Mentre ero lì intenta a chiedermi come risolvere, una volta per tutte, l’annosa questione del dibbbattito su Israele (pensavo di recuperare vecchi commenti – vecchi di anni, mica bruscolini – e farne delle FAQ) ho scoperto che c’era un altro blog, nel vasto mondo, che si chiedeva la stessa, identica cosa.
Con gli stessi argomenti e il medesimo sconforto.

Solo che, da quel che ho capito, ‘sto blog sta negli USA.
E, ma tu pensa come sono le cose, aveva trovato una risposta utile in un commento di questo blog.

In questo blog tutto in inglese (e molto, ma proprio molto interessante e pieno di ottimo materiale e di link per chi fosse davvero interessato alla questione Israele-Palestina) risuona, quindi, il mio esasperato e italianissimo “Mo’ basta!” di fronte all’ennesima riproposizione del kit filoisraeliano su Haramlik.
E me ne sono accorta giusto oggi, che avevo appunto bisogno di recuperare qualcosa di simile…:)

Non so come l’abbia trovato, Lawrence, questo commento, né come le sia potuto venire voglia di decifrare l’italiano, ché mi pare che lei sia specializzata in lingue orientali.
Comunque l’ha fatto e, praticamente, me l’ha ridato giusto quando mi serviva di nuovo.
Che io ci faccia una FAQ, adesso, è fuor di dubbio.

Sulla questione, e sul mio “Mo’ basta!”, Lawrence (o Diane) scrive:

It might not be a recipe for dialogue, but then again regurgitating a list of memorised talking points that you can neither explain nor defend isn’t a basis for communication anyway.
Having had another good discussion spoiled by the whatever-you-do-don’t-discuss-Israel-crowd, right now I too am of the opinion that if all you can contribute is useless rhetoric then remember the way out of the blog is via the button at top, on the left.
Click it and you’re done.

(Ho delle attenuanti, per non essermene accorta prima: l’arrivo della mia pupetta, per essere precisa. Sono stata felicemente fagocitata lontana dal pc, ecco.)