
Non c’è storia: la capacità di Israele di vendere i propri prodotti politici è oggettivamente superiore a quella di qualsiasi altro stato del pianeta. E Berlusconi gli fa un baffo, agli israeliani: lui avrà anche Publitalia, ma Israele deve avere gli sceneggiatori di Hollywood, come addetti alle pubbliche relazioni.
E siccome quando uno è bravo va riconosciuto, giù il cappello.
Quello che sta succedendo è grosso modo questo: ci sono 7000 individui che, da soli, occupavano illegalmente il 20% di un territorio in cui vivono stipati 1.400.000 di persone a cui quel territorio appartiene. Queste 7000 persone, il cui spiacevole identikit meriterebbe un post a parte, hanno potuto impunemente svolgere la loro funzione di occupanti e provocatori costanti (famose le loro piscine in un luogo dove non c’è altra acqua che quella piovana) incentivate, coperte e finanziate dallo Stato di Israele.
Adesso gli si chiede (se non andranno a colonizzare illegalmente altrove) di spostarsi pochi km più a nord, “in una delle riserve naturali più belle del Paese.”
In questa zona dall’inizio di giugno sono cominciati i lavori per la costruzione di prefabbricati composti da una cucina, due bagni e quattro stanze climatizzate. Costo 52 mila euro a costruzione.”
In cambio del sacrificio di abbandonare gli attuali chalet con piscina per la nuova sistemazione, ogni famiglia riceverà un risarcimento che va tra i 200.000 e i 400.000 dollari (pagati dalla comunità internazionale*, non da Israele) più sgravi fiscali e aiuti per l’affitto, nel caso decidessero di non accettare le case con due bagni e quattro stanze approntate per loro.
Ovviamente, lo spostamento dei 7000 individui non diminuisce di una virgola il controllo militare, economico e politico che Israele mantiene, da potenza occupante, su Gaza e sui suoi abitanti, il cui infelice destino continua ad essere integralmente nelle sue mani.
Nel frattempo, però, si consolida la presa di possesso (sempre illegale) di vaste aree della Cisgiordania dove i coloni (illegali) sono più di 350.000 e la terra (rubata, tanto per chiamare le cose con il loro nome) è certo migliore. E si incoraggia, finanzia e sostiene la costruzione di nuove colonie in Galilea e nel Negev, dove già da tempo i beduini vedono distrutti i propri villaggi dalle ruspe dell’esercito israeliano che, addirittura, usa gli elicotteri per spargere sostanze chimiche sui campi (e a volte pure sui bambini) e avvelenare i raccolti.
Sarebbe quindi evidente anche a un cieco che siamo di fronte a un’operazione di cosmesi politica con cui Israele, al solo prezzo di scomodare 7000 persone, si garantisce la presa di possesso sempre più impune di nuove terre non sue creando, di fatto, nuovi profughi, nuovi prigionieri impossibilitati a spostarsi senza permesso, nuovi abusi ai danni della popolazione araba che, ricordo, vive sotto l’occupazione di quella che è a tutti gli effetti una potenza coloniale.
Sempre per chiamare le cose col proprio nome.
E, mentre si indennizzano i famosi 7000 coloni per l’attività illegale e criminale condotta in questi anni, e a colpi di decine di migliaia di dollari a cranio, la Knesset ha appena votato un provvedimento che mette Israele al riparo dal dover risarcire i palestinesi di tutti i Territori Occupati per i morti e le distruzioni di cui è responsabile il suo Esercito.
Tutto questo si sa.
Mi imbarazza anche un po’ ribadirlo, a dire il vero.
Sta di fatto che l’evento mediatico messo in piedi da Sharon a Gaza, con 3000 giornalisti da ogni angolo del globo che ritrarranno, a beneficio dei telespettatori del mondo, famiglie trascinate vie da casa, uomini barbuti aggrappati alla porta e bambini urlanti (i bambini piazzati illegalmente dai genitori a colonizzare terre di altri) rimarrà impresso nella memoria del mondo come la prova del Grande Sacrificio compiuto da Israele etc. etc:
The denouement to this saga will be a tearjerker on a scale to make Hollywood green with envy, and the message will go out loud and clear: if this is the price Israel has to pay to remove 7,000 settlers, who would dare to demand the displacement of the quarter million residing in the West Bank?
In tutto questo, addolora lo spettacolo in buona fede della sinistra che si commuove vedendo trionfare Sharon, novello John Wayne, nella veste di buono sullo schermo.
