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Qualora vi capitasse di prendere un Delta Bus per andare dal Sinai al Cairo o viceversa, non fatevi assegnare i posti di dietro, a meno che non desideriate passare 8 ore nel deserto seduti su un motore infuocato in grado di mantenere la temperatura a una cinquantina di gradi costanti, 80 sotto al vostro sedere.
Sui Delta Bus, bisogna sedersi davanti.
E che non si dica che questo non è un blog di servizio.

L’operazione “Settimana al mare con amica” è stata brillantemente compiuta, comunque, e ringrazio di cuore Giovanna, lettrice silenziosa grazie alla quale l’amica di cui sopra ha trovato l’ottimo volo a 270 euro che me l’ha portata qui.
Grazie da entrambe, Giovanna.

Avendo io dormito 2 ore nelle ultime 24, viaggiato per 10 ore di cui 8 nel terrificante nonché già citato Delta Bus e dovendo anche ripartire domattina all’alba per l’Alto Egitto, non ho alcuna intenzione di scrivere un post sensato né tantomeno dotato del benché minimo interesse.
In realtà mi sto solo sgranchendo i polpastrelli anchilosati dal viaggio.
Che poi, a pensarci, non ricordo nemmeno più quand’è che ho scritto l’ultimo post sensato o dotato del benché minimo interesse, quindi non vedo la novità.
Qui siamo in lizza per il premio “Blog più scorbutico e ombelicofilo dell’anno” e contiamo di piazzarci bene anche nella categoria “Miglior esaurimento nervoso in diretta sul blog”.

La mia amica Cri mi ha trovato un po’ irritabile.
Io: “Certo che sono irritabile! E’ successo che bla, e poi lui bla bla, e allora io bla, bla, bla, e quindi adesso bla e bla ma, d’altro canto, non so se bla, bla, bla…”
Lei: “Secondo me ti manca il magnesio.”
Io: “Ma quale magnesio! Ti rendi conto che lui bla-bla-bla e quindi io stra-bla e bla e quindi adesso bla-eccetera??”
Lei: “Magnesio. E’ evidente. Dovresti farne un ciclo subito e poi abituarti a ripeterne un paio all’anno.”
E, già che c’era, mi ha consegnato con manageriale decisione una scatola di vitamina B che ho diligentemente ingollato a scadenze regolari per una settimana di fila.
Una ha le amiche pragmatiche.

Adesso sono un tipo irritabile ipervitaminizzato, comunque, ma non sono certa che si tratti di un progresso.
E’ una condizione più che altro inquietante, direi.

A proposito di irritabilità: io lo voglio conoscere, il primo turista italiano a cui è venuto in mente di comprarsi i suoi accidenti di souvenir pagandoli in euro, a Dahab.
Lo vorrei conoscere e poi prendere a calci lungo tutta la costa del South Sinai. Sono anche ipervitaminizzata, quale migliore occasione.

Perché non c’era più commerciante né essere umano che non volesse essere pagato in euro, nel mio povero buen retiro storico, e poi dice che una ulula e maltratta la gente.
Ma cribbio: ma siamo in Egitto, no? Cosa mi stai a chiedere euro? Ma come ti viene in mente?? E, soprattutto, ma chi ce li ha, gli euro?? Ma sei scemo, che il tuo presidente mi paga in LE e poi arrivi tu e, siccome mi senti parlare la lingua dei turisti più scemi del mondo, mi devi tartassare i coglioni, chiamare col tuo odioso “Ciao, bella!” ogni due metri e cercare di vendermi le cose a 10 volte il loro prezzo facendomi esaurire sotto al sole e guardandomi pure male se cerco di menarti?
Gessù, che nervoso.

E pure le sigarette: ma te le sto chiedendo in arabo, cielo santo!
Ti sto dicendo che lo so, che costano tot.
E tu lo sai, che lo so.
E però mi devi esaurire i nervi.
E mi devi costringere a girare 3 tabaccai ogni santa volta che voglio un pacchetto di Marlboro.
E all’egiziano accanto a me gliele vendi a 7,5 e invece a me no, a me le devi vendere a 8.
E cara grazia che non ne pretendi 10, ché deve essere perché mi vedi irritabile e ipervitaminazzata.
Ma io non te li do manco uccisa, 8 LE per le tue sigarette.
Piuttosto smetto di fumare, guarda.

Insomma, sono irritabile.
Però i turisti italiani si dovrebbero anche dare una regolata, davvero. A Dahab ci sono stati turisti di tutti i paesi per anni e anni, e ci si stava bene. Non è possibile che arrivino gli italiani e trasformino un bel posto in una trappola spenna-turisti che, al momento, è ancora gestibile ma che, se va avanti così, tra pochissimo diventerà un posto di quelli che una evita volentieri, ed evitare Dahab mi farebbe sanguinare il cuore, ché ci vado da 10 anni e sarebbe proprio un lutto, e poi dove cavolo vado? Faccio le vacanze sotto una palma in un canyon?
Ecchecavoli.

Irritabilità a parte: c’è una tale mancanza di consapevolezza, nel turismo che viene su da Sharm, che finisci col pensare che le cavallette siano preferibili.

I bambini beduini non chiedono la carità.
Quando mai, i beduini chiedono la carità? Dove si è mai visto?
E invece assisti a scene tipo quella del bimbo che insegue la turista per darle ‘sto pezzo di quarzo e lei, la turista: “Ma ti ho già dato 4 euro! Non la voglio, la pietra! Non ti bastano i 4 euro che ti ho dato?”
Ma cribbio: il bambino le ha venduto ‘sta pietra, per 4 euro, e gliela vorrebbe appunto dare.
E invece la turista no, non la vuole. Lei vuole fargli la carità, al piccolo venditore beduino, e non concepisce che lui non la accetti.
Gliela vuole fare accettare per forza.

Moltiplica per centinaia di turisti e centinaia di bambini ed eccoti trasformati i fierissimi beduini in accattoni.
Ma si può?

E li vedi che fingono di avere fame, a Santa Caterina, quando la fame non sanno neanche dove stia di casa.
E ti vengono a chiedere “una penna per andare a scuola”, per titillare il senso di superiorità razzista del turista occidentale che ha sentito vagamente parlare di paesi dove ai bimbi servono le penne e per lui è tutto uguale, il Ciad come l’Egitto, e pazienza se in Egitto l’istruzione è gratis fino all’università, lui si mette a regalare penne.
Da ucciderli.

E così loro, ai tuoi occhi, diventano mendicanti morti di fame, e tu un disprezzatissimo idiota da spennare.
Viva la comunicazione tra i popoli, perbacco.

(Vabbe’. Comunque è il primo impatto, quello che ti fa girare le balle. Poi Dahab continua ad essere un gran bel posto, e io continuo ad essere molto felice quando ci vado. Però ho intenzione di farci un mucchio di post, su questa cosa; qui arriva l’estate e io non vorrei finire sui giornali perché ho strangolato una comitiva di turisti italiani nel Sinai. Meglio provare a dirlo sul blog, che su certe cose bisognerebbe fare più attenzione.)