Ero lì che pensavo che “Basta ripetersi!”, “Basta scrivere all’infinito del perché qui sono – giustamente – incazzati!”, “Mi do al privato!, “Alla piscina!”, “Carpe diem!”, “Tanto è tutto così ovvio!” quand’ecco che leggo Beppe e – giuro – passo la nottata a fare incubi.
Letteralmente.
Ho fatto gli incubi.
Ho pensato che la fine del mondo fosse più vicina, deve essere questo.
Mica scherzo, sono serissima.
Provo ad abbozzare una risposta un po’ più ragionata del gemito con cui gli ho risposto ieri sera, per quanto sia un po’ che non scrivo e che non ci voglio pensare, a ‘ste cose, e quindi faccio fatica a rispolverare sensazioni che tendo a rimuovere per il bene del mio fegato.
“Esiste un Islam moderato?”
Non lo so: più che altro, non ho mai capito la domanda, e con me buona parte del cosiddetto Islam, temo. Moderato rispetto a cosa?
Io vedo un mondo la cui principale preoccupazione consiste nel mettere assieme il pranzo con la cena e nel desiderare felicità tutto sommato piccole. L’impiegato medio arabo è un esemplare umano infinitamente più moderato del suo corrispettivo lombardo: il lombardo ha un mucchio di soluzioni interventiste in tasca, per risolvere i mali del mondo. L’egiziano alza le spalle e pensa a fare sposare i figli, magari conciliando tre lavori nella stessa giornata.
Ad andargli a chiedere: “Ma tu sei moderato??” vi prenderebbe per pazzi, probabilmente.
Ad andargli a chiedere: “Ma tu sei capace di autodeterminarti?” si sentirebbe preso per il culo. Ma che vuol dire?
E ad aggiungere: “E perché non abolite la pena di morte?” vi risponderebbe: “Eh???”
Il discorso della super-etica che fa Beppe potrebbe pure essere condivisibile, se non portasse con sé una sorta di colonialismo dei valori che mi fa paura più di mille deliri neocon, per la pericolosa buona fede di cui è impregnato.
Qui non hanno bisogno di essere educati. Lo sono già.
Hanno tutti i valori che gli servono, compresi parecchi che servirebbero anche a noi.
Qui si rispettano gli anziani, si amano i bambini, si detestano crimini e ingiustizie, si ha il senso della comunità e della famiglia, si cerca di essere persone perbene dalla mattina alla sera.
Se c’è una cosa che caratterizza il mondo islamico è proprio il fatto di avere, pur tra le sue mille contraddizioni, dei valori forti. Altro che noi.
Però questa è una società conservatrice. Va’ in giro a chiedere alla gente cosa pensa della pena di morte: ti diranno che sono favorevoli. Che, anzi, le loro leggi sono troppo lassiste. Che, anzi, qui è un casino di illegalità e ci vorrebbe più ordine. E che non se ne può più, di questo libertinaggio arabo, di questa rilassatezza della morale.
Sono conservatori.
Sono bacchettoni.
Poi sono pure carnali e festaioli e pansessuali e scopano quanto noi o forse di più, ma la loro società santa e perbene la vogliono proprio così: santa e perbene.
C’è problema?
E i ladri gli stanno sulle balle e gli assassini di più, e l’equilibrio sociale è comunitario e se sei un criminale ritengono che tu debba essere condannato a morte. A schiacciante maggioranza. Fa’ un referendum, e vedi cosa ne esce. Beccaria non abita qui, ammesso e non concesso che abiti da noi.
E allora, scusa?
No.
Devono avere i valori che diciamo noi.
Devono guardarci ammirati e correre a prendere esempio, e precipitarsi ad adottare i democratici valori di chi? Di quei campioni della tripla morale che sostengono l’Israele dei bambini palestinesi torturati in galera, delle esecuzioni mirate e non, delle donne che partoriscono ai posti di blocco sotto il fucile puntato di qualche sadico soldatino 18enne. Dei buoni.
