Fochette ammaestrate

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Sto per dare una notizia-bomba: l’Iran non è il solo paese secondo cui Israele non dovrebbe esistere.
Dello stesso avviso sono anche l’Afghanistan, l’Algeria, il Bangladesh, le Comore, Gibuti, l’Indonesia, l’Iraq quando si riesce a esprimere, il Kuwait, il Libano, la Libia, la Malesia, l’Oman, le Maldive, il Pakistan, il Qatar, l’Arabia Saudita, la Somalia, il Sudan, la Siria, la Tunisia, gli Emirati Arabi Uniti, lo Yemen e chissà se me ne sono dimenticati un po’.
Curiosamente, si tratta di paesi in cui non si ricordano Olocausto e camere a gas, persecuzioni contro gli ebrei condotte per secoli o cose così: stiamo mica parlando di Russia, Polonia, o di Spagna, o anche di Italia o addirittura di Germania, gessù.
Si tratta, semplicemente, di paesi contrari al fatto che ci sia Israele. Non che ci siano gli ebrei. Che ci sia Israele.
E questo non perché non riconoscano “il diritto degli ebrei ad avere una terra”.
Semplicemente, non gli riconoscono il diritto di portarla via ad altri.
Tutto qua.

Fin qui ci siamo, giusto?
Niente di nuovo, no?
Ok.

Poi arriva questo presidente iraniano un po’ grezzo, populista assai, noto per essere stato eletto dall’Iran descamisado con gran disdoro di blogger e intellettuali (vatti a fidare delle elezioni, signora mia) che, intervenendo a un convegno davanti a 3000 studenti, si fa il suo bagnetto di popolarità ribadendo ciò che chi non riconosce Israele ha sempre detto: che Israele non dovrebbe esserci.
Frase inoppurtuna e non geniale per mille motivi, siamo d’accordo. Ma “frase”, appunto.
Noi che abbiamo Berlusconi e Calderoli ne sentiamo molte, di frasi grezze e inopportune.

Peccato che, dall’altra parte, non si sia né grezzi né populisti né, tanto meno, descamisados: Israele (che intanto sta bombardando i suoi carcerati di Gaza, non vorrei dire) ti monta su un casino che neanche se le avessero dichiarato guerra e avesse gli iraniani alle porte, e mezzo mondo segue compatto.
Stupore.
Raccapriccio.
Scandalo.
Ma quando mai si era sentito, che qualcuno non riconoscesse Israele??

L’iraniano ci rimane un po’ male: fa notare che l’alzata di scudi occidentale gli pare un pelicchio strumentale, visto che saranno 30 anni che l’Iran è su queste posizioni, ma poi il temperamento nerboruto emerge, la necessità di non perdere la faccia in Medio Oriente è quella che è e il Nostro decide di non farsi mettere all’angolo ed eccolo là: solo contro il mondo e, immagino, segretamente convinto che il pianeta vada proprio alla rovescia.

Perché quest’epoca politicamente corretta è bizzarra assai: gli USA possono invadere e distruggere un paese sovrano protetti da un mare di comprovate balle, e non succede nulla.
L’Italia può partecipare festosa allo scempio salvo poi ammettere di avere sempre saputo di stare sbagliando, e non succede niente.
Israele può chiudere a chiave un milione e mezzo di palestinesi, buttare via la chiave e mandare gli aerei a bombardarli (ora, mentre parliamo) e non succede nulla.

L’iraniano fa un discorso a 3000 studenti, invece, e apriti cielo.

Poi, naturalmente, io so/che voi sapete/che io so che, dopo avere frantumato l’Iraq, si vorrebbe frantumare anche l’Iran.
Non è una novità, giusto?
E che sarebbe meglio che l’Iran fosse disarmato, per potere procedere più agevolmente. Lo sanno tutti: i paesi, prima vanno disarmati e poi vanno invasi.
Come in Iraq, esatto.

Ma facciamo anche finta di non saperlo, è lo stesso.
Rimane il fatto che il paese mediorientale meno minacciato dal mondo, nel nostro XXI secolo, è Israele. (Quello più minacciato, assieme alla Siria, è l’Iran.)
Che il paese più e meglio armato, è Israele.
Che il paese che ha un arsenale atomico “clandestino” e illegale sufficiente a raderne al suolo dodici, di Iran, è Israele.
Che il paese che ha le mire espansionistiche più note, dichiarate e tenacemente perseguite nell’area, è Israele.
Che il paese che quotidianamente spedisce il proprio esercito a sparare su civili fuori dalle proprie frontiere, è Israele.
Eccetera.
Eccetera.
Eccetera.

E noi, che si fa?
Si va tutti a una grande manifestazione per difendere… Israele.
Perché Tizio (il populista descamisado con l’Iraq alla frontiera e il fiato USA sul collo) “ha detto”.
Non perché Tizio abbia “fatto”.
Perché “ha detto”.
E quindi l’esistenza di Israele “è in pericolo” e noi si corre tutti a difenderla, scapicollandoci.
Ma il senso del ridicolo, dico io. No, eh?
No.
Faccia di tolla, invece, tanta.

Io ci troverei anche dell’ironia, in questo nostro demenziale momento storico, se non fosse per l’agghiacciante frase che ho letto poco fa:

Gli ebrei italiani verificheranno attentamente chi parteciperà alla manifestazione e chi no. Non c’è dubbio che chi eviterà di partecipare e non ci sarà sarà considerato un nemico non solo di Israele ma anche degli ebrei italiani.

