Dicevo prima che io ho lasciato un’Italia parecchio intollerante verso le altrui sciocchezze (le proprie, non saprei) e ne ho ritrovata un’altra, circa un decennio dopo, che mi è parsa in via di pacioso rimbambimento.
Pacioso, sì.
Ok, c’era la Lega che, pian pianino, sdoganava un bel po’ di quelle sciocchezze aggressive di cui, da ragazzini, noi ci saremmo parecchio vergognati, ma non c’era un clima di particolare incazzatura verso il mondo. Al principio.
Succedeva solo che, poco alla volta, non era più importante sapere di cosa si stesse parlando: il semplice fatto di parlare era sufficiente, positivo a prescindere.
A scuola, per esempio: forse era tipico della mia generazione, credo, pretendere che i ragazzi avessero un’opinione su tutto e che te la esprimessero, che ti facessero un tema. Immediatamente.
La democrazia era parlare ad ogni costo, anche se si dicevano cazzate.
La cazzata era incoraggiata e ascoltata con attenzione. “L’alunno è partecipativo.” “Sì, ma dice un mucchio di sciocchezze.” “Non importa, è partecipativo.”
Più cazzate stavi a sentire, più eri democratico.
Se non ascoltavi con seria compunzione le cazzate eri probabilmente un fascista, sicuramente un intollerante, certamente una cattiva persona.
E’ successo, quindi – e forse è stata proprio la mia generazione – che la tensione che c’era stata fino a un attimo prima dal basso verso l’alto (prima di fargli un culo così mi devo informare) si è capovolta ed ha assunto la forma del microfono puntato verso il bar Sport: dimmi, o anima candida. Non importa cosa. L’importante è che tu parli.
E poco alla volta, sui giornali, in TV, a scuola e dappertutto, le parole sono evase dalla gabbia della logica e, come tanti gremlins, hanno cominciato a zompettare qui è là circondate, appunto, dalla simpatia generale.
Ma che pittoresche.
Ma che originali.
Ma che spontanee, che vere, che autentiche.
La voce della gente.
E sono andate avanti per un po’, così.
(“Prof, io la penso così” “Sì, ma perchè?” “Boh, perchè è la mia opinione.” “Sì, ma come mai ce l’hai?” “Boh, perchè sì.” “…”)
Sì, vedevi che c’era qualcosa che non andava, eppure non ti veniva paura. Non era la fine del mondo. Era solo una cosa un po’ così. Spensierata, troppo spensierata, eppure paciosa.
Fino al 12 settembre 2001, che è la data che segna il prima e il dopo sul mio particolare calendario.
È molto semplice. Il dieci di settembre eravamo tutte persone (più o meno) gentili e lucide. L’undici di settembre, nel tardo pomeriggio, la gran parte di noi è completamente impazzita.
M. Martinez.
Il 12, secondo me. Non l’11 sera. Il 12.
“Julia, dimmi: ma pure in Spagna i giornali titolarono: ‘Attacco alla civiltà’?”
“Eh? Oddio, no. Titolarono: ‘Attentati negli USA’.”
Da allora in poi, è diventato faticosissimo capire i concetti circoscritti, le parole per quello che sono.
Comprendiamo le iperboli ed usiamo quelle. Se non le usiamo, siamo tipi sospetti.
George Orwell parlava di Neolingua. Ce l’abbiamo, è l’Iperbolico.
La Civiltà, l’Occidente sotto attacco, l’Islam che ci ha dichiarato guerra, la Democrazia da salvare o esportare, la Quarta Guerra Mondiale, Loro (tutti), Noi (tutti), e via così.
E l’Iperbolico è entrato nel linguaggio comune fino a sostituirlo, dicevo, ed esprimersi senza usarlo è diventato difficilissimo.
Ci casco anch’io: quante volte avrò detto ‘Occidente’ pur sapendo di stare dicendo una stupidaggine?
E perchè usare la parola ‘Occidente’, poi, per descrivere qualcosa che sicuramente include il Giappone e adesso pure la Russia ma non è certo che includa la Grecia – o solo quando serve – o la Sicilia? Perchè non parlare di mondo industrializzato, per esempio?
Perchè l’effetto finale suonerebbe diverso, appunto.
Io mi sento di fronte ad un linguaggio della follia che non consente altra risposta ragionevole che il silenzio.
E si infiltrano ovunque, queste parole folli e, per non fartele entrare in casa, devi chiudere porte e finestre. Perchè è come con i virus: ti si attaccano e si propagano e non c’è altro modo per contrastare l’epidemia che la quarantena.
Il blog, per esempio.
Io vivo abbastanza male la presenza di certi commenti, è noto.
Ma non perchè non siano d’accordo con me. Perchè li trovo di spaventosa insensatezza, piuttosto. Perchè sono scritti in Iperbolico e, non avendo un oggetto circoscritto, è impossibile trovargli risposte dotate di senso.
Tu rimani attonita a contemplarli, dunque, ma mentre li contempli li propaghi, gli fai da cassa di risonanza.
L’Iperbolico circola e si espande anche attraverso il tuo blog e tu ne sei, in qualche modo, responsabile.
Prendi questo commento, per esempio:
Forse c?è anche un Islam moderato, e certo non tutti gli islamici sono fondamentalisti e tanto meno terroristi, ma una società in cui la religione è così totalizzante, in cui le donne non hanno alcuna voce, non mi piace di per sé. E questa società ci ha dichiarato guerra. Pertanto concordo con Ezio Mauro: l’Occidente è sotto attacco. Abbiamo il dovere di difendere la nostra civiltà che, pur non certo immune da errori ed ingiustizie, è comunque in questo momento superiore etc etc. etc.
Non cito l’autore perchè non voglio personalizzare alcunchè.
Dico solo che ce l’ho qui da 2 gorni e penso che dovrei pubblicarlo ma poi mi viene come un crampo al dito, non ce la fo.
E’ gentile, per carità. Con me, dico, anche se non con un altro miliardo di persone.
E’ scritto in modo scorrevole.
Non è anonimo.
Ha un sacco di virtù.
Solo che non ha senso e una non sa da che parte cominciare, a rispondere.
Esiste una cosa chiamata “società islamica?” Ma quale, ma dove? Ce ne sono migliaia. Le donne non hanno voce? Ma in che senso, chi te l’ha detto, quale voce? Di che parliamo, di donne? No, non di donne. Di guerra. Ci hanno dichiarato guerra. No, aspetta: chi? Chi è che ci ha dichiarato guerra, di preciso? Se mi affaccio alla finestra, in questo momento, c’è Bastawi sotto che mi fa ciao con la mano. Che stai dicendo? Cosa devi difendere? Qual è la nostra civiltà? Superiore? In che senso, per fare cosa?
Non capisco cosa dice, un commento del genere.
Non c’è una parola, in tutto questo discorso, di cui io riesca a comprendere l’origine, il senso, l’attinenza con la realtà.
Non combacia in nessun punto con ciò che la vita mi mostra: se mi fosse giunto da Marte, mi farebbe lo stesso effetto. E’ l’espressione di un mondo immaginario nel quale, in origine, c’era un’organizzazione terrorista che aveva commesso un attentato.
