parte non vedo l’ora perch? s? che l? finalmente star? tranquilla dall’altra ho un p? di paura ma s? che mio marito mi star? molto vicino;lui ? un uomo fantastico mi d? tutto quello che voglio,mi ? sempre vicino e mi rispetta molto,penso che tu abbia visto che l? rispettano molto le donne,non ? vero quello che dicono degli arabi che non rispettano le donne ma purtruppo c’? molta gente ignorante.In agosto andr? in Egitto per vedere i miei suoceri perch? mio marito ? due anni che non li vede,mi piacerebbe molto conoscerti per parlare un p?.
Adesso non posso pi? scriverti perch? sono al lavoro;aspetto con ansia una tua risposta.