Ma davvero?
Be’, caspita.

Io, francamente, non ho molto piacere che qualcuno “verifichi attentamente” se io o chi mi rappresenta va o non va a una manifestazione.
Pensavo che le manifestazioni forzate, fatte per non passare per nemici della patria, ce le fossimo lasciate alle spalle.

E poi vorrei capire che cosa vuol dire, esattamente, “essere considerato un nemico di Israele e (!) degli ebrei italiani”.
No, perché ad essere considerati nemici di Israele, per esempio, se ne passano, di guai, volendo.
Mica è come essere considerati nemici da Peppino.
Bisogna preoccuparsi?
Bisogna spaventarsi?
Io, sì, sono un po’ spaventata. Sai com’è.

Però mo’ dichiaro su un pubblico blog che mi pare ozioso e un po’ sfrontato correre in blocco a manifestare per un paese che non è affatto in pericolo, quando lì accanto facciamo guerre, distruggiamo, devastiamo, rapiniamo e teniamo oggettivamente in pericolo interi popoli che, di fatto, in pericolo ci si sentono. Eccome.
Lo trovo sciocco, inutile e strumentale.
Dichiaro che è da foche ammaestrate, questo reagire compatti a delle parole d’ordine che ci riportano a scenari di Olocausti che appartengono alla nostra storia e non a quella di coloro contro cui ci scagliamo adesso sentendoci i puri d’animo, i giusti, nel pezzo di mondo che aiutiamo a distruggere pur “sapendo che è sbagliato”.

E siccome non è pensabile che i nostri politici e intellettuali non lo sappiano, quali sono i veri giochi di potere che vanno in scena in Medio Oriente, non mi sfugge (ahimé) il vero senso di questa pubblica conta, di questa lista di nomi verificati attentamente.
Ah, a proposito: salutatemi Fassino, mi raccomando.

E ora che l’ho detto?
Che succede, ora che l’ho detto?
Sono considerata “nemica” di chi?
E che mi fanno?
Mi picchiano, mi epurano, mi indagano, mi arrestano, mi rovinano, mi esiliano, che mi fanno?
Se io penso e dico e scrivo che ritengo che ci sia ben altro su cui manifestare, a proposito di Medio Oriente, quale crimine commetto?
Se lo fa qualcuno che mi potrebbe rappresentare, in quale lista nera finisce?
No, per sapere.

E infine: ma l’equazione Israele/ebrei mondiali, non era antisemita?
Ah, non è dato saperlo.
Per cui, se io penso che un ebreo italiano (chessò, un giornalista) non è obiettivo verso Israele, sono antisemita.
Se penso che invece lo può essere tranquillamente perché essere ebrei non significa necessariamente essere sionisti, sono antisemita lo stesso.
Non mi è permesso distinguere le due identità perché, se non vado a una manifestazione pro-Israele, sono considerata nemica da entrambe.
Ma non mi è permesso nemmeno unirle perché “come ti permetti, idiota di un’antisemita”.
Be’: scusate, ma una si confonde.
Chiedete per favore a Riccardo Pacifici come ci deve regolare, sull’argomento, perché io non lo so più.

E mi stanno cominciando pure a girare un po’ le palle, detto fuori dai denti, ché quello che io sono o non sono lo decido io, non il signor Pacifici o chi per lui.
Parecchio, mi girano.
Verificatemi attentamente pure quelle, perché no.


Aggiornamento del 7 dicembre
: siccome alla cialtronaggine non c’è limite, vedo che – due mesi dopo la famosa dichiarazione del preidente iraniano – se ne continua parlare nella versione “ha dichiarato urbi et orbi di voler distruggere Israele. Non di volerla combattere, militarmente o politicamente. D-i-s-t-r-u-g-g-e-r-e.

Naturalmente, non è vero.

Ma la tecnica è sempre quella: dare per vera una premessa falsa e, da lì, tirare fuori apocalittici scenari contro il solito nemico musulmano che, va’ a sapere perché, invece di pensare ai consistenti cavoli propri (o alla propria difesa, magari) passerebbe il tempo, secondo loro, a cercare di scatenare una guerra nucleare solo perché gli sta sulle balle Israele.
Tanto, si sa, i musulmani sono irrazionali, quindi non c’è bisogno di usare la logica, nell’interpretarli.

Essendo passati due mesi, poi, la gente non ricorda più i fatti e quindi la versione del Carletto Darwin di turno passa senza problemi, dal megafono (e dispiace) di Macchianera.
Rimane da capire come mai certe fregole pelosamente pro-israeliane abbiano un effetto tanto catastrofico sull’onestà intellettuale di chi ne è affetto.

