Alla fine ieri sono andata al Khan a cercare questi benedetti cuoricini (v. post sotto) e mi sono fermata un po’ nel punto dove è esplosa la bomba di due giorni fa.
E’ strano: la strada è una lunga successione di negozi e bancarelle e tutto era come sempre, gente e grida e risate e folla. A una certa altezza, però, quattro negozi chiusi a destra e altri quattro chiusi a sinistra, con le saracinesche giù. Due macchine della polizia parcheggiate (non di quelle scalcagnate: macchine belle e lucide) e, come unico segno visibile dell’esplosione, due mucchietti di vetri rotti scrupolosamente messi insieme da qualcuno con una scopa. Uno a destra e l’altro a sinistra.
E facce compunte tra i negozianti immediatamente confinanti con le saracinesche abbassate. Arie un po’ stravolte, niente grida e risate, gente seduta davanti ai negozi con la gestualità un po’ sottotono di chi è invitato a un funerale.
Poi, appunto, fai dieci passi e tutto torna normale.
Accanto alle macchine e ai mucchietti di vetro c’erano un po’ di poliziotti in borghese con telefonino e macchine fotografiche.
Poliziotti “veri”.
Non i poliziotti scalcagnati e sonnecchianti di cui questo paese trabocca. Questa era polizia seria, di quella che si vede molto, molto meno ma, quando la vedi, non puoi proprio sbagliarti.
Sembrano fisicamente di un’altra etnia, i poliziotti seri.
Se gli altri sono filiformi o con pance trasandate, questi hanno corpi sani, bene alimentati e fatti in palestra. Hanno l’aria di chi è stato nutrito bene fin da piccolo, e vestiti veri comprati in negozi veri, e tagli di capelli fatti bene.
Sembrano europei. Sembrano ricchi.
Non ci ho nemmeno provato, a tirare fuori la macchina fotografica. Ho avuto l’assoluta certezza che mi avrebbero portato via per le orecchie, se ci avessi provato.
Non è stato proprio al Khan: è stato immediatamente sotto, dove si esce dalla zona semipedonale riservata ai negozi dei turisti e comincia la zona “egiziana” dei negozi di tute e asciugamani, quella dove i turisti non hanno nulla da comprare.
Sono stati sfortunati, quelli beccati dalla bomba: credo che buona parte dei turisti del Khan (che anche ieri passeggiavano a centinaia, a proposito) se ne freghi ampiamente, di inoltrarsi là. E infatti i controlli veri e propri sono dispiegati dieci metri più sopra, dove le macchine non possono entrare e inizia il circo dei souvenir.
I cuoricini non li ho ancora presi: ho contrattato fino a 0,60 LE l’uno ma mi sembra ancora troppo. Mercoledì faccio il secondo round, vorrei arrivare almeno a 0,50.
Sono andata a bere un tè, piuttosto, e a fare due chiacchiere con Brodo Primordiale. E certo è curioso stare là, davanti a un tè alla menta, e contemplare Brodo dall’altra parte dello schermo, l’autore al posto della pagina nera.
Immagino che se stessi in Italia mi sembrerebbe molto meno strano. In mezzo al Khan al Khalili è più insolito, ecco.
Ma ‘sta bomba chi l’ha messa, insomma?
Boh.
Ci sono rivendicazioni di un gruppuscolo sconosciuto accolte con scetticismo dalla gente tutta.
C’è la notizia che tutti sanno ma che pochi ribadiscono e che è enorme, ovvero la rottura del ‘cessate il fuoco’ che la Gama’a al-Islamiya aveva dichiarato nel ’98. L’hanno detto due o tre settimane fa, che la tregua era finita e, per dirla in francese, ora son cazzi.
C’è una certa incazzatura contro il governo: la stampa nasseriana lo accusa di essere il responsabile politico della bomba, causa cattiva gestione di questo complicato momento politico. Ma persino Al Ahram parla di gestione “imbarazzante” che ha infiammato l’opposizione.
