
Siccome gli arabi, come tutti sanno, normalmente vanno in giro per l’Europa in gallabeya damascata, turbante, scimitarra d’oro e pantofoline ricamate con la punta all’insù, l’astuto Corriere della Sera ha pensato bene di metterci in guardia contro l’ultimo, diabolico trucco dei feroci Saladini: mettersi i pantaloni, una maglietta e un paio di scarpe.
Pensa che perfidi.
Pare che quest’inaudito, brillante trucco per ingannare l’ignaro europeo sia venuto in mente nientedimeno che a “chi organizza le cellule“, il quale “ha studiato a lungo le nostre società” (fino a capire che indossiamo i pantaloni, e non è poco) e “ha preparato un piccolo manuale, utile per quanti hanno conservato abitudini e costumi del loro Paese dorigine.”
Ma dai.
E ‘sto manuale, dunque, è finito nelle mani dell’astuto Guido Olimpio che, dalle pagine del Corrierone, ci svela tutti i trucchi.
“Di solito gli estremisti che risiedono in una città europea frequentano i piccoli chioschi che preparano spiedini e cibo arabo.”
Cosa c’è di più estremo di certi kebab, in effetti.
Ma Saladino non si mischia agli altri estremisti: lui mangia “l’hamburger o le ciambelle dolci all’americana“.
Pare che il manuale non dica niente sui rigatoni e le pizzette, invece, e trovo che sia una lacuna delle cellule italiane.
Di solito gli estremisti ascoltano in cuffia gli “inni alla Jihad“, pensa te. Saladino no: lui porta “sempre un lettore di Cd Rom o liPod pieno di musica moderna opportunamente selezionata“. Sempre, eh. E accenna dei passi di danza alla fermata del tram, prima di salire con la bomba. Lo riconoscerete per questo.
Di solito gli estremisti sono sedentari e hanno un po’ di pancia. Saladino no. Lui, “nel tempo libero“, pratica sport: “calcio, cricket, arti marziali, pugilato“.
E così via.
Un identikit di raro acume, insomma, di quelli che proprio-proprio non ci si può più sbagliare, dopo averli letti.
Mancano dei particolari, però, e meno male che io vivo qui, dal Nemico, e posso svelarli.
Dice il manuale, dunque, che:
1. Il bravo jihadista smetterà di calcolare l’ora secondo complicati studi lunari e si mimetizzerà tra gli europei comprandosi un orologio.
2. Ingannare il buon europeo comporterà anche il separarsi dal cammello, benché al jihadista dispiaccia, e munirsi almeno di un’utilitaria.
3. Sempre per mimetizzarsi tra gli italiani, se è al volante provvederà a mettersi un dito nel naso a tutti i semafori, ché sennò capiscono che è straniero. (Manuale del perfetto jihadista, capitolo “La gestualità”)
4.Quando gli presenteranno una donna, invece di sottoporla a immediata infibulazione le dirà: “Piacere. Come sta?”
E così via: è un manuale molto voluminoso.
Che poi dicono che sono priva di amor di patria, io.
Ma se non ne avessi, non credete che mi precipiterei a portare quest’articolo ai miei studenti di qui, giusto per vederne le facce e contemplarli mentre esclamano: “Ma sono idioti, in Italia?”
E potrei filmarli, mentre leggono, e poi postare il filmato sul blog.
Ma ci pensi?
Resisto, invece, ed è che un po’ di amor di patria mi rimane, non so nemmeno io perché.
Amor di patria e imbarazzo.
Imbarazzo perché è un paese di idioti, quello che si fa ammanire simili articoli dal primo quotidiano del paese: dei lettori normali protesterebbero, si vergognerebbero a vedersi presentare roba del genere. Se in Italia non battono ciglio, è perché si sono completamente rimbecilliti. Non ho altre spiegazioni.
Ma anche qualcosa di più grave dell’imbarazzo perché, da un paese di idioti, puoi aspettarti solo rivalse meschine, sospetti beceri e malvagità ignorante contro i più deboli tra quelli che ci vivono: i ragazzi figli di immigranti, che vanno a scuola coi jeans (come i miei in Egitto, del resto) e mangiano quello che mangiano tutti e giocano a pallone.
E’ contro di loro, quest’articolo, e Olimpio sarà il primo a farci un articolo di sdegno peloso, se a qualcuno di questi ragazzi succederà qualcosa, prima o poi. Mentre mangia un hamburger e ascolta una canzone, magari.
Io non insegno più in Italia: se fossi ancora lì, però, mi incazzerei davvero. Come insegnante, ché di ragazzi come quelli descritti da Olimpio ne conosciamo un mucchio.
E mi chiedo dove siano i colleghi. Ma davvero non si incazza nessuno?
