
Premetto una cosa: se qualcuno ha mai pensato che io fossi intelligente, si sbagliava.
Io ho delle capacità settoriali, al massimo.
La cosa emerge con spietata evidenza quando devo fare qualcosa di concreto, tipo traslocare.
Del tipo che oggi ho finalmente affrontato l’evidenza del fatto che domani mattina verranno a prendere tutta la mia roba per spedirla in Italia, e quindi mi sono decisa a organizzarmi per poi impacchettare.
E ho pensato a quello che mi dovevo portare in patria e mi è venuto in mente che, visto che inizia la scuola, magari mi servivano cose da cancelleria che qui costano meno che là.
Sentendomi profondamene efficiente, quindi, sono uscita e ho raggiunto una specie di Paradiso della Cancelleria dove ho trascorso buona parte del pomeriggio dell’unico giorno che avevo per impacchettare.
Sono uscita con sei evidenziatori, tre penne rosse e tre penne nere, ché non è che poi ad una serva altro.
Mi sto rendendo conto delle sfumature deliranti dell’iniziativa solo adesso, mentre contemplo circa 400 chili di roba nelle scatole più un’immensa quantità di altri oggetti sparsi ovunque.
E questi vengono domani mattina e adesso sono le due di notte.
Però i sei evidenziatori li ho già messi in uno scatolone, ecco.
Se qualcuno stesse cercando un post di interesse generale, è la giornata sbagliata.
Se mi funzionasse la macchina fotografica lo farei vedere, cosa mi sta circondando in questo momento.
Sono agghiacciata e scrivo solo perché ho stappato una birra, ché a volte non c’è altro da fare.
Ah: e prima di impacchettare la stampante devo scrivere la lettera di dimissioni per l’università, ché è un mese che me la scordo.
Nel senso: ora devo scrivere la lettera di dimissioni.
Non devo scrivere un post: devo scrivere la lettera di dimissioni.
Sono un po’ inceppata.
Però ho lavato le pentole: mentre scrivo si asciugano, poi le impacchetto.
Il traslocatore, questa mattina, mi ha fatto arrivare cinque scatoloni.
Io non li volevo: è un mese che metto via le scatole dell’acqua minerale e ne ho racimolate quattro. (Barbate: “Metti via degli scatoloni, ché l’Egitto mica è l’Italia, che vai nei negozi e te li danno. Qui si ricicla tutto, mia cara, e di scatoloni vuoti non se ne trovano”.)
E allora gliel’ho detto, al traslocatore, che li avevo già e che i suoi non li volevo.
E lui ha detto: “Io gliene mando comunque cinque. Se li usa, me li paga. Altrimenti me li ridà.”
Il traslocatore deve essere un uomo di grande esperienza: sono le due di notte e mi sto seriamente chiedendo cosa avrei fatto, senza i suoi 5 scatoloni. Non lo riesco nemmeno a immaginare.
Forse devo fare il contrario di quello che sto facendo.
Cioè: forse devo prima fare la mia valigia personale, quella che porterò con me. E poi, una volta fatta quella, mettere tutto il resto negli scatoloni.
Perché al momento sto mettendo negli scatoloni quello che ci sta, pensando che il resto me lo porto via io.
Ma forse non va bene, forse mi caccio nei guai.
Poi ogni tanto mi alzo, come colta da illuminazione, e metto, tipo, le scarpe da ginnastica nella scatola blu.
Il frullatore nella pentola, la pentola nella scatola.
La saliera in una scatoletta di legno, così non si rompe.
Oppure le insalatiere di plastica attorno al lampadario, ne aggiungo qualcuna.
Forse avrei bisogno di aiuto: in genere, se qualcuno mi guarda, mi perdo un po’ meno.
A dire il vero si era anche offerto di aiutarmi, il traslocatore.
Per 15 euro mi mandava un tizio a impacchettare per quattro ore.
Gli ho dovuto dire di no perché il tizio mi avrebbe costretto non solo a pensare a cosa mettere nelle scatole, ma anche a spiegarlo in arabo. Mi è parso faticoso.
Poi si è offerto lui in persona, invece. Parlo sempre del traslocatore. Ha detto che gli sembravo un po’ nei guai e che, se volevo, veniva lui da me stasera “verso le 10, le 11” ad aiutarmi gratis. Ed è che mi fanno morire, ‘sti egiziani: l’unica cosa che un traslocatore sa è che, dall’altra parte della cornetta, la voce è di donna. E ti pare che non va a sfidare un intero trasloco pur di piombare in casa della tizia e vedere se, magari, ci si folgora tra le masserizie? Sono matti, totalmente. Quando ci si mettono, ti lasciano senza parole.