E quindi ecco Grossman che, pur tra alcune affermazioni condivisibili, rivendica il diritto degli israeliani di piangere per un “lutto” che ha lo stesso spessore etico del lutto che può provare un rapinatore costretto a rinunciare a parte del suo bottino per portarsi via il grosso. E sdogana a sinistra ‘sto lutto (!) per quattro minacciosi Paperoni mantenuti e foraggiati da tasse che non sono nemmeno israeliane, assieme all’idea che fosse comprensibile, condivisibile, sognare di appropriarsi di Gaza.
E la Dviri che arriva a commuoversi fino al misticismo, nel contemplare Sharon.
E blogger intelligenti e preparati che si commuovono a loro volta davanti al film, se non li ho capiti male, e – tanto per non fare nomi – penso ad Alberto e ad Angelo, a cui (sempre se non li ho capiti male) dedico le parole che seguono.
E io mi addoloro, che devo fare.
Perché è già successo ai tempi di Oslo, tutto questo. Quando, mentre pochissimi intellettuali isolati si sgolavano a vuoto, il mondo si commuoveva per una presunta “pace” in netta contraddizione con ciò che succedeva sul campo.
E’ figlio di quell’abbaglio, il disastro che è venuto dopo.
Il possibile ritorno ad un’occupazione più indiretta, e le similarità con Oslo, dovrebbero essere un monito. La cosa più allarmante e’ la resa totale dell’intera schiera dei media e degli intellettuali liberali alla leggenda del “cambiamento spirituale di Sharon”, trasformatosi da militare sanguinario ad “uomo di pace”. Proprio come negli anni di Oslo, quando Israele riuscì a raddoppiare la popolazione colonica, la “conversione” di Sharon e’ presa per vera, a dispetto di tutte le prove contrarie. […]
I pacifisti, in Israele e nel mondo, devono stare attenti a non ricadere nella trappola di Oslo. Un’occupazione indiretta e’ malvagia come quella diretta, ed il campo della pace non dovrebbe dare credito alla “nuova immagine” di Sharon. Invece di citarne le belle ma vuote parole, dovrebbero esporre le sue azioni atroci. In caso contrario potremo risvegliarci di nuovo, troppo tardi, e scoprire che, mentre supportavamo le inutili promesse di Sharon, le sue azioni preparavano il terreno per altri decenni di sangue ed odio.
(Ran HaCohen, 28/09/04)
N.B. Nella foto che illustra il post (gracias, Ugarte) fotogenici membri dell’esercito israeliano si allenano allo sgombero per la gioia dei media.
Viene voglia di arruolarsi, o di mangiare un Cornetto.
* Inesattezza. Leggasi “contribuente USA”.

Psalvus: nel senso che Israele ha chiesto agli USA di essere finanziato per l’operazione: http://www.turkishweekly.net/news.php?id=16794
http://www.palestinemonitor.org/nueva_web/updates_news/news/1_billion_aid.htm
P.S. Comunque ho messo una nota al testo, ché in effetti ho usato una formulazione imprecisa.
Fa male leggere post come questi. Fa male perchè come europea,invece che dedicarti a costruire la pace PER qualcuno, sembra che tu voglia solo incitare all’odio CONTRO qualcuno. Invece di gioire per il ritiro israeliano, sembri arrabbiata. Invece di preoccuparti per chi governerà Gaza e il quasi milione e mezzo di palestinesi dopo il ritiro, attacchi nuovamente Israele. Come se non avessi altro che odio da esprimere. Invece di pensare al dramma dei palestinesi che rischiano di trovarsi governati dalle squadracce fasciste di Hamas ti preoccupi dei risarcimenti dei coloni. Parli dei bambini beduini come se ti importasse di loro, ma non parli dei bambini israeliani che saltano per aria in Israele. Non parli dei bambini palestinesi che vengono cresciuti nei campi di addestramento di Hamas, educati all’odio contro gli ebrei. No, questo non ti tange. E questo è il problema. L’indifferenza selettiva.
Non ci crederai, ma io sto mangiando un cornetto. Non vedo molte altre alternative.
“ogni famiglia riceverà un risarcimento che va tra i 200.000 e i 400.000 dollari (pagati dalla comunità internazionale, non da Israele)”
in che senso pagati dalla comunita’ internazionale?
Oggi, al risveglio da una notte di sonni inquieti, ho parlato con un mio amico ebreo di una piccola comunita’ italiana. Gli ho chiesto cosa pensa dello sgombero. Mi ha detto che non risolvera’ un beneamato nulla…
L’amico teme che sara’ prossima la terza diaspora.
Pare che questa sensazione sia condivisa ormai dalla maggioranza in seno alla sua comunita’.
Questo è quanto.