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49 Commenti

  1. Gianna
    Pubblicato 31 ottobre 2005 alle 18:03 | Link Permanente
  2. gielle
    Pubblicato 31 ottobre 2005 alle 18:21 | Link Permanente

    non ti dico per quale affare, non ha importanza.
    parlavo con due che sono soci e che non erano d’accordo con le mie condizioni. io vendevo e loro compravano. manco avevo fnito di dire che uno dei due comincia e grida, seguito dall’altro che grida e tutti e due gridano con me. gridano con me che sembrano d’accordo, poi uno grida all’altro come se non lo fosse e l’altro risponde guardandomi, come se fosse d’accordo con me, mentra l’altro lo guarda e pare che lo odia e mi guarda come se anche lui fosse d’accordo con me. poi tutti e due, di nuovo, gridano con me che sembrano d’accordo tra di loro.
    io ho i coglioni così.
    improvvisamente si placano, e mentre io penso che finalmente ho la possibilità di ribattere a quel martellamento idiota, loro placidamente riformulano il discorso proponendomi condizioni diverse dalle mie, convinti che quel trambusto da mercatino del venerdì non mi abbia solamente assordato, ma anche confuso.
    io li guardo in faccia e gli chiedo: siete di destra, vero?

  3. gianpaolo
    Pubblicato 31 ottobre 2005 alle 21:34 | Link Permanente

    le minacce del guappo pacifici non vanno sottovalutate…Andro` senz` altro alla fiaccolata …tiengo famiglia.

  4. Pubblicato 31 ottobre 2005 alle 21:40 | Link Permanente

    Fino a 12 anni fa (che non sono poi tanti) fra gli Stati che non riconoscevano Israele mi pare ci fosse anche il Vaticano.

  5. rotafixa
    Pubblicato 31 ottobre 2005 alle 22:34 | Link Permanente

    autocitazione

    me ne scusino le loro signorìe

    http://www.movimentofisso.it/parole2.aspx?IdProd=44

    marzo 2005

  6. Pubblicato 1 novembre 2005 alle 00:54 | Link Permanente

    A costo di sembrare delirante come a volte sono, ti dico che un mio amico, intellettuale iraniano, sostiene che Israele non attaccherà mai i loro territori perché ancora oggi ci sono molti ebrei residenti in Iran, ed alcuni di questi ebrei sono strettamente imparentati con ministri e deputati israeliani.
    In Iran, è il caso di ricordarlo, oltre a quella ebraica, ci sono anche comunità cristiane (armeni ed assiri) riconosciute ufficialmente e libere di celebrare nei propri centri culti, cerimonie e ricorrenze. Con questo non voglio dire che si viva in piena libertà, ma di certo non è neanche quell’inferno dipinto da tanta propaganda statunitense che da tempo sta preparando i contorni del suo diabolico nemico tra Damasco e Tehran. (Ma, sia chiaro, io non sono nemmeno di quelli che sono convinti che il diavolo risieda tra i kibbutz o nelle sinagoghe israeliane.)
    Dal canto suo, credo che il presidente iraniano faccia la sua campagna antisionistica per ragioni di politica interiore (l’Enrico IV di Shakespeare consigliava a suo figlio di “busy giddy minds with foreign quarrels”; niente di nuovo, è fin troppo evidente che anche Bush, Berlusconi e Blair troppo spesso ne seguono il consiglio); e, per rafforzare le sue ragioni, Mahmud Ahmadinejad usa la “collera della nazione Islamica” come argine al regime sionista, rifacendosi ad un argomento demagogico e populistico ampiamente diffuso nelle popolazioni mussulmane. Ma tu certe cose già le sai e le vai dicendo meglio di me. Ed anche con più convinzione.

  7. _moreno_
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 02:35 | Link Permanente

    A parte il discorso idiota di Pacifici che credo sia fondamentalmente da ignorare, io sono molto preoccupato del futuro del mondo. Lo sono per via di Bush, sopratutto, ma anche di Putin, di Blair e di tutti gli apparti di potere che hanno alle spalle. E sono preoccupato per via di Berlusconi e tutti i suoi scagnozzi a libro paga. E sono preoccupato anche per via di Prodi, Rutelli, Fassino e D’Alema; che dovrebbere essere opposizione ma spesso, fuori del teatrino NOIOSO della politica, non si oppongono a niente e parlano tutti un linguaggio unico, destra e sinistra.
    Stasera da Mentana non solo Fini e Ferrara hanno dipinto l’Iran come il nemico n.1 dell’occidente, (come vuole Bush) ma ci si è messo anche cicciobello (Rutelli) a dar loro ragione; ma nessuno di loro si rende conto che stanno spegnendo gli incendi col lanciafiamme ? meno male che sono anziano….

  8. paolo27
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 08:53 | Link Permanente

    Anche Art Spigelman, noto per il fumetto sui campi di concentramento “Maus”, e indubitabilmente ebreo, ha dichiarato recentemente che lo stato di Israele non gli sembra posto nel luogo giusto. Lui lo vorrebbe nel mezzo della Germania. A parte l’indubbia genialità dell’uscita è anche vero che lo stato di Israele esiste da un po’ di anni lì dove tutti sappiamo, e menarla qui ora per stabilire di chi sia la responsabilità di questo fatto così inconsueto nella storia dell’uomo mi sembra fuori luogo. Ormai la situazione non ha possibilità di ritorno, ergo sarebbe meglio riuscire a mettersi d’accordo… e qui ovviamente cominciano i problemi.
    Ho alcuni amici ebrei, e nessuno di loro approva quello che il governo israeliano sta facendo, tantomeno le rappresaglie sui territori “nominalmente” palestinesi.
    Non sapevo della manifestazione e non ci andrò, anche a me preoccupa più Calderoli.

