babyfood.jpg

Lezione di spagnolo al Cairo.
Professore spagnolo, studenti di diverse nazionalità con ovvia prevalenza di egiziani.

Il prof domanda: “E, ditemi, qual è il cibo più strano che si mangia nei vostri paesi?”
La domanda è un buono spunto per fare parlare gli studenti, è vero. E’ però altrettanto vero che noi occidentali ci marciamo un po’, qui, con l’ebbrezza di épater les bourgeois e far vedere agli arabi quante cose strane mangiamo. L’ho visto in diversi contesti, questo gioco.

Comincia il prof, comunque, e spiega che in Spagna si mangia il sangue coagolato fritto con le cipolle.
Schifo e disgusto degli studenti egiziani che si scervellano per cercare a loro volta cibi curiosi nella loro tradizione, e propongono la loro trippa strana ripiena di riso.
Si fa il giro degli studenti, ognuno tira fuori la cosa più bizzarra che può e, intanto, il prof assapora il suo trionfo: sangue fritto, nessuno riesce a batterlo.
Fino a quando non si arriva allo studente cinese che sussurra: “Bambine.”
“Eh?”
“Bambine.”
“Ma in che senso, che vuoi dire?” e nell’aula si fa un silenzio perplesso e tutti si guardano, ché questo cinese forse non ha capito la domanda o loro non capiscono la risposta: “Che vuol dire, bambine?”

E viene fuori che nel sud della Cina si ritiene che mangiare bambine neonate allunghi la vita o che, comunque, faccia molto bene. E che, tra difficoltà economiche e leggi di controllo della natalità che spingono a sopprimere le figlie femmine, non sia del tutto insolito che le famiglie le vendano, le bebé femmine, affinché finiscano in qualche pentola. Non è legale ma succede, stando alla testimonianza dello studente.

Vince la Cina per goleada, insomma.
Il prof spagnolo viene completamente dimenticato, lui e il suo sangue fritto, e gli studenti egiziani vedono confermata una volta di più la loro idea che ci sia un mondo minaccioso, oltre i confini dell’Islam.

Il prof protagonista dell’episodio me lo raccontava stasera, e anch’io devo ancora riprendermi.