“Organizzazione terrorista” è stato tradotto con “Islam”.
“Attentato” è stato tradotto con “Dichiarazione di guerra”.
Il traduttore è un cane, però: ha completamente stravolto il testo originale ed io, scusate, non mi ci raccapezzo più.
Allora una pubblica e tace.
E l’Iperbolico si diffonde, si diffonde, si diffonde e suona sempre più normale, sempre più scontato.
“E’ la mia opinione. E’ il mio punto di vista.”
“Sì, ma da dove esce, che senso ha?”
“Ma se lo dicono tutti! Perchè lo chiedi proprio a me, il senso? Leggi in giro, informati. Guarda, ti metto un link…”
E mi mettono il link e lì c’è scritto che l’Islam ci ha dichiarato guerra.
Ed io, poi, scendo in strada e mi compro mezzo chilo di pompelmi e due bistecche, nel mondo che vuole distruggere la mia civiltà, e quello che me le vende sta pensando ai cavoli suoi, ne sono certa, e se sapesse che lo scruto immaginandolo mentre mi distrugge la civiltà mi prenderebbe per pazza, di sicuro.
E avrebbe tutte le ragioni del mondo.
Che devo fare?
E’ giusto pubblicarle, ‘ste cose? Ma l’istigazione all’odio razziale non è persino proibita dalla legge? E se uno mi scrive “Ambarabaciccicoccò” ho comunque il dovere morale di pubblicarlo?
Ma siamo certi che la democrazia sia questo?
Una si lacera, giuro.

Dopo aver letto i due ultimi post, non so se commentare. Dovr? stare attento a dire ci? che penso ? E’ giusto temere di esprimere le proprie idee per il timore di dire una fesseria ? E’ lecito, ? ammesso, dunque, il ‘non sapere’ ?
Penso a quante volte ho avuto la risposta giusta, in tasca, e l’ho tenuta l?, in tasca, per il timore di sbagliare, perch? non ne ero certo. Penso a tutte le volte che l’ho data, la risposta giusta, senza paure, certo di sapere.
Penso ai bei dialoghi, alla dialettica con la professoressa di filosofia. Non avevo paura di sbagliare, non me ne dava modo. Io mi fidavo dei miei valori, delle mie idee. Attaccavo con quelle. Usavo Kant, contro Hegel. E dicevo ‘no, non pu? essere come dice Hegel. Perch? allora.. ‘. Dallo scontro, invece, scoprivo che anche Hegel aveva ragione o, perlomeno, era coerente con se stesso. La ragione di Kant non escludeva quella di Hegel. Erano diverse, ed entrambe mi convincevano. Ma se non avessi avuto la libert?, che nasce dal non aver paure, di esprimere i miei dubbi, che nascevano dall’ ignoranza, avrei mai potuto scontrarmi e vivere questa nuova verit? ? Io penso che avrei imparato a memoria quel che c’era scritto, invece che capire quello che c’era scritto.
Tutta questa polenta e cus cus per dire, cara Lia : non ? dunque lecito porre la domanda, anche sbagliando ? Non ? lecito dire la cavolata, anche sbagliando ? Non ? lecito, soprattutto, essere diversi da te, cara Lia ? Con quest’ ultima intendo : io preferisco esprimere anche sbagliando ci? che penso, tu parli solo nella certezza di ci? che dici. Il mio non ? un parlare a vanvera, ma un parlare diretto. Non si fonda solo sullo stomaco, pur essendo consapevole di una tua maggior preparazione, su certi argomenti. Non ? dunque lecito, ad esempio, leggere qualcosa sull’ Islam e pensare : ecco, forse, qui che io non sono cos? preparato lei forse pu? parlarne, o esserne interessata, o chiarirmi un dubbio.
Io sono diverso da te, cara Lia. Non per questo non ti stimo – anzi! -. Non per questo per? ti dico che sei scema, o di scarso spirito se non ridi per il drive-in. o per zelig. Ma nemmeno tu, a parer mio, hai il diritto di pensarlo di chi lo vede, e ride. Se non vi fossero i pagliacci ci sarebbero molti meno sorrisi, e per quanto meno seri, sono altrettanto indispensabili.
Ecco, io penso, a volte, che tu non riconosca il valore della leggerezza. O, semplicemente, che ti sia indifferente. E noto quell’ atteggiamento di indignazione verso certe realt? che uno stimerebbe, non fosse associato spesso a una catalogazione di inferiorit? verso la specie diversa. Ma allora, tutti i principi – seri – di cui vai parlando, dove sono ? gli stupidi idioti senza spirito critico, il contadino bifolco, la casalinga di voghera e quant’ altro, loro sono la base della democrazia. Sono loro, il popolo. La democrazia ? il trionfo, della mediocrit?. Quando tu parli, dunque, dell’ uomo, di chi parli ? Di te stessa e pochi altri ? Ma, allora, la democrazia, che senso ha ? Abbiamo dunque trovato, con te, un filosofo per la Repubblica di Platone ? E chi li sceglie, gli altri , tu ?
Ecco, queste sono le domande a cui vorrei tu trovassi una risposta, la stessa risposta che io non so trovare, quando scopro che mi informo, vivo, mi rompo le scatole per quei cazzo di valori che poi non servono a nulla, critico le riforme della giustizia per un senso del giusto, sto tanto a parlare e a chiedermi perch?, quando poi esci e la sola cosa che importa ? l’ultimo disco di britney spears o il gol di vieri. E l? vorresti la tua bella dittatura, e fregartene dei tuoi valori, e dirgli che la musica che ascoltano fa cagare, e che non capiscono un cazzo, e che sono dei rozzi e dunqe a la guerre comme a la guerre e prenderli a calci in culo e far la rivoluzione. Poi, vabb?, pensi che andrai a casa, ti ascolterai un tuo bel disco, ti calmerai, uscirai fuori e andrai a divertirti, magari parlando dell’ ultimo gol di vieri. Perch? in fondo non ha proprio senso farsi venire l’ulcera allo stomaco, non ha proprio senso.
E dunque passi al divertissemant pascaliano di cui tutti, pensi, avrebbero bisogno assieme all’ esprite de finesse. Pensi anche il viceversa, ma quello, appunto, ti fa venire l’ulcera allo stomaco…
Tu hai una risposta a questi conflitti interiori tra il giusto ideale e il giusto applicato, in un certo senso ? Ha senso, soprattutto, tutto questo ? Ecco, vedi, io questo l’ho scritto di getto, pi? o meno. Avr? commesso degli errori, detto un sacco di fesserie, probabilmente. Per? non sarei stato capace di dirlo altrimenti. E non penso siano proprio tutte cavolate.
Un bacio cara Lia, spero tu abbia capito il senso di ci? che ho scritto, che voleva essere uno scontro per capire, per avere un punto di vista – da chi stimo, comunque – in pi?.
Per il bignami di aggregator, io ne so quanto te : so che uno si sceglie un network – cio? dice Lia ? autorevole, tienila in considerazione pi? di altri, ad esempio. Ma anche ataru, per i sorrisi che mi fa fare – e vota i post. Di pi?, francamente, nun so.