Come europea, dici bene, esercito il mio spirito critico e mi rifiuto di bere i biberon di propaganda a cui troppa gente pare totalmente assuefatta. Cosa peraltro disdicevole per un’opinione pubblica europea, appunto.
Anziché lanciarti in discutibili analisi personali su quanto io possa essere più o meno arrabbiata, cerca di entrare nel merito di ciò che ho scritto.
Senti un po’ bene, liberopensiero, ma come europeo sono investito di qualche missione pacificatrice?
Nel West il Peacemaker era il soprannome della pistola a sei colpi; c’e’ qualche allusione?
Indifferente selettivo devi dirlo anche a me, oltre che a Lia ma potresti anche beccarti qualche schiaffone selettivo, selettivo delle persone che psicanalizzano, classificano e catalogano altre persone di cui non conoscono assolutamente niente.
Anche a me piace fare queste cose ma di persona e con gli amici.
Io mi incazzo di fronte a questo modo di interagire perche’ mi sono scocciato di sentirmi catalogato e classificato come antisemita, comunista, amico dei terroristi e tutte queste palle varie solo perche’ esercito lo spirito critico.
Indifferente selettivo dillo solo a persone che conosci bene.
Per informazione, al fine di evitare la critica ricorrente ti dico che evito di leggere Indymedia, perche’ troppo faziosa, anche se la uso come spunto cosi’ come esprimo il mio disaccordo con i tenutari dei blogs del Quadrumvirato Virtuale di Allah quando esprimono certezze monolitiche invece di opinioni.
Per rimanere in tema con il post, ti dico che anch’io avevo pensato che il ritiro fosse l’inizio di una revisione della politica israeliana.
Anch’io avevo letto Grossmann, sia in inglese che in italiano e Dviri in italiano e non avevo visto la questione dall’altro punto di vista, quello evidenziato da Lia.
Tutto questo alla faccia della migliore qualita’ dell’informazione sui blogs.
della serie il trucco c’è e si vede…
che tristezza
Pix
LIBEROPENSIERO (mica tanto( visto che tu riporti fedelmente quello che i media dicono e scrivono, ma siccome tutti dovremmo avere un cervello, e non dovremmo farci influenzare piu’ di tanto, ma ragionare sulle cose che succedono e non fidarci ciecamente dei bla bla bla. Si debbono ascoltare anche le voci alternative, e cercare di documentarsi il piu’ possibile, per essere piu’ informati.
VogliadiTerra
Zona dereligionizzata
Se non cascano altri aerei i prossimi giorni dobbiamo per forza vivere mediaticamente a Colonia, interotto solo con dei brevi spot per Israele impegnato nel ritirino di Gaza. Bene di sapere che hanno allestite almeno delle zone dereligionalizzate. Ese…
Cara Lia, ti da ragione anche Sharon, AdnKronos ha appena diffuso la dichiarazione del primo ministro israeliano secondo il quale “la colonizzazione proseguirà e si sviluppera”, la trovi qui http://www.polare.com/news/click/-3,1817274/
Vediamo quanti ora avranno ancora il coraggio di dire che il ritiro da Gaza è un’operazione che ha a che vedere con lo smantellamento delle colonie, anche Sharon dice l’esatto contrario, un’operazione strategica tesa allo sviluppo del colonialismo in Palestina, in particolare in Cisgiordania.
Mi spiace per i “neocogl” e per tutti i soliti sprovveduti dei progressisti, l’infatuazione è durata poco.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Troppo brava tu Lia. Tu. Troppo brava veramente. A me risulta che quest’anno gli attacchi a Israele batteranno ogni record. Ad inizio Luglio erano già oltre quota mille. Probabile prevedere che entro la fine dell’anno se non si avrà un decremento sarà il più alto di sempre. Triste vedere certe cose. E contro la barbarie non c’è ironia che tenga, neanche la tua.
Ps: Grossman non è dio, leggi anche Neil Blachery magari…
Storie di me
Per capirci qualcosa di pi
Mi chiedo se ci sia un legame strutturale, tra l’essere neoconi e il non riuscire a stare in tema.
Si’, Lia, e’ strutturale essere neocon e non restare in tema.
Pero’ intendo neocon in senso piu’ generale.
Per me un conservatore e’ una persona che intende mantenere lo status quo, sociale ma soprattutto mentale, al di la’ dello schieramento politico o dell’ideologia.
Un esempio di neocon di sinistra e’ oggi il lettore, a senso unico, di Indymedia, che e’ lontano dal tuo modo di argomentare quanto e’ lontano il mitico Andrea Sartori.
A volte capisco le reazioni di alcuni tuoi commentatori, sono persone come me e te, disposte al dialogo ma, per motivi personali, insofferenti verso la radicalizzazione della discussione; non appartengono a questa categoria e non capisco in alcun modo Andrea Sartori, Barbara Mella, Debora Fait e simili.