O della coalizione che ha invaso, saccheggiato e distrutto l’Iraq.
Devono adottarne i valori. Devono migliorare, ché così come sono son fatti male, son sbagliati.
Si devono moderare.
Capisco.
Noi confondiamo noi stessi con l’umanità e il nostro cortile con il mondo.
I nostri valori sono universali, i nostri discorsi abbracciano mezzo pianeta, le nostre analisi danno del tu all’assoluto. E un miliardo di persone vengono infilate a calci nelle nostre categorie di pensiero, e se non c’entrano pazienza, prima o poi ce le faremo entrare.
Il contadino di Assuan deve essere educato a pensare come il ragioniere di Paderno Dugnano. O, meglio, come il ragioniere di Paderno Dugnano dice di pensare, ché se poi vai a vedere non è mica detto, che sia davvero contrario alla pena di morte, che abbia davvero i valori col bollino del Politicamente Corretto.
Arancia Meccanica: entriamo nel letto degli arabi, nel guardaroba delle donne, nella gestione delle loro risorse, nella distribuzione del loro territorio, adesso nei loro valori, che devono essere così e non cosà.
Proviamo con l’elettroshock di massa? Magari funziona, chissà.
Che poi, intendiamoci: io sono contraria alla pena di morte. E ritengo che noi dovremmo difendere i valori che dichiariamo, magari con la coscienza del fatto che sono valori, appunto, spesso più dichiarati che effettivi.
Ma è un problema nostro.
Qui le priorità sono altre, i malesseri sociali sono diversi.
Le urgenze sono completamente di altro tipo, e gravi, e pressanti.
Come si fa a non vederle?
Non esiste una cultura della morte che porta la gente a mettere bombe solo perché è musulmana.
E’ una cazzata anche solo pensarlo.
Esiste un mucchio di gente incazzata, invece.
Per la Palestina.
Per l’Iraq.
Per l’Iraq.
Per la Palestina.
Per la Palestina e per l’Iraq.
Ma perché non si capisce?
Come lo devono dire, come bisogna dirlo?
In che lingua?
Iraq.
Palestina.
Lo giuro su Dio.
Risolviamo questo (noi che siamo buoni, noi che ci abbiamo i valori, noi che ci abbiamo l’etica, la super-etica, la mega-etica e, per giunta, pure la pancia piena) e poi parliamo.
Altrimenti – ma non si capisce? – siamo noi a non essere degli interlocutori.
E’ da noi, che non c’è nessuno con cui dialogare.
Siamo noi a spingere la gente a una disperazione tale da farla morire, da spingerla ad ammazzare.
Cultura della morte? No: eserciti meno efficienti, mancanza di armi che possano fare paura altrimenti.
E’ semplice, sai?
Poi, certo, il mondo è pieno di cattivi maestri, e anche qui abbondano.
E’ pieno di Toni Negri islamici, confermo.
Ma se non abbandoniamo una volta per tutte l’idea – razzista – che ciò che porta un giovane musulmano ad armarsi sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato nella sua identità, piuttosto che la colossale e cosmica ingiustizia di cui il suo mondo è vittima, finiremo male.
Tutti.
E, Beppe, con quello che si vede qui, ciò che uno straniero-europeo-occidentale si chiede, normalmente, è: “Ma come mai da noi, in Europa, ne scoppiano così poche, di bombe? Come mai? Ma guarda che è strano!”
Perché è strano.
A ruoli invertiti, noi saremmo infinitamente più sanguinari.
Forse è perché la stragrande maggioranza dei musulmani continua a considerare la propria religione come una religione di pace.
Forse è perché la gente aspira a vivere tranquilla, sai, anche se è musulmana.
Forse è perché state perdendo il senso della prospettiva, laggiù in Italia, e credete di essere vittime di una guerra che da voi non c’è, e non ci sarebbe nemmeno se ci fosse una bomba, un attentato, o tre, o dieci.
La guerra è un’altra cosa, ed è qua.