Scusasse assai la logorrea, signora Lia !
ciao ! ;-)
Soprattutto : il fatto che qui vi siano persone, a dirla in un senso o nell’ altro, va quasi bene, pure. Il 90% basa la sua informazione su 25 minuti di telegiornale, di cui 10 van via per le notizie dei gol, 5 per il mangiare, 2 per le tette di turno.
Allora, mi chiedo, che cazzo sto qui a rompermi le palle, a farmi tutte ste masturbazioni mentali, quando io, con queste parole, non conto nulla ?
Che cavolo mi rompo le palle quando poi, quel che sento, sono solo e solamente discorsi da bar.
A che serve, il mio voto, in QUESTA democrazia ?
Ma sono io fuori o ? il resto fuori ? Chi mi dice che io sono migliore ? Perch? mi pongo dei problemi ? Perch? mi documento ? Poi, il fatto che mi senta migliore, in quei momenti, non ? un segno di arroganza, di strafottenza, di inferiorit? stessa ?
Quanto amo mia nonna, che si limita a dire “io a berlusconi se lo vedo gli sputo in faccia, ch? mi sa di falso ! E che la smettano di prendersela con quei poveri cristi che vengon qui ! Certo, ? pieno di delinquenti qui, ma ? ovvio che siano loro, se non hanno un lavoro ! Qui, sono anche i soli gentili che ti danno una mano ad attraversare la strada, per? !”
Ecco, io ho sbagliato a leggere troppe cazzate.
Nota tecnica : nell’ inserimento del secondo commento mi dava loggato con typekay, per? poi mi ha inviato in moderazione. E’ una nota tecnica per te, che magari non capisci perch? uno ti manda un commento via typekay e un altro no. Ciao !
mah… il punto ? uscire dai luoghi comuni, aprire veramente il disorso alla logica e all’intelligenza, il che ? un’esigenza illuministica. Perch?, ad esempio, parlare sempre del povero contadino bifolco? chi lo dice che ? pi? stupido e ignorante di un
avvocato di citt?, per esempio? questa mi sembra proprio la stupidit? del procedere per luoghi comuni, quelli contro cui si batte Lia, che, insomma, non sta dicendo che ? male essere ignoranti, bens? che ? male esserlo ed esserne fieri, e sputare addosso al resto del mondo, tanto, al centro del nostro piccolo mondo, ci siamo solo noi, piccoli italioti dell’italietta berlusconiana…
insomma, democrazia non vuol dire permettere tutto, ma aprire lo scambio a tutti in modo rigoroso e verificabile da tutti (che ? anche, per molti versi, l’esigenza della scienza e non solo della cultura in senso lato).
quindi, direi che Lia ? tutto tranne fascista.. forse pecca di troppo rigore, con s? e con gli altri, e per questo d? fastidio a tanti.
? sempre facile, infatti, essere duri con gli “altri” e mai con se stessi…
L’11 settembre (2001) ? stata la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra, peggiore, attualmente non governabile. Che l’occidente sia sotto attacco, poi, ? nell’evidenza dei fatti. E nessuno ha neanche lontanamente in mente il rimedio: ma proprio nessuno nessuno. In questo momento pu? accadere qualunque cosa a chiunque.
E’ altrettanto chiaro che solo una minoranza dell’Islam ha in mente il caos e il terrore (stavolta sei ovvia tu: chiaro che puoi scendere sotto casa e comprarti tranquillamente da mangiare!).
(Non scrivermi che ? ovvio, per favore, non questa volta! facciamo cos?: come tu l’avessi scritto!).
Ciao!
angelo
ritael, non hai capito un accidente.
i luoghi comuni erano appositamente, comuni.
Poi, che discorsi sono ? L’ ignorante lo vuoi anche preconfezionato, anche con l’ umilt? di dire ‘sono ignorante’ ? Allora, o io parlo male, e ne convengo, o non mi spiego.
Nel mondo reale ci vivi o no ?
Ecco, fatti un giro per luoghi non propriamente frequentati da approfonditi conoscitori dell’ islam. d? islam. poi ascolta.
Poi d? loro che dovrebbero essere umili e consapevoli della loro ignoranza.
Io ti aspetto fuori, sai com’? !
“bisogna uscire dai luoghi comuni” ? un luogo comune a sua volta. Il luogo comune, in questo caso, insisteva sul fatto che il popolo, espressione di mediocrit?, ragiona per luoghi comuni e conoscenza frammentaria e precaria. Per cui gli albanesi sono tutti ladri. E gli italiani mafiosi. Tu, nei tuoi discorsi illumistici, devi rapportarti con la gente reale, non con te stessa. Me lo vuoi risolvere, questo problema, o no ? Ci arrivo anch’ io al luogo comune “Perch?, ad esempio, parlare sempre del povero contadino bifolco? chi lo dice che ? pi? stupido e ignorante di un avvocato di citt?, per esempio?”. Ecco, questo ? un luogo comune, pure. In genere, l’ avvocato, ha dovuto comuque studiare ed assimilare una capacit? critica e di analisi. Poi sar? pi? stronzo, coglione e ignorante del contadino, ma se usciamo da un luogo comune non cadiamo, per retorica e per carit?, in un altro, che fa molto ‘io sono intellettuale e umanista’ ma ricade nella banalit? a sua volta.
Esistono gli uomini. Ognuno ? differente. La casalinga di voghera, se non si capiva, era una provocazione che si sposava con il bifolco. Partorivano un figlio, un famoso avvocato di citt?, appunto.
Se vuoi lo rispiego.
sai…il punto ? che se le cose stanno come dici, che tornino pure i borboni , i savoia ecc.
anzi, teniamoci berlusconi, dato che dal luogo comune non si esce.
che ti devo dire? io gli ignoranti che ammettevano di esserlo li ho conosciuti, fra cui mio nonno socialista, che pur essendo un umile meccanico di biciclette, aveva impartao a esprimersi in un perfetto italiano (e questo solo per desiderio di migliorarsi).
inoltre, una volta, non ci si vergognava a essere ignoranti … ma essre fierli di esserlo.
vedi tu.
cio?, se vuoi, cara ritael, ti scrivo un bel discorso che fa molto politically correct. Che fa molto “l’ uomo ? una cosa meravigliosa”. Se vuoi facciamo anche la lacrima di commozione per il povero disagiato che non pu? mantenere il figlio e deve rubare. Ci aggiungerei anche qualcosina sull’ arroganza dei saputelli, che fa molto “io sono una spanna sopra”. Poi per? vieni a fare un giro con me. E mi dici dove la trovi, la tua idea di uomo. Quanti, su mille, hai la fortuna di trovarne. Se ne trovi pi? di cento, ti prego, fammi un favore : comprati degli occhiali.
Perch? siam tutti bravi a parlar per luoghi comuni. E quello che meno sopporto, e penso si capisca, ? il luogo ipercomune di dire “usciamo dai luoghi comuni”, per poi dire le pi? grandi banalit? di questa terra.
Almeno, diciamoli consapevolmente.
Io, sia chiaro, non sono il deus ex machina. Ma ogni tanto ci sano discorsi che hanno lapretesa di esser seri e mi stritolano l’ennesima palla di retorica preconfezionata. Ecco, io l? esplodo e, come dicevo, mi viene voglia di far la rivoluzione.
