
Mi era stato segnalato come film “epico e corale sulla storia dei palestinesi” ad ottobre, dopo la proiezione al Torino film festival.
Stasera l’ho visto al cinema (nota per i residenti al Cairo: è al Galaxy di Manial) e mi ha commosso ed emozionato. E’ un bel film.
Bab el Shams vuol dire “Porta del sole” ed è il nome che la protagonista dà ad una grotta che è fuori dal campo di rifugiati in Libano in cui vive: l’ha resa bella, ci ha messo fiori e candele ed è lì che si incontra con il marito combattente quando si riescono a vedere.
Il film è tratto dall’omonimo libro di Elias Khoury e ripercorre la storia dei palestinesi, dalla Nakba ad oggi, attraverso la storia dell’amore tra i protagonisti.
Il protagonista maschile è, nella foto, il signore ormai di una certa età che sta morendo in ospedale. L’uomo più giovane è quello che gli ricorda la sua vita e la sua storia perchè, si sa, bisogna parlare a chi è in coma. E da lì si sviluppa il viaggio nel tempo del film.
Vale la pena vederlo.
La sera della prima, all’ October’s Middle East Film Festival di Beirut, hanno organizzato una proiezione all’aperto per i rifugiati di Sabra e Chatila. Non voglio nemmeno pensare alle emozioni che ha dovuto suscitare.
Io sto pensando alle arance con cui si apre il film. Arance portate in Libano da lui che arriva dalla Palestina, un mucchio. E tutti che “mangiano la Palestina” e ne mangiano più che possono, ché anche quello è un modo di sottrarla a chi la ruba.
Il film è stato diffuso ai primi di ottobre in occasione della Buchmesse di Francoforte e, come dicevo, è stato proiettato anche a Torino. E’ diviso in due parti perchè è lungo 278 minuti e la casa di distribuzione (francese) è Pyramide, tel 33142960101 e fax 33140200221; e-mail: vitruelle @pyramidefilms.com
Io vorrei che lo proiettassero nelle scuole: chissà se, di questi tempi, un insegnante italiano va nei guai se lo fa vedere ai suoi studenti. Non mi stupirebbe più di tanto.

Qui in Italia, nelle sale, ? uscito “Private” di Saverio Costanzo. Qualcuno l’ha visto?
In italia dipende! Forse aspettando ancora qualche anno, di modo che sia un ricordo di un popolo che non esiste pi?.. ecco forse cos? facendo potrebbe essere una iniziativa lodevole!
Prendiamo “Medici senza frontiere”, per esempio. Chi ne parlava quando c’era bisogno di loro in Iraq sembrava difendesse il demonio. Ora che sono nel sud-est asiatico non li attacca nessuno, chiss? come mai?
Ok, l’accendiamo, Italiani brava gente.