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Non è normale, la Resaca in Egitto.
Stai troppo male.
Stai di un male sproporzionato, rispetto al cosa e al come hai bevuto.
C’è qualcosa che non va e non riesco a capire di che si tratta.

Ho pensato che fosse colpa mia: mi sarò incatorcita con l’età?
Non credo: conosco ispanici virgulti sotto i 30 anni che si svegliano nelle mie condizioni, il venerdì e il sabato mattina. O pomeriggio. Identiche.

Ho pensato che fosse colpa dell’alcool egiziano: sarà che la Stella è velenosa, dopotutto? (Che l’Obelisk sia abbastanza velenoso lo temo da tempo.)
Eppure, cavoli, io ieri ho bevuto solo vino italiano, e non so spiegare fino a che punto mi senta uno schifo oggi.
E lo dicono tutti, che “las resacas, en Egipto, son terribles”.

Deve essere il clima: questo caldo sabbioso è incompatibile con i risvegli post-alcoolici.

Io ci credo, nelle spiegazioni razionali.
Mi rifiuto di credere che lo stato pietoso in cui ci risvegliamo noi occidentali beoni sia la giusta punizione per chi sbevazza laddove è peccato.

Eppure, una parte di me non riesce a metterlo da parte del tutto, questo sospetto…

Resaca:

1. f. Movimiento en retroceso de las olas después que han llegado a la orilla.
2. f. Limo o residuos que el mar o los ríos dejan en la orilla después de la crecida.
3. f. Malestar que padece al despertar quien ha bebido alcohol en exceso.

Diccionario de la Lengua Española – Real Academia Española