Vado ad ascoltarmi un disco.. ;-)
Baci Lia, scusa. Sai che non son solito.Mi scuso, in ogni caso, con te e con ritael per essermi alterato. Potrei riscrivere tutto con pi? calma, e fermezza, e lucidit?. Ma non sarebbe lo stesso. E ogni tanto fa pure bene, essere totalmente scorretti e uncorrect : liberatorio.
Non ho la pretesa di dire n? grandi verit?, n? grandi discorsi : ma non replicatemi, per favore, con luoghi ancor pi? comuni dei miei !
Un saluto ritael, non ce l’ho con te, ? una mia idiosincrasia a certe frasi. Ti chiedo scusa per i modi, non per i contenuti. Ciao !
vedi tu cosa ? ‘vedi tu’ ? un’altra di quelle frasi, molto snob, che vogliono dire : ‘io ti ho tracciato la strada, trai le tue conclusioni, ovvero che ho ragione’.
Che esistono splendide persone ? Vuoi dirmi questo ? Che io non le vedo ?
Io faccio i conti e parlo di un mondo reale, tu di un mondo ideale. Pur lottando per quello ideale, uno deve confrontarsi con ci? che ha difronte.
vedi tu. …
non mi rassegno ai savoia, cosa vuol dire ? anch’ io sono per un mondo migliore. Ma leggi quel che scrivo o no ? Cio?, si capisce ? Comincio ad avere i miei dubbi.
Oggi ? Domenica!
Troppo serio, l’argomento di oggi,meglio essere “provocatori”…
… Ma Lia, hai mai pensato, che in fondo in fondo… non sei mai uscita dalla scuola?…
P.S: Quanto sono cattivo! Hi..hi
Maro’, non arrabbiatevi!
Io la faccio molto pi? semplice di te, Blu.
Dico che circolano delle sciocchezze enormi ma ben precise, che ho elencato, profondamente diverse da tutte le sciocchezze circolate da quando ho memoria.
E che siccome queste sciocchezze mettono in pericolo la mia esistenza, la tua, quella dei nostri figli e, soprattutto, quella di mezzo mondo dall’altra parte del Mediterraneo, chiamarle per quello che sono – sciocchezze!! – ? un dovere assoluto. Mio e di tutti.
Non ? Drive In il mio problema, n? il cazzeggio, la musica scema e tutte le cose che piacciono pure a me, sant’iddio, che non so per che mostro mi hai preso.
Il mio problema ? “l’Occidente ? sotto attacco dell’Islam”
QUESTA ? una sciocchezza che la gente dovrebbe vergognarsi a dire. E, se non si vergogna da sola, bisognerebbe aiutarla a farlo.
Con assoluta decisione e piantandola, di considerarla un’opinione come un’altra. Un’opinione ? una cosa diversa rispetto a un’allucinazione.
Questa ? la stupidit? verso cui io ritengo criminale essere disponibili.
“Occidente” ? uno slogan.
“Islam” ? un concetto e – parafrasando Pfaall – i concetti non dichiarano guerra.
I paesi dichiarano guerra, non i concetti.
Gli eserciti dichiarano guerra, non i manipoli di persone.
Se non usciamo da questa valanga di frasi fatte che ci impediscono di vedere la realt?, finiremo davvero nella Terza Guerra Mondiale.
La Terza, non la Quarta. Altra sciocchezza, che questa sia la Quarta.
Le parole vengono usate a sproposito per prendere la gente per il culo, per impedirle di vedere la realt?.
Io mi dichiaro in sciopero contro questo: contro l’uso drogato del linguaggio, contro i concetti iperbolici, fumosi, generici e totalizzanti che stanno prendendo in ostaggio i cervelli di mezza Italia.
Non c’? alcun bisogno di essere dei geni, per chiamare le cose col proprio nome senza inventarne di improbabili.
Non c’? bisogno di essere colti, intelligenti, meravigliosi e splendidi. Basta essere sobri e non lasciarsi ubriacare dalla tempesta di insensatezze che piovono da ogni parte. Chiamare le cose col proprio nome, tutto qua.
Io mi ci posso anche rassegnare, alla Terza Guerra Mondiale, ai massacri, alle carneficine, a vedere il mondo in pezzi.
Ma non in nome di stupidaggini, per favore.
Gi? ? abbastanza grave che il mondo salti per aria. Se poi deve farlo anche perch? la gente si ? improvvisamente rimbambita e, per giunta, si pretende che io sia gentile e non lo dica, be’: mi pare il colmo.
Ognuno ? libero di essere sciocco quanto diamine gli pare. Io compresa, che rivendico il mio diritto a cento cazzate al giorno.
Per? la stupidit? non deve farsi criminale e non deve servire da paravento ai crimini.
Altrimenti io mi incazzo, e dovresti farlo anche tu.
vedi, blu, le parole non sono mai innocenti, circolano da sole e infestano le menti come virus, come diceva Lia: in fondo, tu ci credi che l’avvocato sia “meglio” (pi? colto e pi? “sensibile”, come hai detto) del “bifolco”…
io no, cos? come non credo a un mucchio di altre cose (fra l’altro, il leghista Castelli ? un “ingegnere”…!).
insomma, mi ero accorta benissimo che li usavi in quanto luoghi comuni, ma proprio perch? li scegliamo, questi e non altri, la scelta non ? mai innocente … contribuisce a perpetuarli, anche se ci scherziamo su, sul contadino “ignorante” e la donna “bona”, ad esempio.
Lia dice: restituiamo il loro valore alla parole, pesiamole e usiamole con propriet?, non a caso.
Non posso che essere d’accordo con lei, non con te.
L’equazione musulmani=terroristi ? fin troppo facile da fare ed ? per questo che ? sbagliata. E’ una assurda generalizzazione. Eppure la sensazione ? che in certi ambienti questa equazione faccia comodo. Che giustifica ogni azione di risposta preventiva o conseguente. Che la guerra stia facendo comodo a tanti e specialmente a chi guadagna dalla vendita delle armi e con il prezzo del petrolio alle stelle.
Il problema ? se a questo punto ci si pu? sottrarre da una semplificazione tanto sbagliata senza essere presi per “traditori”? E si pu? essere contro questa guerra senza essere considerati dei vigliacchi?
Le guerre generano odio che chiamano sangue e violenza. E ci si ritrova a combattere guerre di religione dove il popolo viene rimbecillito e aizzato con quattro idee idiote che fanno leva sulle nostre paure pi? ancestrali.
E la paura obnubila la ragione. E magari a qualcuno scappa da dire che la nostra civilt? ? superiore. A Breslan ne sanno qualcosa…poveri noi!
One More Blog
Guerra, pompelmi e commenti
“…E mi mettono il link e l? c’? scritto che l’Islam ci ha dichiarato guerra. Ed io, poi, scendo in strada e mi compro mezzo chilo di pompelmi e due bistecche, nel mondo che vuole distruggere la mia civilt?, e…
ok, siamo d’accordo. io, te e Lia.
L? fuori c’? il mondo, che non gliene frega nulla di me, di te, di Lia.
Lia, l’ invito a incazzarmi ? ben accetto. Io sono un incazzato che alterna l’ incazzatura alla giovialit?, per non viversela troppo male.