Sta di fatto che la settimana scorsa il governo ha dichiarato che “in Egitto non ci sarà mai un partito basato sulla religione”. Risposta: migliaia di studenti islamisti in piazza, 4000 solo ad Al-Azhar. Controrisposta: 230 Fratelli Musulmani in carcere. Con la rottura del cessate il fuoco a far da sfondo.
La Condoleeza Rice, poi, che dichiara che l’islamismo militante è meno pericoloso dell’immobilismo politico in Medio Oriente e al povero governo poi tocca rispondere alle domande sul “flirt tra amministrazione USA e Fratelli Musulmani”.
Io poi – non so voi – avverto un certo mal di mare verso questa politica USA che a parole dice di volere modernizzare il Medio Oriente e di fatto lo continua a islamizzare.
Pepe sta preparando un lavoro sugli input culturali che la gioventù egiziana riceve e che si possono riassumere in “influenza americana/consumismo” e “influenza saudita/religione”. Apparentemente contrapposti, di fatto alleatissimi.
E, a proposito di Arabia Saudita: ma lo sapevate che i sauditi si sono comprati tutto l’archivio cinematografico egiziano?
E’ stato grande, il cinema egiziano, e nella sua storia c’è la storia recente del Medio Oriente quotidiano, la memoria.
Ci sono le vie del Cairo con i bar e gli alcoolici e le donne scollacciate che ballano, le signorine in minigonna degli anni ’70, l’Egitto prima del risveglio islamico. La società “meno sessuofoba della nostra”, “meno omofoba della nostra” di cui mi parla Pepe e che io non vedo perché scorre sotterranea, non mi è accessibile.
Al momento, i sauditi trasmettono questo cinema sui loro canali che, qui, spopolano.
Ma se un domani volessero, gli basterebbe un cerino per fare sparire tutto questo.
Non rimarrebbero più prove del fatto che, una volta, l’Egitto è stato diverso.

non posso pensarci Lia, io ero l?, sono stata l?, ho camminato in mezzo agli egiziani nella loro parte del mercato, in giorni qualunque, a orari qualunque…? pazzesco. e mi manca da morire vorrei proprio partire a ottobre…
l’altra cosa inquietante ? quella che scrivi relativa all’Arabia saudita, perch? mi ci sento coinvolta in prima persona e soprattutto in questi giorni, ? strano non ti conosco nemmeno eppure vorrei raccontarti tante cose…menomale che hai dei ritmi da bradipa, menomale Lia
ciao Lia, ? un piacere sentirti raccontare..
ma cosa vuol dire, che i sauditi si sono materialmente portati via gli archivi?
conosco quel genere di film egiziani, circa 3 o 4 anni fa ne vidi uno sul sito internet di una tv egiziana (ora non trasmettono pi? su internet): lo guardai una notte (in formato “francobollo”), in arabo con sottotitoli, non ricordo pi? se inglesi o francesi…
l’attore protagonista sembrava lando buzzanca; la storia era di amori e tradimenti, con donnine all’occidentale in gonna al ginocchio (stile anni ’70) e matrone che prendevano a borsettate i mariti fedifraghi… molto divertente! (non mancavano nemmeno i bellimbusti che soffiavano le belle mogli ai mariti panciuti…)!
AH Lia, quando mio marito l’altro giorno ha detto che era scoppiata la bomba a Khan al Khalili e c’era una donna con la doppia cittadinanza italo-egiziana per un momento ho temuto.
Poi ho pensato: ma Lia NON ha la doppia cittadinanza italo-egiziana.
Magari italo-spagnola s?, ma non italo-egiziana.
Poi il tuo post del 7 Aprile mi ha rincuorata e spaventata al tempo stesso.
Sento sempre pi? il bisogno di venire l?, in quell’Egitto strano che si ama e si odia allo stesso tempo e che tu ci racconti.
Intanto qui arriva solo notizia di quegli stronzi di integralisti israeliani che si mettono a ballare e agitar le chiappe proprio alla spianata delle moschee.
E pare che Sharon fosse contrario e li abbia fatti cacciare.
Essere pi? a destra di Sharon non lo credevo possibile. E invece…
bah, quei cuoricini mi stanno a cuore
Sono qui da poco.
