
In nome del “nella vita non si può mai sapere”, oggi è stato il mio primo giorno di compilazione della Domanda di Aggiornamento della Graduatoria Permanente.
In pratica, devo dire al Ministero che l’anno scorso ho lavorato per loro e che devono darmi i relativi punti che mi spettano.
Nient’altro, giuro.
Quest’anno, la domanda può essere compilata online.
Tra istruzioni, circolari e chiarimenti, il materiale che ho dovuto scaricare per capire cosa dovevo fare ammonta a circa 150 pagine.
Il motivo per cui sono solo al primo giorno di compilazione (ne calcolo almeno altri due) è che, buona parte di questo materiale esplicativo, io non l’ho capito.
Ora, vorrei dire: io credo di avere un QI dignitoso. Ritengo, inoltre, di parlare e comprendere discretamente l’italiano.
Il mestiere che faccio, infine, prevede che una abbia alle spalle almeno gli studi necessari a prendersi uno straccio di laurea.
Ciò nonostante, un solo giorno non mi è sufficiente per capire cosa mi stia dicendo il Ministero.
Non lo capisco. Davvero, eh.
Curiosamente, le istruzioni per partecipare al concorso indetto dal Cervantes, invece, le capisco benissimo.
Anche se sono scritte in una lingua non mia.
Montanelli parlava di Mandarini, a proposito del nostro linguaggio burocratico.
Chi lo capisce, ha un potere notevole.
Da quello che non riesco a capire, intuisco vagamente che i cambiamenti nella normativa sono a mio svantaggio. Ci sono dei nuovi calcoli astrusi da fare, delle tabelle di conversione da applicare, delle robe misteriose che un impiegato, o un programma, potrebbe calcolare infinitamente meglio di me.
Pazienza.
Non posso fare a meno di notare, però, che il Ministero ci mette a disposizione dei moduli online che certamente Splinder saprebbe progettare meglio.
Ti chiedono, per esempio, di dire da che giorno a che giorno hai insegnato. Subito dopo, ti chiedono a quanto ammonta, in giorni, il periodo che hai indicato.
E tu prendi un calendario, prendi il dito e inizi a contare. Alla fine, metti il totale nella casella.
Curioso concetto dell’informatica, hanno al Ministero delle 3 I.
Sì, ok, io lo faccio.
Gli devo solo dire che ho lavorato da loro dal 2002 al 2003, ma va bene: perdo tre giorni della mia vita e glielo spiego come vogliono loro.
Però, poi, siamo europei, noi.
Siamo occidentali, noi.
Ridiamo degli arabi e della loro pachidermica burocrazia, noi.
E meno male che un certo Bassanini, sempre sia lodato, introdusse a suo tempo le norme sulla semplificazione degli atti amministrativi.
Altrimenti non ci metterei mica tre giorni: almeno un mese, ci metterei, e mi costerebbe una fortuna.

Lia, aspetto una tua riflessione – fatta sul campo- sulle connessioni fra lingua e potere.
A me, per esempio, piacerebbe fare autonomamente la dichiarazione dei redditi, ma -pur avendo anch’io una discreta familiarit? con la lingua italiana- ho paura degli errori che potrei fare … e ricorro ad una commercialista.
Bisognerebbe costruire un dizionario (comprendente le formule di rito) per difendere gli italiani dal burocratese devastante, senza dimenticare le varie espressioni gergali (penso alle spiegazioni per l’uso dei cellulari, dei computer…).
Lancio il messaggio a una professionista del campo. Che ne pensi? augusta
Se ti pu? consolare ho dovuto perdere 35 giorni per ricevere dal comune le FOTOCOPIE (e ripeto FOTOCOPIE) della planimetria di casa MIA (e ripeto casa MIA)… Prima mi hanno fatto andare in comune per compilare la domanda, poi mi hanno richiamato dopo 15 giorni per visionare i fogli e l? ho dovuto fare richiesta per avere le fotocopie… che saranno disponibili fra altri 15 giorni… e dovr? tornare per la terza volta a fare la coda “burocratica”! bah…
OT in risposta al tuo OT: grazie, Lia, per le info sul contatorino coi numeri arabi… io poi sono piuttosto negata con l’html, ma a questo punto mi sembra pi? facile che compilare una domanda ministeriale ;-)
Lia: ho parecchi amici insegnanti (precari) che bazzicano il provveditorato. Deve essere un’esperienza e un luogo devastante, a giudicare dai loro commenti.
