
A proposito della mia dichiarazione di non-voto, dico.
Rispondere nei commenti, qua o altrove, è sempre un lasciare il discorso a metà e, comunque, farei una gran fatica a spiegarmi, visto che quello che ho da dire non tira in ballo un mio semplice punto di vista ma – nientedimeno – ciò che io sento di essere come persona.
Intanto vorrei rispondere ad Apis: io non suggerisco di non votare. Non ho suggerimenti. Io mi limito ad esprimere i miei pensieri, la mia visione delle cose e la mia scala di priorità. Non solo non mi aspetto che altri la adottino, ma mi sembrerebbe anche curioso che qualcuno lo facesse.
Per quanto possa sembrare strano, il mio non è un blog “politico”. E’ un diario. Qui non si propongono linee o strategie: si racconta una personale visione delle cose.
Succede che, nel particolare momento che tutti stiamo vivendo, la mia personale visione delle cose sia costretta, con la forza e suo malgrado, ad assumere una collocazione che non può essere che politica perché, in questi disgraziatissimi tempi, rispettare ed amare quella variegata cosa nota come “mondo arabo” è, di per sé, una condizione antagonistica. Che tu la abbia cercata o no.
Ma questo non deriva da una mia particolare passione politica: dipende, semplicemente, dalla follia dei tempi che viviamo.
Io immagino che in Italia, nel momento che precedette e poi giunse alle leggi razziali, dovette succedere qualcosa di simile: me le vedo, persone mitissime, magari anche frivole, individualiste, che avevano pensato per tutta la vita agli affari loro e che, improvvisamente, si ritrovarono a dover fare – e molto seriamente – i conti con la propria coscienza.
E magari ci arrivarono in modo del tutto casuale, a ‘sta coscienza: perché avevano avuto la fidanzata ebrea, chissà, o l’amichetto, il vicino. Il professore licenziato. O perché erano essi stessi ebrei, magari. E, dopo aver dedicato la vita a farsi gli affaracci propri, si ritrovarono a scoprire di non essere privati cittadini ma “caso politico”, appunto.
Ci sono quindi, pare, dei momenti storici in cui la tua collocazione politica ti viene data dal semplice fatto che ti è successo, del tutto casualmente, di sentire sulla tua pelle o di capire il dolore delle vittime di una persecuzione e di farlo tuo.
Perché ti è andata così, e basta.
Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando.
Succede che un bel giorno, in quello che era un paese mediamente civile e dotato di quel minimo di freni inibitori che rende possibile la convivenza tra persone diverse, il primo quotidiano del paese tiene a battesimo – tra strepiti e grancasse e spendendoci tutto il suo peso e la sua forza – l’avvento, in Italia, della paranoia come strumento di analisi politica.
Qualcuno ha ricordato quel giorno scrivendo:
[…] semplicemente ero affascinato, da uomo che usa le parole, dal suo uso dell’italiano. Sembrava pongo, vetro fuso, lava: materia plastica. Il ritmo delle frasi, l’ondata di passione, davvero l’urlo uterino: erano frasi coerenti, foneticamente e musicalmente.
E’ un vezzo molto italiano, quello di perdersi dietro all’ “effetto che fa” piuttosto che al “cosa è successo”.
Un vezzo, appunto.
Io ho ricordi diversi: ricordo lo scritto della Fallaci letto nelle scuole, innanzitutto. Non c’era classe in cui un solerte prof non la declamasse ai ragazzi, l’estetizzante accozzaglia di luoghi comuni e deliri attraverso cui, grazie al Corriere della Sera, la paranoia smise di riguardare malati e psichiatri, in Italia, e diventò categoria politica.
Ricordo che per la prima volta sentivo dire cose come “Anziché figli-di-Allah in Italia li chiamano «lavoratori stranieri»“, ed era scritto in prima pagina sul Corriere della Sera. E che, da quel momento, non ci fu più limite ai modi in cui si potevano umiliare, offendere e insultare i musulmani d’Italia.
Caccia aperta, ché tanto aveva cominciato il Corriere.
Ricordo un clima irrespirabile, i giornali che scrivevano che “gli USA non escludevano l’uso di armi atomiche” e la gente che approvava, come no, ché tanto glielo aveva spiegato la Fallaci sul Corriere, come erano fatti ‘sti arabi.
Gli si poteva fare qualunque cosa, agli arabi, ché tanto non ci piacevano e poi aveva provveduto la Fallaci, a farci sentire tutti esperti in Islam, esperti in Corano, difensori di “Omero, Socrate, Platone, Aristotele, Fidia, perdio” (la “pappa preziosa”, come dice splendidamente Luciano Andreotti) ché qui altrimenti ci fanno “Algeri, Dacca, Nairobi, Damasco, Beirut.”
Perdio.
Fu un’operazione, quella di De Bortoli, il cui cinismo deve essere stato superato rare volte, nella non lusinghiera storia di questo paese.
Prendi il peggio delle pulsioni che circolano in un paese, dagli una forma scritta, ritmica quel tanto che basta da piacere a qualsiasi massaia e firmata da una scrittice il cui popolarissimo nome è spendibile un po’ ovunque, e avrai uno stratosferico successo al solo prezzo di traformare una minoranza religiosa in capro espiatorio della società.
Io, vorrei ricordarlo, a un certo punto della mia vita sono stata talmente sopraffatta dal disgusto che provavo verso questa società impazzita e verso chi fomentava scientemente e cinicamente il suo impazzimento, che me ne sono andata.
Ho lasciato scuola, università, casa, amici, appoggi e tutto quello che avevo perché, semplicemente, questo paese che delirava non ero più in grado di reggerlo.
Non “me lo potevo permettere”, come dice un commentatore qua sotto: ho lasciato la scuola da precaria sapendo che avrei smesso di fare punteggio e che quindi sarei stata scavalcata in graduatoria da chiunque avessi dietro. Me ne sono andata a guadagnare 80 euro al mese e non ho scelto l’America Latina o la Spagna dove avrei comunque avuto la strada spianata dal semplice fatto che conosco la lingua: ho scelto un paese arabo perché mi colmava di orrore il fatto che da noi si dicessero, facessero e auspicassero cose criminali, contro questa gente, e mi dissociavo.
