
Leggo sulla diretta di Repubblica un riferimento ad Abu Ghraib descritta come “la prigione di Bagdad dove i prigionieri iracheni hanno subìto abusi che sono al centro ora di numerose inchieste.”
L’altra sera ho visto la parola “abusi” in giro per la rete, mentre cercavo la testimonianza di Rhonda Cornum che riporto qui sotto.
In italiano, nel primo caso andrebbe usato il termine “torture” e nel secondo “molestie”.
Andrebbe.
In realtà, ridurre il numero di parole usabili all’interno di una lingua è un ottimo esercizio di semplificazione del pensiero già brillantemente suggeritoci in quel manuale di istruzioni per i tempi moderni che è 1984 di Orwell.
Quando la nostra Neolingua (l’Iperbolico, ho deciso che si chiamerà) avrà completamente sostituito il vecchio italiano, noi parleremo più o meno così:
Sui depliant turistici: “La pianta del monastero de El Escorial è a forma di graticola e richiama gli abusi subiti da San Lorenzo, martire.”
La ragazza a cui hanno toccato il culo in metropolitana: “Che nervi, oggi un ciccione ha commesso abusi su di me mentre viaggiavo sulla Linea 3″
Sul manuale di storia: “Uno dei più comuni strumenti di abuso usato dai Tribunali dell’Inquisizione, era quello della sedia inquisitoria..”
Peppa all’insistente Peppino: “Smettila subito di baciarmi abusando di me e riaccompagnami a casa!”
Andando al cinema: “Ci sarebbe Schindler’s List, sugli abusi commessi dai nazisti ai danni degli ebrei. Ma è buono anche Garage Olimpo, che racconta dei desaparecidos argentini che prima subivano abusi e poi sparivano.”
In tribunale: “L’imputato è accusato di abusi telefonici aggravati”
Io, mentre faccio i compiti di arabo: “Gessù, scrivere 50 frasi in arabo è peggio di un abuso.”
E così via.
L’obiettivo è arrivare ad avere vocabolari di 200 grammi, su in Ocean… ehm, in “Occidente“.

L’uso di “abuse” invece di “torture” e’ parecchio in voga da queste parti dove molti dei media (ma non tutti) si vergognano ad ammettere che i nostri soldati possano essere responsabili di torture.
garage olimpo… che pugno nello stomaco. un film molto bello. scusa, non c’entra niente, forse il piacere di vedere parlare di un film che mi piacque molto. Comunque, spero perdonerai che abbia abusato del diritto alla parola.. ;-)
(ti sostengo in pieno contro l’impoverimento dell’ italiano. nota a margine : simpatico o meno, devo segnalare mirabella, o rispoli, perch? mi piace ascoltarlo parlare : le sfumature che regala con l’uso di termini diversi da casa tetta cibo ( solo 5 grammi, bastano, in realt?, cara lia.. ) mi inducono ad ascoltarlo anche quando non mi frega nulla di ci? di cui va disquisendo.. Ecco, gi? ‘disquisire’, io direi, potremmo eliminarlo.. ;-)) )
Diciamo pure anche vocabolari di 200 parole…
ciao Lia
P. S.: (ma perch? non ci sei tu al posto di un D’Alema? oppure a fondare un nuovo movimento politico … scusa la battuta scema, ma veramente ci vorrebbe un personaggio come te a svegliare questa sinistra rincoglionita e miserabile, lo penso da tempo…):)
Perch? Lia mai si sottometterebbe alle regole della politica,che so,per il suo carattere le starebbero veramente strette se non inaccettabili.
Ma vi immaginate una Lia che dice quello che pensa?In politica?
Finirebbe immediatamente nel consiglio europeo pur di toglierla di torno.
Un saluto a tutti,ma in particolare alla suddetta Lia.
Mi registrer?
old
Cara Lia, che tormento questo delle parole…
Come forse sai, io lavoro soprattutto con ragazzi con handicap anche gravissimo, e mi si raddrizzano tutti i peli superflui quando sono costretta a scrivere nei progetti “destinato agli alunni diversamente abili”… Ma porca miseria, magari fossero “diversamente abili”! Ecco, mi sembra di prendere in giro loro e le famiglie. Il brutto ? che – come mi sono trovata a dover puntualizzare ieri ad una riunione – la comunicazione E’ FATTA DI PAROLE: non si pu? dire una cosa per l’altra ed aggiungere “chiamiamola cos?, tanto sono solo parole”. Un tubo. E poi io ho un’altra convinzione, cio? che la forma e la sostanza siano biunivocamente influenzate, ed una volta che cominci a chiamare una cosa con un nome, a poco a poco comincia ad assomigliare a quel nome. Si capisce quello che voglio dire? A forza di dire anziani, si rimuove l’angoscia della vecchiaia. A forza di dire “diversamente abili” si sminuisce la sofferenza dell’handicap e… si diminuiscono le ore di sostegno a scuola…
(“Signora di mezza et?” si adatta ai miei 51 anni freschi di giornata? Per? ne dimostro 10 di meno… Sar? “diversamente anziana”?)
Gianna
al volo, ch? t’ho pensata e passo anche se son di corsa : ;-)
http://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/spettacoli_e_cultura/ecointernet/ecointernet/ecointernet.html
al volo, ch? t’ho pensata e passo anche se son di corsa : ;-)
http://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/spettacoli_e_cultura/ecointernet/ecointernet/ecointernet.html
Andate qui… vi divertirete:
http://www.newspeakdictionary.com/
Oggi ho ricevuto un mucchio di link a un mucchio di articoli interessanti.
Grazie a Rita, a Maril?, a Miguel (be’, a lui sempre) e adesso a Blu (sante parole) e a Neolingua, ch? la sua segnalazione ? stupenda e ho messo il link tra i preferiti.
Ciao, Old.
E, Gianna, a te oggi faccio solo auguri. :)
un litro di mista
La strada per Babele
Che io ricordi aveva cominciato Pfall (…) come spesso accade (ma stavolta accade ad hoc !) il pezzo definitivo ? di Lia…
scusate, ma non posso non dirla
Usque
tandem media abuteris patiaentia nostra?
(perdonatemi, sono giovane e ingenua)