    Lia, se gli USA devono radere al suolo qualcuno non è che abbiano bisogno di essere sobillati, lo fanno benissimo da soli (magari con qualche aiutino del Sismi…). Ma visto quello che sta succedendo in Irak non penso che ripeteranno la cosa con l’Iran. Tantomeno con la Siria, che quelli hanno un esercito piuttosto cazzuto, infatti nessuno li minaccia nemmeno per ridere (compresa Israele).

    Tutti gli israeliani sanno benissimo che se vogliono sperare di vivere in pace prima o poi si dovranno ritirare dai territori occupati e parecchio dovranno concedere alla Palestina. Solo che ogni giorno di ritardo costa vite umane, prevalentemente, come sempre, di quelli più indifesi.

    Il resto a mio parere sono chiacchiere, come le farneticazioni “con noi o contro di noi” alle quali mi viene di rispondere di getto: “Ma va a cagare!”

    Baci

  9. Psalvus
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 08:59 | Link Permanente

    se ti vai a leggere integralmente quel che ha detto Almadinejad la cosa che dovrebbe preoccupare di più non è tanto la minaccia ad Israele, quanto l’interpretazione della storia come conflitto fra due civilta’ in cui per gli ultimi trecento anni l’islam e’ stato umiliato dall’occidente arrogante.
    Un impostazione che definirei fallaciana. Ti immagini se la nota scrittrice fosse il primo ministro italiano?

  10. Pubblicato 1 novembre 2005 alle 10:56 | Link Permanente

    Lia: anche io al secondo giorno di seguito in cui è stato mandato in onda dal nostro tg di regime (nn ricodo se su rai 1 o rai 2 ma fa lo stesso, non hanno nemmeno rimontato il servizio) lo stesso identico servizio sulle dichiarazioni del presidente iraniano mi sono detta: “ucci ucci sento puzza di moventucci” perché aspettavo da tempo che cercassero qualcosa che depistasse la nostra attenzione.
    E da due cose, la deve depistare: la politica interna italiana – in favore di Berlusconi – e l’Iraq – in favore del suo “amico” Bush – così stiamo tutti lì a fissare “lo feroce saladino” e a dirci quanto so’ cattivi ‘sti musulmani e a dare ragione alla fallaci (si fa per dire. io nn ho mai letto una riga sua e nemmeno ci tengo) oppure a castelli quando ci vuole far credere che gli zingari rapiscono i bambini.
    Geniale, dico io , geniale: lo feroce Saladino ce lo fanno credere alle porte mentre è ancora lì a Teheran, poi ci fanno pensare che le Madri e i Figli delle nostra nazione – con la retorica della Madonna che abbiamo qui nessun binomio è di maggiore successo di quello madre con bimbo – sono in periocolo per colpa degli zingari, che un po’ scuretti di pelle sono pure loro e comunque stranieri di sicuro et voilà il gioco e fatto.

    Mi disturba non poco che l’opposizione non faccia nulla, che non parli di strumentalizzazione e che magari pensi di partecipare a quella buffonata che è la fiaccolata per Israele e mi preoccupa anche la facilità con la quale si fanno manipolare il cervello la maggior parte degli italiani.

    Un bacio Lia,
    Pedrita.

    PS: riposto il mio commento come post sul mio blog e metto il link al tuo, se non ti dispiace.

  11. lia
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 11:17 | Link Permanente

    Pedrita: a me fa solo e sempre piacere, se prendi ciò che vuoi dal mio blog.

    Il discorso dell’opposizione è grave, tanto: al di là delle singole questioni, c’è la sua assoluta e complice passività sul rintontonimento del paese. Francamente, quando dichiaro i miei propositi di non-voto penso soprattutto a questo.

    Sulle zingare che “rapiscono i bambini”, rimando agli splendidi Kelebek e Paniscus che hanno seguito tutta la vicenda:
    http://kelebek.splinder.com/
    http://paniscus.splinder.com/1130448475#6132700

  12. paolo27
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 11:59 | Link Permanente

    E gli illuminati commenti di Castelli, Fini, Calderoli e compagnia? Garantisti dei miei c…..ni e giustizialisti da “impiccalo più in alto”?
    Roba da sperare che ti stai sbagliando e i tuoi occhi hanno qualcosa che non va!
    Lia, hai tutte le ragioni di questo mondo, ma ‘sta gente va rimandata a casa, a qualsiasi costo.

  13. Pubblicato 1 novembre 2005 alle 12:30 | Link Permanente

    post da linkare senza aggiungere niente perché hai già detto tutto tu!
    (se non una colorata immagine a rappresentare la “caccia alle streghe” di cui in Italia siamo esperti)

  14. bluedanube
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 14:43 | Link Permanente

    Non dirmi che ti sei persa M. Allam, a Matrix di Mentana, che accusava gli egiziani di antisemitismo?! Povero ambasciatore d’Israele che vive praticamente assediato nella sede dell’ambasciata al Cairo, …