Perché poi, sai, uno può riderci finché vuole, di ‘ste cialtronate.
Però il nostro Guido Olimpio, per quanto possa sembrare incredibile, è “il giornalista che con più continuità ha seguito sul Corriere della Sera le attività del terrorismo islamico in Italia e allestero.”
E’ “un inviato sul campo” che poi scrive pure libri.
E’ uno che, insinuando che Raffaele Ciriello (seguite il link, se non conoscete la storia) fosse stato ucciso per colpa dei palestinesi, si è pure guadagnato il plauso di quelle brave persone di Informazione Corretta e, chissà perché, non riesco a stupirmene.
C’è poco da ridere, quindi: se Olimpio scrive che Mohammed è un estremista se mangia gli spiedini e un terrorista se invece mangia gli hamburger, è “credibile”.
Ed io sono felice di non viverci, in Italia, perché mi fa sempre più paura.
L’Italia, non gli estremisti islamici.

Ciao Lia, tu parli dell’Italia!!! Ti rendi conto, che mentre arrivano le manaccie, i ns politici non riescono a mettersi d’accordo su come tutelarci? Cosa da non credere… E così arriverà quel giorno che mentre esplode una bomba, quelli sarannò ancora lì a tirarsi i capelli e a decidere di chi sia la colpa… Poveri noi dove andremo a finire!!!
In Italia é accettata, se non promossa, l’incazzatura contro gli extracomunitari in genere -sottolineando la pericolosità degli islamici. Extracomunitario poi non é un concetto così chiaro: non lontano da casa mia c’é la base di Aviano con quanche migliaio di cittadini degli USA, fra militari -responsabili, tra l’altro della strage del Cermis, 1998- e civili (civili nel senso di non militari, non di portatori di civiltà) ma quelli, per l’opinione pubblica e per la pubblica amministrazione, non sono extracomunitari.
Problemi di ignoranza geografica o di sudditanza politica?
Se ti incazzi per il trionfo dell’ignoranza, dell’arroganza, del luogo comune elevato a filosofia della vita resti isolata. Puoi trovare chi ti é simile, certamente, ma devi andartelo a cercare o ti capita di venir cercata ma sappiamo di essere un’esigua minoranza.
Tanta é la certezza della pubblica opinione in materia di “pericolo straniero” che molto spesso -quando tento di dire ciò che ho visto in Palestina- vengo corretta da chi non c’é mai stato né si é mai documentato in materia.
Delirar pregiudizi é più credibile che cercar di capire.
Ah Lia questo articolo non è la peggiore cosa che si veda da queste parti.
No, nessuna voce di sdegno si leva, nemmeno da sinistra. Il fatto Lia è che per sdegnarsi di certe cose uno dovrebbe avere un elemento di paragone, qualcosa per dire “il giornalismo COSI’ va bene, quello COSA’ è offensivo”.
Come dire che a furia di mangiare immondizia, vederla in tv, riconoscerla nelle opinioni della gente siamo all’omologazione totale.
Io posso trovare grottesco e offensivo il caro Olimpio, specie considerando che qui a TO frequento il centro di cultura italo-arabo da 2 anni e di ragazzi in jeans, maglietta e scarpe da ginnastica ne vedo tanti, anzi vedo solo quelli.
Cazzarola! Ora che ci penso devo fare attenzione quando ci vado. Mi sa che è un covo di cellule di Al Qaeda.
Bah.
Anche a me fa paura vivere in Italia. Di più, mi vergogno. E nonostante io periodicamente riproponga a mio marito di tornarcene a vivere al suo paese, in Tunisia, restiamo inchiodati qua. E non posso certo criticarlo, però, quando non vuole cominciare le pratiche per la cittadinanza italiana.
leggo incredula e vorrei tanto che fosse il primo aprile.
quassu’, dove la minoranza sub-asiatica (con maggioranza musulmana, poi indu’ e sikh) e’ moltissima, vi assicuro che la maggioranza di questi ragazzi e ragazze, fra cui ci sono miei amici, vanno da pizza hut (e poi a mangiare il kebab), sono spesso molto religiosi ma si vestono come gli pare, e amano la musica r&b – forse che stanno tutti, senza esclusione, progettando di farci saltare in aria?
Sembra la versione 2005 di “battisti era di destra”, solo molto piu’ deprimente…
che poi, visto che “Di solito gli estremisti che risiedono in una città europea frequentano i piccoli chioschi che preparano spiedini e cibo arabo.”, a questo punto la sottoscritta e tutta la mia famiglia inglese siamo senza dubbio pericolosissimo estremisti, visto che almeno due volte al mese mangiamo kebab!
Poi dice che la scassamaroni sono io… ;))
Per me non c’è problema, figurati.