Io sono d’accordo con quanto dici, che ci vuole a dirti “s?, hai ragione”.
Ma, e ora ?
Feltri, e la sua prima pagina per le due simone, sono un iceberg. Pi? di dire che mi fa schifo, che lo trovo vergognoso, e incazzarmi, non posso. Il punto ?, secondo me, che tu, io e rita siamo qui a romperci le palle e a risponderci, sulle questioni del mondo.
L? fuori c’? un mondo ottuso che non ha la complessit? e la volont? per accogliere certi ragionamenti, per farli. Quando torna a casa, preferisce guardarsi le tette. E non ha voglia di mettersi a leggere pallosi pistolotti. Chiede al tg : “chi ? il cattivo ?” . Gli arriva la voce solo di chi grida pi? forte : “L’ Islaaaaam” che fa anche un po’ parola strana e misteriosa, quindi pericolosa.
La tetta, ancora, vende pi? della dissertazione colta. L’ appiattimento verso il basso ? una realt?. Per vendere e colpire di pi? hai bisogno delle iperboli. E’ molto pi? sensazionalistico dire “scontro di civilt?” che i fatti.
Cio?, io non so se te ne sei resa conto, ma tu stai parlando di cambiare il mondo, mica cazzi.
Io sono d’accordo con Lia. Vabb?, che ci vuole.
E ora ?
Baci, come sempre.
Che vogliamo cambiare… Il mondo? Siamo 10 gatti guardati male dai media asserviti al potere, o meglio, a chi possiede il bastone oi? lungo…
RESISTERE, STOICAMENTE RESISTERE…POI FRA 300 anni, se tutto v? bene (se il mondo non si suicida prima)…
Ora, io non vorrei che si capisse male.
Provo una sintesi, morbida e pacata di ci? che intendo.
Io sono un relativista, penso cio? che non vi sia una e una sola verit?, mai. In tutte le storie, ci sono due campane. Bene, questo per dire che il mio modo di essere, in genere, ? tollerante. Ascolto, perlomeno, con fare tranquillo.
Penso vi siano un cinque sei miliardi di verit?, nel mondo. Penso anche che se ognuno pretendesse che fosse sua, la verit?, saremmo in guerra permanente. O, almeno, se lo pretende rigidamente. Perch? penso si possano meglio accomodare delle identit? dai profili morbidi che delle identit? molto determinate : l’ incastro risulta pi? difficile dell’ abbraccio.
Bene.
Ora, questo mio modo di vedere si scontra con la realt? l? fuori. Io sono d’accordo con le iperboli di Lia,e sono assolutamente d’accordo di come sia pericoloso confondere i termini della questione. Il punto ? che ? sempre pi? difficile riconoscerli, per la gente. Non riescono a capire, spesso, un qualcosa di complicato. La televisione, a furia di parlare sempre pi? facile per stancare meno il cervello, lo ha fatto completamente addormentare, ammorbare, lobotomizzare.
Ora, per?, a meno che non si riprenda il concetto di educazione delle masse, io mi trovo nella difficolt? di esigere l’attenzione, di quella gente, se voglio loro spiegare dei concetti. E se il canale in parte mostra una tetta, secondo voi dove ? voltata la testa ?
Ecco, io vi chiedo, care Lia e ritael : bene, io sono contento voi la pensiate cos?. E ora ?
micromega ? una buona rivista, quanti sono a leggerla?
No il mondo ? tuffato con la testa nel proprio piatto e non guarda altro… al massimo una “tetta” come diceva blu…
E’ il piatto, il luogo d’interesse del mondo, sicuramente servono delle mosche da mettere nel piatto per far succedere qualcosa…
Abbraccioni a tutti!
E allora, nel mio piccolo, mi stavo interrogando sull’opportunit? di pubblicare i commenti scritti in questa lingua demenziale e, di conseguenza, di incoraggiarli.
lia, “vieni a prendere un t?, al caf? de la paix ?” ;-)
un saluto, ciao, ora devo andare.
scusa la logorrea, l’alterazione di mezzo e, eventualmente, la lingua demenziale.
Baci. -scusa anche i troppi baci, ch? forse ho esagerato pure con quelli ! ;-) –
Comunque, guarda che ? bello sapere vi siano persone come te. un po’ dure, con se stesse e dunque con gli altri. Ma fa piacere.
Ciao!
No, il tuo blog non ? l’unico posto al mondo dove quei rimbambiti possono esprimere i loro concetti demenziali. Ce l’ha un blog la Fallaci? Vadano l?, oppure vadano sul blog di qualche neocone, vadano dove cacchio gli pare che troveranno una marea di altri dementi convinti che “l’Islam ha dichiarato guerra all’Occidente” e che saranno ben disposti ad accettarli. Qui spero che se ne possa fare a meno.
Grideranno alla censura, ma perch? te ne dovresti preoccupare? Dal momento che ragioni diversamente (per fortuna) ce l’avranno sempre con te per qualcosa. Se non sei con loro sei contro di loro. Anzi, sei contro l’Occidente :P
Ma che poi, chi dice “L’Islam baguagu?, terroristi baguagua” l’ha mai letto il Corano? E se vogliamo parlare di ‘scontro di civilit?’, chi ha letto il Pentateuco? E il vangelo (tutto)? E gli atti degli apostoli?… Generalizzare in fondo ? comodo: loro, noi, gli altri… gli altri ancora… ? comodo ma tradisce la verit?, ovvero che NON esiste una societ?, ma esistono singoli individui, che sono responsabili di quello che fanno, sia esso dichiarare una guerra, obbedire a tale ordine o anche solo dare sostegno passivo a qualche capo di stato medio-orientale. Metti che l’Occidente fa una catastrofe in Iraq (“metti”), di chi ? la responsabilit?? “Dell’occidente”. Ma occidente chi?!?… “Gli occidentali”. Ecc. ecc. ecc.
A Blu, che chiede “Allora, mi chiedo, che cazzo sto qui a rompermi le palle, a farmi tutte ste masturbazioni mentali, quando io, con queste parole, non conto nulla ?” direi invece che no, non ? vero che non conta nulla. Del resto a tutti piace un bel piatto di zuppa calda in inverno, e una giornata di riposo dopo una settimana di lavoro; una vita dignitosa, un riparo dalle intemperie. E’ importante comunicare, perch? aiuta tutti noi a fare le scelte giuste, in quel piccolo spazio limitato che ci ? per il momento concesso.
Per stimolare il dialogo con l’islam moderato potremmo fare un gesto di buona volont? e comportarci da italiani moderati, non so mangiare solo met? pizza e senza mozzarella, non pronunciare tutte le parole, saltarne qualcuna di tanto in tanto, cercare di non essere troppo pimpanti ma neanche incupiti, una via di mezzo, prendere la macchina ma lasciarla a qualche metro da casa, andare al cinema e portare i tappi.
Insomma non bisogna porre limiti alla provvidenza i modi sono tanti di aprire un dialogo franco e aperto coi signori islamici diminuiti voglio dire moderati.
L’evidenza dei fatti dice che, sotto attacco, c’? l’Iraq.