E’ chiaro?
Mi dissociavo, mi dissocio e mi dissocerò tutta la vita e questo punto, nella mia esistenza, è al di là di qualsiasi discussione.
E mi si viene a chiedere di votare per Ferruccio De Bortoli o, comunque, per quelli che “lo avrebbero voluto candidato e che sono gli stessi che sceglieranno il candidato con cui sostituirlo”???
A me???
Io, dopo avere cambiato la mia esistenza per dissociarmi da questo sciocco, mediocre e meschino orrore, adesso dovrei andare e mettere una croce sul nome proposto da chi avrebbe voluto l’inventore del fenomeno-Fallaci come sindaco di Milano??
Ma chi può mai pensare di chiedermi una cosa del genere??
Ma con quale testa, con quale realismo?
Io vi voglio un sacco di bene, Webmaster, Chiara, Pedrita e tutti, ma non è nemmeno pensabile che io ce la possa e ce la voglia fare, a esprimere un voto del genere.
E poi cosa?
Poi l’avrò votato io, il pubblicizzatore dei prossimi libri contro i “figli di Allah”?
O i suoi amici?
Li avrò votati io con le mie mani questi delinquenti, questi malfattori, questi mistificatori della realtà, questa gente che ha tanti problemi a farsi forte con chi è forte ma non ne ha nessuno quando si tratta di aizzare la canea nazionale contro i più deboli tra gli indifesi del paese?
Abbiate pazienza: no.
Qui c’è un malinteso di base: quando voi dite “noi” vi riferite all’Italia.
Per me, il “noi”, è il Mediterraneo, se non può essere il pianeta intero; è l’Italia come la Spagna come il mondo arabo. Quella è casa mia, là stanno le mie radici, lì sento aria di genitori, nonni e bisnonni, lì capisco il senso delle cose a pelle, lì stanno il mio affetto e il mio senso di lealtà.
Con tutte le differenze che ci possono essere tra una sponda e l’altra del Mediterraneo, quello che a me interessa è ciò che ci unisce. Mi serve. Ne ho bisogno. E’ una questione di salute mentale, culturale, umana.
E considero le divisioni, le guerre di civiltà, le crociate e via delirando una malattia che dovrebbe ritornare all’ambito psichiatrico da cui è evasa; tutto qua.
Nella mia scala delle priorità, al primo posto c’è questo.
Abbiate pazienza.
E non perché “me lo possa permettere”. Perché decido di permettermelo, che è diverso.
Perché ognuno, nella propria vita, si ordina le proprie priorità come meglio crede.
Infine, Pedrita, vuoi che non lo sappia che c’è una suadente dittatura che ci assedia?
Mi basta fare uno starnuto su Israele per trovare frotte di gente che chiede a gran voce che io venga indagata per lesa maestà e conseguenti reati di opinione. Lo so fin troppo bene, guarda.
Ma il ruolo dei media, dei De Bortoli, non c’entra niente?
Sarebbe arrivata a questo punto la pressione intimidatoria, la censura sull’informazione, l’orwelliano controllo dell’adesione generale ai cosiddetti “valori d’Occidente”, senza i De Bortoli?
No.
La risposta è: no.
E lo sapete.
Io non giudico nessuno e non voglio essere giudicata.
Non suggerisco, non esorto, non consiglio: mi esprimo.
Il mio blog non ha altro motivo di esistere.
Ritengo che ci sia bisogno di tutti, in questa sciagurata situazione: tanto di chi è sulle vostre posizioni come di chi è sulle mie.
In qualche modo, stiamo tutti cercando di mettere una pezza al disastro, ognuno come può e come sa.
La mia personalissima e minuscola pezza consiste nel non votare chi offende, mortifica e minaccia quelle bambine là: quelle sulla Vespa.
Capisco che, di pezze, possano essercene diverse.
Capiatelo anche voi.

Leggo queste parole quasi tra le lacrime.
Beh, non ha molto senso starsi sempre a scambiare i complimenti.
Però io che scrivo spesso e parecchio, mi sento come il muto, che ha trovato finalmente qualcuno che sappia esprimere tutto ciò che prova.
Guardo la mia vita, certamente diversissima dalla tua, eppure anche per me è andata più o meno così.
Anzi, concedimi due anni di anzianità, nel 1999, e la furia impotente per uno che si è sempre occupato di tutt’altro, ad ascoltare l’operaio Rom a Brescia, che è dovuto andare in Montenegro a riconoscere i propri parenti morti annegati mentre fuggivano dal Kosovo.
Una guerra che sarebbe certo piaciuto fare a Berlusconi; ma non fu lui a farla.
Grazie
Azz Lia.. Parole bellissime veramente..
Talmente che non voglio stare qui a cercare di buttarne giù altre per descriverle..
Andrea
lia adorata, non penso affatto a de bortoli. nè a fallaci.
ti prego di considerare un altro punto di vista.
il fatto che quella prosa, nella sua ritmica mi sia piaciuta (sono io ad aver scritto le cose sul pongo e la lava e il vetro fuso) non ha alcun valore sulla mia coscienza.
non so bene da dove nasca la mia coscienza.
anzi lo so. ora ci arrivo.
prima ti dico che le impressioni su carta non sono la mia bussola.
la direzione che prendo, la bussola, il mio nord magnetico e geografico, viene influenzato solo in parte dalle impressioni di stampa.
c’è un fatto molto bello e fondante nella famiglia che mi ha generato. un fatto che mi gira sempre intorno. io sono figlio di un caso.
