
Mancano due cose, qui in Italia, che in Egitto invece abbondano e mi pare strano non sentirle attorno a me.
Una è la voglia di ridere: questa di Bolzano è un’Italia estremamente gentile ma sospetto che qui si possano passare giorni e giorni senza ridere mai. In Egitto no, in Egitto sono sempre tutti attenti a trovare una ragione per farlo. O a dartela, dipende.
L’altra, in forte contrasto con la prima, è Israele.
Manca Israele, in Italia. Non per sua responsabilità, temo: in questi giorni ha, come sempre, dato ottimi motivi per fare parlare di sé.
Ha arrestato candidati alle elezioni palestinesi, li ha torturati, ha ucciso bambini, ha sparato a giornalisti e ha fatto, insomma, tutto ciò che è solita fare.
Eppure, qui in Italia, Israele non c’è o, se c’è, è una presenza discreta che quasi non si sente.
Egoisticamente, mi godo questa novità e traggo il meglio dall’insolita realtà che mi presentate: “Ma pensa. Che bello. Un mondo senza Israele.”
Sapete che ci si sente molto, molto più in pace? Beati voi.

Ogni volta che leggo i tuoi racconti, mi incanto, mi ci perdo, mi immedesimo anche nel ciottolo o nella tazza che descrivi. Mi sa proprio che sei una donna straordinaria e pazienza se sembro ruffiana. Una abbraccio, senza alcuna velleit? da estetista ;)
Sulla mancanza di ridere, a Bolzano, mi … “vien da piangere”.
Cara Lia, vivere a Bolzano dev’essere estremamente deprimente, sopratutto per chi ? nato con il sole nel cuore.
Anche se sei vissuta a Milano, tu hai un “cuore napoletano”!
Cuore che nascondi molto bene, indossando una “corazza longobarda”, ma che traspare, bello e lucente, tra le giunture della tua grigia corazza!
Sul silenzio “censuroso e complice di malefatte” della informazione, nel senso pi? ampio, su ci? che accade in medio-oriente, abbiamo gi? discusso sulle cause.
La cosa peggiore, avverr? quando Israele entrer? ufficialmente in Europa, pur non avendone i requisiti e la vocazione. Saremo automaticamente coinvolti in prima linea, e loro sostenitori perch? alleati, e considerati dagl’altri paesi del Medio-Oriente come… Israeliani!
Sar? inevitabile, e gi? vediamo certi “movimenti”, come avviene nello sport, con l’iscrizione delle federazioni sportive israeliane in quelle europee.
Poi ci sarebbe l’astiosa Habibi che, nella foga della sua sgangherata risposta, ha sbagliato post e si ? messa a ribattere su Israele dove si parlava di Capodanno.
Meglio cos?, ch? del resto mi pare che fosse pure gi? stata cacciata a pedate da questo blog.
P.S. Ma no, Giulio. Guarda che ? comunque assai carina, Bolzano. Non sar? allegrissima, ma non la definirei neanche deprimente. Ha molta luce, per esempio, a differenza di Milano. Fa solo un freddo che pela, ecco.
per? c’? Ferrara.
Bolzano:
Un freddo cane! L’unica attivit? esterna che puoi fare ? lo sci (che non mi piace)! Per il resto: patate, polenta, polenta e patate… qualche volta gulasch (non so come si scrive, scusate).
Milano:
Camminano a 150 km/h con una visibilit? di 30 metri!
Avrebbero pi? sole di Bolzano, ma l’hanno oscurato con le nubi tossiche!
Ferrara:
Carina e piacevole, lo stesso dicansi per Mantova.
La mia citt? ideale? Roma, dove risiedo, ho tutto: Ho il mare a 20 Km, la montagna a 50/120 Km, un clima mite e piacevole per tutto l’anno, dei tramonti color giallo-rosso fuoco con la citt? eterna che ti fa da sfondo (e da paraninfo… se stai sulla panchina giusta e con la persona giusta (guarda il blog di ieri..)). L’unico neo ? il traffico automobilistico che ti fa disperare…
Poi i turisti, che si dividono in due categorie:
A) Quelli che guardano la citt?, muniti di guide (mappe e libretti) e alla fine esclamano… Qu? per vedere Roma ci vogliono 6/8 mesi… il che ? vero!