:-(
Anche io devo ricorrere al commercialista e mi scappa da ridere perch? sono una lavoratrice precaria… Ti giuro che preferisco 100 volte andare dal dentista a farmi trapanare i denti che dal commercialista a farmi prendere… (scusa l’accenno di volgarit?, ma ? per rendere l’idea). Per? non ne posso parlare troppo male perch? se non ci fosse lui non riuscirei a districarmi in queste cose…
Ne penso che ? una cosa – una delle 10.000 – che mi fa incavolare furiosamente, Augusta.
Ho alle spalle anni di pellegrinaggi in Provveditorato, con gli impiegati felici di sbeffeggiare e trattare da cani prof laureati in Lettere o in Lingue incapaci di decifrare un’ordinanza ministeriale.
Perch? il potere piace, quando lo si ha, e quello linguistico ? un potere che, nel mio settore, Ministero e sindacati si spartiscono con reciproca soddisfazione.
E, certo, la padronanza del linguaggio ministeriale ti pu? cambiare la vita: ti permette di identificare opportunit?, di avere un punteggio anzich? un altro, di tutelarti e di fare valere i tuoi diritti.
Da sola, magari.
Senza iscriverti a un sindacato solo perch?, magari, ? l’unico modo per avere un traduttore.
In cose di scuola, temo che il mio disgusto sia equamente distribuito tra Ministero e sindacato, s?.
Ho l’immensa fortuna di avere una carissima amica commercialista che, da sempre, mi fa la dichiarazione dei redditi.
Temo che, se non ci fosse lei, io sarei in galera da anni.
Ed ? stupendo, quando insegni italiano L2, dovere spiegare che “obliterare il documento di viaggio” vuol dire “timbrare il biglietto”.
Che non ? il ticket, perch? il ticket ? un’altra cosa ma, a quel punto, lo studente ? piegato dal ridere e non ti ascolta pi?.
(E l’altra sera, una collega pontificava – sdegnatissima – sugli arabi che usano troppo spesso l’inglese, e “non bisognerebbe MAI rinunciare alla propria identit?!”
Che brava, che pulpito.)
Credo che siamo un paese bollito.
Che non ci rendiamo minimamente conto di noi stessi – nelle piccole come nelle grandi cose – e che la nostra evasione dalla realt? sia troppo radicata perch? ci siano soluzioni.
Da Leonardo (blog e forum) si dibatte sugli astensionisti.
L’anno scorso gli risposi, a Leonardo.
Quest’anno non ho cambiato idea.
Capisco che, dall’interno, si faccia ci? che si pu? per migliorare il poco che si pu? migliorare.
Personalmente, l’unico motivo per cui non brucio il mio passaporto ? che non ne ho un altro.
(Qualunquista? Certo: una ha un fegato solo, in dotazione, e vorrebbe farlo durare. Scusatemi, davvero.)
Semplificazione Atti Amministrativi… Ah il buon Bassanini… innamorato degli ossimori… ;-)
Esistono da tempo (anni) dei software italiani installabili come estensioni di M$Word (che Dio mi perdoni) che traducono il linguaggio burocatico in linguaggio umano.
Le amministrazoni previdenti ne hanno qualche licenza e a volte li usano.
Inoltre alcune amministrazioni comunali italiane hanno messo il piano regolatore on-line (cio? fruibile dal sito internet del comune).
Ma dai??? Mi dai qualche informazione in pi?, su questi programmi?
mi fai sentire in colpa perch? anch’io dovrei occuparmi di questa cosa, ma fino ad ora ho rimosso. In realt? per? forse non devo presentare domanda, non avendo fatto neanche un giorno di supplenza…
non volevo fare pubblicit?. Comunque ora non riesco a rintracciarli nel web. si chiama Errata Corrige versione Pubblica Amministrazione.
Volevo ricordare a tuttti i fruitori del sito che ieri nella UE ? stata approvata la legge sui brevetti software. Che c’entra?
Beh, molti software, come quello che regge questo sito, non sarebbero ma nati con questa legge in vigore.
[url=http://punto-informatico.it/p.asp?i=48265]http://punto-informatico.it/p.asp?i=48265[/url]