mio padre, a cinque anni e anche dopo incredibilmente, viveva a san lorenzo, quartiere romano bombardato durante l’occupazione tedesca dagli americani. una bomba sganciata da un bombardiere americano, una delle tantissime che devastò il quartiere, cadde esattamente al centro del palazzo abitato dai genitori di mio padre (a casa c’erano nonna e i loro sei figli, nonno era al cnr a lavorare). la bomba centrò il palazzo, si fece la tromba delle scale a piombo e non esplose. quel giorno, mi raccontano le zie, fin dall’allarme antiaereo mio padre cinquenne insistette per non far andare nessuno di casa nel rifugio, forse perchè sua sorella gabriella, la preferita, si era chiusa nello sgabuzzino e dalla porta usciva un rivolo di liquido che era la pipì di zia gabriella, e lui non voleva andare via.
la bomba fece il suo percorso.
e non esplose. ma distrusse in parte il rifugio del palazzo, uccidendo molti dei condomini.
io sono qui per un caso quindi, e non mi è stato mai fatto pesare (la mia è una famiglia di cazzari, che ridono su tutto). ma fin da piccolo ci ho pensato: sono qui per caso.
e mi piace.
ti voglio dire questo: figurati se oriana smuove le mie convinzioni sul fatto che la gente non va bombardata. sono nella lussuosa condizione di poter apprezzare con leggerezza molte prose, compresa quella di oriana. lei non può niente per convincere me, ma posso apprezzare la sua passione. che non è la mia, anzi mi è avversa.
ma si tratta di parole.
mi rendo conto che possano essere pesanti o coercenti per altri. ma ho avuto in sorte la fortuna di esserne esente, capisco che possa essere pericolosa per le persone meno fortunate di me (e io sono fortunato davvero, visto che sono nato da uno che a cinque anni non è morto per culo).
vorrei quindi mantenere la gioia di guardare le opinioni avverse e mantenere la mia
che è nemica di qualsiasi prevaricaricazione fattuale: è per questo che preferisco cancellare, con una x, l’oscenità che transitoriamente determina il percorso di questa transitoria società.
dovrei essere più distaccato, lo so. ma non sono ancora così adulto. per ora so che questi sono pericolosi e hanno le stesse caratteristiche che determinarono le deportazioni di ebrei, e più modestamente il bombardamento di casa dei miei nonni in via degli ausoni 69 e, un po’ più in là e negli stessi giorni, quello di randazzo, il paese di mia madre.
bacioni
Lia, la tua posizione è condivisibile, ma l'”argomento” De Bortoli è un po’ debole: un ragionamento analogo al tuo potrebbe essere “votiamo a destra, che a destra c’è Fini che ha proposto di dare il voto agli immigrati”.
Le mele marce sono ovunque, è tutto un magna magna, certo, ma c’è sempre la speranza che così come la destra sia in un certo senso “costretta” a fare certe scelte e certe leggi per accontentare i suoi elettori (e i suoi supporter economici), allo stesso modo lo sia la sinistra… cinismo va bene, disfattismo boh?
E’ che io disgraziatamente non ricordo il titolo… Un film sulla tragedia vissuta da donne cristina sposate a uomini ebrei durante il periodo precedente la seconda guerra mondiale. Ho sempre pensato che prima o poi torneremo alle leggi razziali, contro gli arabi stavolta. La cosa che più mi fa arrabbiare, di tutta quella manovra, fu l’ennesima manipolazione mediatica. Alla Fallaci onori e altari. Terzani che le rispose in maniera emblematica e sublime, chi lo ricorda? Pochi, troppo pochi in ogni caso. Un abbraccio con tutto il cuore.
Questo post e’ cosi’ bello, denso e significativo che me lo sono copiata e tornero’ a leggerlo sicuramente, ogni tanto, quando avro’ bisogno di rinfrescarmi le idee.
E non perche’ la tua scala di valori sia anche la mia – anche se ci assomiglia – , o perche’ voglia adottarla, ma perche’ mi ricorda quanto sia dannatamente importante, in questa disgraziata fase storica, non dimenticarsi della *propria* scala di valori, non svenderla, non farsi distrarre o addormentare e tenere gli occhi bene aperti, ricordandoci di “cio’ che non siamo, cio’ che non vogliamo”.
Grazie, davvero.
Chapeau.
Non sono della tua idea, so bene che la democrazia ci consente di scegliere al massimo il meno peggio, ma è sempre meglio che non poter votare affatto. Però ragioni come le tue colpiscono al cuore.
Lia, un abbraccio.
Abu Fija: sulla qualità della prosa fallaciana, ti ho risposto nella sede del tuo commento, da Biraghi.
Fu un’operazione, quella di De Bortoli, il cui cinismo deve essere stato superato rare volte, nella non lusinghiera storia di questo paese.
Prendi il peggio delle pulsioni che circolano in un paese, dagli una forma scritta, ritmica quel tanto che basta da piacere a qualsiasi massaia e firmata da una scrittice il cui popolarissimo nome è spendibile un po’ ovunque, e avrai uno stratosferico successo al solo prezzo di traformare una minoranza religiosa in capro espiatorio della società.
Mi pare una vera esagerazione. Che sia stato De Bortoli a pianificare tutto a tavolino..bah..
Quanto all’islam, beh, dobbiamo intenderci.
Una cosa è l’islam, una cosa sono gli stranieri (che non sono tutti islamici) un’altra ancora sono gli arabi (per esempio gli iraniani sono islamici ma non arabi).
Di conseguenza se si parla male -come è nel diritto di tutti- di una larga parte dell’islam, non è automatico che si parli male degli stranieri o degli arabi.
Il fatto è che sta emergendo un fondamentalismo religioso islamico (non solo qui,anche in Asia) estremamente pericoloso perchè, come tutti i fondamentalismi, tende ad esssere espansivo e, dove può, cerca di imporre la legge islamica come legge dello Stato. Lo hanno fatto a lungo anche i cattolici e oggi anche loro sembrano muoversi verso visioni fondamentaliste.
Quale deve essere allora una posizione corretta e di “sinistra”?
Io penso che sia quella di una netta divisione tra lo Stato (laico) e le varie credenze religiose. ovviamente il tutto nella cornice delle leggi.
Sembra poco, ma non lo è.