B) Quelli, come mi ? accaduto oggi, di sentire dei turisti chiaramente Lumbard, in autobus, che dicevano, con un tono con un p? d’invidia nei Ns. confronti…” Qu? ? dove fanno i mega concerti che vediamo alla TV!” E guardavano l’erba e i giardinetti di Piazzale Appio e le strutture metalliche del palcoscenico in allestimento, senza “vedere” o “notare” l’enorme Basilica di S. Giovanni in Laterano, interamente in travertino, con tante bellezze da vedere al suo interno, comprese le immense porte in bronzo dell’antico senato romano, che le fanno da entrata (hanno pi? di 2400 anni! E sono perfettamente funzionanti sui loro cardini originali! Ed uno spessore di almeno 80 cm e dimensioni ciclopiche). Che ci vengono a fare sti’ “burini”?
Con affetto, Giulio
La signoria vostra ? invitata all’anteprima mondiale della video interivsta a Mario Martone realizzata da Sivano Agosti nel cinema Azzurro Scipioni di Roma.
L’evento ? on lune sul mio blog completamente a-gratis….
Mah, Israele c’? nei TG e nei giornali, ed ? trattato anche con la giusta severit?. L’Italiano medio credo che abbia tutti i mezzi per sapere che Israele tortura e ammazza bambini, e in genere lo sa. Chiaramente le notizie da quell’area non possono essere trasmesse con la stessa frequenza che in Egitto. Del resto al Cairo non credo che si parli molto delle stragi di camorra che stanno massacrando Napoli in questi giorni, e questo penso sia giusto. Te lo dico con affettuosa severit?: sinceramente, Lia, sono pi? interessanti i tuoi post dall’Egitto. l’Italia non sar? un paradiso, ma ? anche vero che tutta questa tua commiserazione per noi sta cominciando ad essere sopra le righe. Penso che la sofferenza vera la abbiano subita i nostri nonni e bisnonni. Ora, come dice mia madre, la “mangiatora ? vascia”.
Ciao Lia, qui abbiamo per? i giornali pieni di storie di treppiedi per macchina fotografica e lieto fine telefonico… vuoi mettere?
Commiserazione? Ma va’, nemmeno una briciola. Butto gi? qualcosa su ci? che mi colpisce, semplicemente, e la questione dell’informazione, in Italia, mi colpisce da molto tempo.
Poi altri possono ritenere che essa sia ottima e abbondante, e va benissimo: non vorrei mai affaticarmi nel tentativo di “essere interessante” a tutti i costi. Sarebbe un lavoraccio, e non ho pi? l’et? per sobbarcarmi lavoracci gratis.
Solo un appunto: ? vero, le TV arabe non danno molto spazio ai nostri problemi di camorra. Mi pare, per?, che essi abbiano ripercussioni internazionali un po’ minori di quelle dateci dalla politica israeliana che, insisto, mi pare trattata con certa distrazione e indulgenza dai vostri media.
Stiamo semplicemente seguendo – nella sua deriva – il nostro stato faro, gli USA, luce dell?occidente.
E? una legge non scritta della ?globalizzazione vista dalla parte dei globalizzanti? l?universo mondo non ? da conoscere, ma da usare. E quando si devono usare, gli altri, ? buona cosa non conoscerli pi? di tanto. Riconoscendo un?anima (dignit?) negli altri, potrebbero sorgere antipatici e anti-economici sensi di colpa. Ch? la gente non ? cattiva, no no no, ? ignara, per quanto io non riesca a dire se si tratti di una attenuante o di una aggravante.
Provaci Lia, salta su una di quelle belle bancarelle del mercatino di natale e inizia a parlare di quello che sai. Se ti va bene ti diranno che sei una comunista e se chiedi scusa finisce tutto l?. Treppiedi docet.
Mmh, magari la necessita’ di una risata e’ consequenziale proprio alla presenza di problemi seri? Suona male ma mi sembra abbia una sua logica.
Felice giornata proff.
Israele c’? e basta vedere i media. Peccato che ci si ostini ad essere cos? antisraele ( per non dire antisemiti) visto che secondo alcuni Israele si mette,senza motivo ma per puro piacere, ad uccidere la gente.
