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C’era qui a mangiare Fahd, amico di Pepe.
Ha guardato con un certo timore la mia pasta alla crema di melanzane e se ne è messo 10 grammi nel piatto. Poi ha preso coraggio e ne ha affrontato un altro po’. Poi ha fatto diversi bis, entusiasta.

Poi dovevano scappare via per prendere il treno per Alessandria ma, mentre ci stavamo salutando, hanno cominciato a parlare fitto fitto in arabo guardandomi, e Pepe aveva un tono che voleva essere convincente e “despreocupado” e Fahd aggrottava la fronte e scuoteva la testa e non pareva per nulla contento.

“Ma che state dicendo?” ho domandato perplessa.
“No, è che Fahd mi ha chiesto qual è la frase, in Italia o in Spagna, per dire a una padrona di casa che ciò che ha cucinato era buono. E io gli ho detto che si dice così e basta, che è sufficiente dire che la pasta gli è piaciuta. Solo che a lui sembra rude e sgarbato e non si convince, che non è necessario dire null’altro.”
Io intrigata: “Ma perché, in arabo cosa si direbbe?”
“Dio benedica le tue mani.”

E così Fahd ha capito che mi era stata tradotta la frase giusta e si è rasserenato e sono partiti contenti.
E io, altrettanto contenta, mi guardo le mani e mi paiono addirittura più rosee.