
Come gli egiziani, suppongo.
La Spagna mi insegnò, a suo tempo, che i paesi con una forte tradizione musicale e danzerina propria amano, come tutti, la musica d’oltrefrontiera, ma si tengono anche ben stretta la propria. Quella semplicemente danzerina e quella nobile e buona, tutte e due.
Del resto mezza Spagna impara da bambina a muovere piedi e mani a ritmo di flamenco: ci mancherebbe solo che si sprecasse tanto bendiddio.
Qui succede la stessa cosa e, come in Spagna, ci metti un po’ a farti l’orecchio. Quando te lo fai, però, cominci a scoprire un mondo e comunque la cosa mette allegria e un pizzico di invidia, ché questi si trasformano, quando ballano, e il risultato è sexy assai.
Ci sono dei barconi sul Nilo in cui, la sera, è un casino che non ti spieghi come non affondi il tutto. Musica a stra-volume e questa analcolica gioventù (i locali più casinari sono quelli senza licenza alcolica; un giorno capirò come sia possibile) che quando arriva una canzone di particolare successo si mette a cantare tutta assieme.
500 ragazzi che cantano a squarciagola dietro alla canzone, sì.
E poi si balla, ovviamente.
E qui sono soprattutto i maschi che, come spesso accade in natura, sfoggiano le piume del pavone e tutti entusiasti, davanti a ragazzette festose, truccatissime, maliziose e ridanciane che se li passano ai raggi x, si esibiscono nello show: braccia aperte e via ad agitare i fianchi.
In solitario, e allora il giovanotto salta sulla sedia o su qualsiasi altro podio improvvisato (ma è la sedia, in genere) e si esibisce lasciandosi ammirare.
O in gruppo, e allora fanno cerchio ballando e quello in mezzo si dà ai virtuosismi e, a turno, vanno in mezzo tutti e, intanto, le ragazze applaudono o fischiano e pochi balli sono una messa in musica della sessualità come questo.
Il che spiega, tra l’altro, come mai le ragazze le vedi di meno, in esibizione: tutte sanno farlo e, spesso, vedi delle bambine di 5 o 6 anni letteralmente scatenate e bravissime, e lo imparano in famiglia, ovvio.
Però quando diventano signorinelle nasce spesso un certo alone di riserbo, attorno alla cosa, e una signorina perbene non si lascia vedere da tutti, mentre agita tette e bassoventre a ritmo di musica e mima tutta la generosa offerta richiesta dal ritmo. Mica è come ballare il pop nostrano.
Così come non si lascia vedere da tutti in trasparenze e scollatura, se decide di indossarli, e per strada la vedrai coperta e poi, nel locale o al ristorante, via la copertura e olé.
Ed è che il mondo arabo ritiene che ci sia un mucchio di differenza, tra la strada e lo spazio personale (familiare, degli amici etc.), cosa che noi comprendiamo pochissimo e, spesso, ci porta a clamorosi malintesi. Anche perchè, noi, in genere li vediamo solo in strada, gli arabi. E le arabe.
Quando parlo di pop arabo, voglio proprio dire arabo. Libanesi, egiziani, marocchini, o quello che volete: stelle del pop che arrivano da ogni angolo del mondo arabofono o si incrociano tra i paesi e, chessò, Samira Said (nella foto in alto a sx) è marocchina ma vive in Egitto e canta in egiziano, i libanesi fioccano e ti sorge il dubbio che il Libano intero faccia il cantante e, insomma, se uno si vuole fare un’idea può andare su www.mazika.com e scaricarsi quello che vuole previa registrazione gratuita.
A me piace una canzone irachena. Molto.
Già: in Iraq fanno anche canzoni.
Lui si chiama Elham Madfala, e la canzone cascasse il cielo se lo so: l’ho anche trovata in rete, ma la traslitterazione web mi dà numeri invece di lettere, e allora al diavolo.
L’ho messa in rete, comunque.
Nel caso uno volesse ascoltare la mia canzone irachena preferita del momento, la trova qui:
(E, a proposito di Spagna: ascoltate e poi ditemi voi se non ha un debito da queste parti, il mio paese europeo preferito.)

certo che ce l’ha, il flamenco cos? come lo conosciamo adesso ? frutto del contributo di moltissimi musicisti arabi durante il sultanato di granada, in particolare c’era una famoso musicista proveniente proprio dall’odierno iraq
Anteprima:
Non vorrei sembrare pedante. Ho sentito la canzoncina. In realt? la musica araba ? ben pi? complessa. Pur avendo una struttura armonica molto povera rispetto a quella europea, ha in compenso – ed ? la sua peculiarit? – una sottigliezza melodica (melismi, ma sopratutto la suddivisione della scala in quarti di tono e oltre) molto pi? grande di quell’altra. Di fronte alla ricchezza dei maqam e alla abilit? dei suonatori tradizionali di ud la canzoncina in questione ? rudimentale, e molto “europea”. Se serve per far ballare i ragazzi e per divertirsi assolve onestamente al suo compito, ma ? semmai questa musica che contrae debiti col flamenco (gitano, quindi in definitiva indiano) e non viceversa.
Ma sarebbe un discorso lungo…
la canzone ? bella, gi? gi? !
Acci Lia! Tomatito alla egiziana!
ABBASSO I CANTI IRAKENI!! ;)
(e chi ha orecchie per intendere..)
S?, Mistral, sto parlando di semplice pop e di ragazzi che ballano. :)
Comunque hai ragione sul pendolarismo dei ritmi flamenchi tra la Spagna e la strada che porta all’India: qui sta impazzando la fusion araboispana con cantanti che duettano nelle due lingue, e mi pare che impazzi anche a un livello pi? popolare e di massa di quanto non accada in Europa. Il tutto ballato all’araba, non in flamenco.
Le mie sono, comunque, osservazioni leggere di musica leggera. :)
Ciao Lia,
credo che tu abbia sentito ultimamente “Leily Nahary” di Amr Diab. Quando sono stato ad Alessandria, in ogni negozio di musica andava a tutto volume. La trovo molto bella, come del resto tutto l’album di Amr. A proposito di ballo, ? vero, gli egiziani imparano da piccoli, hanno la capacit? di ballare per ore. Al mio party di fidanzamento hanno ballato per circa due ore, prima di dare addosso al buffet :-)) A molti, qui a Napoli, ? sembrato strano.
Salutoni,
Francesco
Non sono ancora pronto per una canzone irakena (colpa mia, per carit?!) :-)
Grazie per la canzone, ? molto bella. 2 domande:
– ho scaricato due volte il file ma ambedue le volte la canzone ? bruscamente interrotta alla fine… ? possibile trovare da qualche parte la versione completa?
– esiste una traduzione del testo?
Hai tratteggiato in modo splendido e preciso la situazione. Ci sono stato anche io su quei barconi e sono rimasto fortemente colpito da tutta quell’energia che non sembrava nemmeno esistere, improvvisamente sprigionata dai corpi di quei ragazzi; tirata fuori a suon di decibel.
E le bambine, s?. Ballano, bene. E pareche non lo dimenticheranno mai, come si balla.
A volte mi chiedo che cosa succederebbe se tutta questa energia venisse liberata, vissuta, cavalcata.
e bellissima come tutte d’ altronde