
Senza una parabolica, al Cairo, non sei nessuno.
Ci siamo dunque diretti in “via delle televisioni” ad Ataba, il webmaster ed io, e siamo diventati i fieri proprietari di un piattone enorme e bianco con dietro scritto “NASA” e, sotto, “Made in Egypt”.
Fiduciosi, abbiamo poi atteso l’antennista che sarebbe dovuto arrivare alle 13 e si è presentato alle 15.
Quello che è successo da lì in poi non è semplice da ricostruire. Ricordo una successione di immagini, ed è che gli eventi non aiutavano a rintracciare una logica che legasse il tutto.
C’è lui, l’Antennista, che vuole da me del cemento. Chiamiamo l’ex fido Bastawi (nel senso che non è più fido, anche se è ancora Bastawi) e lui mi dice che il cemento si vende solo in via Sudan e che bisogna andarci in taxi. Non gli credo, chiamo il salumiere sotto casa e gli ordino del cemento. Lui prende l’ordine senza fare una piega e, un’ora più tardi (antennista intrattenuto a base di tè, nel frattempo, che ci spiegava come taroccare i canali a pagamento) vedo apparire l’esile ragazzino che in genere mi porta su il pane e le uova. Stavolta trascina in spalla un sacco di cemento, è tutto impolverato e paonazzo e la notizia di dovere arrivare fino al tetto quasi lo stronca.
La mia TV finisce a sua volta sul tetto e, varie martellate e secchi d’acqua più tardi, l’Antennista scende a informarmi che il cemento non è a presa rapida. Bisogna aspettare che si secchi. Tornerà a mezzanotte.
“A mezzanotte?”
“A mezzanotte.”
All’una di notte lo chiamo: “Inta fen??” ruggisco. “Dove miseriaccia sei?”
“Sono sul taxi, tra mezz’ora sono lì.”
“Ma che mi arrivi, all’1,30?? Vieni domani, noi andiamo a dormire!”
“Impossibile, domani mi sposo, non posso venire! Tra mezz’ora sono lì, giuro!”
Opporcamiseria.
Comincio a immaginare antennisti armati di coltello che, nella notte, pugnalano la coppia di stranieri imbecilli che ci credono, che uno arrivi a quell’ora a montarti un’antenna, e scendo a consultarmi con i vicini: “Ma è possibile che mi arrivi a quest’ora?” “Sì, certo.” “E se ci accoltella?” “No, se ve lo ha mandato il negozio non vi accoltella di sicuro. Piuttosto, bada che si aspetterà un 20 LE di mancia.” “Ah, ok.”
Da allora in poi, ho ricordi confusissimi.
Ci sono io che aspetto l’Antennista a letto armata di Blog Generation e che mi ci addormento sopra.
Poi ci sono rumori in salotto, l’Antennista e il webmaster che parlano, io che barcollo verso di loro e dico al webmaster qualcosa del tipo: “Ma sono le due e mezzo, aspetta che ti faccio da interprete” e il webmaster mi fa: “Eh???” e io ripeto e il webmaster, stranito, mi comunica: “Papera, ma stai parlandomi in spagnolo! Torna subito a dormire!” e mi rispedisce a letto e se ne va sul tetto con l’antennista e la TV.
Poi ci sono io che alle 3, alle 3 e mezzo e alle 4 mi sveglio chiedendomi se il webmaster è ancora sul tetto o se l’Antennista lo ha ucciso. Arrivano tranquillizzanti rumori di martellate, però, e io continuo a cercare di leggere Blog Generation per tenermi sveglia e continuo a riaddormentarmi. Non per il libro, che è interessantissimo, ma perchè sono le 3, poi le 3 e mezzo, poi le 4.
Alle 4,40 sento finalmente la porta ed è il webmaster, non l’Antennista armato di coltello, e c’è la tele e ci sono i canali e, ammirati, contempliamo la RAI e poi dei bizzarri canali turchi e quindi Al Jazeera e poi delle tipe con le tette di fuori ed è Napoli International, e intanto fuori albeggia e io me ne torno a dormire.
L’epopea del webmaster sul tetto mi è stata raccontata solo stamattina, e vede entrambi lavorare al buio tra le folate di vento, lanciando cavi che dal tetto vanno alle mie finestre e, soprattutto, sintonizzando i vari canali là sopra, a mano, e sposta il satellite di qua e spostalo di là e, a un certo punto, l’Antennista ha beccato il canale musicale e allora ha alzato il volume e lì, sul tetto e alle 3 e mezzo, si è messo contento a ballare e il webmaster (che è di Bolzano, lui) deve avere emesso un gemito strozzato (“Ma la gente dorme!”) e allora l’Antennista, gentile, ha abbassato il volume ma ha continuato a lavorare sculettando a ritmo di musica.
“Io ero stravolto e lui era ancora più stravolto di me, poveretto, ma era di un calmo…” constatava poi il webmaster. “Ché ci vuole calma per fare questi lavori senza apparecchi di nessun genere, e dovevi vederlo.” E imitava l’Antennista, con i bulloni in bocca, leggiadro all’inseguimento dell’onda giusta.
Pensavo che io non ci crederei mai se un marito, rincasando, mi venisse a dire: “Cara, sono le 5 del mattino ma ho appena finito di montare un’antenna”. E sbaglierei, accidenti: pensa un povero cristo che non solo finisce a quell’ora ma si ritrova pure con la moglie che gli fa le scenate. Poi dicono che i matrimoni tra egiziani ed europee non durano: per forza, cavoli.
Il webmaster sta contemplano un enorme prete copto dall’aria incazzata che arringa i telespettatori da Al Arabiya, e mi pare che abbia un po’ di tosse. Il webmaster, non il prete copto.
Uno passa la notte su un tetto ventoso, ci credo che poi ha la tosse.

Pensa all’antennista, che dopo una notte cos? – se ho capito bene – si ? SPOSATO!
Alla faccia dell’addio al celibato…
Che avventura!
Ma i tuoi vicini di casa? A me mi avrebbero linciato vivo…il giorno dopo.
Avrei ricevuto, sicuramente, un “incazzatissimo” amministratore di condominio e la visita di carabinieri e polizia…
E la luna buss? alle porte del buio
fammi entrare LIA rispose di no.
E la luna buss? dov’era il silenzio
ma una voce sguaiata
disse non ? pi? tempo di dormir
quindi spalanco le finestre del vento
e se ne and?
a cercare un po’ pi? in l?
qualche cosa da fare..
…e poi parlano del nordest produttivo.. ;-)
Quando c erano gli Inglesi cose del Genere non sarebbero mai successe ^___^
la vita ? buffa, in particolare raccontata in modo delizioso
come dire, ci sono diari personali e diari personali