Ti sto conoscendo piano piano… :-)
[Ste]
Ciao Lia
come vedi sono di nuovo qui. Che dirti: mi ci imbatto, qualche volta mi fai incacchiare, qualche volta no. Ma questo penso ? giusto, no? altrimenti sarei solo una cretina pappagalla ad elogiarti sempre o viceversa un’ottusa definiente ad insultarti sempre.. resta che il tuo blog ? sempre capolista ;-) ogni volta che si cerchi qualcosa su egitto e medioriente ed, aiuto!, pure quando si cerca sulla spagna che forse presto mi accoglier?… :S
Ora come vedi non sono stata tanto lenta, ti sono finita in un post recente.. spero di costringere anche ora il jukebox a girare apposta per me.
Volevo raccontarti la mia esperienza evocata da questo tuo post.
Mi ? capitato come sai di andare diverse volte al Cairo, sempre ospite della famiglia di quello o quel tal’altro amico.. Per lo pi? famiglie borghesi o alto borghesi, o famiglie di tuoi colleghi ;-)
Mi ? capitato poi di conoscere un amico poliziotto di un mio amico. Altissimo ed aitante (si direbbe: ben messo in linguaggio prosaico) col quale siamo usciti diverse volte. Senz’altro anche la faccia non era tipica egiziana (anche se cosa ? tipico egiziano? il 40 % dei linemaneti visibili da quelle parti poco si distingue dai nostri) Cmq per fartela breve questo assomigliava al 95% al mio ex ragazzo di giovent?.
Bene ti rispondo al tuo dubbio se questi sono ricchi: direi ricchissimi! Aveva una casa a dir poco bestiale in un palazzone a vari piani di un quartiere dabbenissimo. Perfino la hall del palazzo era curatissima (avevo altri amici con belle case al Cairo, ma le hall mi ricordavano i palazzi della 167 a scampia.. sai di cosa parlo)…
siamo stati nella sua sala: una panoramicissima sala ampia almeno un 100 di mq (e tu sai che come architetto non mi posso sbagliare, e che cavolo!).. il tutto arredato con pezzi di antiquariatooooooooooooo! non mobili finto antico o similari, ma proprio antiquariatoooooooooooooo
Ovviamente tutto questo contrastava perfino con l’immagine dei poliziotti di “frontiera” stazinati in vari punti del sinai con i fucili appezzottati con lo scotch…
Va beh.. per onest? intellettuale ora ti rivelo anche un’altra cosa che appoggia questo post che hai scritto (posto che ne avessi bisogno, ma qui mi paiono tutti tuoi estimatori) ma io amo la verit?: anche io da qualche parte ma sicuramente una fonte autorevole ho letto che c’? stato un periodo, pi? o meno gli anni 50, che societ? egiziana e societ? italiana erano praticamente per usi costumi e livello di benessere, gemelle! poi ? capitato che l’egitto si ? arrestato.. e l’italia sia andata avanti (?)…
cmq lo dicevo ad un mio amico egiziano anche.. e lui mi ha risposto “menomale che ? andata cos?”…
Sinceramente per l’Egitto auspicherei un affrancamento completo dalla religione, che la religione ha sempre troppo condizionato gli esseri umani.. e che oo!
Scusami lo sfogo.. spero di esserti stata bene accetta, almeno stavolta…
ciao mi chiamo Anna vengo spessissimo in Egitto al Cairo. Spero di tornarci quest ‘ anno. Di solito vengo li 3 volte all’anno. Conosco Cairo a memoria. Di solito vado al Sheppard hotel. Ho anche abitato in un appartamentino vicino a Tahrir – museo egizio. Vi bacio ciao
Ciao, l’egitto ? nel mi cuore sempre. Io abito sul confine italo svizzero. Penso che prima o poi cercher? in affitto un appartamento a Zamalek. Lia per caso conosci qualcuno di serio che affitta appartamenti? ma non i soliti appartamenti schifosi che ho visto. Mi basta un 3.5 tanto li le grandezze sono diverse dall italia. Chiaramente appartamento con portiere e sicurissimo. Comunque ho tanti amici al Cairo e un po stanno cercando anche loro per me . Ciao bacioni