Pensate al caso dei testimoni di Geova che sono contrari alle trasfusioni. Finchè la questione riguarda loro stessiva bene, ma quando ci sono di mezzo altri (i figli ad esempio) è obbligo dello stato imporre la trasfusione.
In realtà, se vi andate a leggere siti e testi, potrete notare che l’islam contesta radicalmente il nostro modo di vivere (ovviamente da un punto di vista oscurantista e per noi lontano mille anni luce) e ritiene, di fondo, che il verbo di Allah ( o simili) sia superiore alla libertà dell’individuo.
Ecco: la legge deve difendere come prima cosa la libertà degli individui (quindi anche quella di pubblicare la Fallaci, per tornare al tema). Poi ognuno, a casa sua, si gode la superstizione preferita.
Carissima Lia (permettimi questa confidenza anche se non mi conosci – ma io oramai ti conosco bene tramite Haramlik), hai scritto parole bellissime e in larga parte condivisibili, anche se ancora una volta ribadisco che non condivido le conseguenze che ne trai.
Lo so che tu non suggerisci di non votare e che le tue sono riflessioni personali, profonde e vive aggiungo.
Però, proprio perchè ti stimo, e come me moltissimi altri, questa tua riflessione, privata ma non del tutto visto che è pubblicata sul blog, ha uneco non limitata (oserei anche dire vasta), e quindi non posso fare a meno di farti rilevare (usando, per così dire, il rasoio di Occam) quale alternativa resterebbe per cambiare le cose se, non solo una persona, ma moltissime persone decidessero di agire come pensi di agire tu.
Resterebbe la sommossa, la guerriglia, forse la guerra civile e la rivolta armata. Il tanto peggio tanto meglio degli anni 70, come dicevo nel mio commento. Ce ne sarebbero forse altre? Non so.
Io comunque rifiuto di prendere in considerazione questa alternativa: siamo ancora in uno stato democratico, anche se cè il rischio, concreto oggi come non mai, di unevoluzione in senso autoritario (prova a leggerti il testo della riforma costituzionale in corso: cè da spaventarsi).
Lunico modo per evitarlo è di usare le armi della ragione, larma del voto, larma dellimpegno civile. E te lo dice uno che dalla fine degli anni 70 (appunto) ha deciso di non farsi più coinvolgere dalla politica attiva.
Poi magari, ad elezioni vinte, non vivremo nel migliore dei mondi possibili, questo anzi è certo: ma perlomeno non dovremo più vedere un calderoli o un castelli ministro di questa repubblica, tanto per dirne una.
Quanto a De Bortoli, non piace neanche a me, ma non ne farei (come mi pare faccia Martinez) il motore di un complotto (nel suo blog ha parlato, se non ricordo male, addirittura di un pentacolo dellodio: concetto affascinante – e ben esposto come al solito da Martinez – ma da “fantapolitica”): il Grande Vecchio non esiste non è mai esistito, così come non esisteva il SIM e tante altre sciocchezze.
Esistono invece gli interessi economici e di potere di singoli soggetti economici e politici, a volte concordanti, a volte discordanti.
Se non siamo in grado di capire questo, oggi nel 2005, cadremo ancora nel complottismo da fantapolitica, nel ribellismo sterile e pericoloso oppure (ecco lalternativa che non trovavo prima) nella chiusura nel nostro privato, nel particulare.
Scusami per la prolissità e ancora un saluto.
Apis
Scusate, un’aggiunta.
Perchè la polemica con l’islam fondamentalista “offenderebbe” gli arabi.
Mussulmano e arabo sono due cose diverse.
Esisterà pure qualche arabo laico e ateo da qualche parte?
O buddista?
Trovo estremamente spiacevole l’identificazione tra arabi e mussulmani. Fatta sia dagli avversari che da loro stessi.
è una donna meravigliosa.
Ben detto, Lia. Condivido in pieno: é ora di dirle chiaro e forte, certe cose.
P.S.: a proposito, magari Milano fosse come Damasco: taxi collettivi a ogni angolo di strada in ogni momento, locali e ristoranti da “Mille e Una notte” aperti fino a notte fonda. Altro che le nostre spettrali città, sinistre, lugubri e piene di gente rimbambita e astiosa, sempre più ringhiante odio, grazie all’opera mediatica razzista di personaggi come il De Bartoli, “grande fratello” della deriva paranoide della società italiana attuale.
Sì, i grandi fratelli esistono, e sono tutti coloro al servizio delle malefiche tre B della politica mondiale.
Chi parla di “grande vecchio” non ha ancora capito che qui, il nemico, non è uno solo, ma un sistema politico-militare-economico-ideologico ben preciso, strutturato su molteplici livelli, tutti riconducibili però alla “propaganda anti-islam”, che esiste davvero, eccome no… è ogni giorno davanti ai nostri occhi.
(un modo carino di lia per dirmi “fuori di qui”;)
De Bortoli… Cofferati e le ruspe. Sono preoccupato come te, ma voglio dare a tutti, sempre e comunque la possibilità di esprimere le proprie idee. I media si possono “anche” ignorare, ma non in questo paese di uniformati da piccoli.
Rotafixa: non ti direi mai ‘fuori da qui’.
Ho solo risposto dove ero più in tema. :)
Angelo: non so bene cosa risponderti perché non ho capito bene il tuo discorso. Come devono essere le leggi italiane? Direi laiche, come in linea di massima già sono, sia qui che in molti paesi arabi. E ti ricordo che il rispetto per le diversità è un elemento importante dell’essere laici.
Come deve porsi la sinistra italiana verso il fondamentalismo? La domanda è talmente ampia e vaga che non la capisco. Dove, qui o in Arabia Saudita? O in Iraq? E che intendi per fondamentalismo? Ah, gà, l’oscurantismo. Mah.
Comunque, in questo blog, se ne è già parlato più volte. Qui il tema è OT.
Questo post parla del ruolo dei media nel creare, fomentare e diffondere un indistinto magma di odio generale verso i musulmani e, in particolare, gi arabi.
Se trovi spiacevoli le generalizzazioni prenditela con la Fallaci, che nei suoi saggi mischia chi fa pipì sui monumenti con Arafat e con Bin Laden.