Si ? sotto attacco quando si viene invasi da truppe di militari, quando si viene bombardati, quando i tuoi morti si contano a migliaia o a centinaia di migliaia, se ci mettiamo gli ultimi dieci anni.
Essere sotto attacco ? questo.
prof io… io volevo dirti che penso che…
*scherzo*
secondo me hai 2 alternative:
a) considerare il tuo blog come “casa tua”, come un luogo in cui puoi scegleire di circondarti delle cose che preferisci o che ti fanno sentire a “casa”, come una tana nella quale puoi staccarti o isolarti per un attimo da un pazzo mondo di cui non condividi i modi, nella quale nessuno puo’ costringerti a restare sempre in stato di allerta o a non reagire quando uno piu’ ospiti iniziano a tirarsi dietro i piatti litigando.
in un posto del genere puoi tranquillamente chiedere che non si alzi la voce, dichiarare’ tabu’ certi argomenti, accettare solo ospiti con la cravatta rosa a pois rossi e pretendere che la tavoletta venga abbassata dopo l’uso del water.
un giapponese chiede all’ospite di togliersi le scarpe.
io che ogni volta che presto casa per una festa dichiaro cmq rigorosamente vietato l’ingresso di cibo o regali contenenti animali morti (fosse per me non entrerebbero ne’ scarpe ne’ giacche di cuoio anche se la buona creanza mi impone di chiudere un occhio, ma non voglio che una festa giustifichi la sofferenza e l’uccisione di una creatura)
in questo caso tuoi ospiti hanno il dovere morale di rispettarti: il pellicciadipendente se viene a trovarmi si regola e mette un cappoto di panno. nessuno lo obbliga a venire a farsi un the da me.
e tu hai il diritto di “moderazione”: sei totalmente libera di selezionare i commenti, di porre dei “veti”, dichiarare che non apprezzi un certo tipo di intervento: in fondo e’ casa tua, e nessuno ti costringe ad aprire le porte a tutti.
b) la seconda possibilita’ invece e’ quella di considerere haramlik un preacher’s corner, un luogo pubblico, un angolino di agora’, e’ quella di accettare il ruolo “pubblico” che (tuo malgrado?) ti e’ stato affibbiato: quello di voce “occidentale” alternativa, di fonte di informazione, di persona fortemente “opinionated” che rivendica il democratico diritto di sollevare critiche e avere posizioni non condivise dai piu’.
nel primo caso puoi chiudere fuori le voci dissonanti: trovo qll che dici francamente aberrante? non sono obbligata a sentirti o a discutere con te.
nel secondo no: chi e’ rimasto fuori ti accusa di assolutismo, di non accettare le opinioni altrui, di negarti al dialogo arbtrariamente, di accettare solo chi la pensa come te, di essere quello che rinfacci agli altri.
accettando l’abito “pubblico” che ti hanno cucito addosso, non puoi permettertelo: in quel caso, infatti, la tua voce e la tua autorita’ perderebbero credibilita’. cosa ti distinguerebbe, da chi vuole chiudere i confini a chi e’ diverso, dall’intollerante che vede solo la propria verita’ etc?
se vuoi accettare questo peso, devi anche accettare i 100, 1000 personaggi che parlano a cliche’, e cercare di conviencerli a uscirne.
questa allora esce dalla sfera del privato, dalle 4 mura di casa e diventa politica, politica vera: non partitica, non gioco di potere. politica.
e chi prende la strada della politica e’ come se accettasse una vocazione, con tutte le “soddisfazioni” e le “prove” che ne conseguono. e purtroppo questo puo’ avere un presso: in termini di “ferite”, di tempo, di energie, di attacchi, di querele, di attenzione continua a qll che si dice perche’ chiunque a questo punto, riventica il diritto a mettere i puntini sulle i e a giudicare criticare e sezionare qualunque cosa che dirai.
sei stata additata come “guru”. forse da alcuni che ti sentono come portavoce legittimato di qll che pansano ma non sanno esprimere ma soprattutto da parte di quelli che ti vogliono vedere come capetto di un gruppo di facinorosi che cerca di minare l'”occidente” dall’interno o di idioti che non sanno cogliere il grosso enorme pericolo che minaccia la ns civilta’, come voce e volto da combattere per mantenere l’ordine pubblioco (nb: in qst paragrapo esagero e iperbolizzo e “la faccio tragica” intenzionalmente)
sta a te decidere: haramlik come casa o come piazza?
[typekey con me continua a non andare]
se ci sono commenti cosi’ stupidi e/o cattivi che noi con la nostra logica e la nostra ironia non riusciamo a neutralizzare… allora il problema e’ nostro.
la “censura” e’ triste. ma triste per chi la fa. e conferisce ai “censurati” una dignita’ che magari nemmeno hanno. [panda]
S? la censura ? triste, ma pensate a come la scelta di non moderare ha ridotto Indymedia.
Anche tra le persone che ritengono di avere ancora senso critico di fronte al semplificazionismo dilagante la comunicazione ? tutt’altro che facile; e quanto sia poco facile lo si verifica quando ci si confronta su un esempio concreto e non sulla contrapposizione alla categoria astratta di “quelli che il senso critico l’hanno perduto”. (E, by the way, non si rischia poi di applicare a questa astratta categoria tutte le generalizzazioni di cui la sia accusa?)
Quindi: se questo blog fosse mio non ne farei una (ulteriore) piazza. Gi? ? difficile cos?.
Per? ovviamente io son qui di passaggio e non faccio testo alcuno.
Duda: che ‘sta Lia sia la sorella minore della Rossanda? :)) No, perch?, sul Manifesto di domenica 12… (che non ? ancora online: se non l’avete comprato o siete in Egitto, cavoli vostri)
A me piace pensare ai blog come ad una versione moderna dei “salotti” ottocenteschi in cui si discute e ci si confronta su tutto rispettandosi vicendevolmente, non come ad uno stadio in cui vince chi urla pi? forte.
Nei salotti si entra invitati dal padrone di casa, allo stadio ci va chiunque paghi il biglietto (od abbia buone conoscenze).
Se qualcuno ritiene che Haramlik debba diventare uno stadio aperto a tutti, gli consiglio vivamente di farsi un giro in quell’immenso anfiteatro che sono i newsgroup della gerarchia it.politica, specialmente in quelli specifici di una determinata fede politica.
Il punto ? che chi vive di slogan e di iperboli non pu? accettare il ragionamento, lo rifugge come fosse veleno, perch? come insegna sant’Agostino mettere in discussione un solo piccolo mattone dei propri ideali apre la strada alla critica verso l’intero edificio, per cui a che pro discutere con uno slogan ambulante?
Chi invece cerca il confronto va affrontato anche e soprattutto se la pensa in maniera differente, perch? ? sempre dal “nemico” che si ha pi? da imparare.
Al nostro ospite l’onore e l’onere di decidere chi ? cosa.
Augh!
Ho parlato.
Mi sembra che il mondo stia gi? da molto tempo andato alla deriva per la stupidit?. Hitler era intelligente? E coloro che credevano in lui hanno creduto ad un qualche concetto che non abbia a che fare con la stupidit?? Eppure…
La stupidit? ? la grande protagonista del defunto XX secolo e continua ad essere in questo XXI appena iniziato eppure cos? promettente, in quanto a stupidit?, sangue versato e scenari simili.
