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Sherif esordisce da opinionista su Il Manifesto con un articolo sulla costituenda “Consulta islamica”, vecchio cavallo di battaglia di Magdi Allam di cui, personalmente, ebbi la prima notizia attraverso un articolo di Miguel Martinez dal titolo: “Magdi Allam contro la laicità dello Stato“.

Sherif scrive:

La Consulta, così come viene sponsorizzata e voluta, istituirebbe per la prima volta un rapporto organico tra le istituzioni pubbliche e una religione, al di fuori di un concordato o di un’intesa. Parodiando la prassi delle dittature mediorientali, si trasformerebbe la seconda religione d’Italia in un surrogato della religione di stato.

E ancora:

Per far parte di questo circolo esclusivo che mira alla rappresentanza dei musulmani in Italia, il requisito principale è aderire alla versione neo-con della guerra in corso.

La questione è di notevole importanza, credo, specie in un momento in cui, come sta avvenendo, la criminalizzazione del dissenso tocca vette che mai avevo considerato possibili nella mia vita di europea nata e cresciuta in un paese democratico.

Ho l’impressione (ma forse mi sbaglio e, in questo caso, correggetemi) che una delle molteplici forme di questa criminalizzazione sia quella espressa nelle consuete campagne ad personam portate avanti dal Corriere della Sera e di cui ultimamente, ad esempio, mi pare vittima Hamza Piccardo: prendi una persona, la sottoponi a uno stillicidio di accuse a mezzo stampa e, poco alla volta, ne distruggi la credibilità agli occhi del pubblico. A quel punto, con poca fatica, hai azzoppato l’organizzazione di cui la tua vittima fa parte, o che rappresenta.
In questo caso, azzoppi l’UCOII, ovvero la maggiore organizzazione islamica presente in italia.
Organizzazione ben difficilmente attaccabile utilizzando sistemi più puliti, del resto.

Ma, vabbe’, sto divagando.
Quello che mi preme fare in questo post è un milione di auguri e congratulazioni a Sherif.

E non solo: mi rassicura profondamente il fatto che le voci in grado di porre un argine alla china spaventosa presa dal mio paese riescano a raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Alle congratulazioni, quindi, vorrei aggiungere il mio “grazie!” per lo sforzo e la bravura dimostrati da Sherif nel farlo.

In bocca al lupo, Salamlik, e, visto che ci siamo: spiegami come si fa ad aderire alla IADL e a supportarla.
Visto che torno in Italia, ci terrei.