Mi mancheranno, le cose buffe di qui. Tanto.
(Ah, no: gli ho detto di non venire, ovvio. Che gli dovevo dire? Me lo immagino, il traslocatore che mi inizia a sussurrare che ho gli occhi come stelle mentre io mi chiedo dove mettere le pale del ventilatore da soffitto.)
Devo anche mettere ordine tra le carte e decidere cosa buttare.
Lo scrivo perché poi, rileggendo, vedo se ho dimenticato qualcosa.
Io, quindi, faccio così: mi faccio la mia valigia e poi finisco gli scatoloni.
Quando ho finito gli scatoloni, risvuoto la mia valigia.
E poi la torno a riempire dopodomani.
Solo che, adesso che lo scrivo, mi pare un po’ una stronzata.

Chissà a che punto sei ora: avrai finito? il traslocatore galante starà portando via le tue insalatiere ma non il materasso? sarai già in aereoporto? In ogni caso buon viaggio.
Mi sembravi chiaramente in una fase di negazione totale di cio’ che ti aspettava, quindi non mi sorprende che tu abbia aspettato l’ultimo minuto dell’ultima notte per fare tutto.
E poi i traslochi…gesu’ che brutta cosa! Tu pensa al webmaster che ti aspetta a braccia aperte per consolarti un po’ della partenza.
:-)
Non parto oggi. Oggi partono solo 17 scatole.
Non mi pare di avere fatto una gran cernita, santo cielo: pure il barattolo dello zenzero, mi sto portando in Italia…
Sospetto che, quando peseranno tutta ‘sta roba, in aeroporto, mi arriverà una batosta di fattura da lasciarmi tramortita per un anno.
Al momento sono seduta, col mal di schiena guadagnatomi riempiendo le 17 scatole, e osservo i due tizi venuti a prendersi la roba, di cui uno che avrà 20 anni, in camicia e cravatta e assai mingherlino. Sta sudando come non so cosa.
Io abito anche al quarto piano senza ascensore, poveretti.
P.S. Rileggendo, mi sono accorta del numero: ho 17 scatole.
Proprio 17, dovevano venirmene…
Propongo una grattata di palle collettiva, ché sono un po’ tesa.
Buon viaggio … a te e alle scatole.
Credo che il trasporto aereo sia più costoso di nuovi acquisti…. ma, quando viaggerai come insegnante all’estero dipendente statale, il trasporto di tutte le tue masserizie sarà gratuito, per te…
Coraggio e auguri per il tuo lavoro in Italia
Cara Lia,
qualche mese fa ho traslocato, spostandomi di nemmeno un chilometro, quindi ho ben presente il tipo di tormento. Consolati (non scherzo!) col fatto che a traslocare, a quanto ho capito, sei da sola. Da svariate statistiche, che posso confermare, pare che per le coppie conviventi il trasloco sia la seconda esperienza piu’ traumatica dopo la morte di un familiare. Ti riassumo, anche se in ritardo, le mie regole d’oro (che magari gia’ conoscerai, ma non si sa mai):
1) Gli scatoloni non bastano mai
2) Se sei in dubbio se portare o buttare una cosa, buttala!
3) Non fare da te quello che puoi far fare a gente pagata per farlo (operai, facchini, traslocatori, etc.)
4) Quando arrivi nella casa nuova, togli *subito* le cose dagli scatoloni, altrimenti sara’ il tuo pronipote a sballarli tra qualche decennio
5) Anche se sei stata fedele al punto 2, sicuramente ti ritroverai come minimo un 20% di cose che non riuscirai a capire perche’ ti sei portata appresso (faticando e pagando di piu’)
6) Anche se hai attentamente pianificato tutto, compresi i dettagli piu’ insignificanti, la tua vita sara’ comunque sconvolta per svariati mesi: accettalo e bevici sopra. Quando ti sei convinta, ri-bevici sopra.
Ti aspettiamo in questo (fetente) paese.
Ciao
mr
sì, ma aiuto, però.
fai un bel respiro profondo, lia!
:-)
LEgitto mancherà anche a me, ti assicuro, Lia. Lho visto con i tuoi occhi ed era proprio come lavevo sempre immaginato. Ogni giorno, per un anno o forse +, venivo a casa tua, a vedere un po dEgitto e ogni giorno me ne riportavo a casa mia un pezzettino. Spero di poterlo vedere con i miei occhi, un giorno, inshallah, e allora mi ricorderò dei tuoi post e di tutto quello ke ho potuto vedere solo attraverso le tue parole!! Grazie, tesorina, salam! Khadijah