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Sono 2 metri x 2 e 21 cm di altezza, anche se mi parevano di più.
E’ tipo permaflex, credo, comunque ha le molle (credo) e un’etichetta in arabo con un Aladino che vola su un materasso.

Alessandra diceva che in Italia dovrei farmi un letto su misura, o una panca di legno su cui poggiarlo.
A me pare che dovrei farmi anche una stanza su misura, ché non sapendo dove andrò a vivere non so nemmeno se il materasso entrerà nella mia futura stanza.
Tuttavia, sospetto che persino facendolo viaggiare dall’Egitto, l’amato bene finirebbe col costarmi meno di quanto mi costerebbe un materasso analogo comprato in Italia.
Sono, quindi, assai combattuta.

Io non so se i miei cari desiderano un materasso: Pap? Ale? Cri?
O se la Cri ha uno spazio per ospitarlo fino a quando io non saprò dove metterlo/mi.
Mentre scrivo, mi rendo conto che portarmelo è una follia.
Però, maledizione, lasciarlo qui è proprio un peccato.
E’ tutto il giorno che ci penso e poi, esausta, vado a sdraiarmi un po’.

Alessandra mi diceva che 150 kg di trasporto, con la TNT, sono 1000 euro. Io poi ci ho pensato, e mi pare che 150 kg siamo più o meno 5 valigie. Niente, proprio. Senza avere nulla di speciale, io 150 kg li supero con uno starnuto. Sono abbastanza allucinata, ecco.
Libri. Piccoli elettrodomestici, piatti, pentole e posate. Vestiti, scarpe, lenzuola, asciugamani, tovaglie, stampante, due lampade e cavoli vari, altro che 150 chili.
E dice: “Vendi!”. Sì, bravo, cosa vendo in Agosto? E poi venderei ogni cosa a un decimo di quanto mi toccherebbe pagarla in Italia, e pure lì ci vogliono stampante, lenzuola, libri e lampade.
Ho i capelli dritti.

E il materasso.
Io potrei anche regalarlo alla collega, se lei fosse qua.
Ma tornerà a metà settembre, cosa ne so io se lo vuole o no?
E non posso farle trovare un materasso di 2 metri x 2 in salotto, potrebbe non esserne contenta.

Ho un po’ di nausea.
Vado a ubriacarmi a casa di José Antonio.

Io sono del tutto priva di intelligenza pratica e queste occasioni me lo ricordano impietosamente.