Prenditela con De Bortoli.
Prenditela con chi ha confezionato il bignamino di disinformazione, confusione e mistificazione su cui studia mezza Italia quando vuol parlare di Islam.
Cara Lia, anchio ti voglio un gran bene prima di tutto, e te lo dico papale papale perché so che mi credi anche detto così sfacciatamente nei commenti del tuo blog.
Ho aspettato qualche ora prima di risponderti, non perché avessi bisogno di pensarci, ma per sentire bene dentro quello che sentivi te, perché capire è una cosa e sentire è unaltra.
Sai, forse non lho detto (come facevo a dire tutto?), ma la mia esortazione a votare non era giustificata da un punto di vista personale o al massimo nazionale; tutto quello che mi ha scandalizzato e preoccupato e impaurito degli ultimi 5 anni non riguardava solo me o noi italiani.
Anzi. Io tutto sommato avrò sempre le spalle coperte, ormai le censure televisive mi fanno un baffo, e prima di andare sotto un ponte perché non ce la faccio a pagare il mutuo avrò sicuramente visto i carri armati per strada, perché se la mia laurea vale qualcosa è proprio a sopravvivere il più possibile. E poi posso sempre emigrare, ho lì un paese che mi aspetta dove mi sento a casa, proprio come te.
Io dico di non abbandonare la barca per non fare affogare tutti, soprattutto i più indifesi, i più innocenti, i più attaccati. Se ti ribolle il sangue per De Bortoli, ricordati che nonostante il suo cinismo il Corriere ha dato pur spazio alle repliche alla Fallaci e non erano le repliche di Pinco Pallino ma di Tiziano Terzani, Stefano Allievi, Claudio Magris… Se il lettore medio del Corriere si è galvanizzato con la Fallaci il suo cuore era già malato e comunque, per fortuna, si è dovuto sorbire altre voci, forse meno sponsorizzate ma comunque autorevoli.
Ricordati che sul Corriere hanno continuato a scrivere i Montanelli e i Biagi e i Terzani e i Magris, oltre alla Fallaci. Ora non mi fraintendere, non sto difendendo il Corriere, per me da tempo non è altro che un portale utile per gli studi di sociologia, ma ti dico che no, non credo affatto che sia stato il prodotto Fallaci a far impazzire le menti, lei ha solo dato sfogo e supporto alto locato al razzismo che si era già infiltrato da anni nel paese. Perché i discorsi di Bossi e Borghezio sul Po vi sembreranno anche innocui, ma un conto è sentirli su telepadania, altro è averli filtrati tutti i santi giorni dai nostri rappresentanti di governo. Ma ti rendi conto Liuzza mia che siamo arrivati a parlare di taglie? Ti rendi conto?
Ma sto divagando.
Volevo dirti principalmente unaltra cosa: non votare a causa di Ferruccio de Bortoli non è un modo come un altro di difendere quelle bambine sulla vespa, ma una scelta di coerenza intellettuale e di obiezione di coscienza. Difendi te stessa, no loro.
Se tu volessi difendere loro dovresti pensare se sarebbero danneggiate da un De Bortoli sindaco di Milano più di quanto non lo siano da Calderoni, Castelli e Maroni ministri della Repubblica. A questo dovresti pensare.
Miguel ci ricorda la guerra in Kosovo, a cui aderì il centro sinistra e qui si torna al mio primo argomento: chi vi ha mai detto che esistano i puri? Allora non avreste votato neppure in Francia o in Germania, dove votereste scusate? Gioviamoci invece del fatto che nel centro sinistra cè anche chi si è schierato contro quella guerra; anzi gioviamoci che in Italia e nel mondo ci siano ancora persone, di ogni schieramento e di ogni fede, che credono ancora nella pace e nelle istituzioni e che cercano faticosamente di difendere una rotta, qualsiasi sia lequipaggio di cui fan parte.
Ora ti lascio in pace,un bacio cara.
Su, Lia, non ti arrabbiare.
Non me la prendo con nessuno.
Pongo solo una questione: arabo non è sinonimo di islamico.
Quanto ai numerosi paesi arabi dotati di uno stato laico, beh, mi piacerebbe leggerne l’elenco (forse la Tunisia e la Libia?).
Infine, torno al tema, con tutti i difetti che ha (vedi Berlusconi) la nostra è una società aperta; e De Bortoli ha tutto il diritto di pubblicare la Fallaci senza, per questo, passare da criminale (e anche la Fallaci non lo è; anche se non la penso come lei).
Quando criminalizzi la Fallaci sei molto diversa dalla Fallaci quando criminalizza l’islam?
Credo che il discorso non sia molto riducibile a Grandi Fratelli, voti a Fini etc.
Il fatto che andiamo sempre di più nella direzione di una totale indistinguibilità di fondo tra i due schieramenti politici, sul modello USA, non mi pare una novità. Mi pare una cosa da tenere parecchio in conto, piuttosto, ché certo non è da paleocomunisti farlo.
Poi, vedo che la vicenda Rcs-Fallaci è, per alcuni, poco più di un episodio. Per me è un importante tassello della politica di scempio che viene portata avanti nel pezzo di mondo in cui vivevo fino a un mese e mezzo fa.
Per alcuni, il Corriere non ha fatto niente di male e ha pure dato spazio a Terzani. Per me, il fatto che i nostri media manipolino la realtà e dirigano le emozioni della gente è ciò che ci consente di non vedere la distruzione morale, oltre che fisica, di intere aree geografiche sacrificate ai nostri interessi e a quelli di Israele, interessi tenuti entrambi in gran conto presso le redazioni dei nostri giornali.
Alcuni vedono De Bortoli come “massì, una mela marcia”. Per me è il coerente seguito alle dichiarazioni di Fassino sulla riabilitazione di Sharon a sinistra.
E così via.
D’altra parte, voi venite da una serie di esperienze e io da altre.
