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Al telefono con un mite docente di una grande università egiziana che, tra uno studio su Ungaretti e l’altro, è andato in vacanza in Italia ed è appena tornato: “Senti, ma io ti volevo chiedere… ma chi è questo Magdi Allam?”
“Ah, bella domanda. Perché me lo chiedi?”
“Ma perché si è scagliato contro l’accordo fatto dall’Istituto… e dice delle cose pazzesche sulla nostra Al Azhar… ma veramente pazzesche… senza nessun rispetto… ma è veramente egiziano?”
E’ quasi senza fiato, poverino.
Dispiaciutissimo.

E io, imbarazzata: “Bah. E’ uno che si è diplomato al Don Bosco, poi è andato a studiare in Italia e poi ha fatto carriera vendendo l’immagine del musulmano buono che smaschera i musulmani cattivi. Lo sai com’è l’Italia.”

“Ma è un attacco inconcepibile, io non ho parole…”

Nemmeno io.

Per i pochi che non lo sapessero già: qui la Calderolata del Corriere e qui la risposta dell’ambasciatore italiano in Egitto.

Memo. Un degno precedente dello stesso tipo: l’attacco all’ICTP di Trieste.
Ci sarà qualcosa nell’aria che dà alla testa, che ne so.