E sono più che favorevole al fatto che venga detto, che certe cose sono sciocche e inaccettabili.
Anche LiberoBlog ha ripreso il post, tra l’altro, quindi può darsi che le orecchie gli fischino comunque, al Nostro.
http://liberoblog.libero.it/mondo/bl815.phtml
Lia non ci si infuria semplicemente perchè la mediocrità in questo momento dilaga ovunque ti giri e non si può essere sempre infuriati. Si aspetta che passi il brutto momento facendo del nostro meglio, resistendo.
Ti immagini se ci possiamo fare il sangue amaro per il misero Olimpo? E che dovremmo fare con il viscido Matteo Persivale?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/10/londonistan.shtml
Bè, se si vestono da arabi sono sospetti terroristi, se si vestono da occidentali sono sospetti terroristi… Potrebbero provare ad andare vestiti come i Teletubbies o come i personaggi di Star Trek (e poi me li voglio vedere gli esperti da quotidiano come se la spiegheranno questa moda).
Tempo fa sul corriere parlarono di un arabo, arrestato in una retata contro il terrorismo, che per la sera prima dell’arresto aveva fornito uno strano alibi: era andato a viados. Poi interrogarono anche i viado, e scoprirono che era andata proprio così. Peccato che Olimpio non l’abbia menzionato: una ricerca sociologica del tipo di guepiere e rossetto da indossare per attirare pericolosi fondamentalisti islamici sarebbe assai utile in eventuali cover operations…
Per mimetizzarsi completamente, il bravo jihadista avrebbe bisogno anche di un buon colpo di mèches, di un piercing, di un tatuaggetto su qualche parte del corpo, di un occhiale da sole “furbo” (di quelli trasparenti per intenderci) e di un buon atteggiamento strafottente … altrimenti ‘gnafà a riuscire a confondersi con i nostri buoni ragazzi!
che poi alla fine dietro non c’è nemmeno un razzismo attivo, ma solo l’eterna motivazione: “sti giornali dobbiamo pur riempirli tutti i giorni…”
Forza gente che l’Italia non è quella dei paranoici…e nemmeno il mondo…
L’articolo del povero Olimpio si commenta da solo senza forzature da parte vostra.
Questo non capisco.
Emerge malessere ed anche paura nei vostri interventini…allora perchè non espatriate?
Lia l’ha fatto ed io apprezzo il coraggio dell’iniziativa..lei lo sa.
Questo è il mio Paese,maiuscolo,quindi non chiedete a me di uscirne,anch’io temo di essere sbrindellato da una bomba,ma perchè dovei ripeterlo all’ossessione seminando altro malessere se non paura al pari di un attentato.
Troppi errori sono stati fatti ed è tardi per cucirci sopra una pietosa pezza.
L’unica cosa è fuggire prima che la malasorte ci colpisca.
Allora fatelo.
Io resto ma non perchè sono più coraggioso di voi.No.
Andrò a prendere il caffè dal mio amico pakistano e chiamerò sempre il fontaniere iraniano…potrebbero essere potenziali terroristi
ma preferisco stimarli che temerli.
Mi hai preceduto..ho appena finito di scrivere un pezzo sull’argomento…
i più astuti, però, pare ascoltino il jazz..
grande Lia…
Vabbe’.
Siccome certe volte una si sente tignosa, ho appena mandato alla redazione degli Esteri del Corriere la seguente email:
“Gentile Redazione,
in riferimento all’articolo di G. Olimpio “La divisa delleuro-jihadista”, mi sorgono dei dubbi che spero vogliate chiarirmi: 1) se, come dice il vostro giornalista, gli estremisti islamici “mangiano spiedini” e i terroristi “mangiano hamburger e ciambelle” per depistare, cosa dovrà mai mangiare l’immigrato che non sia né estremista né terrorista? Spero vogliate approntare quanto prima il menù dell’immigrato perbene.
2) Se, come dice ancora il vostro giornalista, pantaloni, maglietta e scarpe sono un trucco dei terroristi per passare inosservati, come dovrà vestirsi il suddetto immigrato perbene? Su qualche blog stanno suggerendo costumi da Star Treck, turbanti con la mezzaluna gialla cuciti sopra, forse kilt o semplici foglie di fico.
Rimango in attesa di un parere definitivo dei vostri esperti, primo fra tutti l’attento Guido Olimpio, e con l’occasione vi porgo distinti saluti, nella speranza di ritrovare, prima o o poi, un Corriere dignitoso e dalla serietà all’altezza della sua fama.”
Secondo me bisogna dirgliele, queste cose.
Brava Lia, hai fatto bene a scrivere. Ti ringrazio anche per me.