Voi avevate Berlusconi sotto al naso, negli anni scorsi, e io correggevo temi in cui c’era scritto: “Dobbiamo crescere bene i nostri figli perché saranno loro a difenderci quando verremo invasi”.
Abbiamo le rispettive sensibiltà e attenzioni concentrate su cose diverse. Per le cose che guardate voi, la sconfitta di Berlusconi cambia qualcosa. Per quelle che guardo io non cambia nulla, temo.
Io, il discorso che fate voi lo capisco benissimo: l’ho fatto anch’io, in passato. Nel 1995 andai obbedientemente a votare per Diego Masi, contro Formigoni. Poi me lo ritrovai a dirigere lo sgombero del centro di accoglienza immigrati di Milano, il Masi, a lodare la polizia che menava mazzate e ad inveire contro gli extracomunitari. Io l’avevo votato, non vorrei dire. Per salvare la patria, ché qui non si fa altro da anni. Dieci anni fa, votai per Masi, e siamo ancora allo stesso punto. In peggio, ovviamente.
E’ un discorso doloroso, quello che stiamo facendo. Ne comprendo la portata, anche in termini di relazioni personali.
Però vorrei dire una cosa, poi linciatemi pure: qui non si fa altro che chiedersi come mai la Spagna abbia una sinistra tranquillamente votabile e noi no. Viva Zapatero e così via.
Me lo sono chiesta anch’io, rimuovendo – chissà perché – la risposta.
E invece la conoscevo, ‘sta risposta, solo che non la volevo ricordare: perché si è formata in esilio e/nella clandestinità, la dirigenza del PSOE. Lo stesso Zapatero, che ha due anni più di me, si iscrisse al PSOE quando questo era appena stato legalizzato.
Questo è ciò che fa la differenza.
Politici che hanno vissuto i propri anni formativi in simili condizioni hanno un diverso spirito di servizio nei confronti del prorio paese, e una chiarezza di idee e un’attitudine alla coerenza di altra portata.
Non è un auspicio, vorrei che fosse chiaro: è LA spiegazione.
Capisco che non sia una spiegazione invogliante, ma le cose è sempre bene saperle.
Immaginiamo che, nella peggiore delle ipotesi, Berlusconi torni a vincere.
Immaginiamo che, 50 anni dopo, i libri di storia ne parlino.
Come la spiegherebbero, secondo voi, la vittoria? Darebbero la colpa a Lia di Haramlik che si è messa in obiezione di coscienza davanti all’impresario della Fallaci? Darebbero la colpa ai quattro gatti che non sono andati a votare?
Credo, piuttosto, che gli studenti del futuro avrebbero il capitolo “Responsabilità dell’opposizione”, da studiare.
Ne sono certa, anzi.
Insegno.
Vedo studenti spenti, la farsa generale della scuola (no, non ha iniziato la Moratti) con noi che fingiamo di insegnare e loro che fingono di imparare, una totale mancanza non dico di futuro, ché in qualche modo mangeranno, ma di visione di futuro.
Altrove, non si sa se la gente mangerà. Però il futuro è tutto ciò che gli importa, ai ragazzi.
Voi vi credete spaventati, terrorizzati, vi sentite sull’orlo di un baratro e vi afferrate a una possibilità di salvezza.
Secondo me, invece, sottovalutate il pericolo.
Siete ottimisti.
Secondo me.
Comunque, sentite. Dico soprattutto a Chiara.
Rimandiamolo, ‘sto discorso, o taciamo del tutto e che poi ognuno si regoli con la propria coscienza.
Io non è che mi stia molto divertendo, sappiatelo.
sì, sono ottimista. te lo spiegavo poco sopra, nel post notturno, come la vedo: è un caso che stia qui, ogni istante è un regalo, anche quelli pessimi.
questo è brutto. può peggiorare e non solo per le politiche degli uomini, bastano appena un paio di gradi in più di temperatura planetaria o uno stiracchiamento della crosta terrestre o un idiota forzuto che decide che sotto casa mia c’è il petrolio.
tutti appesi al filo del caso, delle circostanze, deglo “oppsss!” del tempo.
ma. (e ti capisco appieno).
c’è un proverbio indiano che dice: se ognuno spazzasse davanti alla porta di casa sua, il mondo sarebbe pulito.
io da qui non me ne vado. è il qui che mi sento pienamente impegnato a cambiare. la mia direzione è quella di concentrarmi sul movimento personale in ambito urbano, e come sai sono notevolmente impegnato in questo. è il mio modo di spazzare la soglia di casa.
le responsabilità della “nostra” classe politica sono notevoli, giusto oggi il procuratore antimafia, grasso, dice cose risapute ma comunque gravissime: la latitanza di provenzano coperta da tutte -tutte- le fasce sociali.
questo paese ha diversi cancri, i due più storicamente rilevanti sono l’esistenza di uno stato confessionale esattamente al centro di roma e il possesso militare di un terzo del paese da parte della criminalità organizzata.
dimmi niente.
gli spagnoli si sono liberati del franchismo (con la morte di franco), noi del fascismo (anche con la resistenza).
non mi sento nè primo nè secondo a nessuno, solo sto qua.
e qui resto.
spazzo la soglia di casa.
mi sono trovato bene in ognuno dei paesi del mondo che ho visitato, e mi troverò bene nei prossimi, quando andrò a visitare altri miei contemporanei.
e quindi sto qui.
perchè sono ottimista, perchè il mio tempo deve passare senza che io me ne debba vergognare alla fine, perchè voglio che la gente nata da me viva a lungo e possibilmente serena (e dove vuole, e con chi vuole, e mi ricordi con un sorriso e un senso di calore).
per farlo bisogna anche vivere il nostro tempo e misurarsi con le sue miserie e le sue grandezze, che ci sono in ogni epoca. in questa, di grande, vedo per ora solo la capacità notevolissima di spostarsi e comunicare con ogni punto del globo.
io continuo.
bioro76: Il film era “Rosenstrasse”, dal nome della via di Berlino dove le donne (mogli “ariane” di ebrei) si accamparono, riuscendo alla fine a ottenere la liberazione dei mariti. Regia di Margarethe von Trotta.
