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Sono poi andata a lezione, ché questo mese ho un corso qui al Cairo, ed ho esposto la vicenda ai miei studenti. Studentesse, anzi, ché sono 9 femmine e un povero maschio in minoranza e bistrattato dalle ienette sue compagne. Ma non divaghiamo.
Ho esposto il caso, dicevo.

“Dunque, esiste una cosa che si chiama blog. Li conoscete? Danno un po’ il polso di una certa opinione pubblica, meglio dei giornali. E leggevo giusto oggi che c’è Beppe che dice che voi musulmani non vi fate sentire, non lo aiutate, non collaborate con le istanze dei pacifisti occidentali. Non vi esprimete contro il terrorismo. Che avete da dire?”
Mi guardano.
“Può ripetere il concetto, prof?”
“Vediamo: voi conoscete Oriana Fallaci?”
Perplessi: “No, chi è? E’ spagnola?”
Io, sollevata: “No, è italiana ma non importa. Dunque, Beppe dice che il mondo musulmano non si fa sentire abbastanza, e che non condanna abbastanza gli attentati. Dividetevi in coppie, ragionateci un po’ e scrivete una risposta a Beppe. Avete 10 minuti.”

Quindi, Beppe, c’è posta per te:

Non sono d’accordo con Lei. Non si può dire che i musulmani non facciano nulla contro il terrorismo. Dopo ogni attentato, gli imam esprimono la loro condanna e spiegano alla gente le gravi conseguenze di simili azioni. Anche i governi dei paesi musulmani fanno lo stesso. Tenga conto che i musulmani non hanno mezzi per affrontare i terroristi e ingaggiare una guerra contro di loro: la mia opinione è che ciò che accade nel mondo non ha niente a che fare con nessuna religione; si tratta solo di interessi politici. Voglio infine chiarirle che l’Islam è totalmente contrario al terrorismo: uccidere gli innocenti è proibito.” (Dina e Maha)

Il problema è che i diversi paesi si riferiscono a se stessi come Stati, non come “Islam”. Non possono stare a spiegare i rapporti tra i musulmani e il resto del mondo perché sono “Egitto”, “Siria” etc., non “Islam”. E comunque la maggior parte dei paesi musulmani ha innanzitutto problemi interni molto gravi da risolvere, se vogliono avere un futuro, e questi problemi sono la priorità. Io, certo, credo che il mondo musulmano dovrebbe unirsi per affrontare insieme il futuro. Così sarebbe più facile isolare coloro che approfittano del nome dell’Islam per compiere azioni che non hanno nulla di islamico. L’islam è la religione della pace, nella vita privata come in quella pubblica.” (Howaida e Sohar)

Sono una musulmana d’Egitto, non sono d’accordo con nessuno degli attentati terroristi commessi a Madrid, a Londra, qui al Cairo e in nessun luogo. La religione non c’entra nulla con tutto ciò e non andrebbe mischiata a questi atti. Questa è politica, non religione.” (Hoda)

Lo so che ci sono musulmani terroristi. Bisogna parlare loro dell’Islam vero. Dovremmo essere più liberi di esprimerci, e anche in Occidente dovrebbero permetterci di esprimere le nostre opinioni liberamente. Solo così avremo l’opportunità di spiegarci, e di spiegare la nostra religione.” (Madiha)

… il terrorismo non riflette l’Islam e non riflette il punto di vista della maggioranza dei musulmani. Eppure fa sì che si giustifichi l’oppressione dei musulmani, la loro detenzione ingiusta, il fatto che siamo maledetti pubblicamente e accusati in blocco. Per non parlare dell’ingiustificabile alleanza tra USA e Israele, dovuta probabilmente a interessi reciproci. Tutto questo influisce negativamente sul rapporto tra Oriente e Occidente e ostacola il cammino pacifico di entrambi. Come Lei saprà, i musulmani hanno una storia gloriosa di scambi e reciproca influenza con le altre culture, non importa di che razza o religione […] Penso che ogni civiltà sia un anello della catena che perpetua la vita. Vorrei che aprissimo una finestra per la gente di entrambi i lati, per riconciliarci e riprendere un nuovo cammino verso la pace.” (Ahmed)

Eccetera.

(Ora qualcuno verrà fuori a dire che sono retorici. O banali. O chissà cosa. Certo. Ma tanto si sa, che loro sbagliano qualsiasi cosa facciano. E sennò che musulmani sono?)