Lia, come rappresentante ufficiale degli scassamaroni, altresì detti -contevico trademark- ‘mignatta’ perchè, per una questione di principio, si attaccano all’ osso e non lo mollano finchè non è stato tutto chiarito, ti conferisco il premio come grandissima ed amata scassamaroni : j’ adore ! ( è un complimento, non si capisse.. ;-) )
“in merito all’ articolo di Guido Olimpio, sull’ abbigliamento e le abitudini di estremisti e simili, penso il vostro inviato abbia detto una marea di superficialità inaccettabili, per un quotidiano che voglia considerarsi di informazione e non di divertimento. -perchè quello che ho letto sembrava più una barzelletta..-
Se questa è informazione, campa cavallo che l’ erba cresce.
concordo, peraltro, con molte altre persone.
http://www.ilcircolo.net/lia/000807.php“
Lia, ero già pronto con l’ invio, al corriere, poi ho pensato che forse non ti va si segnali il blog, non so. Fammi sapere.
Un bacione,
ciao.
ciao haramik…..quell’articolo sarà pure becero e ridicolo però è inutile fare discorsi ipocriti : nella tua comunità arabo-islamica c’ è una guerra civile tra bestie che pensano di vivere nel medioevo(con o senza tuniche, non è importante)e gli altri, che accettano la democrazia ed il rispetto della vita altrui.
Cmq ringrazia l’Italia, che ti ha dato lavoro, rispetto e possibilità di permanenza…cose che nei paesi islamici non sono permesse a noi occidentali.
ciao
sottoscrivo e mi domando
se a londra i presunti kamikaze erano inglesi perche’ la francia ha interrotto schengen? che senso ha? sono alla frutta come noi o temono che la cia organizzi la stessa cosa a parigi?
ctrl-c, ctrl-v,
Inviato… ;-)
eh eh eh,
un bacione..
ps se senti Olimpio, gli puoi chiedere se rischio qualcosa, se metto la bandana, a parte qualche cavalletto ?
comunque, 10 a 1, se Olimpio arriva qui, arriverà col pistolotto classico del giornalista, tu sai a cosa alludo, vero ?
Pensando come Blair fosse riuscito a girare la frittata con la comunità islamica inglese e cercando nella marea di notizie di capire dove vogliono arrivare approfittando della situazione, leggevo questo articolo ATTACCO ALLO STATO DI DIRITTO , Alberto Burgio (http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/38/38A20030413.html9 ) mi sono ricordata de un ragazzo che aveva fatto causa allo stato inglese e guarda caso
“fin che cè vita, cè speranza”?
Pure da adulti cretini possono nascere figli intelligenti prova ne è questa notizia:
Storica sentenza a Londra contro il provvedimento introdotto nel 2003
Corte suprema: no al coprifuoco per i ragazzi
Un giovane ha vinto la causa contro il divieto imposto ai minori di 16 anni di uscire dopo le 21 in alcune zone della capitale inglese
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/20/coprifuoco.shtml
Infatti questi moderni ninja islamici inizieranno in tutto e per tutto a mimetizzarsi nel tessuto occidentale.
Primo step sarà entrare nella prox casa del GF [e vincere, minacciando di far saltare in aria tutto almeno 1 volta al mese].
Poi sarà necessario riuscire ad arrivare ad elezioni anticipate, o a dare la colpa all’Euro di uno dei mali del 900 a scelta [tumore, aids, Fede].
Last but not least, sferrare qualche attacco in zone del mondo random. Possibilmente non banali come Vietnam o Iraq, o zone a ricca disponibilità di combustibili fossili, per carità.
Solo allora potranno dichiararsi pronti per l’attacco finale. Meno male che ci hanno avvertito, inizierò a diffidare di tutti coloro che han scarpe da ginnastica..ma mortacci e poi vostra!
Peace
Filippo, tesoro, ma che sciocchezze dici??
“Cmq ringrazia l’Italia, che ti ha dato lavoro, rispetto e possibilità di permanenza…cose che nei paesi islamici non sono permesse a noi occidentali.”
Guarda che sono italiana, io. Napoletana, per giunta. Di Posillipo, per ri-giunta. Più italiana di così, impossibile. Devo ringraziare di cosa??? :)))
Devo ringraziare il paese islamico che mi ospita, piuttosto, e che mi dà “lavoro, rispetto e possibilità di permanenza”. Chi diamine ti ha detto che sono cose non permesse a noi occidentali?
(Grazie, Egitto, a proposito!!)
Ma lo vedi, che hai gli schemi mentali zeppi di sciocchezze?