  15. Pubblicato 1 novembre 2005 alle 18:50 | Link Permanente

    Ammetterai, Lia, che Teheran si sta mettendo in una situazione particolarmente critica, o no?
    Non credo che il sottoscritto possa passare per un Neocon od un filoisraeliano (decisamente no), ma reputo che sia grave da parte nostra non prendere sul serio l’attuale leadership iraniana. Con Katami le cose stavano diversamente e quindi io considero il governo iraniano pericoloso. Gli stiamo dando troppa iniziativa, troppa. Il presidente iraniano vuole esportare la rivoluzione islamica in tutto il Medio-Oriente e per riuscire a fare questo deve acquisire la posizione di grande leader; in effetti, non sta facendo altro che creare i presupposti per prendere il posto (almeno dal punto di vista mediatico) di Bin Laden, ma con una prospettiva assai più potente dal punto di vista politico. Io la vedo così e in questo momento non siamo in grado di permetterci (noi occidentali) di lasciare tutto questo spazio all’Iran, non in questo momento che è già abbastanza tragico di suo. Quindi, diversamente all’Iraq, non sarei così ostile ad un intervento militare se la comunità internazionale non sarà capace di risolvere diplomaticamente il problema del programma nucleare e di questo evidente e plateale antisemitismo da parte del governo iraniano. Per quanto riguarda la questione palestinese, bè molti leader medio-orientali l’hanno usata come scudo per le proprie politiche nell’area, ma alla fine non gliene mai fregato assolutamente nulla della tragedia palestinese. Dubito che a Teheran gliene freghi qualcosa. E’ sola speculazione, soltanto speculazione per mettersi in mostra.

  16. Pubblicato 1 novembre 2005 alle 19:27 | Link Permanente

    Potrei condividere il senso del tuo ragionamento.
    Ma quel Ahmadineccetera diciamo che è piuttosto inquietante, come lo era Khomeini. Credo di avere il diritto – come persona normale, non necessariamente “occidentale” – di rimpiangere Khatami. O no?

  17. Axelt
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 20:40 | Link Permanente

    Per la serie:”Siamo alleati degli americani” due cose:
    - Ma le manifestazioni davanti alle ambasciate iraniane sono una nostra invenzione, così tanto per attirare l’attenzione dei terroristi (che a noi manca solo una strage in casa per essere buoni alleati), oppure anche in Europa hanno simili esternazioni?
    - Stasera nel TG5, a chisura dello spazio dedicato alla questione iraniana, Lamberto Sposini ha concluso riferendosi al “regime di Teheran”, dimenticando che è una republica con un presidente eletto (con voti buoni) dal popolo. I buoni alleati si vedono anche nella manipolazione delle informazioni…

  18. lia
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 22:36 | Link Permanente

    Antonello, non ti capisco: ma da quando le soluzioni guerresche vengono valutate dalla gente così a cuor leggero?
    Poi, non per dire, ma in Iran ci si può anche fare del male. Teniamolo presente. Né l’Iraq è un precedente tranquillizzante, né gli iraniani (che sono come 4 Iraq messi assieme) sarebbero orientati a farcela passare liscia.
    Poi tutto si può fare, anche distruggere la Terra. A me però l’idea fa spavento, non so a te.

    Il leader iraniano è stato appena eletto in regolari elezioni.
    Non esiste un motivo plausibile al mondo per aggredirlo volendo stare dalla parte della ragione. Soprattutto, e dovrebbe esserci ormai chiaro, siamo totalmente privi della benché minima autorità morale, ormai, agli occhi di chiunque al di fuori di noi stessi.

    La politica che l’Occidente sta portando avanti da quelle parti non ispira né fiducia nè simpatia tanto alla gente come ai leader che la gente si sceglie, quando riesce a sceglierseli, e dubito che le minacce o le fiaccolate di sfida davanti alle ambasciate siano un buon sistema per creare climi migliori.
    Servono ad “alzare il livello dello scontro”, come si diceva un tempo, e basta.
    Qui non stiamo parlando del Burundi o di un pittoresco protettorato che alza la cresta: io non so molto di cose iraniane, ma suppongo che sia abbastanza difficile da spiegare, da quelle parti, come mai loro non possono avere il nucleare e invece Israele sì. E il Pakistan, e l’India.
    No, non deve essere facile.
    E, francamente, fossi iraniana pretenderei con forza da chi mi governa tutti gli strumenti utili a fare sentire me e il mio paese sicuri.
    Lo considererei un preciso dovere del mio Stato, in questo disgraziato momento storico.
    Suppongo siano punti di vista.

  19. ritael
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 23:07 | Link Permanente

    Link interessante sulle parole del presidente iraniano:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=1518

  20. lia
    Pubblicato 1 novembre 2005 alle 23:14 | Link Permanente

    Ottimo link, Rita, grazie.
    Come anche l’articolo che precede quello da te segnalato:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=738#738

