
Al telefono con un mite docente di una grande università egiziana che, tra uno studio su Ungaretti e l’altro, è andato in vacanza in Italia ed è appena tornato: “Senti, ma io ti volevo chiedere… ma chi è questo Magdi Allam?”
“Ah, bella domanda. Perché me lo chiedi?”
“Ma perché si è scagliato contro l’accordo fatto dall’Istituto… e dice delle cose pazzesche sulla nostra Al Azhar… ma veramente pazzesche… senza nessun rispetto… ma è veramente egiziano?”
E’ quasi senza fiato, poverino.
Dispiaciutissimo.
E io, imbarazzata: “Bah. E’ uno che si è diplomato al Don Bosco, poi è andato a studiare in Italia e poi ha fatto carriera vendendo l’immagine del musulmano buono che smaschera i musulmani cattivi. Lo sai com’è l’Italia.”
“Ma è un attacco inconcepibile, io non ho parole…”
Nemmeno io.
Per i pochi che non lo sapessero già: qui la Calderolata del Corriere e qui la risposta dell’ambasciatore italiano in Egitto.
Memo. Un degno precedente dello stesso tipo: l’attacco all’ICTP di Trieste.
Ci sarà qualcosa nell’aria che dà alla testa, che ne so.

che parole dovresti avere? non ce ne sono. comunque hai letto di sherif? lavora al manifesto.
baci, dacia
p.s.: senti, com’era l’incatesimo per farsi sposare? insomma, l’ho rasato a zero, non riuscendoa tagliargli le unghie gliene ho direttamente strappato un paio, ho bruciato tutti i suoi vestiti unitamente alla kilata di pelo ricavato e alle due unghie sanguinolente….
è scomparso da due giorni…
mah, dacia
Ciao Lia,
non ti è mai capitato, nei tuoi viaggi all’estero, che qualcuno ti decantasse tale Tizio Caio, stupendo cantante italiano, adorato dalle folle autoctone e certamente una stella di prima grandezza in Italia?
Tizio chi? Caio? E chi è?
Ci vuole poco per fare fortuna all’estero.
Verrebbe da dire.
Io l’ambiente dell’ICTP l’ho frequentato per un po’, a sprazzi tra il 2000 e il 2002.
Un posto straordinario, dove si fa scienza di altissimo livello, in un clima di rispetto e di sensibilità assoluti.
E dove il contatto continuo tra persone provenienti da tutto il mondo, e in particolare dal Terzo Mondo, non può essere percepito se non come un arricchimento culturale e personale immenso, da chiunque abbia almeno un briciolo di materia cerebrale in più di Calderoli.
Ma torniamo a noi: Magdi Allam apre il suo articolo così:
“Di solito prima di portare qualcuno a casa nostra, ci si informa quantomeno su chi sia. Capita invece che noi italiani non soltanto ci portiamo in casa un estraneo, ma labbracciamo e stringiamo accordi. Accordi che ridicolizzano la nostra credibilità e minano la nostra sicurezza. ”
Appunto, ragioniamoci un attimo: ma lui non è stato importato dall’Egitto? :)
Lisa
Dacia: dunque, per farsi sposare ho scoperto che prendere a martellate il proprio blog e distruggere il database funziona. A condizione che lui sia un webmaster e lo sappia riparare, però: non vorrei vedermi privata del piacere di leggere il tuo blog a causa di un mio consiglio avventato. :)
Giorgio: Magdi Allam come un Toto Cotugno egiziano? Massì.
Lisa: sai che il Nostro è autobiografico, sovente. :)
Ciao Lia, è veramente incredibile talvolta la tendenziosità dell’informazione in Italia su questi argomenti, vivendo in Marocco da un po’ di tempo inizio a percepirla talvolta come vera e propria propaganda. Mi colpisce poi l’assoluta convinzione che trovo in alcuni relativamente alla libertà di espressione vigente in Europa: se molte informazioni distorte o addirittura false circolano in importanti testate televisive e giornalistiche, a mio avviso questo indica una volontà di limitazione della libertà di informazione.
Saluti
Tristan
Ahem… Lia… io proprio non riesco a immaginarmelo con una chitarra in mano a cantare:
LasciateMIIII cantaAAAreee, con una chitarra in manoooOOOo lasciatemi cantareeEEEEE, sono un italiano verooooOOO”.
…argh…
Giorgio