Eddai, prendi spunto da questa cantonata per riflettere…
lia, lia… ho letto anch’io il geniale articolo pubblicato sul corriere (una volta che sta zitta la fallaci…) e ho pensato: questo lo devo mettere sul mio blog, è troppo surreale per lascirselo scappare. poi il lavoro, le cose, la gente, faccio un click e vedo che ci hai pensato tu… in modo migliore di come avrei fatto io, lo ammetto senza invidia.
da domani avrò un po’ paura a sentirmi Salif keita in MP3… non vorrei che un carambabergamasco di 12 anni mi scambiasse per un terrorista talmente furbo che si è fatto pure l’operazione per confondersi tra gli infedeli.
Il mondo è pieno di poveretti, a volte scrivono anche e a volte lo fanno anche su giornali “degni”.
La vita è così, non temiamo queste banalizzazioni, hanno lo stesso peso degli articoli sul sole che fa male a pranzo in spiaggia e sul perché dell’ora legale.
Son solo riempitivi, in questo caso riempitivi di estrema stupidità e leggerezza.
Saluti.
Lascia perdere Karem, non ci provare nemmeno a fare la vittima del sistema di un paese che vi accoglie fin troppo bene. Dopo che ho letto i manuali (quelli veri) di chi vuole imporre la vostra religione ai paesi occidentali, aver letto e poi sentito come conferma che “conquisterete e dominerete i nostri paesi grazie alle nostre leggi”, non c’è veramente più nulla che tu possa dire che farà cambiare idea sulla stupidità del modo di vivere la religione della maggior parte degli arabi.
A chi la racconti? Forse ingannano pure te.
Quelli che si sono fatti esplodere a Londra erano ragazzi molto giovani. E’ troppo facile per loro, chi comanda (leggi Bin Laden e soci) mandare a morire altri senza sporcarsi le mani.
E ancora più facile imbottire di stupidaggini la testa di un giovane che ancora non impara a ragionare da solo, per capire che la violenza è sempre deleteria e contro la vita, lasciandosi pilotare e strumentalizzare a costo della sua stessa vita.
Lascia perdere le tue argomentazioni perché hanno veramente disgustato. Non se ne può più della violenza islamica.
Della violenza occidentale se ne può ancora, invece?
Comunque, invito chiunque abbia qualcosa da dire sulla religione islamica ad usare lo stesso rispetto che userebbe verso il cristianesimo o l’ebraismo, se vuole apparire sul mio sito.
Altrimenti, i pascoli per beceri sono altrove.
Sembra proprio che facciano dei corsi appositi per essere assunti al corriere….naturalmente c’è chi ha doti naturali, chi ce l’ha nel dna (ogni riferimento è puramente casuale) e chi deve applicarsi giorno e notte per riuscire a passare questi esami severissimi….secondo me questo “giornalaio” deve essersi letto il libro “confessioni di un terrorista algerino” di Patrick Forestier, dove appunto si fa riferimento a questo modus operandi utilizzato in Algeria negli anni della repressione da parte dei servizi di sicurezza.
Se si può scrivere un libro di “suc-cesso” con unica fonte ispiratrice Gente, perchè mai non si potrebbe scrivere uno scoop “giornalistico” leggendo un libro.
Giacomo, e tu quand’è che impari a ragionare da solo???
Le “ciambelle dolci all’americana” sospetto sia la patetica traduzione di donuts (o doughnuts)perche’ allora non essere coerenti e dire: “panino con polpetta all’americana” anziche’
“hamburger”.
Il cricket poi e’ lo sport in assoluto piu’ popolare sia in Pakistan che in Bangladesh (entrambi a stragrande maggioranza islamica) quindi ?
Ho l’impressione pero’ che l’articolo sia stata una scopiazzatura presa da qualche “tabloid” britannico visto che in G.B. , oltre a stampa di ottimo livello, prospera anche una consistente “gutter press” (“giornali di fogna all’inglese”, tradurrebbe l’esimio Olimpio) i cosidetti tabloids, alcuni di proprieta’ Murdoch (che non si e’ limitato ad acquistare il mitico Times).
Cheers! (trad.: “amichevoli saluti all’australiana”)
Ho ripensato parecchio a questo post. E mi sono accorta che mio marito, detto Il Boccolone, tunisino, probabilmente è il perfetto jihadista. Ci riflettevo ieri, vedendolo andare al lavoro. Cappellino da baseball, scarpe da ginnastica, zainetto; adora il kebab di un chiosco di ragazzi pachistani… A completare il quadretto, un bel piercing al naso ed un tatuaggio.
Certo, a sapere tutto, il cappellino da baseball lo porta perchè soffre parecchio con il sole estivo; le scarpe da ginnastica perchè preferisce stare comodo; lo zainetto gliel’ho regalato io, generalmente contiene il pranzo o la cena, una bottiglietta d’acqua e il libro che sta leggendo. Il kebab di solito lo mangiamo insieme, al chioschetto pachistano. Il piercing l’ha fatto perchè in realtà è un copione e gli piaceva il mio; il tatuaggio è solo una scritta in italiano dedicata a sua mamma… E se la dobbiamo dire proprio tutta, quando qualcuno chiede a mio marito se crede in Dio, lui risponde “Dipende dai giorni”.