  21. Pubblicato 2 novembre 2005 alle 01:06 | Link Permanente

    Giorni fa ho visto un documentario sulla Corea del Nord, uno degli “stati canaglia” citati da Bush. Sono rimasto estremamente colpito e, incuriositomi, ho cominciato a cercare qua e là su internet, e ne è saltata fuori una situazione estremamente complessa… in Corea del Nord c’è l’ultimo regime dittatoriale di stampo sovietico del mondo, la maggioranza della popolazione muore di fame, e chi vive un po’ più decentemente in una delle poche città viene indottrinato dalla nascita in due cose: il culto del leader del regime Kim Jong-Il e l’odio verso USA e Giappone.
    Indottrinamento che avviene con metodi che comprendono una radio fissa nella cucina di ogni appartamento, che non può essere spenta, perennemente sintonizzata su un unico canale. Per non dire dei manifesti giganteschi che tappezzano le strade, o delle (spettacolari) celebrazioni del regime.
    Tutti i soldi vengono spesi per l’apparato militare: a conti fatti, sono i militari che potrebbero far collassare il regime, ma è improbabile dato che è proprio questo stato di cose a garantirgli potere e privilegi, in un paese dove un’annata di raccolto scarso può significare milioni di morti.
    Senza il supporto dell’Unione Sovietica e della Cina, ora la Corea del Nord è completamente isolata, politicamente ed economicamente. E minaccia di costruire armi nucleari.
    Se continua a isolarsi, i coreani moriranno di fame, del resto la Cina non vuole che il regime crolli perché non vuole riversamenti di profughi nel suo territorio. L’unica soluzione pacifica sembrerebbe una graduale apertura economica al libero mercato, ma il leader Kim Jong-Il sembra più occupato a creare il proprio culto personale, e intanto minaccia bombe atomiche. Anche se è proprio di oggi la notizia che le due coree parteciperanno in maniera unificata alle olimpiadi, ma chissà.
    Mentre apprendevo tutto ciò, mi rendevo conto di quanto possa essere complessa una situazione politico-economico-militare: le dichiarazioni, gli slogan, sono solo la punta dell’iceberg.
    E pensavo alla situazione medioorientale e a come in questo caso l’analisi sia molto meno lucida, messi come siamo in questo momento.
    Nell’articolo del sito “come don chisciotte” che segnali, Lia, c’è scritto quasi come niente che Israele ha notevoli capacità nucleari.
    In quell’articolo questo “dettaglio” è citato all’interno della logica “perché Israele dovrebbe aver paura dell’Iran se è Israele ad avere l’atomica?”. Ma forse se proviamo ad allontanarci un po’ dalle (pur giuste) considerazioni storiche, etiche e morali, qui abbiamo uno stato medioorientale pieno di armi di distruzione di massa (questa volta vere e documentate). A me questa considerazione fa un po’ rivedere sotto un’ottica diversa il servilismo generale del mondo nei confronti di Israele.
    Provate a immaginare un Israele seriamente incazzato con gli USA, bello pronto con tutti i missilini sotto coperta. Qui non abbiamo a che fare con un popolo del deserto più o meno fiero e orgoglioso e più o meno arricchito dal petrolio e sobillato da qualche capopolo. Qui abbiamo a che fare con una potenza militare di primo piano, che ha una politica estera anche più spregiudicata di quella USA e risorse a non finire.
    Senza voler giustificare niente e nessuno, era giusto per dire.

  22. Pubblicato 2 novembre 2005 alle 10:29 | Link Permanente

    O.T. (ma non tanto)
    Lia, mi accorgo solo ora che qualche post qui sotto mi chiedi “Cos’è che c’è a Madrid d’estate?”.
    Intendendo che volessi sapere che ci facevo io a luglio ed agosto con un gruppo di colleghi di una settantina di nazionalità diverse, ti spiego che eravamo ospiti dell’Università Complutense per una borsa di studio offerta da Ministero Affari Esteri spagnoli. In pratica si tratta di un corso di formazione e aggiornamento molto più interessante per la possibilità di confrontarsi con i colleghi che per le lezioni paludate dei professoroni ispanici in straordinario estivo.
    Ulteriori informazioni all’indirizzo:
    http://www.becasmae.es/

  23. Pubblicato 2 novembre 2005 alle 10:53 | Link Permanente

    Condivido quasi tutto, ma per favore non mi si venga a dire che “Il leader iraniano è stato appena eletto in regolari elezioni”. Le elezioni iraniane non sarabbo mai regolari, finché i suoi candidati saranno vagliati e scelti da un comitato di Ayatollah che, mi sembra, ha accettate che partecipassero all’agone elettorale solo il 10% di quanti avevano fatto richiesta. Tra quelli scartati, tutti quelli “politically incorrect”, ovvero troppo laici, troppo modernisti, eccetera.
    Se poi le elezioni sono libere perché gli iraniani sono liberi di darsi la zappa sui piedi ed eleggere uno che non ha niente a che fare con le libertà individuali, i diritti delle donne e altri valori che sembrano tanto agognati da una stessa parte della società iranana, è un altro discorso.
    D’accordissimo su Israele, sulla manipolazione mediatica e sulla strumentalizzazione di un qualcosa che, in sé, ha veramente poco di significativo (vivo in Siria, lo sai, e qui tutti odiano israele, non solo i musulmani, anzi i cristiani sono i più accaniti, ma questo la Fallaci non sembra saperlo, o fa finta di niente), non andrei mai ad una manifestazione, addirittura lanciata da Ferrara, nemmeno se abitassi dove passeranno i manifestanti, ma non mi sento di manifestare nessun senso non dico di simpatia, ma di comprensione per l’Iran e i suoi regimi. Fermo restando che gli Stati Uniti, ai tempi, avevano mandato il loro scagnozzo Saddam per gasare e massacrare gli iraniani, per poi processarlo ora proprio per questi “crimini”.
    Siamo un mondo abitato da pazzi, d’accordo, e mi sembra che il presidente iraniano si sia subito ben ambientato.