Al contrario di Lia, penso che ogni aspetto della realt? non abbia due facce, ma molte di pi?, soprattutto ora che le fonti di (dis)informazione si sono moltiplicate, che le bocche che parlano, le mani che scrivono, gli occhi che guardano sono molte, molte di pi?. Vedo la verit? effettuale come un mosaico complesissimo, di cui ci mancheranno sempre dei pezzi. Ciononostante non dovremmo mai stancarci di cercarli, beninteso ;)
hai ragione da vendere, cara Lia.
Aggiungerei un piccolo dettaglio: il rimbambimento e la diffusione dell’ignoranza come valore positivo sono indotti, incoraggiati e favoriti dai mezzi di comunicazione (cioe’ da chi detiene il potere politico ed economico, anche se questi due ambiti non sono piu’ distinti).
Da un po’ di tempo in tivvi’ si assiste a una serie di “documentari storici” che hanno come solo oggetto o Mussolini o Hitler (o Eva Braun o la Petacci, tanto per cambiare!): il livello informativo non e’ solo bassissimo (seconda elementare) ma sono talmente infarciti da errori gravi, che nessun bignami accetterebbe, da domandarsi davvero se ci sia qualcuno in rai o mediasozz in grado di leggere un libro.
Evidentemente pensano di rivolgersi a degli imbecilli ignoranti. (E per quel 20% che vota per la P2 e alleati e’ sicuramente vero).
Ma c’e’ chi si ostina a pensare con la propria testa e a scendere in strada, anche se Repubblica e la cricca rutelliano-fassiniana (ora anche bertinottiana?) fa di tutto per dimostrarsi molto peggio dei fasciodelinquenti al governo.
Insomma, io sono ottimista. Nonostante l’immagine del paese che i media ci trasmettono sia fallaciano, nonostante la cosidetta opposizione e’ de facto una stampella al governo, nonostante esistano in rete i loro emissari neoconi, purtuttavia nella realta’ non esistono.
Ci sono solo i qualunquisti e noi. E per noi intendo chi vuole disertare da una guerra inventata a tavolino in texas.
Per impedirmi di scendere in strada dovranno prima fare la dittatura. Sono sulla buona strada, non lo nego. Ma rimango ottimista: il bombardamento mediatico e’ costante e pervasivo, ma sta fallendo. Abbiamo ancora la forza per dire no a un presidente di guerra mai eletto, a un arricchito coi soldi della mafia e della massoneria e a tutta la loro servitu’ forte coi deboli etc etc.
Dobbiamo resistere. Me lo dico per crederci, perche’ il livello di immondizia e’ alla tracimazione.
Sabato a milano le bici hanno dimostrato che non siamo soli…
per quanto riguarda questo blog, b? direi che io sono d’accordo con le scrittine che comparivano sopra i commenti prima di typekay : avviso di moderazione, e che questa ? casa di Lia. uomo avvisato, mezzo salvato. E un sorriso di Lia, a dire che non si sar? troppo severi, ma nemmeno che si lascer? scriver di tutto.. ;-)
..il resto era un discorso un po’ troppo generale, forse, e me ne scuso.
“… questa ? casa di Lia. uomo avvisato, mezzo salvato…”
Ah bravi! Mezzi avvisati mezzi salvati.. e se non ci piacete vi buttiamo in pasto ai coccodrilli!
Poi magari durante la digestione ci commuoviamo pure. Che sensibilit?, che delicatezza.
E’ cos? che si evita lo scontro di civilt?; eliminando preventivamente la parte che non ci piace,
vedi che la soluzione esiste!
Scherzo, per? voglio dire, mi sembra una fatica immane sta moderazione preventiva, che uno deve stare l? a giudicare tutti i messaggi, lettura- decodifica- interpretazione – valutazione.. ma siamo matti?. Non sarebbe meglio togliere i commenti? Al suo posto inserire un form intitolato “scrivimi”, attraverso cui si pu? comunicare con il Blogger che, se vuole, e ne ha tempo e voglia, valuta e soppesa, al limite risponde. altrimenti lascia perdere.
Il Blog certo ne perderebbe in vitalit?, probabilmente ne guadagnerebbe in contenuti, tipo per esempio qualche lezione di arabo, al posto delle solite polemiche trite ritrite ritritite….etc. etc.
Ciao!
Al di l? delle provocazioni del solito K (ci conosciamo da una vita e, per quanto con gli anni diventi sempre pi? acido, in fondo gli voglio del bene) la moderazione ?, effettivamente, una rottura di balle che non la consiglierei manco a un nemico.
Se non la tolgo ? per lo spam, ci tengo a ripeterlo: cancellarmi a mano 30 msg di spam al giorno sarebbe peggio che moderare.
Poi, certo: avendola, di fronte a certi commenti mi viene il crampo al dito. Soprattutto quando i commenti in questione sono “civili”, che vuol dire che dentro non ci sono le parolacce anche se i contenuti sono da ricovero.
O che non “mi offendono”, ma in compenso offendono un miliardo di persone e, ohibo’, non si capisce perch? io me la prenda, visto che non ? con me che ce l’hanno.
Vabbe’.
Questo per dire: per favore, vi supplico e vi scongiuro. REGISTRATEVI A TYPEKEY. Cos? il vostro commento apparir? subito ed io potr? avere di nuovo un rapporto col pc libero dai sensi di colpa di quella che deve approvare i commenti e invece ? fuori a mangiarsi un kebab.
Non ? vita, dai.
Nel caso, penser? io a bannarvi. :) Voi, per?, intanto registratevi. Dai, vi prego. :)
Groucho: ma chi ti ha detto che io pensi che la realt? ha solo due facce??
Dai, non fare il profondo a spese mie. :)
Semplicemente, ci sono cose in cui ? inutile stare a spaccare il capello in 58. L’Hitler che tu ricordi era una realt? con quante facce? Moltissime, se vogliamo analizzare scientificamente gli eventi.
Se, invece, vogliamo affermare dei principi su ci? che ? giusto e ci? che non lo ?, di facce ce ne bastano due.
Quello che noi stiamo facendo non ? giusto, punto.
Il capello in 58, lo spacchiamo a partire da l?. Almeno a casa mia. E, il giorno in cui cominceranno a piovere bombe anche in quell’ “asse del male” della Siria, forse anche a casa tua.
Infine, per rallegrare i cuori: gustatevi questa chicca di commento ricevuta pochi minuti fa:
“COLLABORAZIONISTA, E’ PER QUELLI COME TE CHE SIAMO RIDOTTI COSI, CON ORDE DI ANIMALI PER STRADA. MA NON TI PREOCCUPARE CHE ASPETTIAMO LA CAXXATA FINALE E POI LA RISOLVEREMO UNA VOLTA PER TUTTE CON QUESTI BEDUINI , 1330 anni che ci scanniamo e ancora non avete imparato niente ABBIAMO SALVATO LA PATRIA IN TRINCEA LO FAREMO DI NUOVO”
E’ stupendo, un esemplare cos? mi piacerebbe metterlo in un juke-box per fargli sparare le cavolate a comando, quando mi sento gi?. Potrei addirittura permettergli di tenere le monetine.