Ma immagino che tutto questo non interessi il sig. Olimpio.
“Corriere dignitoso e dalla serietà all’altezza della sua fama.”
dai Lia, questa da te non me l’aspetto!
il corriere ha scoperto l’antifascismo solo il 26 aprile 45 (per ri-dimenticarlo il giorno dopo).
il corriere ha fatto una campagna stampa bestiale contro i “cappelloni” nel 67 e ha sostenuto la colpevolezza di valpreda nel 69 (senza MAI smentire e chiedere scusa).
il corriere e’ quello della pidue, non dimentichiamolo. una manica di imbrattacarte a pagamento, sempre al servizio di chi comanda.
non meritano una tua lettera. semmai solo il nostro disprezzo e le nostre risate.
ciao Lia, questa mattina hai scritto:
“Comunque, invito chiunque abbia qualcosa da dire sulla religione islamica ad usare lo stesso rispetto che userebbe verso il cristianesimo o l’ebraismo, se vuole apparire sul mio sito.
Altrimenti, i pascoli per beceri sono altrove.”
sono d’accordo con te per quanto riguarda il rispetto alle religioni (che da parte mia NON ho assolutamente per quella nella quale sono nata, il cattolicesimo, per cui con me si casca male…). Però ho qualche critica da farti.. non mi sembra molto cristallina nemmeno la tua candida apologia verso tutto ciò che è attaccato dagli anti islamisti – magari a torto. come è stato già detto, l’islam non è solo l’egitto, ma anche molte altre realtà che spesso rasentano la barbarie – dire che anche i calabresi sono così non ne sminuisce la gravità.
Come non mi convince il discorsetto “portno il velo traquille e serene per scelta, contro il vento del deserto e sotto hanno pure la biancheria sexi”! secondo te portare il velo per non essere considerate troie è scelta??? mi pare che gli uomini di cui racconti siano sessuofobi quanto i nostri. sicuramente molto sarà come dici, tu vivi pur empre lì e hai più diritto di parlare di me, ma a volte mi sembri un po’ troppo superficiale e consolatoria per essere obiettiva.
non voglio assolutamente darti contro o farti un processo, non avercela con me, ma anch’io vedo certe cose qui. il mio vicino di casa è egiziano, anche del cairo, sta in italia da 15 anni… e picchia la moglie per ogni cazzata, dicendo poi tranquillamente al mio ragazzo che la donna è come un cavallo al quale non vanno mai allentate le briglie, o non sarà più in grado di condurre una casa. lei non mi sembra molto serena e ansiosa di difendere il suo stile di vita, così come le mille Ayaan Hirsi Ali (l’autrice di “Non sottomessa”), infibulate, fuggite, dalla vita blindata. cercare di riscattare questa persone dall’ignoranza della loro comunità, qualsiasi religione sia in ballo, non mi sembra arroganza occidentale.
spero che non mi considererai becera per queste mie opinioni.
Non so se mi dedico a “candide apologie”.
Nutro una profonda simpatia per il Medio Oriente che mi è nata nel momento in cui ci sono incappata, non è frutto di convinzioni previe (anzi!) e che, da quando ho deciso di approfondire la mia conoscenza di questo mondo venendoci a vivere, si è solo rafforzata.
Di conseguenza, mi infastidisce profondamente che il mio sito possa essere usato come palcoscenico per chi, in buona o in cattiva fede – ma spesso per semplice, beata ignoranza – si fa megafono del clima di razzismo che ha ormai preso piede in Italia.
Del resto, lo stato dell’Italia attuale mi pare allarmante a prescindere dal mio affetto per il mondo arabo: non siamo nuovi a queste cose e, ne sono certa, tempo qualche anno e ricorderemo quest’epoca buia del nostro sentire generale con imbarazzo e vergogna.
E’ già successo.
Detto questo, devo aggiungere che i commenti a un post non sono il luogo adatto per analizzare la realtà sociale nemmeno di un condominio, figuriamoci del mondo arabo.
Io racconto quello che vedo e che ascolto, nel mio blog.
Non so se sono più superficiale io, che riporto ciò che mi arriva dalla mia vita quotidiana, o chi si lancia in dotte analisi che vorrebbero richiudere un mondo intero in 10, 100 pagine. O in una.
Sul velo, racconto ciò che vedo e ciò che mi dicono le mie 200 o 300 studentesse. Non mi arrogo il diritto di pensare al posto loro, e non troverei “femminista” farlo.