Se “i musulmani” foste voi, sai, io credo che impazzireste.

Bello Lia, mi e’ venuto il magone…
D’accordo su tutto, Lia. Fra l’altro, quando ho visto questo tuo nuovo post in tempo reale (grazie all’aggregatore) avevo appena finito di guardare il video scaricato da Arcoiris tv che tu linki alla pagina di Beppe.
VIdeo: Peter Power, direttore di un’agenzia di sicurezza privata, che rilascia dichiarazioni fulminanti la sera del 7 luglio a Londra sul fatto che quel mattino la sua ditta stava effettuando un’esercitazione antiterrorismo ESATTAMENTE NELLE STESSE STAZIONI COLPITE.
Una notizia da caratteri cubitali in prima pagina su tutti i quotidiani, invece niente…
Lia, che succederà ? Toccherà emigrare dall’Italia e dall’Europa quando la caccia al musulmano sarà intollerabile?
Cara Lia,
Mi dispiace di averti provocato incubi. Ma qui, da Milano, la prospettiva è diversa. Pochi giorni fa, per farti un esempio, sono successi tre fatti:
1) A Firenze è stato approvato dal Consiglio comunale il progetto di una Moschea a larga maggioranza (polo compreso). La proposta era dei Ds e nessuno ha in pratica votato contro.
2) A Gallarate invece è avvenuto l’opposto. La presenza leghista ha portato a un secco no alla richiesta di una Moschea. La città è stata coperta di manifesti (Lega) che ringraziavano la decisione del Comune. La comunità mussulmana ha fatto una manifestazione in mezzo a una città, diciamolo francamente, ostile.
3) La lega islamica anti-diffamazione e il Codacons non hanno trovato di meglio che denunciare la Fallaci per istigazione all’odio razziale.
Siamo, come vedi, nel bel mezzo di un crinale abbastanza antipatico. Politici irresponsabili nei giorni scorsi hanno propalato ai quattro venti la tesi secondo cui l’Italia sarà la prossima nei grandi attentati. C’è paura in giro.
E questa paura (poco importa se propalata ad arte o no) può trasformarsi davvero in un incubo, e non da peperoni nè da Beppe.
E’ necessario qualcosa, qualche evento positivo per quantomeno correggere questa pesante situazione che si respira qui. Si sta andando a una radicalizzazione che, tra l’altro, potrebbe polverizzare l’intero movimento pacifista europeo.
Se ho fatto gli incubi è perché dispiace anche a me ritrovarmi in un punto di vista tanto diverso dal tuo.
Normalmente dormo come un sasso, io. :)
Io non vi capisco: tante storie per le moschee, ma che senso ha? Cacciate la gente a pregare negli scantinati e nelle case e poi vi stupite, se i cattivi maestri prendono la parola?
Non è meglio pregare alla luce del sole, invece che nella clandestinità ?
E poi, impedire alla gente di pregare. Che malvagità perversa.
Perché la voce dei laici italiani, quelli che rispettano tutte le religioni, non si fa sentire alta e chiara? Perché i giornali non si indignano? Perché è così facile mortificare i musulmani, da noi, e solo loro?
Poi, Beppe, l’istigazione all’odio razziale è un reato o non lo è?
Se lo è (e lo è) la Fallaci lo commette. Anzi: si è specializzata nel commetterlo. Ho letto “La forza della ragione” e ne sono rimasta atterrita, a suo tempo. “I figli di Allah”. I muezzin che “berciano”. Insulti, disprezzo, odio, razzismo, esortazioni ad avere paura, a isolare i diversi.
Ma come lo tollerate?
Ma come pretendi che non chiedano aiuto alla legge, i musulmani d’Italia?
Che devono fare, chinare il capo e tacere?
Io non lo farei.
Non è possibile che le leggi contro il razzismo, in Italia, valgano per tutti tranne che per i musumani.
Io mi sento offesa per loro, e sono una cittadina ed ho il diritto di non essere offesa dalla Fallaci né da nessuno, e se la legge mi tutela, tanto meglio.
