
“L’immensa maggioranza era sciita, ma molti sunniti e cristiani completavano l’insieme. E tutti desiderando di esprimersi in qualche modo. Più del numero infinitamente maggiore di manifestanti, un’altra differenza rispetto alle manifestazioni dell’opposizione è consistita nel fatto che lì si vedeva gente basicamente della classe media o alta libanese, mentre ieri in strada c’era il popolo a gridare e a sventolare le proprie bandiere. Lanciando gli stessi slogan dell’opposizione: “Libertà! Sovranità! Democrazia!”
Per quanto una non sappia il portoghese, direi che è comunque più facile da capire dell’arabo.
Per avere una piccola testimonianza fresca fresca sulla manifestazione pro-Siria a Beirut, quindi, c’è A Nata!, blogger brasiliano che si definisce “Un carioca perso a Beirut”.
Ha anche un fotoblog.
Centinaia di migliaia di persone, c’erano in piazza, secondo stime riportate tanto da Al Jazeera come da Associated Press e altri.
Come dice Pfaal: “I libanesi sono quattro milioni in tutto, in proporzione 500.000 persone sarebbero più o meno l?equivalente di sette milioni di italiani in piazza a Roma.”
Mica male.

… Perch? in piazza a Roma?
Gl’ITALIOTI a Roma, a Firenze e a Siena non li vogliamo…
Se proprio devi scegliere una localit?, per fare questa manifestazione scegli Abbiategrasso o Bergamo o Verona… Li li trovi gl’IALIOTI!
Diciamo che gli slogan mediamente avevano un tenore un po’ diverso… Anche se concordo con l’osservazione sulla “differenza di classe” che ha caratterizzato la recente manifestazione rispetto agli strombazzi dei giorni precedenti.
E’ buffo come da queste parti sia facile per i piu’ giorire per la stessa causa e immediatamente dopo dividersi intorno alla stessa.
E’ buffo come la confusione, le commistioni, le strumentalizzazioni, gli “straw man arguments”, siano la prima cosa che respiri la mattina e l’ultima cosa contro la quale ti scorni prima di andare a letto.
Non mi definisco un’italiana persa a Beirut, ma tutto sommato e’un po quello che sono…
Se incontro il Carioca te lo saluto,
Laura
Ciao, Laura, che piacere! Bella, questa rete di italiani “persi” in Medio Oriente. :)