  24. Pubblicato 2 novembre 2005 alle 11:54 | Link Permanente

    Grazie Dio. Grazie perché esistono delle italiane così. (…ma siamo sicuri che lo sei? non è che sei un po’ araba sotto sotto? :p)
    Troppo figa Lia.
    Ciao! Rasha

  25. barbate
    Pubblicato 2 novembre 2005 alle 15:24 | Link Permanente

    cara Lia, rieccomi, sono rimasta 10 giorni senza collegamento. Adesso leggo tutto quello che mi sono persa> A`piu’ tardi, ciaoooooooo

  26. Pubblicato 2 novembre 2005 alle 16:21 | Link Permanente

    Paradossale doversi far raccontare da Maurizio Blondet (uno da cui prenderei con una certa circospezione qualsiasi notizia) che Rafsanjani è stato fatto rientrare dalla porta di servizio. Ma i giornali italiani a parte perdersi nelle conte di chi sarà o meno a Roma che aspettano a dircelo? Boh, diciamo l’ennesimo paradosso della vicenda.

    Mi sembra che anche in Israele siano più presi da questi aspetti sostanziali, piuttosto che dal farsi prendere dall’isteria e ripetere in loop le parole di Ahmadinejad. Qua un articolo di Haaretz che consiglio:

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/640541.html

    ciao

  27. Pubblicato 2 novembre 2005 alle 16:43 | Link Permanente

    Lia, ti linko al mio post, è quello che avrei voluto scrivere io, alla virgola!

  28. livefast
    Pubblicato 2 novembre 2005 alle 16:58 | Link Permanente

    Grazie Lia, di cuore. Il giorno in cui fonderai il partito Basta Con Le Stronzate voglio la tessera numero uno.

  29. Pubblicato 3 novembre 2005 alle 11:37 | Link Permanente

    Grazie anche da parte mia!Di cuore!

  30. ritael
    Pubblicato 3 novembre 2005 alle 11:57 | Link Permanente

    Blondet è un ottimo giornalista investigativo (al di là delle sue posizioni a volte discutibili), dal momento che riporta sempre notizie “indedite” per la stampa allineata, documentandole con fonti accertate e piuttosto affidabili. Per esempio, sui veri retroscena del famigerato “Hariri report”:

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=720&parametro=%20esteri

  31. Pubblicato 3 novembre 2005 alle 12:10 | Link Permanente

    arrivo da un post che ti dava dell’imbecille, linkando questo post.. invece ho letto argomentazioni piuttosto sensate.. buona analisi..

  32. Pubblicato 3 novembre 2005 alle 12:12 | Link Permanente

    Mi piace passare di qui, cara Lia, perchè ogni volta sento un’opinione, e non semplicemente il solito ritornello ripetuto uguale in tutti i giornali, con una frotta di giornalisti che si copiaincollano a vicenda. -la verifica di alcuni articoli di corriere.it e repubblica.it sono a dir poco imbarazzanti, a volte-.

    Mi piace perchè leggo un’opinione, di parte, certo, ma un’opinione disincantata e non allineata. La trovo sempre ben formulata e spiegata. Poi si può magari obbiettare, concordare, o fare quel che ci pare.

    Però uno almeno ha letto un’opinione. Diversa. Disincantata.

    Grazie.

    -non te lo scrivo sempre, ma ogni tanto bisogna farlo.-

  33. Pubblicato 3 novembre 2005 alle 13:08 | Link Permanente

    La cosa che più mi spaventa è questo assumere le parole come atti di guerra, e gli atti di guerra come immagini da telefilm. Mi fa pensare che la storia scorre all’indietro.
    Peccato non poter leggere cose così sui giornali, ma in un blog.

  34. Apis
    Pubblicato 3 novembre 2005 alle 18:00 | Link Permanente

    Io concordo in linea generale col commento di Groucho.
    E aggiungo: cosa c’entriamo noi (italiani, democratici, laici, di sinistra, per intenderci) con quel regime teocratico e intollerante?
    Perchè mai non dovremmo manifestare il nostro profondo disaccordo con l’azione politica, la visione della vita, i valori civici di quel signore?
    Questo (ovviamente, ma giova ripeterlo per non essere fraintesi) non vuol dire sposare la politica del governo di Israele, anzi rafforza il mio sentimento di ripulsa per l’ideale sionista.
    Apis

  35. Pubblicato 3 novembre 2005 alle 23:33 | Link Permanente

    Sono piu che d´accordo.

  36. Pubblicato 4 novembre 2005 alle 00:01 | Link Permanente

    Lia, un appunto: l’elezione popolare è condizione *necessaria* ma *non sufficiente* per la democrazia. Altrimenti, Hitler e Mussolini sarebbero democratici. Nel caso iraniano, poi, valgono le condizioni “problematiche” (ahem) segnalate da Groucho. Quindi, non direi che l’Iran è una democrazia. Poi, se vuoi dirmi che è più democratico dell’Arabia Saudita, non posso che concordare: ma starei attenta, ché per quella strada si va anche verso il “Mussolini ha ucciso meno ebrei di Hitler”. E a questo punto potrei anche farti notare che Israele (Israele-Israele, non considerando i Territori) è ancora molto più democratico dei due…

  37. lia
    Pubblicato 4 novembre 2005 alle 08:56 | Link Permanente

    RdM, Groucho: non mi pare di avere cantato le lodi della democrazia iraniana o chissà cosa.
    Mi sono limitata a fare notare a chi parlava di interventi armati (e ancora mi chiedo perché) che siamo di fronte a un governo assolutamente legittimo di un paese sovrano.

