
Dice: “Be’, sì, fossi in Italia mi sa che voterei per Prodi: su Cadena Ser dicevano che gli manca solo di proibire il voto, a Berlusconi!”
Dico: “Be’, allora vota!”
Dice: “Oh, ma non posso! Io sono spagnola, voto in Spagna, non ho più neanche la carta d’identità italiana.”
Dico: “Ma figurati! Tu sei mia figlia, quindi sei italiana. Ti presenti in ambasciata, ti iscrivi nel registro degli italiani residenti all’estero e voti.”
Dice: “Ma no, mamma! Io non sono un’italiana residente all’estero, sono una spagnola rientrata in patria. Non credo nemmeno che sia legale, non lo accetterebbero.”
Dico: “Pupi, ti assicuro: tu sei italiana, credimi. Ti ho fatto io. Pure i tuoi figli saranno italiani. Puoi votare alle elezioni quanto ti pare.”
Dice: “Senti, mamma, non si può votare in due paesi diversi. Io sento la responsabilità di ciò che accade in Spagna, quindi voto in Spagna. In Italia ci devi votare tu. Poi io sono spagnola, insisto, e non sai che fastidio provo quando qualcuno, qui, mi chiede di dove sono per via dell’accento! E spiego pazientemente che ho vissuto diversi anni in Italia, ma è una cosa davvero seccante doverli convincere che sono spagnola quanto loro.”
Dico: “Ma infatti, tu non sei affatto spagnola quanto loro! L’italianità si trasmette per sangue, tanto per cominciare, quindi piantala di fare la gnorri. Poi tu ci sei cresciuta, in Italia, che non è lo stesso che viverci qualche anno. Anzi: tu ci sei cresciuta, in Italia. Io no. Tra noi due, quella che è cresciuta italiana sei tu, non io. Quindi non si capisce perché io dovrei sentire più obblighi elettorali di te. Semmai è il contrario.”
Dice: “Ma se non ho più neanche i documenti italiani, ti dico! E nemmeno li voglio, a che mi servono? La mia vita è qui, qui sarà la mia famiglia, qui pagherò le tasse, che c’entro io col governo italiano? Ma poi, senti: per votare in Italia, uno deve sempre sentirsi rassegnato. E’ quello, il sentimento con cui vi preparate sempre alle elezioni, voi. E non c’è sentimento che io detesti più della rassegnazione: mi fa proprio orrore, guarda! Mi spiace, ma non posso. Brr.”
Dico: “Eh, dimmi: ma davvero da voi si vota volentieri? Cioè: uno va a votare e si sente bene mentre lo fa?”
Dice: “Ma sì, che domande. Guarda: pure il PSOE ha avuto un periodo in cui era diventato abbastanza orribile. E, infatti, ha perso. Allora si è rinnovato e, infatti, ha vinto. Qui funziona così.”
Dico: “Aspe’, ma ho sentito dire che Zapatero va sparando agli immigrati di Ceuta.”
Ruggisce: “Cosa?? Calunnia! Chi dice questo? E’ stato il Marocco e, anzi, Zapatero ha dovuto fare autentici miracoli diplomatici, dopo ‘sto casino. Ma che diavolo dite, voi in Italia?”
Dico: “Boh, è un periodo che seguo poco, leggiucchio qua e là. Ma poi non è stato condannato quel giornalista di Al Jazeera?”
Dice: “Mamma, senti: questo è un paese democratico e, di conseguenza, qui la magistratura è indipendente. Non so come siete abituati voi ma qui, ti assicuro, se un giudice condanna qualcuno non ce la si può prendere con il governo.”
Mugugno.
E intanto immagino la bambina che va a dormire con la Costituzione spagnola tra le braccia, come un tempo si faceva col peluche.
Mi è diventata patriottica, beata lei.
“Perché noi qua, noi là, la nostra economia va bene, gli immigrati sono percepiti come una risorsa, sto studiando le agevolazioni per comprare casa, il problema grosso è la faccenda dello statuto catalano perché là Zetapé rischia, te ne parlerò.”
Lei lo chiama Zetapé, Zapatero.
Mezza Spagna lo chiama Zetapé.
ZP, sarebbe.
Che il cielo lo mantenga all’altezza di tanta serenità da parte dei suoi compatrioti.
Oggi mi è giustappunto capitato di vedere Viva Zapatero al cinema, finalmente.
E c’era Petruccioli, come ben sa chi ha visto il film.
Uno esce che sta male.
A un certo punto, c’è una frase della Guzzanti che recita più o meno così: “Libertà non può essere solo avere la possibilità di votare periodicamente contro se stessi.”
Pensavo alla memoria e al fatto che qui siamo sempre nel Grande Presente, nella periodica emergenza sempre uguale.
Vedevo le date delle varie performance di Berlusconi, nel film, e ricordavo cosa facevo io allora.
1995: “Ah, allora fu quando ci mettemmo disperatamente a fondare il PDS nel feudo berlusconiano!”
2002: “Uh, lì è stato quando abbiamo iniziato a preparare l’espatrio!”
2005: “Ancora, gessù.”
E Petruccioli.
Ma l’avete visto, Petruccioli?
E dove lo candideranno, i DS, in che collegio? Così, per sapere.
Aggiornamento: Webmaster al telefono, appena rientrato a Bolzano: “Santo cielo, quel Petruccioli. Indecente. Raccapricciante. E quello era il presidente della commissione di vigilanza della RAI, ma ti rendi conto??”
E quindi gli chiedo: “Ma allora, dimmi: se ti presentassero Petruccioli a Bolzano, alle elezioni, tu che faresti?”
Silenzio.
Ancora silenzio.
E poi, dalla cornetta, emerge la voce di uno che deve decidere se amputarsi una gamba, più o meno: “Guarda, io rimango della mia idea. Credo che Berlusconi vada fermato. Quindi, voterei Petruccioli. Voto Petruccioli.”
Un popolo di eroi.
Penso confusamente che questo patibolo elettorale abbia pochi equivalenti, al mondo, e che meriterebbe di essere studiato all’estero.
E’ una particolare variante di democrazia bloccata anche questa, mi pare.
Che roba pazzesca, senti.

Ma perché l’Italia sotto la DC non era l’esempio perfetto della democrazia bloccata? Sì siamo messi male, ma perbacco, anche questa tendenza nazionale, atavica e immarcescibile a cercare sempre si svicolare, a cercare la crepa che che ti permette di ritirarti nella tua bolla e non pensarci più. Certo che le ragioni ci sono, validissime, definitive, inappellabili e andranno ad aumentare. E le crepe di cui prima sono diventati burroni: sarà anche per questo che nella disperazione pare si sia trovata finalmente una unità e una compattezza che ci sono voluti anni a mettere insieme. A dispetto di Petruccioli, De Bortoli e De Masi.
Qui stiamo e quando devi ritrovare il bandolo della matassa dopo che a tal punto si è ingarbugliata l’operazione è dura e dolorosa. Ma da qualche parte bisogna cominciare.
Gli spagnoli Zapatero se lo sono cercato e se lo sono trovato. Gli italiani sono gnagnerosi, votano tirati per i capelli, col mal di pancia, perché tanto si sa che non cambia niente (e saranno circa 500 anni che lo dicono). Conseguentemente vengono omaggiati di un terrificante Berlusconi e di una sinistra votata al mimetismo. Quello che hai scelto sul menù poi ti viene portato.
Lia certo che a te tocca la parte più difficile, sei la mamma mica per niente. Che poi comunque col tuo stato di servizio, tu e solo tu, potresti anche essere esentata, ma non credo che come soluzione ti soddisferebbe.
ciao
E Petruccioli.
Ma l’avete visto, Petruccioli?
E dove lo candideranno, i DS, in che collegio? Così, per sapere.
Ti prego Lia! non affondare il coltello. che ancora sto male a pensare che lo ho votato nel 94 !!! (come era? “l’allegra macchina da guerra? “)
Penso che almeno qullo non lo presenteranno… e come lui molti altri
un abbraccio e torna ad insistere con la “spagnola”!
Renzo
Ahem: io non è che insista, con la spagnola.
Caso mai è lei a insistere con me…
Io mi limito a stuzzicarla nella ricerca delle sue contraddizioni, ma solo per tenerla allenata. :)
Sì. Patibolo elettorale è la definizione giusta. E non dall’altroieri, però. Il problema, infatti, è che continua. Si persiste nel non trovare soluzioni. La sinistra è più sfigata, in senso ontologico, dell’Inter, per fare un paragone molto nazionalpopolare e anche un po’ svilente. Quelle primarie erano ridicole. Il solito modo italiano, fatto di finto professionismo e gratuito sussiego, nel gestire le cose. Quei 4 milioni sono degli eroi davvero. Io personalmente l’eroismo non ce l’ho nel carattere (anche se a tempo debito per forza di cose voterò come devo). Ah, che peccato.
scusatanto
non avevi detto che l’argomento voto era definitivamente chiuso a casa haramlik?
ti sta prendendo la foga. anche a te, eh?
seriamente. tu hai ragione. pupi ha ragione.
e intanto siamo qui: che fare?