Ho parlato di film girati da registe arabe – donne – che raccontano le stesse cose che racconto io. Ho citato lavori di femministe arabe che confermano il clima di cui parlo. Prendo atto di una società in cui le donne fanno causa allo Stato e ai loro datori di lavoro per difendere il loro diritto a indossarlo, ‘sto velo.
Per scrivere ciò che molti italiani vorrebbero leggere, invece, dovrei inventare.
E, mi dispiace, non ho voglia di inventare nulla.
Poi, guarda, questo è Sud.
C’è povertà, c’è ignoranza, c’è “barbarie”, ci sono realtà disagiate, c’è chi mena la moglie etc. etc.
C’è tutto questo e c’è il suo contrario.
Però, lasciatelo dire: le nostre lezioncine, i nostri indici alzati, la nostra voglia di imporre modelli culturali decontestualizzati e non del tutto metabolizzati neanche da noi è molto, molto più violenta – e, alla lunga, dannosa fino a rasentare il crimine – di quanto molti benintenzionati occidentali credano.
Il movimento femminista egiziano è più antico di quello italiano. Esiste un femminismo arabo colto, attivo, che ha una storia e una tradizione. Non mi risulta che ci abbia come modello. Mi risulta l’esatto contrario.
Ti suggerisco queste due riflessioni, di altrettante donne musulmane:
http://www.ilcircolo.net/lia/000217.php
http://www.ilcircolo.net/lia/000020.php
Ma più di tutto, vorrei dirti che il rapporto con i mondi diversi dal nostro devono servirci ad imparare, più che a insegnare.
Io, qui, di cose da imparare ne ho diverse, e credo che tutti ne avremmo.
Star lì a sentirsi migliori mi pare una gran perdita di tempo.
però, in fondo, il senso dell’articolo è banalissimo: l'”ordine di servizio” per i kamikaze è di vestirsi e comportarsi all’occidentale per non dare nell’occhio. Certo, il risultato dell’articolo è un po’ ridicolo, ma sparare così addosso al povero Olimpio pare eccessivo. Saluti
Lia, naturalmente hai ragione da vendere, Comunque ci si incazza anche in Italia, io sono incazzato da anni ma siccome non vedo vie d’uscita ho deciso di non parlare più e andarmene all’estero. Da sttembre non vivrò più in questa gabbia di matti.
Hai perfettamante ragione! condivido gran parte delle critiche che fai sull’occidente. se guardi nel mio blog vedrai che non sono leghista nè tanto convinta di questa storiella del terrorismo islamico… mi correggo anche sull’averti dato della superficiale, quando volevo dire solo che certe argomentazioni lo sono. certo, come dici i post non sono il luogo più adatto per approfondire per cui ti ringrazio per i links che sicuramente visiterò. qualsiasi religione e cultura, se associata alla chiusura e all’ignoranza, porta a storture e fa vivere male vittime e aguzzini. è vero, le nostre lezioncine sono violente, xenofobe, arroganti. esistono però anche tante associazioni e persone serie e aperte, che si battono per non lasciare soli i più deboli in nome della “tolleranza” – che tradotto sarebbe “tu non rompere le palle a noi, fatti sfruttare, stai zitto e in cambio puoi fare i cazzi tuoi nella tua comunità”. oltre agli xenofobi, c’è anche chi (come le nostre sinistre), per convenienza o per infingardaggine e con la scusa del rispetto permette che alcune leggi vengano infrante, alcuni diritti calpestati (lampante esempio è l’infibulazione o la legge sulla macellazione di animali), senza rendersi conto che permettere a certe comunità di rimanere ghettizzate significa condannare i deboli, in molti casi le donne, a un futuro peggiore di quello che avrebbero potuto avere nella nostra comunque imperfetta società. scusa se ho dato l’impressione di accusarti di ignoranza, ti ripeto che so bene che parli di quello che vivi e che sei una persona riflessiva e sincera.
Ieri sera sono andata a cena da Rachida, la mia insegnante di Arabo.
Lei era molto turbata dagli attentati a Londra perché i ragazzi-kamikaze erano di origine pakistana sì, ma nati e vissuti in Inghilterra.
Lei mi dice “che vergona, hanno fatto del male al loro paese”.
Lei è una di quelle che non ha portato il velo fino a quando aveva circa 25 anni. E nessuno le ha mai detto troia, andava in spiaggia e portava il bikini e sua papà l’ha mandata a scuola fino all’università e le ha insegnato che era importante studiare, anche se questo poteva voler dire fare fatica a trovare marito, perché lei è molto più istruita della media della popolazione marocchina.
Poi lei un giorno ha deciso di portarlo. Mi ha detto “non voglio che gli uomini mi guardino per il mio corpo, voglio essere guardata in faccia, dritta negli occhi, e allora ho messo il velo”.