Bah, ci scriver? su qualche cavolata, ch? non ho niente da fare stasera…
Scendo nel personale ma oltre che necessario (per me) credo sia opportuno per rendere pi? comprensibile la questione.
Mio padre ? un uomo onesto e di gran cuore.
Legge un paio di giornali al giorno, continua a guardare nostalgicamente i titoli del Tg1 (poi toglie l?audio) ma si vede il Tg3 per intero, in estate si legge una quindicina di libri seri, tenta di aggiornarsi sulle vicende dei popoli e delle guerre dimenticate (dai media), soffre tremendamente per la questione palestinese tanto che ultimamente non ne parla pi? volentieri perch? ha paura di ritrovarsi antisemita, era ed ? contro la guerra in Iraq.. non ? molto ma un quadro ve lo siete fatto. Ecco il fine settimana sono stata a discutere con lui sul discorso dello scontro tra civilt? e lui ritiene che questa teoria abbia un suo fondamento. Piano, spiegamoci, anzi spiegamolo. Mio padre non ritiene che tutti i mussulmani vogliano fare guerra all?Occidente ma ritiene che Al Qaeda sia un movimento che mira a formare una repubblica islamica che rompa del tutto i rapporti con l?occidente. E questo non solo perch? quest?ultimo sta sfruttando il mondo arabo ma anche perch? lo annacqua con una cultura che non ha niente a che fare con l?Islam. Il fatto poi che i musulmani non abbiano un’unica autorit? che d? le linee guida per l?interpretazione religiosa ma che ogni iman possa sviluppare la sua visione fa s? che il progetto politico di Bin Laden si possa fondere con alcune correnti fondamentaliste. Non per niente gli stati arabi ?laici?, mi dice, sono sempre stati considerati nemici: i palestinesi sono stati scaricati prima di tutto dai propri vicini, Saddam non lo appoggiava nessuno..
Secondo mio padre i paesi arabi hanno perso un appuntamento con la storia, cio? dal ?500 in poi sono passati dall?essere i popoli pi? all?avanguardia culturalmente all?essere sempre pi? ripiegati su se stessi, senza confrontarsi con il resto ed oggi in un mondo dove il confronto ? inevitabile la stragrande maggioranza della gente (la societ? civile) non ? ancora pronta ad avere un dibattito interno, a pi? voci. Gli eserciti sono fondamentali per la stabilit? dei governi, la gente spesso ha un tenore di vita basso e in questa situazione ? facile che proliferi il fondamentalismo. In pi? la situazione palestinese offende ormai da decenni tutto il mondo arabo e gli americani con la loro politica sfacciatamente colonialistica hanno esasperato gli animi. Ma – mi dice lui ? d?altro canto degli americani ne hanno pure bisogno, se loro non gli comprano il petrolio questa gente muore di fame. A proposito: cosa succeder? quando finir? ?sto maledetto petrolio?
Quindi la guerra di civilt?, secondo lui, esiste in questo senso e cio? nella misura in cui una frangia del mondo arabo si rifiuta di avere un confronto con la cultura occidentale e per questo ? disposta a seminare il terrore.
Insomma lui mi citava David Landes, Robert Baer ed io non sapevo chi citare, lui mi parlava di storia recente ed io ero rimasta alla seconda guerra mondiale perch? al liceo non ce l?avevamo fatta ad arrivare pi? in l?.. per farla breve alla fine mi sono zittita e non sapevo pi? cosa dire.
Mi dispiace di non essere stata molto chiara in questa ?cronaca di una discussione in famiglia?, ma l?intento era quello di trascrivere una conversazione e a voce si riesce a passare di palo in frasca con molta facilit?. Un po? di cose mi sono sfuggite ma spero che il nocciolo della questione sia chiaro.
Adesso ho bisogno di documentarmi e vi chiedo aiuto. A te Lia, ma anche a chi ha qualcosa da dire.
Chiara: nell’analisi di tuo padre manca, per?, tutta la storia del colonialismo europeo in Medio Oriente (che ? un bel confrontarsi, direi) e tutti gli sforzi del mondo arabo per avvicinarsi all’Occidente, con tutte le fregature prese in cambio. Si chiama Nahda ed ? la storia dell’innamoramento arabo per l’Europa. Mi permetto di consigliarti un bel libro: Riccardo Cristiano, La speranza svanita, Editori Riuniti 2002. E’ fatto bene, documentato e scritto in modo piacevole da un ex inviato Rai in Medio Oriente (per 10 anni)e attualmente vaticanista.
E parla proprio di questo.
Altra piccola nota: se noi smettessimo di comprare il petrolio arabo, credo che per la maggior parte della gente di qui cambierebbe pochino. Molti paesi non ce l’hanno proprio, il petrolio. Altri ce l’hanno in misura non decisiva per l’economia. Altri ancora ne hanno un mucchio, ma o ? in mano a tirannidi familiari (Arabia Saudita) o gliela facciamo fare lo stesso da anni, la fame (vedi Iraq).
In compenso, senza petrolio, credo che la fame la faremmo noi, e di brutto.
Ciao e salutami il babbo, che ne hai fatto un bellissimo ritratto di padre intellettualmente stimolante, per una figlia.
Grazie Lia, effettivamente ho la fortuna di aver un gran babbo..
Ciao Lia, e ciao a tutti.
Ho scoperto oggi questo blog, e non ho ancora letto tutti quanti i commenti, quindi abbiate pazienza: vale a questo punto esprimere gi? un’opinione?
Mi piace questo blog. Mi piace la chiarezza di visione e il contrapporre la realt? quotidiana con le grandi sparate che leggi e senti nei vari telegiornali.
Potrei fare una sparata sulla necessit? di puntare al sensazionalismo per attirare l’attenzione. La cui soglia, in Italia, ? sempre pi? bassa.
O potrei parlare del problema di documentarsi: ok, ? vero, adesso c’? Google, ma per capire un fenomeno ci vogliono studio, e – di nuovo – attenzione. Perch?, con rispetto di blu, le opinioni senza sostegno sono pregiudizi.
Ma di nuovo, quotidianit? e grandi iperboli. Il bisogno di dare un senso a una cosa informe, come la societ? in evoluzione, e la tentazione di prenderlo a prestito, questo senso.
Io credo che da parte della popolazione, ci sia bisogno di una spiegazione sul perch? si finisce in cassa integrazione e i prezzi coll’euro sono raddoppiati. Perch? gli arabi (o meglio, i mussulmani, o forse l’Islam, che ? fin troppo facile usarli come sinonimi), perch? non i cinesi?
Forse perch? i cinesi si nascondono nei loro ghetti, nei loro ristoranti, mentre gli immigrati nordafricani sono arrivati tutti d’un colpo e si vedono per strada. Almeno in Europa: sono una specie di crocetta rossa sulla cartina della citt?, troppo facile farne un bersaglio.
Devi dire alla gente che gli anni ’80 sono stati troppo allegri e c’? da tirare la cinghia. Ci vuole un nemico contro cui unirsi, qualcuno a cui dare la colpa. E poi magari sfruttare meglio, visto che ? cattivo.
Ma questa in fondo ? solo un’opinione, giusto?