Per prescrizione medica

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(Questo e poi basta, giuro.)

La mia amica Amparo, che è persona rigorosa, mi ha dunque spedito dallo psichiatra.
Non dallo psicologo.
Dallo psichiatra-psicoterapeuta.
E non da uno psichiatra qualunque: da uno della scuola di Cassano, nientedimeno, ovvero dalla punta di diamante degli impasticcatori italiani. Altro che chiacchiere e Freud.
Del resto, si trattava di diagnosticare una depressione, mica un complesso d’Edipo. E la depressione è cosa loro.
Io, quindi, ho preso i piedi e il libretto degli assegni e sono andata dallo psichiatra.

(Marcella: “Uddio. Ma tu lo sai, vero, che lui lavora con i farmaci?”
Io, impavida: “Pazienza.”)

Parliamo per un’ora, io e lo psichiatra, e infine lui emette la diagnosi.

“Guardi: se lei mi dicesse che ha qualche milione di euro in banca, io le prescriverei immediatamente un lungo trasferimento in Tailandia. Non dico in Egitto perché non amo molto la cultura islamica ma, insomma, un posto così. Come psichiatra, glielo prescriverei. Sarebbe proprio una prescrizione medica. Ritengo che un trasferimento in un luogo più affine alla sua weltanschauung (ha detto proprio così, testuale) e, particolare importante, soleggiato, avrebbe effetti enormemente benefici sul suo equilibrio biochimico. Sarebbe risolutivo. No, lei in Tailandia non avrebbe nessun bisogno di uno psicologo, è inutile che insista. Le consiglierei al massimo di rivolgersi a un dietologo, visto che è tanto turbata per essere ingrassata. Ma, per l’equilibrio biochimico del suo cervello, la Tailandia è più che sufficiente.

Però lei non ha i milioni in banca, giusto?
Quanto tempo ha detto che deve resistere? Due o tre anni?
Vediamo un po’ come aiutarla.

No, lei non ha nessuna depressione.
Niente di clinico.
La diagnosi è: “Lei è un po’ giù di corda”. Presenta, inoltre, dei sintomi di disadattamento, peraltro oggettivamente motivati. L’Italia non le fa bene: amplifica le sue percezioni emotive. Queste sono forme in cui, tra l’altro, la presenza o l’assenza di luce ha un ruolo fondamentale. L’inverno milanese, specie da novembre in poi, non può che peggiorarle l’umore. Lei è peggiorata da novembre, giusto?”

“Sì, dottore. Cavoli, credevo di essermi rincretinita, a pensarlo. Dunque non sono un’idiota? Dunque è vero che qui c’è troppo buio per me?”

“Certo che è vero! Il suo organismo attiva processi assimilabili a quelli del letargo, tutto in lei rallenta. Perde energia, l’umore perde tono. Con la luce, la situazione si ribalta. Attenzione: non è solo questione di durata del giorno. La cosa veramente importante è l’intensità della luce.”

Una pensa al sole sulla sabbia, in Egitto. E alla collega che mi prendeva per il culo, ché io mi sceglievo la panchina al sole pure con 50 gradi, quando stavamo lì ad aspettare il treno.
Sento di amare questo psichiatra.
Egli mi capisce.

“Che fare dunque? Perché è caso di fare qualcosa. Non mi preoccupa il suo stato psichico: mi preoccupa il fatto che stare giù può danneggiarle la salute. Invece di danneggiarsela, faccia un po’ di terapia che coinvolga il corpo. La bioenergetica va benissimo. Ma anche la teatroterapia. La danzaterapia. Quello che vuole, va bene tutto.”

Ed io non credo alle mie orecchie.
Ma come?
Una si fa un decennio di rigorosissimo Freud duro e puro.
Poi va da un trucissimo collaboratore di Cassano, di quelli “poche palle e zero umanismo, qua siamo scienziati” e lui mi manda a fare la danzaterapia??
Sono sconcertata.

E aggiunge: “Che sia di gruppo. Qualunque cosa decida di fare, si ricordi che le serve una situazione gruppale.”
“Uh?? Ah, giusto, dimenticavo di dirle che odio tutti e che ho problemi con il mondo e non sopporto nessuno.”
“Questo lo dice lei.”
“Ah.”

Poi, l’apoteosi: “Perché non si compra un cane? Le farebbe un gran bene, in questo momento di deprivazione affettiva.”
Lo guardo orripilata. