I vantaggi di avere un blog

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Tipo: che io già sapevo di che si tratta per via dei vasi comunicanti tra Haramlik e OneMoreBlog.
Pure qualche amica lo sa.
E credo che ormai lo sappiano pure tutti quelli che leggono ‘sto blog, per quanto il paziente Rotafixa, su queste pagine, invece di parlare delle sue creature si sia ritrovato a sgolarsi su concetti tipo: “Per non bagnarsi in bici quando piove bisogna avere un ombrello.”

Insomma: cosa sia una bici a ruota fissa, ormai, comincia ad essere noto a chiunque legga un po’ di blog.

Adesso lo sanno pure i lettori dell’edizione milanese di Repubblica.

Suggestivo il titolo dell’articolo di Garimberti, ahem: “Bella e nuda come un purosangue“.

E complimenti all’anarcociclista, artista, santo e navigatore che prima o poi ci metterà in bici tutti quanti, comincio ad esserne totalmente certa.
E senza freni.

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Comments Closed

14 Commenti

  1. rotafixa
    Pubblicato 28 ottobre 2005 alle 17:43 | Link Permanente

    ma perché, non siete ANCORA TUTTI in bicicletta?

    dova cacchio ho sbagliato?

    devo rivedere la strategia.

    un inchino al gentile pubblico da questo guitto

  2. old
    Pubblicato 28 ottobre 2005 alle 22:44 | Link Permanente

    Senti, rota….hai una licenza:
    puoi fare vanghing,zapping,forcing da destra a sinistra e vice e versa.
    In avanti o indietro..di traverso.
    Puoi fare il tutto anche in bici e credo tu riesca a fare vanghing meglio che a piedi.

    Insomma fai come vuoi.
    Il voto è alto,molto alto,anche prima di vedere il raccolto.

    Movimento fisso eh?
    Movimento patinato….

    Mi sto mangiando i maroni (è stagione..a cosa stavate pensando?)cotti nel forno della cucina e sento che mi manca il fuoco del camino,anche i maroni son diversi ed ho preso un bicchiere di moscato liquoroso di Pantelleria.

    Alla tua salute ed alla salute della mia casa sull’appennino che è ingessata dall’impalcatura…presto sarà di nuovo mia.
    Là ci sono i veri maroni,il fuoco,l’orto..tutto.
    Ciao filosofo

  3. Pubblicato 28 ottobre 2005 alle 23:52 | Link Permanente

    Lia, passa alla fissa, vedrai che Milano è più bella di quello che sembra. E comunque se il mio candidato diventa sindaco, lo metterò all’angolo finché non prenderà come consulente per la mobilità “Mastro Nostro Rotafixaro”.

  4. rotafixa
    Pubblicato 29 ottobre 2005 alle 03:11 | Link Permanente

    old, grazie/3
    é il mi che ci ha indotto a pensare…
    comunque sull’appennino è meglio che in città. mi raccomando il vino rosso, che senza quello le castagne sono come zitelle.

    alberto, se un sindaco mi facesse consulente @ mobility problems&solutions sarebbe il figlio pazzo di nicolini (quello irrecuperabile, dico)

    già sogno un’enorme gara di ciclomeccanica in duomo…. diciottomila persone con famiglia (ergo 18.000×3 almeno) che riparano scassoni portati da ogni dove
    (dentro il duomo, che ti credi)
    e fuori allibratori, mecenati, prosseneti e passanti tagliaborse. qualche fiammiferaia mannara.
    si può fare il giorno di s.ambrogio, ogni anno.

    la notte verso le 3 corso di lotta con telai d’epoca, al lume dei roghi.

    ora mi sveglio, eh. giuro

  5. Pubblicato 29 ottobre 2005 alle 11:19 | Link Permanente

    Mi raccontava mio fratello che al noleggio di bici ad Amsterdam gli hanno rifilato una bici del genere… e lui puntualmente è caduto in un roveto. :D
    Chissà, magari al nord usa di più…

  6. paolo27
    Pubblicato 29 ottobre 2005 alle 12:22 | Link Permanente

    Ma come si fa a girare in bici per Roma con una ruota fissa? Ossia come faccio a non sputare i polmoni salendo sull’Aventino e a non mulinare le gambe come un cartone animato sul piano (per non parlare delle salite… quando le scendi!!!)
    Per il resto confesso che oggi tra la bici e la spider ho scelto quest’ultima. Lo so, sono pigro…
    ;-)

  7. rotafixa
    Pubblicato 29 ottobre 2005 alle 17:07 | Link Permanente

    come si fa?
    si fa.
    se pedali piano e con un rapporto agile l’aventino manco lo vedi, così come il gianicolo
    in discesa controlli continuamente la bici e non te la fai scappare da sotto
    se vuoi monti un freno. ma io lo ritengo inutile e esteticamente inaccettabile.

    bella scelta, la spàider… a che serve?

  8. paolo27
    Pubblicato 29 ottobre 2005 alle 17:31 | Link Permanente

    A fare il coglione ai semafori… ;-)
    Più che altro mi piace, l’ho pagata poco, trasporta a malapena due persone e la scappotto appena posso. Assolutamente inutile in città (ma oggi è sabato) ma bella quando viaggi, specie sulle strade statali.
    E poi piace alla donna che amo.

    Ma una ruota libera a rapporto fisso e solo freno anteriore?

  9. senzafreni
    Pubblicato 29 ottobre 2005 alle 21:56 | Link Permanente

    amo la semplicita’,
    zen,
    sostanza,
    ho imparato ad amare la vertigine,
    il disorientamento,
    la paura che perdere falsa pelle provoca,
    ho imparato ad amare a superarla
    sottraendo,
    ritrovando l’orientamento nella piu’ semplice
    e perfetta delle forme:
    purosentire-puroagire.
    per questo e’ inevitabile cominciare ad amare la fissa,
    attraverso le parole del mastro.

    nero d’avola alla sua, mastro!

  10. rotafixa
    Pubblicato 30 ottobre 2005 alle 02:54 | Link Permanente

    bòno er nero, sf ;-)

    paolo27, quella che descrivi è la bc “normale”, un solo rapporto (monomarcia/singlespeed). i due freni in quel caso (oddìo che dico) servirebbero. quello davanti frena di più, quello dietro meno (il rapporto tra i due è, tagliando con l’accetta, 70%/30%).
    ma il bello della rotafixa è la pedalata, non l’avere un solo rapporto.
    per dire, nel periodo in cui ancora c’erano dibattiti sulla “superiorità” tra l’uno e l’altro modo di pedalare la sturmey&archer mise in produzione un mozzo fisso con due o tre rapporti interni, proprio per dare modo agli affezionati del fixo di avere un cambio (impossibile con il deragliatore posteriore, per via della catena che DEVE essere sempre tesa).
    poi la storia della bici ha preso la via sua.
    oggi quei mozzi sono ricercatissimi, sono molto rari e spuntano prezzi assurdi su e-bay (quello a tre rapporti arriva a 650$)
    ma di rapporto ne serve uno solo, nella massima parte dei casi.
    un tipo americano che gira su fixa diceva, a chi gli domandava che velocità si poteva raggiungere su un attrezzo del genere, rispose: “as fast as you can fucking go”. in questo caso la parola chiave è fucking: senti il ghigno di gioia?

    ps: la donna è argomento solo apparentemente risolutivo. hai mai provato il metodo “bolognese”? la donna sta seduta sul manubrio, le spalle al senso di marcia e quindi il viso rivolto al tuo, le gambe sul tubo piantone (quello che in alto finisce con la sella) e mentre tu pedali vi baciate.

  11. paolo27
    Pubblicato 30 ottobre 2005 alle 18:13 | Link Permanente

    Chapeau.
    Non so se mi convertirai ma un pensiero ce lo faccio.

  12. old
    Pubblicato 30 ottobre 2005 alle 20:52 | Link Permanente

    Sempre i migliori noi di Bologna!!!

  13. rotafixa
    Pubblicato 30 ottobre 2005 alle 22:36 | Link Permanente

    avoja!
    un enorme bacio alla magnifica bolognese che m’insegnò il metodo

  14. sensi (freni)
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 12:46 | Link Permanente

    bbono er nero hehehe! ero in un giro di cantine
    con bacco, estimatore di nettari.
    l’ispirazione fissa nata durante la
    tre giorni in barrique non e’ scomparsa
    dopo il ritorno alla realta’ (con strascichi ebbri).

    ho sbagliato a scrivere senzafreni invece di sensifreni…cambi di personalita’ inaspettati.
    che ce voj fa, ero troppo lucido per capire.

    complimenti sobri ancora una volta, mastro.
    (non solo per le fisse, anche per le soluzioni bolognesi).

Un Trackback

  1. Scritto da ciclistica.it il 28 ottobre 2005 alle 23:47

    Mastro Rotafixa ? una fixa-star

    C’? anche un bel post di Lia sull’argomento….

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