Mi spiace ma avete toppato, quella ? prassi del terrorismo palestinese e spiace anche vedere che quando uno Stato si difende per la propria esistenza e combatte il terrorismo poich? c’? chi la vuole eliminare, non si aspetta altro che utilizzare informazioni false e faziose ( i link che hai messo sono trascurabili, provengono da fonti non attendibili, antisemite ed estremiste).
Israele c’?, ma alcuni media o blog ne danno un’immagine completamente distorta e faziosa, probabilemte anche a causa di vecchie ideologie che sfortunatamente, dopo il XX secolo, non hanno ancora fatto il loro tempo ma trovano ancora sostenitori.
Lia, ripeto, l’informazione sar? parziale, ma in Italia quelli che hanno una buona opinione dello stato di Israele sono pochi. E quei pochi ormai si definiscono “Israele nonostante tutto”, stile Jesurum. Non mi pare che ci si possa lamentare.
Per quanto pessima sia l’informazione italiana, ho l’impressione che non se ne parli proprio in Europa. Sul sito di lemonde per dire erano in evidenza le parole di Abbas piuttosto (ora nemmeno quelle).
ciao
Ogni volta che ti leggo mi incanto, mi perdo, mi immedesimo anche nel ciottolo, o nella fatta di dromedario che descrivi.
Detto questo aggiungo che questo sgradevole post, inquinato da un uggia e da un insoddisfazione, che, se a volte possono ispirare i poeti, nel tuo caso evidentemente riaccendono la frustrazione, mi sembra crudamente indecente ma vero.
veridico esempio di come gli umori personali si associano ai drammi della storia, con tragico effetto per entrambi. L’anima ed il mondo.
Proiezione e provocazione; giustificazione. sembra non ci sia scampo.
Ma ci si sente molto pi? in pace poi, a scrivere su un blog “che bello, un mondo senza Israele”? povera te.
Lia senza polemica, credo che questo che ho scritto, sia un “post da cancellare” fai te, ma ci terrei che tu lo leggessi. Ciao
E’ automatico: io scrivo la parola “Israele” e qui si riempie di pazzi.
a chi ancora vede Israele con il prosciutto sugli occhi consiglio di leggere un libro di Tanya Reinhart “Distruggere la Palestina” che tratta della politica israeliana dopo il 1948.
Mi pare che Lia l’avesse consigliato poco tempo fa; ma evidentemente ancora non l’hanno letto tutti.
Bisogna essere proprio ottusi per confondere per antisemitismo l’avversione alla politica espansionista, prepotente e antidemocratica di Israele.
Sto vedendo il tg3 e stanno parlando dell’arresto dei candidati palestinesi… poco anche se meglio di niente e non so se negli altri tg ne parleranno. Sinceramente non sarei contenta di avere Israele in Europa finch? mantiene il suo modo di agire.
Bolzano, Roma, Milano, Il Cairo…? bello qualsiasi posto in cui uno si senta ad agio. Se io sono una musona, magari mi da fastidio che tutti se la ridano per un nulla…a me per? piacciono quelli che ridono … oddio ho detto forse qualcosa contro il muro del pianto?
Buon anno a tutti eh!
Mi pare un dialogo tra sordi. Nessuno sta difendendo Israele, anzi. E nessuno, almeno tra le risposte pubblicate, ha assunto una posizione pro-Israele oppure dato dell’antisemita ad alcuno. Non ho capito bene di che cosa ci volete convincere. Sulle malefatte di Israele siamo documentati, grazie a tanti orientalisti ma anche grazie a qualche storico israeliano come Avi Shlaim (Il muro di ferro). Documentati sicuramente in maniera parziale, come per tante altre cose: diritti umani in Cina, carceri statunitensi, prigionieri di Guantanamo, diritti dei gay a Cuba, vita nei bassifondi napoletani. Saremo perfino “pazzi”, perch? no, ma documentati.
Veramente, Contropolemico, io mi riferivo ai commenti di K e Libero-qualcosa. Non capisco il tuo uso del ‘noi’ ma non ? importante.
X Libero 1492
Se non ci fosse il sostegno economico-militare degli USA e delle Lobby sioniste americane ed europee a favore d’Israele, oggi in Medio-Oriente esisterebbero due stati quello Palestinese e quello Israeliano, e tanta pace in quella regione.
