Che “il deserto è pulito e non fa rumore” non è un poetico verso creato da un ispirato Ricky Gianco ma una semplice constatazione alla portata di chiunque.
Che “fuoristrada” non è un modo di dire.
Questo blog, venendo da Milano, credeva che certe macchine servissero ad esprimere compiacimento per ricchezze recenti. Invece no: servono a scalare dune e poi a precipitarsi giù manco fossero scivoli; a correre mantenendosi stabili su lastre e lastre di pietra, calcare e diosaccosa; a sobbalzare sui massi senza che accada nulla; ad attraversare mari di sabbia senza rimanerci prigionieri dentro quasi mai. Quasi. Questo blog ha anche imparato che bisogna agitare il volante, quando si guida nella sabbia, così le ruote di dietro hanno un solco grosso a disposizione e non rimangono intrappolate. A questo blog piace assai, sapere queste cose.
Che il deserto fa venire fame e tutto ti pare buonissimo: il pane duro bagnato con acqua e messo ad ammorbidire sulla brace; i fagioli in scatola a colazione, ché ti senti Paperone nel Klondike; i datteri, più di tutto. Questo blog ritiene che i datteri freschi di Baharya causino forte assuefazione.
Che nel deserto il cellulare non prende, o scema di una Lia. Sei in mezzo al niente, lo dice la parola stessa. Se proprio ti urge mandare un bacio dalle dune a figlia e Fant, la prossima volta munisciti di un satellitare. O, più semplicemente, mandaglielo prima.
Che il sacco a pelo deve avere il cappuccio, altrimenti di notte prendi freddo.

Cose che si constatano nel deserto: che i beduini, che siano del Sinai o, come stavolta, del Deserto Occidentale, sono sempre gran bella gente.
Che l’alba rende tutto rosa, cielo e terra, anche lì e non solo nel Sinai.
Che di mattina si riconoscono, attorno all’accampamento, le impronte delle volpi venute a cercare da mangiare.
E che tra Deserto Nero, rocce di quarzo, Deserto Bianco e distese infinite di sabbia e dune color caramello, quello che c’è tra Baharya e Farafra è così bello che ti fa sentire piccolissima, fortissima e felice da spaventarti.

“Agitare il volante”, nel nostro gergo fuoristradistico, viene detto “remare”.
Ecco.
Prima da andarci,nel deserto….una richiesta di informazioni,ragguagli…..una piantina(a che serve una piantina nel deserto?)Alcune furbizie..stratagemma.
Lo sai…un fax zeppo di informazioni avrei potuto mandarti(dove?mah…)sulla guida e non,ma tu vai sempre allo sbaraglio,all’avventura.Sei peggio di mio figlio.
Bello vero il deserto?
Ora tu,che non sei parente,puoi comprendere perch? quel pazzo di Rommel ci torni costantemente.
Perch? ama le auto che tu hai provato..solo quelle.Perch? ha fatto surf scendendo dalle dune…
Ora tocca a me venirci nel deserto.
Ciao bella fagiana…mi sei sempre pi? simpatica.
Fantasma….non mi permetterei mai.
Ciao
old
Ora tocca e te eccome, Old!
Che hai pure il vantaggio di avere una guida come il SAGGIO Rommel (altro che pazzo, i pazzi sono quelli che non ci vanno e se ne stanno in citt?!).
Io, ti confesso, credevo di esserci gi? stata, nel deserto. Un po’ di Sinai, un po’ di sud della Tunisia… be’, non ne avevo idea, invece.
Quello che ho visto del Deserto Occidentale mi ha sbalordito, non assomiglia in nulla a niente di ci? che conoscevo.
Solo che, pensandoci bene, credo che tutti i deserti facciano lo stesso effetto: sono talmente diversi l’uno dall’altro, mi pare, e talmente ricchi di scenari e colori nuovi che ti sembra sempre di stare vedendola per la prima volta, ‘sta benedettissima sabbia.
Vacci!
Sbrigati!
Un bacione.
altre foto?
gia’ che ci sei se vai un po’ piu’ a ovest trovi l’oasi di siwa, dove erodoto racconta che cambise perse l’esercito nel deserto nel tentativo di conquistarla (e ci impazzi’) e dove alessandro magno ricevette quel po’po’ di predizione…
Insomma, Lia, un incontro con Ammon non lo dovresti buttar via. Cosi’ potresti sapere almeno in anteprima se il petroliere ubriacone colla bibbia in mano sara’ capo del mondo per altri 4 anni. Sarebbe uno scoop.