Lia: Ci penso un po’, prima di risponderti bene. Però, così a occhio ti direi: tra DeBortoli (che comunque sul suo giornale si è espresso pesantemente contro la guerra in Iraq – e se la Fallaci ti chiama “caro amore” non è detto che tu pensi il viceversa di lei; e potresti anche decidere di far passare una Fallaci [imposta dai piani altissimi di RCS: che non sono DeBortoli, ma quelli che incassano dai libri dell’Oriana] per poter dare spazio a molte altre posizioni di segno opposto – e non dico che sia il calcolo giusto, ma è un calcolo possibile) e lasciare lì Calderoli, ecco, cosa fai? Perché è questa la situazione in cui siamo. Per usare un esempio ad effetto: pure la chemioterapia ha dentro dei veleni, e fa perdere i capelli e vomitare: però se hai un cancro meglio vomitare e spendere cinquanta euro in cappellini per coprire la pelata, che lasciarci le penne senza nemmeno provare a opporsi…
(Poi, massimo rispetto per ogni posizione. Io, ad esempio, non voterò mai chi si è astenuto al referendum sulla procreazione assistita, o chi si è espresso contro i Pacs.)
Comunque pare che a Milano si terranno le primarie per scegliere il candidato sindaco. Fra i candidati certi Dario Fo.
Lia, senz’altro hai ragione…è giusto quello che dici…ma la mia mamma mi ha sempre insegnato una cosa: “Nel mondo dei ciechi, beato chi ha un occhio”.Baci solidali.
Lilith
Ciao Lia
Discutendo con altre persone che ritengo positive ed intelligenti pur avendo opinioni politiche diverse,ho sentito questa esortazione nei miei confronti.
“Tu devi avere un’ideale,un’immagine giusta del paese giusto che tu vorresti.E devi votare per coloro che si avvicinano di più all’ideale tuo.”
Io ho risposto che,
siccome nessuno si avvicina coi fatti al mio luogo ideale,io il mio voto non lo considero fisso.
Preferisco fingermi privo di sogni e farmi colpire,o ricordarmi dei pregi e dei difetti dei politici,soppesarli e dare il voto di conseguenza.
Chiaro che l’ideale io l’ho,ben definito..e credo sia l’ideale comune a tantissimi di noi,ma ho deciso di non essere il voto sicuro su cui uno schieramento può contare.
Io faccio come dice rotafixa nella sua splendida frase di spazzare davanti a casa propria,ma senza chiudermici dentro.Cercando di convincere i vicini a spazzare un po’ anche loro.
Cerco di comprendere tutte le opinioni quando sono mosse e puntellate da argomenti come i tuoi.
Purtroppo nemmeno gli altri hanno torto,quindi ritorno a fare ciò che so fare di sicuro…pulizia davanti alla mia porta in modo che altri vedano e,chissà,mi capiscano.
E tu ricordati sempre di quanto ti stimo………
RDM: il calcolo sarebbe possibile se non fosse che il Nostro l’aveva già anche proposta come senatore a vita, la Fallaci:
http://www.onemoreblog.org/archives/005177.html
Poi, il discorso di fondo non fa una grinza.
Però, davvero: bisognerebbe trovare più urgente l’andare a capire il perché di questa candidatura piuttosto che convincere me a votare.
Ma ribadisco: non mi ci sto divertendo, su ‘sta cosa. E’ abbastanza orribile, anzi.
Poi, è molto meglio discutere con i neoconi, con differenza.
Qua mi stanno spuntando tutte le persone a cui voglio bene (ciao, Old), una a una.
‘Bastanza orribile.
Ma non fa incazzare anche voi, ‘sta cosa?
Non necessariamente con me, dico.
Lia: Il perché di questa candidatura, allora.
1) Un generale clima del tipo “il nemico del mio nemico è mio amico”, legato al comprensibile istinto a parteggiare per le vittime dei capricci di Berlusconi.
2) Il mito che “a Milano la sinistra non vince”: quindi nessuna figura di spicco della sinistra si metterà in corsa per MI “sapendo” che perderà.
3) Il mito della rincorsa al centro. Poco importa (ad esempio) il successo di Vendola, o che magari si perde comunque: “se non candidi un moderato-moderato-moderato non vinci”.
4) Un generico clima di coltelli nella schiena e di arrampicata all’interno della politica milanese: quindi candidando qualcuno non di sinistra non si sparigliano i giochi a favore di una corrente piuttosto che di un’altra.
Ok, Rdm. Questa è la situazione in generale e mi potrebbe pure andare bene, come mi andò bene quando votai per Masi.
Che poi perse e vinse Formigoni e allora lui cambiò schieramento, passò con la maggioranza e andò a dirigere gli sgomberi dei centri immigrati, ma vabbe’.
Ci può stare.
Forse oggi tornerei a votarlo, Masi.
Se invece di De Bortoli avessero candidato Masi, forse avrei smadonnato ma mi sarei rassegnata.
Qua, però, si sta parlando di colui che ha lanciato La Rabbia e l’Orgoglio, quindi la rivisitazione italiana dello Scontro di Civiltà, quindi la teoria secondo cui i musulmani hanno un piano preciso, lucido, per invaderci e sottometterci mediante l’immigrazione e il terrorismo.
Questo è l’argomento della Fallaci.
Quest’argomento è la base, la colonna portante, di tutta la politica di aggressione, repressione ed espoliazione che si sta portando avanti in MO ora, in questo momento.
Ferruccio De Bortoli, quest’argomento l’ha lanciato in lingua italiana, l’ha supportato con tutto il peso del gigante che dirigeva, ci si è speso in prima persona con la sua prefazione e, infine, ha confermato la sua scelta chiedendo che la Fallaci venisse fatta senatore a vita.
E allora, come mai uno che fa tutto ciò si ritrova candidato dalla sinistra italiana?
Perché in questo paese si desidera, si forgia e si ottiene un elettorato privo di memoria: ognuno è quello che ha fatto il giorno prima; quello che ha fatto il mese prima non conta.