Rileggendo “libero” e “K” spezzo una lancia per Lia, che credo intendesse l’assenza di Israele dai media e non dalla carta geografica. Lia, per “noi” intendo anche qualcosa di speculare ai termini da te usati “voi” e “vostre”, riferiti da te a qualcosa che credo sia l’occidente o l’Italia. A quanto pare, alcune incomprensioni e tamponamenti e piccoli rancori esistono, al di l? delle intenzioni e sebbene l’Europa non sia esattamente un luogo pullulante di filoisraeliani. Che dite, cerchiamo di superarli sul serio questi rancori, invece di continuare a far finta che non esistono?
Se ridi con quel freddo ti si cristallizza la dentina… Israele se non ci fosse bisognerebbe inventarla, come dicono alla Ferrero… ed in effetti i colori d’Israele sono quelli!!
Bolzano la conosco abbastanza bene..i bolzanini (che andrebbero distinti in “tedeschi” e “italiani”..) non ridono tanto ? vero, ma dopo qualche birra si sganasciano..sono un po’ repressi,a volte,ma non sempre. Comunque passare dall’Egitto a Bolzano dev’essere un bello shock. Ma meglio Bolzano di Milano, secondo me.
Per quanto riguarda Israele…? vero, da noi non esiste. Perch? da noi tutto,ogni cosa, anche la pi? seria,ha ripercussioni violente sulla vita politica nazionale. Succede qualcosa all’estero? E tutti gi? a strumentalizzarla in un qualche modo. Non si discute delle cose: ogni volta ? come se si andasse a votare. “Hai detto questo? Pensi questo? Allora sei x (o y)!”. In questo modo, accecati dalle ideologie, non vediamo cosa accade intorno…
A me fa comunque piacere uno sguardo “straniero” sull’Italia, e sono contenta tu sia tornata per raccontarcelo. :)
Tranquilla, non intervengo nella polemica su Israele ;-) — volevo solo ringraziarti dei complimenti e dei baci, anche a nome di Enrico/It e della mamma.
… Si vede proprio che senti freddo.
Il tuo “diario” ? fermo dal 4 Gennaio.
Tutto bene?
Sono speranzosa nel nuovo presidente palestinese e nel nuovo governo Sharon, che gode dell’appoggio della sinistra israeliana ed anche di parte dei palestinesi d’Israele. La pace ? possibile, alla faccia di chi alimenta l’odio.
X Elisa
Il nuovo governo palestinese? Speriamo.
Secondo me raccoglier? solo le solite “promesse” che periodicamente fa il governo israeliano. Nei fatti, Israele non ha mai mantenuto un impegno con i palestinesi. Gl’Israeliani promettono solo per guadagnare tempo, e gli USA daranno altre armi ad israele e caramelle scadute ai palestinesi… Certe volte vorrei non essere cos? pessimista, ma con mezzo secolo sulle spalle non mi faccio pi? illusioni.
Lia, da Rolli parlano di te. Tanto per dirtelo.
S?, vabbe’; le comiche online.
Fatemi il piacere, non segnalatemeli nemmeno: quel livello di scemit? supera abbondantemente le mie – limitate – capacit? di sopportazione.
Ebrea e di nazionalit? israliana,
Notizia diffusa in Europa, due coloni addescati in chat sono stati uccisi da un guppo di palestinesi…
Notizia diffusa in Europa, due bambini palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israliano….
I due coloni israliani….prima di tutto erano due bambini di 12 e 13 anni,
Anche nel rappresentare la morte dei bambini in guerra, c ? una cinica differenza alcune morti non hanno bisogno di lacrime altre si…
Queste sono le notizie che vi bevete e gustate ogni giorno…questa si chiama manipolazione
Per?, secondo me stavolta hai esagerato. La tua chiusa ? un pugno nello stomaco, forse oltre le tue intenzioni.
Mah, Pensieri Oziosi. Non so.
Io ho detto che in Italia si ha la sensazione che Israele non ci sia, e posso tranquillamente ribadirlo: non c’? paragone, n? a livello di informazione, n? a livello di coinvolgimento della gente, n? a livello di tensione e sensazione costante di guerra incombente.
Che l’informazione che passa in Europa sia fortemente edulcorata non lo dico io: lo dicono fior di ricerche (europee, bisogna specificarlo…) i cui link sono anche da qualche parte su questo blog.