(fare, dico, non brontolicchiatterare)
sissì, sempre emergenza, losoloso (per questo non voto da anni).
ma se tu vedessi la censura che c’è nelle redazioni più ignote, a carico dei redattori più ignoti, nelle situazioni davvero ignote, urleresti come una pazza. davvero.
quello che si vede fuori è il primo strato della cipolla.
in questo condizioni io sono assolutamente determinato a cancellare dalla vita di questo paese il berlusconesimo, e allo stesso tempo voglio vedere fuori dai coglioni, scusa il francese, massimo d’alema, che è stato il primo a mettere la mordacchia alla stampa, prima ridicolizzandola (per il pubblico) e poi stringendo i vari cappi che aveva a disposizione quando arrivò a palazzoggiggi, DOPO aver fatto fuori (con le sue mani) prodi.
ok.
passo primo: addio berlusca
passo secondo: io vi sfondo il culo a calci se fate un’altra stronzata, massimì e amici tuoi.
spero di essere stato chiaro.
sennò, pace.
lia, comunica alla chica (a proposito: per quanti camelli la dai via?) che non sono solo i media italiani a propalare questa visione dei fatti di ceuta.
ricapitoliamo:
durante il terzo assalto nella notte tra il 28 e il 29 settembre sono morte almeno cinque persone: due mentre scalavano il muro di confine, altre due uccise in territorio marocchino dai proiettili di gomma sparati dal territorio spagnolo, la quinta non si sa.
questa versione dei fatti, ancorché non conforme a quella ufficiale spagnola, è quella riportata per esempio dai giornali tedeschi (http://www.taz.de/pt/2005/09/30/a0112.nf/text, http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,377256,00.html) anche se non da quelli inglesi (http://observer.guardian.co.uk/international/story/0,6903,1582959,00.html): la situazione non è chiarissima, tanto che amnesty international chiede di aprire un’inchiesta su quello che è successo (http://www.amnesty.it/appelli/Marocco)
di certo c’è comunque che camacho il 29 settembre al parlamento spagnolo ha detto che entro febbraio il governo provvederà ad innalzare il muro di cinta di ceuta da tre a sei metri (non troppo distante dai sette del muro tra israele e cisgiordania): a me sembra che non sia l’idea più brillante e socialista che un governo possa avere.
(e per il resto, viva zapatero!)
Cosa fare ?
Il mio consiglio, molto banale e molto terra terra, è di andare a collaborare con un partito.
Lo so che non sembra bellissimo, ma i partiti sono le strutture che alla fine dei conti hanno il potere. Se nessuna persona perbene e in gamba ci lavora dentro, restano solo gli sciagurati e gli incapaci.
Oltre tutto, ci sono spazi per fare cose che voi umani non immaginate neppure… Sono talmente privi di idee e pensano talmente tanto a tenersi stretto il potere, che qualsiasi idea nuova e un minimo interessante diventa subito buona.
L’unico problema è che gliela dovete spiegare lentamente. Lia, hai presente quando fai lezione ai tuoi studenti ? Uguale.
P.S.: Dai che vi fanno le primarie per il sindaco di Milano…
Tua figlia non ha torto.
La tua percezione di Zapatero poi risente dei primi contatti con il sistema mediatico italiano e l’immagine distorta che ne viene prodotta.
Da quando è diventato un modello per alcuni italiani “di sinistra” tutti gli altri (la destra e l’altra sinistra) stanno impazzendo facendogli le pulci e cercando il classico pelo nell’uovo.
A me Zapatè è piaciuto quasi da subito.
Senza lanciarsi sui massimi sistemi sin da quando ha ridotto (dopo 2 settimane di governo) l’iva sui libri all’1% e sui cd al 4%, per esempio.
Su Viva Zapatero ho un paio di cose da dire, ma finirei per ripetere gli argomenti usati in un mio post-sfogo e sono le 4.24 per cui mi faccio pubblicità e inserisco direttamente il link.
http://notuno.splinder.com/1127497230#5806551
Ah, anche sui dubbi che i petruccioli di turno scatenano negli anti-berlusconiani disperati e senza alternative ho detto delle cose sul mio blog (qua : http://notuno.splinder.com/1126641576#5715537 ) la mia soluzione è tristemente simile a quella del webmaster di bolzano, ma mi faccio troppa pena per ammetterlo.
Almeno fino al 9 aprile prossimo.
Rotafixa, non mi è chiaro un punto, il secondo.
Dici: “passo secondo: io vi sfondo il culo a calci se fate un’altra stronzata, massimì e amici tuoi.”
E come?
Sono seria: tutti dite che cominciamo a eleggerli e poi vediamo. Poi vediamo cosa, come?
Vorrei che mi venisse spiegato.
Io ricordo che non c’è cosa grave su cui questo governo non si sia trovato le porte spalancate dal governo precedente: conflitto di interessi, interventi armati all’estero, riforma di scuola e università, i bavagli alla stampa di cui parli.
Sfondargli il culo a calci la volta scorsa è consistito nel vedere eletto Berlusconi.
E la prossima?
LEggo e apprezzo il tuo blog da tanto, pur non avendo quasi mai commentato, però…
Però.
Avendo molti amici a Bilbao, Donostia, Andoain e Vitoria, amici che hanno tutti quanti parenti in galera se non sottoterra, qualche volta per colpe anche gravi, ma spesso anche solo per aver parlato euskera davanti alle persone sbagliate, digli alla pupina che la merda del governo spagnolo puzza come quella degli altri (e perdona il francesismo…).
E con Zapatero non mi sembra profumare meglio.
Essere spagnolo dev’essere una figata, lo è molto meno se non lo sei ma sono loro che ti governano…
Io ho fatto promessa di silenzio per quanto riguarda la situazione italiana e la rispetto con enorme piacere (perchè capirai Liotta che costa un gran sacrificio anche a me trovare le ragioni del voto, lo immagini vero); ecco, però, per quel che riguarda la Spagna, ti dico che questa mitizzazione la trovo un po’ strana.
Non mi dire che ZP l’hanno cercato, perchè.. no, non è vero; ZP si è ritrovato a governo non diciamo per caso, ma per una coincidenza un po’ dolorosa. E qui non tolgo il merito agli spagnoli di essersi saputi un attimino alterare. Purtroppo la malattia della memoria corta è un male contagioso, anche i nostri cugini il Prestige se l’erano dimenticato dopo un anno, se non ci fosse stato l’11 Marzo ZP sarebbe stato ancora il capo dell’opposizione (un’opposizione un po’ mediocre, tra l’altro). Comunque non lo sminuiamo questo signore, credo che se li meriti i complimenti non foss’altro per un paio di mosse.
Per quel che riguarda i giovani spagnoli invece, a livello di.. non so come dirti, diciamo interesse politico, non mi sembravano così ‘attenti’.
Premetto che la mia è solo una percezione che scaturisce dall’esperienza personale, quindi non statistica, ma ricordo benissimo che nei 2 anni vissuti in Spagna notavo con stupore quanto poco interessasse la politica ai miei coetanei.
Di più. Notavo quanto poco ne sapessero della loro storia recente a cominciare dalla famosa Guerra Civile.
Lo sai che nessuno mi ha mai saputo dire che cosa avessero raccontato i loro nonni di quegli anni? Era tanto il mio stupore che mi lessi tutto il malloppo di H. Thomas e, una volta entrata in una famiglia spagnola, chiesi spiegazioni di questo disinteresse.
La risposta fu che erano successe cose talmente brutte all’interno delle famiglie che si era preferito dimenticarle totalmente. E lo hanno fatto, perchè senza i racconti dei nonni si perdono un sacco di cose.
Io ci vedevo anche del positivo in questa leggerezza, la mancanza di posizioni ideologiche ataviche mi sembrava un gran vantaggio, ma d’altra parte vedere che al telegiornale lo spazio per le notizie politiche occupasse un paio di minuti mentre quello riservato al calcio una ventina.. beh, mi lasciava perplessa.
Magari ora le cose sono diverse, magari stanno cambiando, magari il mio campione pseudo-statistico era anomalo.. comunque le mitizzazioni sono sempre un po’ strane.
Baci sugosi e solidali.
era inteso letteralmente.
stavolta li inseguo per strada quando li vedo;-P
Lia: la tua attitudine da pasionaria mi sta contagiando. Oggi m’è scappato un post un tantinello “di pancia” di quelli che dopo “ahhhh, mo’ l’ho detto e non rompetemi gli zebedei”.
Quanno ce vo’ ce vo’.
PS: io tifo per la tesi del Webmaster, ma questo già lo sai. :-)
PS2: mi sa che se io e suz facciamo un figlio è capace che ci nasce già palestinese honoris causa. :-)))
Sul turarsi il naso e il votare certa gente, non mi trovate d’accordo. se uno e’ monnezza non lo voto. PUNTO. che sia di destra o presunta sinistra, se vuole il mio voto deve meritarselo. FI non se lo merita, questa unione non credo se lo meriti. Mi piacerebbe votare verdi o radicali, al massimo rifondazione comunista.
