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Qui la cosa si sta facendo interessante.

Io ne ho viste parecchie, qui, di manifestazioni all’università.
Gli studenti sfilano all’interno del campus, chiusi in un cordone fatto dal loro stesso servizio d’ordine. E di polizia ce n’è tanta, tantissima: in Egitto vigono “leggi di emergenza” dall’epoca degli attacchi ai turisti degli anni ’90.
D’altronde, in Egitto le divise sono davvero parecchie; controllano l’ordine pubblico (un controllo generalmente sonnacchioso, a dire il vero) ma sono anche, credo, il primo dei contenitori per giovani maschi disoccupati che, altrimenti, potrebbero diventare problematici. Sta di fatto che degli studenti non se lo possono saltare, il controllo della polizia, a meno che lei stessa non lo permetta.
E alla Cairo University lo hanno permesso, perdinci.

Ok: riforme alla legge elettorale, dunque.
Tra Siria e Egitto mi pare in grande spolvero, la diplomazia araba. La cosa non manca di abilità. Vedremo, ossignùr.