    Il tema “democrazia” e l’uso che ne viene fatto in genere lo trovo talmente peloso che, credetemi, lo lascio volentieri a neoconi e simili. Non mi pare che sia questo, il punto. Anche se vorrei ricordare a Grouco che, pure con il sistema democratico più perfetto del mondo, dubito che gli elettori iraniani voterebbero in base a valori che, ritengo, sono “agognati” da una minoranza danarosa e poco più.

    Apis: non c’entriamo nulla e, infatti capiamo poco, parliamo troppo e non facciamo una gran figura.
    Ieri ho comprato El Pais, l’ho controllato da cima a fondo e, sull’argomento, non spendeva nemmeno una riga. Ovviamente.
    Da noi, si è deciso di farci appassionare come tante foche ammaestrate, appunto, ed eccoci qua.

  38. Groucho
    Pubblicato 4 novembre 2005 alle 12:59 | Link Permanente

    Lia, d’accordissimo, i discorsi sulla democrazia e’ meglio sempre non farli, soprattutto da chi ha avuto la DC per quarantacinque anni, stragi impunite e suicidi molto discutibili.
    Ma non sono stato io a parlare di “regolari elezioni”. Ne’ del resto conosco abbastana l’Iran per dichiarare con sicurezza che “gli elettori iraniani voterebbero in base a valori che, ritengo, sono “agognati” da una minoranza danarosa e poco più”.
    Forse, come qui in Siria, la minoranza danarosa se ne frega piu’ di ogni altro, perche’ se ne puo’ andare quando gli pare e dove gli pare (e se sono danarosi saranno in qualche modo anche collusi col regime, presumibilmente, come qui): se leggi il libro della Mernissi, “Leggere Lolita a Teheran”, la questione e’ molto piu’ complessa e complicata, con dinamiche che non hanno solo a che fare col denaro o la cultura delle persone.
    Ma penso che l’abbia letto, anche perche’ ritengo che l’autrice, per molti aspetti, ti somgli non poco (e’ un complimento, sia chiaro).

  39. Groucho
    Pubblicato 4 novembre 2005 alle 13:02 | Link Permanente

    Lia, errata corrige: il libro da me citato non e’ dell’algerina Mernissi ma dell’iraniana Azar Nafisi. Chiedo venia.

  40. Pubblicato 4 novembre 2005 alle 18:51 | Link Permanente

    ma la frase della “verifica” chi l’ha profferita esattamente?
    Carolina

  41. lia
    Pubblicato 4 novembre 2005 alle 19:01 | Link Permanente

    Se segui il link lo vedi, Carolina: è una dichiarazione alla stampa del portavoce della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.

  42. Pubblicato 4 novembre 2005 alle 20:21 | Link Permanente

    letto e capito, grazie e perdonami. ma penso che anche se avesse sortito effetti sarebbero stati solo di minoranze, anche impaurite come ho visto a Milano. Elogerò sempre il tuo conformismo, e mai le innumeri divisioni fra i rivoletti vari della sinistra, problema verso cui comunque Fiano ha fatto un gran passo almeno per permettere confronti.
    Carolina

  43. Pubblicato 4 novembre 2005 alle 22:01 | Link Permanente

    ? il tuo anticonformismo! stasera devo essere esausta! :-)
    C.

  44. claude
    Pubblicato 5 novembre 2005 alle 00:21 | Link Permanente

    standing ovation per lia!!!

    dieci e lode nn solo per le idee (che condivido pienamente) ma anche per l’ironia che definirei QUASI (perché va beh) alla luttazzi.

    grandissima!!

  45. Carlo Fusco
    Pubblicato 5 novembre 2005 alle 00:34 | Link Permanente

    Mi chiedo se alla fine non abbia ragione Leonardo(*), che qui si vuole solo provocare a tutti i costi per avere alla fine un 11 settembre tutto nostro, in pratica il sogno bagnato dei neoconnard italioti.

    (*) http://leonardo.blogspot.com/2005/11/2025.html

  46. Pubblicato 5 novembre 2005 alle 00:46 | Link Permanente

    Cazz Lia.. MAGNIFICO!! Però ora ho quasi perso la voglia di scrivere sull’argomento! Mannaggia.. CE LO DICO A PACIFICI CHE COSI’ TI CHIUDE IL SITO… ;-))))
    Andrea

  47. Luposelvatico
    Pubblicato 7 novembre 2005 alle 14:25 | Link Permanente

    E’ la prima volta che arrivo su questo blog, l’ho scoperto passando da Megachip dove c’era questo post.
    Visto che dice le stesse cose che penso e che non ho mai avuto il coraggio di dirmi, lo aggiungo al mio bookmark. E aggiungo i tuoi pensieri al mio digestore di idee, chissà che un giorno non ne nascano nuove parole.
    Grazie.

  48. Pubblicato 7 dicembre 2005 alle 12:28 | Link Permanente

    Lia, io nel post parlavo della proliferazione di alcune tecnologie sensibili. Il mio target era un altro, non il mondo arabo.
    F.

  49. lia
    Pubblicato 7 dicembre 2005 alle 12:59 | Link Permanente

    Fabrizio/Carletto Darwin: tu hai dato per vera un notizia non vera.
    Non è vero che “l’ex sindaco” abbia fatto le dichiarazioni che citi con tanta accuratezza da sillabarle.
    Tutto qua.

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