Sulla Spagna… bel paese, grandi potenzialita’,democrazia giovane dopo anni di franchismo , ma troppo “nazionalisti”, un po’ come gli italiani (mica per niente ci hanno dominato per qualche anno).
Ecco, i problemi dell’italia magari derivano dal periodo di dominazione ispanica…
http://www.cronologia.it/storia/aa1523a.htm
[da leggere tutto](adoro la storia e questo sito e’, secondo me stupendo)
Petruccioli mi fa venire l’itterizia..
Convinci la chica…dite voi.
La Lia è subdola.
S’attacca all’emergenza italica per portare avanti il suo discorso personale.
Credetemi è così.
La Pupina le ha macinato il cuore dicendo che pensa di metter su casa in Spagna.
Lia la figlia la vorrebbe qua.con lei…magari legata col cordone politico,almeno per un voto,per una volta ancora..solo questa…tipregotiprego..tre giorni,quando si sanno i risultati torni là.
Ma Pupi non ci casca.(non ci cascare,capito?)
Anzi,affonda…qui si sta bene,l’economia tira Lapo docet),votiamo con piacere….Rilancia duramente,minando le convinzioni della povera Lia.
Previsioni.
Lia fra un anno non ne potrà più(è già avviata su questa via),Pupina s’è comprata casa,..che fa Lia?
“Signori,non amo gli scatoloni ma la Spagna è vicina,Pupina l’aiuto io……ciao ciao.”
E qui si apre un ventaglio di situazioni tra l’esilarante ed il drammatico….stimo nella vostra fervida fantasia.
Ed Israel?Sempre tuo genero?
Vada,vada…vado vado..
Lia, condivido l’immagine del patibolo. L’ho vissuto per anni di roserussoiervoline, petruccioli, dalemi e compagnia. Eppure non si può lasciare il paese in cui si vive ai berlusconi. Spiego il mio punto: sono uguali, gli uni e gli altri, non c’è dubbio. fassino, D’Alema, Rutelli, sono fatti con la stessa pasta di Bossi, Follini, Buttiglione.
Ma.
Il “ma” è l’impero di Silvio.
Possiede tutto il business e il Parlamento.
Blocca qualunque iniziativa in concorrenza con lui.
Ricatta le testate con la sua potenza di investimento pubblicitario.
Eccetera.
D’Alema e Rutelli quella potenza lì non ce l’hanno. Quindi sono strutturalmente meno pericolosi.
Ergo voterò perfino le facce da viscido maiale tipo quello lì della RAI.
Prima devo mandare via Silvio. Dopo, comincerò a sostituire le facce da maiale e da mascalzone latino con facce migliori. Già lo sto facendo a Milano, mi toccherà farlo anche in itaglia.
Serve una mano però.
A Lia & Pupina:
la gente che frequento io è quella che una volta costituiva l’ex centro sociale occupato di Bilbao, lo stesso per Andoain e, per il resto, quelli che appartenevano alla scena punk basca anni 80. Per cui gente al 99% anarchica e non certo nazionalista, che ha avuto i suoi bei scazzi con le rispettive direzioni locali dei partiti indipendentisti (occupare uno spazio e autogestirlo senza passare da certi partiti – EH e simili – non è stata una passeggiata indolore).
Gente che, comunque, ha per la quasi totalità qualche parente in galera.
Questo tanto per dire che non sono un fan con paraocchi della questione basca ne tantomeno un supporter di ETA (per quanto possa valere, detto da uno che non è ne basco ne spagnolo).
Mi leggerò i post sulla questione che tu (Lia) hai citato appena chiuso ‘sto commento, però penso sia impossibile negare che “l’impazzimento” non sia ascrivibile esclusivamente ai baschi… Anche il governo spagnolo, da Franco in poi e nessuno escluso, ci ha messo del suo, almeno questo concedimelo!
Comunque, non era per dibattere la questione basca che avevo commentato qualche ora fa, ma solo per dire che Zapatero mi sembra una patacca come la madonnina sanguinante di Civitavecchia.
E’ solo che sta cosa di vedere il giardino del vicino sempre più verde mi sembra una cosa da illusi. I famosi “poteri forti” che guidano le scelte politiche ed economiche principali dell’occidente sono gli stessi qui come la. E finché sarà così, possiamo stare a farci tutte le seghe che vogliamo su quanto Zapatero dica cose di sinistra (come se fosse difficile, in confronto alla sinistra imbarazzante che manovricchia di qua), ma da qui a pensare che ci indichi il radioso cammino verso il sol dell’avvenire, che la merda in Spagna non puzzi come qui, sai… boh, nutro qualche dubbio.