Io mi limito a notarlo e, aprendo un giornale italiano o vedendo un tg italiano, le notizie che mi ritrovo mi catapultano in un mondo parecchio diverso da quello che vedo dall’Egitto.
Da qui si vede ogni santo d? la cronaca costante di un orrore quotidiano che a voi sfugge, giuro.
Con tutti i suoi annessi e connessi di ripercussioni economiche, di prezzi che impazziscono e turisti che calano, di mondo che si schiera col pi? forte e di impotenza nei discorsi e nei sentimenti della gente.
E quindi mi pare che voi, a differenza di noi, viviate in un mondo senza Israele e che, per giunta, ci stiate benissimo. Volete prendervela con me per questo?
E’ colpa mia?
Poi sospetto che ci sia un po’ di riflesso pavloviano nello scandalizzarsi di fronte alla semplice frase, come se stesse l? decontestualizzata. Be’, Pavlov per Pavlov, siete voi che, al limite, dovreste correre a giustificarvi e a giurare che non siete antisemiti: Israele la cancellate voi, mica io. Io ce l’ho presentissima: nel mio mondo esiste, eccome.
Non metto in dubbio la limitatezza delle informazioni su Israele che giungono in Europa. Ma non ? una fenomeno particolare legato ad Israele. Voglio dire, immagino che anche in Ciad, notizie sulle vicende del Darfour siano molto pi? presenti nei mezzi di informazioni e molto pi? sentite dalla gente di quanto possa succedere qui da noi.
Il problema ? che la formulazione di certe frasi conferisce loro una forza sufficiente a travalicarne il contesto: Tu magari volevi dire (come scritto un un commento precedente) “E quindi mi pare che voi [in Italia], a differenza di noi [in Egitto], viviate in un mondo senza Israele e che, per giunta, ci stiate benissimo”, ma scrivendo invece “Ma pensa. Che bello. Un mondo senza Israele.” non c’? contesto che tenga, l’effetto ? completamente diverso.
Pensieri, io credo che ci siano due problemi.
Uno ? che ci? che accade in Palestina ha una rilevanza, per tutti noi, infinitamente superiore a qualsiasi altro problema, che sia la camorra, Darfour, lo Tsunami o quello che si vuole. Non c’? disastro attuale (dal cosiddetto ‘scontro di civilt?’ alla deriva delle nostre democrazie; dal disastro della nostra informazione alle guerre passate, presenti e future contro i paesi islamici; dalla “necessit?” di dittature eterodirette in MO al terrorismo che ne deriva etc.) che non abbia le sue radici e la sua fonte d’ossigeno in Palestina.
Condiziona in modo determinante tutta la vita della gente di qui, la Palestina, e condiziona anche le nostre vite, molto di pi? di quanto evidentemente si voglia pensare da voi.
Io non credo che esista un altro spartiacque tra un futuro di pace o di guerra pi? profondo di questo, e mi disturba enormemente che ci? non venga percepito come, secondo me, si dovrebbe.
L’altro problema ? che io amo molto questo pezzetto di mondo e non posso evitare di sognare, ogni tanto, sul come sarebbe stato se, un secolo fa, altrove non si fosse deciso di trapiantare qui in mezzo uno Stato artificiale imposto con la forza da potenze straniere. Immagino un Medio Oriente in pace, con una propria evoluzione storica naturale e pacifica e, francamente, mi viene da piangere.
Per voi non cambia nulla (in apparenza). Vivete davvero come se questo problema non ci fosse. Qui ? cambiato tutto, e la vita di ogni singolo individuo di qui ? condizionata da questo.
Non ? un mistero che io consideri la nascita di Israele, in quel luogo e in quel modo, un errore storico di portata immensa. A suo tempo feci una litigata feroce con The Rat, su questo.
Mi pare che la Storia mi dia ragione da 50 anni. Bisogna essere, credo, accecati dalla pura e semplice ideologia per pensare che sia stata una buona idea, di fronte all’oceano di cadaveri che ne ? derivato.
Detto questo: io non credo che Israele, oggi, “non debba esistere”. L’ho detto altre volte: ormai ? uno Stato formato e popolato da cittadini che (in buona parte, ma qui si aprirebbe un altro discorso) ci sono nati e cresciuti. Questo, e per quanto mi riguarda solo questo, taglia la testa al toro. Non si rimedia alle ingiustizie con altre ingiustizie.