Poi siamo d’accordo che non si deve cadere nella trappola della radicalizzazione delle identità .
Ma il movimento pacifista farebbe bene a non perdere la lucidità , la coscienza dei propri valori e il senso delle proporzioni.
Indubbio. Si tratta però di non regalare un’Italia impaurita alla Lega. Nota l’esempio fiorentino contro quello di Gallarate.
E’ in corso un delicato punto di svolta. Ma proprio perchè la Fallaci vuole l’odio bisogna risponderle con il contrario. E fregarla dandole persino ragione su alcune specifiche cose.
Dimostrando agli italiani che l’Islam non è quella cosa lì. E che nessuno ha le fette di salame sugli occhi. Siano essi cristiani o mussulmani.
Bah, Beppe, tu lasci l’onere della prova a tutta una comunità già criminalizzata e assunta come capro espiatorio. Non credi che sia un ragionamento illogico? Bisogna appunto uscire dal meccanismo criminalizzante la cui punta è la Lega, ma che non si esaurisce nella Lega. E chi deve farlo è la società maggioritaria, che si pone in un punto di forza persecutorio.
Non sono le vittime della persecuzione che devono difendersi da sole… altrimenti torniamo agli anni bui delle persecuzioni antisemite (guradacaso… sempre di antisemitismo si tratta!).
Capisco il punto, ricevuto. E’ valido. vediamo come si mette…
VAI PROF…. CANTAGLIELE…. SEI TUTTI NOI!!!!!!!
complimenti per il post, spero che ci sono tanti italiani che pensano come te.
Ci si deve rendere conto che i musulmani e l’islam sono moderati finche loro vivono in pace ,ma quando la loro terra viene attaccata diventano estremisti perche non hanno la forza parallela degli invasori.
Se la legge islamica viene aplicata come deve essere nessono confronta la pena di morte perche la società che aplica la legge è una società sana.
La battaglia contro l’opinione pubblica qui è davvero dura. Il fatto che gli attentatori di Londra fossero poi tutti cittadini inglesi, integrati, ecc., ha tolto molte possibilità di risposta..
In più ci si mettono pure alcuni mussulmani a buttare benzina sul fuoco..
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/07_Luglio/19/documento.shtml
E’ dura, Lia, è molto dura. Questo non vuol dire non continuare a resistere, però è dura.
Sempre grande…non c’è che dire…
toni negri cattivo maestro???
de che?
e’ il punto di vista che regge e significa l’aggettivo :-)
cmq oggi qui moderato significa solo una cosa: asservito agli interessi imperialistici americani. se appoggi i bombardamenti fatti dai moderati sei moderato. se non appoggi ma solo mostri di comprendere le ragioni di chi tira bombe contrarie, be’, va da se’ che sei terrorista.
cosi’ va il mondo della propagand…ops, qui si chiama informazione.
non avrei saputo rispondere meglio e non resisto, sottoscrivo, Lia.
L’altro giorno mi è capitata una cosa simile, sono finita in un blog che mi ha lasciato amareggiata. La domanda ricorrente era “perchè i musulmani non si ergono contro il terrorismo?” continuo a pensare che questa domanda possa essere frutto solo di mala fede o ignoranza, non è poi così difficile scoprire cosa ne pensano i musulmani, del terrorismo e di mille altre cose. Certo che se non si riesce a togliere il naso dai nostri quotidiani, dalle nostre tv, dai nostri piccoli giardini, nessuno viene a suonarci alla porta di casa per spiegarci cose ne pensano, sti musulmani, del mondo.
Che Beppe abbia bisogno del parere dei tuoi studenti per avere una visione un tantino più globale della situazione.. è avvilente.
Talmente bello che mi hai fatto commuovere. Sono giorni difficili, sempre di più. A volte mi sento stanca di combattere contro certi mulini a vento, perchè poi?
Mi sono permessa di linkare questi due splendidi post al mio blog.