Perché c’è un assoluto appiattimento morale: non c’è differenza tra un’azione e l’altra, tra un discorso e l’altro: è tutto un po’ lo stesso, tutto è perdonabile se mi sei utile, tutto è imperdonabile se non mi sei utile.
Chiunque può fare ciò che gli pare, persino una cosa enorme come quella di cui stiamo parlando, e poi cercare alleanze in uno schieramento o nell’altro.
Perché, tanto, questo discorso parte dalla dirigenza e viene fatto proprio dagli elettori: ti voto perché mi sei utile (a cacciare Berlusconi, come da un decennio in qua) a prescindere da chi sei e da quello che hai fatto, fai e farai.
E, in questo, dirigenza e base sono assolutamente identici, una lo specchio dell’altra. Solo che questa ormai storica disponibilità al ricatto ha fatto fuori il tessuto morale del paese, vi faccio notare.
E, poi, perché qui le emozioni fanno grandi fuochi ma penetrano poco: sì, qui di fronte c’è la guerra, ma in fondo che sarà mai. Siamo mica un mondo di puri.
Sembrava grave, ma poi non lo era così tanto.
E così succede che una se ne va dall’Italia, dopo la Fallaci e gli annessi e connessi.
Poi, siccome mentre era via il De Bortoli ha litigato con Berlusconi, torna e le tocca votarlo.
C’è la categoria “Giornalisti cialtroni”, su questo blog.
Torno, e mi tocca votarli, dai.
Lia, i miei “perché” erano descrittivi, non apologetici.
Mi sembra che tu centri un punto importante, citando la riduzione dei tempi della memoria, e la scomparsa del senso di responsabilità di minima.
Il punto ora è: come si può fare per migliorare la situazione? Io non lo so, e francamente non coltivo molte speranze in proposito: mi consolo cercando di mandare a casa il peggio del peggio. E pensando che tra un anno, se va tutto bene, sarò in un Paese civile. L’Olanda o la Svezia, ad esempio.
Lo so, Marta, che non erano apologetici.
Certo che lo so.
Diamolo per scontato, questo punto: se io uso toni accalorati, non ce l’ho con la persona a cui sto rispondendo ma con la cosa in sé.
Da qui ad aprile ne succederanno di tutti i colori, tra una megamaggioranza e una microminoranza della sinistra: branchi, accuse personali più o meno grottesche, rotture personali, separazioni e divorzi.
Almeno qui evitiamolo, ché sarebbe il trionfo dell’irrazionalità.
Ke qlkosa sia cambiato irrevocabilmente da quell’undici settembre e dall’uscita di quel fantasmagorico articolo l’ho vissuto sulla pelle e lo confermo a tremila! Ci sono cittadini italiani che sono stati deportati dalle loro case e spediti nel paese originario – dei genitori – prelevati nel pieno della notte, senza prove e con accuse insulse, senza un processo, senza la possibilità nemmeno di far chiarezza e influenzare l’opinione pubblica, calpestati nella dignità e nell’orgoglio… perchè? Per dimostrare che ci si poteva vendicare per i morti di Nassirya!! Mhà! E mica hanno preso irakeni o… kessoio… no, italiani. Cittadini italiani. Musulmani. E nessuno fiatasse, per favore! Altrimenti sei un collaborazionista. E allora non so se dire menomale che non ho un padre o una madre arabi, perchè altrimenti mica mi potrei permettere di parlare così… Italiana purosangue!! E musulmana! E se mi mandassero a vivere in Marocco mi farebbero 1 grande piacere… Almeno noi ke ce lo possiamo permettere abbiamo il dovere di parlare!! Ti ringrazio, Lia, perchè per me sei più di una sorella!
e non ricordo più chi inorridisce ad identificare musulmani ed arabi..
ho letto tutto tutto d’un fiato.. senza prendere appunti…
ho letto soprattutto lia.. che, pur non essendo musulmana, sente più forte di tutti gli arabi il suo essere diversa..
chè non avete idea di cosa voglia dire essere musulmani oggi.. qui dove altrove.. qui più che altrove.. perchè se non ci sei nata musulmana devi difenderti dalle accuse di tramare contro il tuo paese… di essere il nemico..
chè nemmeno mi vogliono dare le moschee per andare a farci i cavoli miei.. e chi non me le vuole dare è uno che pontifica dalle colonne del corriere della sera.. covo di serpi.. e lo fa mettendo il vestito buono del musulmano che.. com’è che ha scritto il suo lacchè da dacia? ahn.. si.. è pacato e moderato e non aggredisce il suo interlocutore.. è vero.. lui non aggredisce.. chè alle ragazzine le svastiche sulle braccia le graffiano persone che hanno letto lui e la fallaci.. a cui la risposta di terzani è scivolata addosso come l’acqua del po, quella che ogni tanto va bevuta per fare anticorpi..
no.. io lia la capisco… ho reazioni diverse dalle sue.. ma la capisco.. e le sue parole scorrono dentro come fuoco..
e ha terribilmente ragione a dire che forse non ci rendiamo conto davvero di quello che ci accade attorno.. come chiunque è particolarmente coinvolto da qualcosa.. il suo è uno sguardo più freddo.. perchè ha avuto le palle di andare via e crescere lontano di qua..
è che il discorso del “nessuno si fa bruciare in una città dove la sinistra non vince” fa abbastanza ribrezzo… soprattutto se a farlo è la sinistra in cui credo.. perchè, caxxo, io ci credo.. e pretendo che ci credano anche loro.. e me ne frega un cavolo se qualcuno si brucerà.. abbiamo bruciato baldoni e calipari e qualche carabiniere in qualcosa che non ci riguarda nemmeno di striscio.. possibile che non si trovi un volontario a tenere il posteriore su una sedia di pelle? tanto vale affidarsi al vento.. aveva ragione baldoni…
Rabbia comprensibile. OT mi sembra comunque un fatto positivo che si facciano le primarie a Milano per decidere il candidato sindaco ecco.
Un saluto.