Tu continua cosi’, ne abbiamo bisogno di voci critiche.
non so se i membri dell’esercito siano fotogenici, ma davvero si può pensare che sia tutta una messinscena, un evento mediatico, un’operazione di cosmesi politica? Qualcuno lo diceva anche di Rabin, che in fondo era come tutti gli altri e i soliti inguaribili progressisti piangono ancora davanti alla sua tomba, al foglio macchiato di sangue con la canzone della pace. Possibile che non si riesca a cogliere il dramma di quanto sta avvenendo?
Mi sembra di avere abbondantemente spiegato i motivi per cui parlo di cosmesi politica e di avere messo chi legge in condizione di verificare, tramite appositi link, quello che sostengo.
Quanto a Rabin: per quanto il suo spessore umano fosse di ben altra levatura rispetto a quello di Sharon, mi pare di essermi anche molto chiaramente espressa su Oslo. Non capisco, quindi, il senso dell’intervento di Loconews.
Quello che non ho visto ancora da nessuna parte, invece, è qualcuno che abbia il coraggio di dire con chiarezza A COSA SI DEVE il lutto, il dolore, la disperazione e il dramma dell’abbandonare Gaza. Mi pare che la versione ufficiale pro-israeliana sostenesse che la presenza lì fosse più che altro strategica e dovuta a motivi di sicurezza, e che solo quattro fanatici israeliani pensavano davvero di prendersi pure Gaza.
Cos’è, ci si autosmaschera?
non so, mi pareva di avergli dato un senso (comunque ti ho risposto più diffusamente di là)
saluti
No, qui non glielo hai dato, mi pare: anzi, hai persino un po’ bacchettato su Rabin proprio sotto un post in cui io citavo Oslo come esempio infausto.
Glielo hai dato sul tuo blog, invece.
Infatti, qui ti ho risposto in modo secco. Poi, leggendoti di là, ho argomentato anch’io diversamente.
Solo due cose. Per quanto non ami particolarmente Sharon, penso che questo suo gesto, per quanto possa essere in parte propagandistico o altro, come dici meglio tu, è comunque una decisione che probabilmente va ben oltre il suo effetto immediato, soprattutto nelle relazioni interne ad Israle, e che non gli sta dando nè credo gli darà nel prossimo futuro una vita tranquilla.
A questo proposito, ti segnalo l’articolo di oggi sul corriere http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/08_Agosto/17/cremonesi.shtml.
Dell’articolo sottolineo, a supporto di quanto dici a proposito di alcuni degli abitanti di questa zona (ma anche per dare un’idea di quello che Sharon dovrà affrontare anche all’interno della Knesset), delle frasi di tale Yakob Bar Shalom: «Se i fondatori di Degania (il primo kibbutz agli inizi del Novecento) avessero tenuto in considerazione i palestinesi non avrebbero mai dovuto venire a vivere in questa regione. Israele è nata e cresciuta nonostante gli arabi. Qui siamo oggi 5 milioni di ebrei. Attorno ai nostri confini vivono oltre 250 milioni di arabi. Da sempre li abbiamo combattuti e vinti. Guai se ora, che siamo più forti di ieri, dovessimo tirarci indietro. Se davvero vogliamo parlare di deportazione, allora facciamolo per i palestinesi. Perché devono essere sempre gli ebrei a subire?».
No comment.
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L’altra campana su Gaza
«In cambio del sacrificio di abbandonare gli attuali chalet con piscina per la nuova sistemazione, ogni famiglia ricever? un risarcimento che va tra i 200.000 e i 400.000 dollari (pagati dalla comunit? internazionale*, non da Israele) pi? sgravi …
Confesso che anche io, di fronte alle prime immagini avevo pensato: finalmente qualcuno che ha il coraggio di fare una mossa, anche impopolare, ma nella direzione giusta, contro gli estremismi.
Poi ho letto il post di loconews e la tua risposta e ho iniziato capire di più. Cioè che, in una mossa gattopardesca, tutto deve cambiare affinchè nulla (cioè la politica israeliana sulle colonie)cambi. Non mi piace chi etichetta le persone come antisraeliane, antiamericane, antipalestinesi, solo quando si assume un attegiamento critico. Non siamo contro Israele, ma contro parte della sua politica.
...
[mondo,rant] Lo sgombero
Presentata come ci e` presentata dai nostri media la cosa fa necessariamente riflettere: israele che sfolla i propri cittadini per rendere un po’ di terra ai palestinesi, il tutto con l’unico guadagno della pace.