Se poi Israele la piantasse di espandersi, se rinunciasse ad avvelenare la vita dei suoi vicini e si decidesse a rispettare la legalit? internazionale e, soprattutto, prendesse atto delle enormit? che ha compiuto e si scusasse pure, sarebbe molto, ma molto meglio. Ma anche questo ? un altro discorso.
Rimane il fatto che io ho visto, in Italia, un mondo in cui la presenza di Israele ? leggera-leggera, quasi inesistente. Una brezza, invece di un uragano. E, per un istante, ho avuto il rimpianto di un mondo diverso.
Sarebbe interessante una riflessione (linguistica? Psicologica? Sociologica? Teologica?) sul perch? questo rimpianto debba essere tanto scandaloso.
Perch? tocca condizionamenti radicati come pochi, temo.
Perch? ? tab? e, come tutti i tab?, tocca sfere diverse da quelle razionali.
Dimenticavo. Manca una parte, nella ricostruzione della frase che ho scritto, ed ? la punta di ironia amara che sentivo mentre scrivevo.
Perch? guarda che ? strano vedere l’Italia, nei fatti, cos? lontana da ci? che in teoria sembra difendere tanto strenuamente.
Vivete serenamente voltando le spalle a un problema e vorreste vedere altrettanta serenit? in chi, invece, questo problema lo subisce.
E’ una bella pretesa.
P.S. Mi rendo conto che questo mio uso del “voi” pu? risultare un po’ irritante. Lo scrivo per brevit?, pi? che altro.
Carolina, non ho capito bene cosa intendi.
Comunque, io esprimo reazioni di tutti i generi, comprese quelle di panza.
La complessità del tema, ti rassicuro, ce l’ho chiara.
Israele la conosco, ci sono stata molte volte. E conosco i Territori. Ritengo di sapere cosa dico, nonostante non sia andata alla manifestazione.
Quanto al femminile, mi suona meglio: spero tu voglia fartene una ragione.
Non sono l’unica, leggi qua: ” Israele diventò oggetto soprattutto di critica: non fu più bella, desiderabile, un sogno realizzato. ”
E’ tratto da http://www.shalom.it (http://www.shalom.it/modules.php?name=News&file=print&sid=226) e, se vuoi, puoi mandargli una lettera di protesta.
Io credo di non sentire il bisogno di lezioni sull’argomento. Sono disponibile allo scambio, ma non a che mi si dica cosa e come dovrei scrivere.
Scrivo come mi sento di fare e come mi piace, seguo il mio ritmo e la mia estetica e non obbligo nessuno a leggermi.
Né impedisco a nessuno di farsi il suo blog.
Lia,
vai tu a una manifestazione proIsraele a cercare di spiegare ad alcune persone (intendo colpite dalla storia di qui) che forse no, non sei una cialtrona, forse deve capire che tu, come molti in piazza, ci sei anche per un minimo di coscienza europea…
e vedi tu che la prima reazione psichicorelazionale è alzarti un metaforico banner “la faccia come il culo”, e solo dopo, dopo molte discussioni, con altra gente intorno che media, dopo che ti sei sgolata in mille modi sostituisce il bannerone “à la Biraghi” :-) con un accenno di curiosità.
Vacci tu, poi ne riparliamo, e comunque un conto è l’anticonformismo, un conto sono uscite di quelle “de panza” che vedo in questo caso.
Se si prende posizione politica, io spero sempre che lo si faccia con il cervello, vieppiù su temi così complessi.
Infine, Israele – con tutto che si deve essere sensibile alle disparità di forze nei conflitti – non può essere “solita” fare alcunché perché è un nome maschile.
Carolina
:-) grazie, ho un mio blog.
Pensavo solo fosse più cortese e onesto venire a discutere con te del mio dissenso a questo post che, ribadisco, secondo me più che anticonformista è un po’ meno fine di alcuni altri tuoi.
Tu hai voglia di fermarti a questo punto e ti rispetto.
Il genere del nome Israele è un fatto culturale, non una mia idiosincrasia personale.
Poi che vi si possano fare licenze poetiche è un altro paio di maniche, ma allora non ci si dovrebbe innervosire per le k di Giorgia.
In ogni caso, fatti tuoi, anche con la tua “vis polemica” che dalle mie parti non incontra analogo intento di polemizzare.
Carolina