Poi, perdonami, ma in questi giorni se penso alla Spagna penso alla mia vecchia conoscenza tra i punk madrileni, Kike Turmix, cantante dei Pleasure Fuckers, che è morto di tumore pochi giorni fa. Un basco di nascita ma radicato a Malasaña. Uno che cantava “rock’n’roll es una maquina pa matar fascistas”. Mi bevo una birra alla sua memoria, mi metto su un disco dei Pleasure Fuckers, o anche delLa Polla Records, perché no? E a Zapatero e Prodi, alla destra e alla sinistra, in modo fose un po’ troppo stile vecchio punk, ci scatarro sopra.
Solo per stasera, permettimelo.
Delio: grazie. La Pupi leggerà e commenterà, eventualmente.
Pure il migliore dei mondi possibili va messo in discussione quando è il caso, direi. :)
PedroB: però la vita è una, e uno dovrebbe impiegarla a fare ciò che gli somiglia e gli viene bene, credo.
Chiara: ma il telegiornale di TVE è infinito, a dire il vero.
E ci ho visto alcune delle cose migliori degli ultimi anni, quando ero in Egitto e lo seguivo con la parabola.
Poi, sì, la gente fa poca teoria e parla poco delle cose serie, da quelle parti. Però, appunto, quando serve fanno poche seghe e molta azione.
Comunque sono un po’ a disagio pure io nelle generalizzazioni, specie nello spazio di un commento. :)
Ehi, Pedro: io pensavo che non mi parlassi più..! Meno male, mi sono sbagliata. :)
Old, perfido: sì, sempre Israel, so’ tenaci. Che, a proposito, mi hanno raccontato succosi aneddoti sul viaggio in Egitto con quel nome appresso e, un giorno che sono in vena, ci devo fare un post. Comunque Is ha passato il tempo a rispondere alla domanda “Come ti chiami?” con un intero “Mi chiamo Israel ma non per questo sono favorevole alla politica drammaticamente lesiva dei diritti dei palestinesi portata avanti dallo Stato mio omonimo e sulla quale colgo l’occasione per esprimere tutto il mio più fermo dissenso!”
Pare che gli egiziani lo guardassero con gli occhi tondi, a quel punto. :)
Vandalo: temo che, su questa questione, siamo lontani anni luce.
Mia figlia ha mezza famiglia basca, io ho frequentato la zona di frontiera tra Paese Basco e Castilla per 13 anni e, francamente, la faccenda mi fa venire la scarlattina.
Ho spiegato il perché in alcuni post che trovi nella categoria “Cose di Spagna”.
Se dopo averli letti deciderai di non leggermi più, lo capirò.
Ma dirmi che i baschi “non sono spagnoli” mi fa cadere tutto il cadibile, visto che ciò che oggi conosciamo come Spagna è stato fatto in buona parte dai baschi stessi lungo secoli di storia che li hanno visti combattere le stesse guerre, difendersi dagli stessi nemici, conquistare le stesse terre di tutti i loro compatrioti. E che, senza il contributo dei baschi, la letteratura, la cultura, l’arte e tutto ciò che fa della Spagna ciò che è sarebbe radicalmente diverso.
Io trovo che lì, negli ultimi decenni, siano semplicemente impazziti. Con la complicità di una sinistra europea che ha scioccamente appoggiato un movimento essenziamente razzista che “di sinistra” non ha nulla, per un malinteso antifranchismo e per non poca ignoranza.
Parlare Euskera davanti alle persone sbagliate, nel Paese Basco, è davvero difficile, visto che la zona è bilingue e che l’Euskera è protetto dalla Costituzione.
E’ più facile che ti uccidano, o che ti brucino la macchina, ti taglieggino e ti rendano la vita impossibile se parli spagnolo davanti alle persone sbagliate.
E che, magari, lo faccia un indipendentista che di cognome fa Rodriguez.
Mia figlia voleva andare a fare l’università in Euskadi, non a Madrid. Casa sua è a un’ora da Bilbao, sarebbe stata più comoda.
Non gliel’ho permesso: sapendo che ha pochi peli sulla lingua, persino meno di me, e che non parla euskera, ho temuto per la sua incolumità, considerando le logiche da branco che vigono lì. Io, da napoletana, a vivere rinchiusa nelle roccaforti della Lega ci starei male. Ecco: lì è molto, molto peggio.
Esistono movimenti di cittadini che, da anni, cercano di liberarsi da questo ozioso, irrazionale delirio da perseguitati ricchi che ha preso in ostaggio una regione intera causando una delle più insensate carneficine d’Europa.