Questo è certo solo un esempio di 1 persona, 1 caso. E’ la faccia di un poliedro con tantissime facce.
Io odio le generalizzazioni e per questo mi piace il tuo blog Lia, perché ti guardi intorno e dici quello che vedi. Da alcune cose si impara, altre invece lasciano perplessi, altre ancora (come la violenza sulle donne) sono un abominio.
Però certo l’approccio “bignamistico” di quelli come Olimpio oppure quello saputello del “dobbiamo portare il progresso a questi barbari a costo di importo con le armi” non possono che creare distanze sempre più grandi.
Mi sembra di capire che simpatizzi per i radicali, Daisy. Questo vuol dire che abbiamo sensibilità diverse su parecchie questioni. Però vabbe’. :)
Grazie per le cose gentili che mi hai scritto.
cara Lia, io simpatizzEREI per i radicali se non avessero da qualche tempo a questa parte quelle idee sugli USA e su Israele, che giudico assurde data la tradizione gandhiana del partito che ultimamente è molto cambiato. cmq certo, la pensiamo diversamente su molte cose, ed è bello altrimenti una discussione non avrebbe i suoi frutti. i tuoi post mi hanno fatto molto riflettere sulla questione del velo e sto ancora ruminandoci su :-)
le cose che ho detto le meriti e rendono giustizia alla tua sensibilità e al tuo impegno.
(sai che anche la bonino vive al cairo? :-)
“cmq certo, la pensiamo diversamente su molte cose, ed è bello altrimenti una discussione non avrebbe i suoi frutti.”
sposo queste parole nel senso positivo e generale che esse hanno : il confronto non come scontro ma come incontro, dialettico, in cui ci si arricchisce senza arroccarsi per principio sulle proprie posizioni, ciascuno disponibile a cambiare idea, se l’ altro lo convince. In fondo solo con chi crede in Dio è sterile parlare sull’ esistenza di Dio : è innamorato, e non conosce ragioni, se non quelle del cuore, pur belle e comprensibili. Con tutti gli altri, quelli con un po’ di senno, si impara quasi sempre di più da chi la pensa diversamente da te.
Scusa lia, era un ot, però ho apprezzato molto il modo di confrontarsi di Daisy, lo scontro da cui uno esce con qualche idea cambiata e qualche idea immutata, ma in cui comunque si riconosce, nella diversità, la rispettabilità dell’ altro.
E’ tutto qui, in fondo, a mio avviso, il concetto di tolleranza.
Blu: già.
Daisy: i pettegolezzi locali la danno sempre a Bruxelles, la Bonino. :)
Pedro: da te non posso commentare, a quanto pare. Splinder non mi vuole. Bello, cmq, il titolo sul tuo blog. ;)
Mi sento come un bambino che mette la rana nella cartella della compagna:
http://www.emilianet.it/database/emilianet/emilianet2.nsf/0/a625131935f64c5dc12570450046d479?OpenDocument
:)
Che dobbiamo fare? Chiaro che ci si rassegna e ci si agita, quà è come svuotare il mare col cucchiano.
ciao
Lia wrote:
>Daisy: i pettegolezzi locali la danno sempre a >Bruxelles, la Bonino. :)
…D’OH!
…vatti a fidare di “io donna”:-)…..
interessante il tuo link antonio… però cossiga è lo stesso che fu ministro degli interni quando nel 1979 fu assassinata giorgiana masi durante una manifestazione non violenta dei radicali, durante la quale il ministero dell’interno stesso si rese responsabile di poliziotti mascherati da autonomi che facevano gli agitatori, di colpi sparati ad altezza d’uomo e di manganellate a manifestanti seduti per terra in sit in e a giornalisti (quando facevano il loro lavoro…). io di cossiga non mi fiderei, qualsiasi cosa gli esca dalla bocca.
Odio profondamente typekey, uh com’è fatto male. Ma finalmente al quarto tentativo sono riuscito a registrarmi; vediamo se dura.
Daisy: non mi sono spiegato. Intendevo due cose. Uno che passiamo a Lia solo pessime notizie, che sembra stiamo a fare i dispetti. Due che appunto cercare di arginare e non farsi trascinare dall’impazzimento dilagante è dura se persino per la stagione delle stragi invece di accertare tutte le responsabilità, ora si trovano dei mandanti arabi.
Superficiale: la carne di maiale al caldo non si conserva bene: saggezza popolare.
ciao
Ecco che hanno appena approvato la terribile normativa anti-terrorismo:
http://www.unita.it/index.asp?topic_tipo=&topic_id=43778
Mi sembra MOLTO allarmante e antidemocratico. C’è da aver paura.