Fino a quando non ci saranno riusciti, io sarò più tranquilla immaginando mia figlia in Siria, in Iran o in Palestina che lì.
Tutto può succedere, ovunque. Ma che ci sia almeno un perché.
Lì, quello che manca è il perché.
E, francamente, non lo sopporto.
Non ce ne sarebbe bisogno ma ci tengo a solidarizzare con la mia cara Lia sul tema basco; anzi ne approfitto per sfogare il disgusto che provo ogni volta che entro in un circolo Arci qui a Bologna e vedo manifesti a favore dellEta e del separatismo.
Proprio il mese scorso il mio consorte gallego, leggermente contentillo per qualche gin tonic di troppo, ha chiesto spiegazioni di questa presa di posizione al responsabile del circolo il quale, con aria poco raccomandabile, lo ha invitato ad andarsene visto che non approvava il contenuto dei manifesti.
Non vi dico come cè rimasto male il povero galleguiño.. e neanche quanto cho messo io a trascinarlo fuori dal baretto.
Sinistra superficialità, anche questa.
Allora, sono assolutamente d’accordo con mia madre sul tema dell’indipendenza basca. Io non so che circoli frequenti tu Vandalo, ma ti consiglio di passare dalla Rioja, su, su, su fino a Bilbao, andare a Vittoria, e poi tornare verso la Rioja alta, ritrovo estivo di moltissimi baschi (quasi tutto il mio gruppo di amici é basco), e poi riparlarne.
Potrei raccontarti un sacco di aneddoti dei mesi estivi che ho trascorso lavorando vicino alla frontiera tra Euskadi e la Rioja, ma davvero é meglio che ci faccia tu un salto.
Per il resto credo che la situazione politica italiana abbia decisamente bisogno di una svolta, e che Lia dovrebbe votare. Qualsiasi cosa é meglio di quello che avete ora.
dimeticavo… ma almeno le conversazioni telefoniche fatele via pc con skype che non costa niente
http://www.skype.com/intl/it/ e funziona bene ^_^
Mah… a me sembra che più che decidere di amputarsi una gamba ci si chieda di scegliere tra tagliarsi il testicolo destro o il sinistro. Io a votare ci andrò, semplicemente perché questa gente è pericolosa e va cacciata a pedate nel didietro. E dopo averla cacciata va abbandonata nel canale di Sicilia su un gommone malridotto con mezza minerale. E’ innegabile che un’opposizione vera e soprattutto credibile e duratura in questo paese non esista, ma il problema è che per costruirla ci vuole tempo e fatica, non si fa in un anno ma nemmeno in quattro o cinque, e certo non in qualche “fiammata” di movimento, che pure sarebbe auspicabile. Senza la pretesa di dire una cosa nuova: il berlusconismo non è solo Berlusconi, ma è un’idea della politica e della società che ha contagiato anche la sinistra e della quale dobbiamo disfarci.
mi piace l’opinione di pupina
e me sa che s’era capito…
ma lia è osso duro e sono pronto a scommettere tutte le mie bici che non ascolterà altro che la sua testa. anche se la maggioranza degli interenti qui la spingono a votare.
e io l’adoro uguale
anzi forse di più.
Mi sembra strano che in tutti questi post e commenti su voto sì voto no nessuno abbia accennato alla riforma della legge elettorale passata alla Camera. Né si è fatto alcun distinguo all’interno della sinistra. Lia, Miguel: la sinistra non sono solo i DS. Ci sono dei piccoli partiti che mi sembrano più votabili. È vero che le nuove regole elettorali, tra sbarramento al 4% e premio di maggioranza, sono fatte apposta per scoraggiare chi intende votare per i piccoli (http://www.wema.it/art.asp?id=2228). Però è anche vero che questi piccoli potrebbero crescere un po’ se la protesta e il disgusto si traducessero in voti per loro anziché in non-voti. E comunque un voto che rischia di andar sprecato è pur sempre meno inutile di niente. Serve se non altro a distinguerci dai menefreghisti.
Un altro aspetto della riforma elettorale per me demotivante è la perdita della possibilità di indicare preferenze per singoli candidati. Anche all’interno dello stesso partito c’è spesso una bella differenza tra persona e persona. Comunque andrò a votare. L’arma del voto è una delle poche che ci rimangono.
Que tal todos!
Se ne vedono di tutti i colori, e non si ferma qui. Ne troveranno di altri, tutta la gamma del visibile e oltre, molto oltre. Non accennano a fermarsi e questo dovrebbe mettere a dura prova gli ottimisti, per inguaribili che siano. Ma perche tutto questo non solo avviene, ma e diventato quasi abitudine? Un caffemolto lungo, una ex-cirielli alla crema, un cucchiaino e mezzo dindignazione, pronto per unaltro giorno itagliano. Partiti che si dicono socialisti che vanno da destra a sinistra, si dividono, e poi, nemmeno fossero felici e sbronzi se le danno pure per un paio di petali. Il Ministro Tal che decreta Qualcosa per combattere Qualcosaltro. Le Odi alla Verita e le Invettive contro la Menzogna. Vien voglia di abbandonare il mondo e ritenersi fortunati e senza rimpianti.
Fino a quando non leggi una reazione vera, una dichiarazione di non voto. Non perche tanto peggio, tanto meglio, ma perche, anche se tardi, qualcuno ha deciso che a volte scendere a compromessi e non solo tradire se stessi, ma non avere fiducia nel cambio in cui si crede, che forse non puo essere ragiunto seguendo le vie del salvataggio demergenza, della ciambella alluomo in mare, dando potere a qualcuno che da lorticaria, per sopravvivere a un cancro. Certo visto cosi si potrebbe dire che e meglio patire per lorticaria. Ma oggi si sa che i virus mutano provocando una morte meno sofferta, ma piu lunga e forse, altrettanto sicura.
La mente dellaffarista, del politico cialtrone, dellassetato di potere nellassenza di scrupoli che oggi tappezza le poltrone RAI e merdaset e semplice e spesso risponde ad istinti. Mettere in moto la ratio per sfiorare idee piu alte, piu nobili, meno egoiste e piu vere, richiede troppo sforzo e spesso nasconde agli occhi la ricompensa (non materiale!). meglio la pecunia adesso, meglio la poltrona su cui rilassare le chiappe mentre il resto puo aspettare, o si puo dimenticare. Tra istinto e soddisfazione dellistinto non ce soluzione di continuita, non ce ragionamento ne sentimento. Lunica cosa che puo fermare la corsa allistinto soddisfatto e unaltro istinto, Altrettanto semplice, altrettanto diretto: la paura. La maggior parte di questi esseri, forti con i deboli e lecchini coi potenti, fanno cio che fanno solo perche non conoscono cio che mastro rotafixa puo far loro per ripagar tradita fiducia. Sono cosi sicuri di poter fare tutto cio che fanno senza preoccuparsi di dover apprendere concetti come dignita o onesta, per colpa nostra. Perche non hanno paura di noi e delle nostre reazioni. Voterei volentieri se dietro rotafixa ci fosse una marea di piedi e mani pronte a scrostare dalle poltrone questi piccoli uomini che hanno speso troppo tempo in sezione e troppo poco a conoscere luomo. Se sapessi che non sbaglieranno perche hanno paura della reazione di chi li ha messi dove stanno allora il voto sarebbe mia volonta invece che estremo rimedio. Ma se vedi che anche da questa parte sbagliano prima ancora di cominciare, beh, vien voglia di seguire Lia.
Ieri moriva Rosa Lee Park. Senza paura un autista le disse di alzarsi. Senza paura un polizziotto la arresto. Senza paura unintera societa continuava a segregare. E senza paura, con prepotenza, chi aveva potere non cambiava nulla fino a quando
Questo blog e….fresco
Toute la bonheure du monde a toi, Lia.
Ciao Lia, ti volevo ringraziare per donarmi quotidianamente preziose perle di riflessione sulla società italiana.
Credo di aver letto il tuo post da un punto di vista diverso rispetto a quello che leggo nella maggior parte dei commenti: ho letto la classica dicotomia (che pervade un po’ tutto il tuo diario) del combattere o fuggire.
Da lì ho preso spunto per un mio post ( http://cynicblood.blogspot.com/2005/10/un-eroe-di-34-anni.html ) chiedendo agli amici più vicini cosa ne pensassero: mi hanno risposto solo coloro che vivono fuori Italia…
Sono deluso, il mio era un grido di dolore caduto nel vuoto.
Io, che credo che la politica sia parte della nostra vita, scelta quotidiana del modo di vivere di ognuno di noi, leggo in tutto questo solo apatia.
Tornando alla politica… solo un affidare parti delle nostre vite a colui che farà meno danni, che tanto il meglio è tra le nostre quattro mura e nessuno ce lo può toccare.
A questo punto capisco d’essere solo “eroe del nulla” e forse cercherò anch’io un altro posto, dove almeno l’illusione e le speranze cureranno le ferite che la vita lascia.
Ancora grazie, Lia.
cYNic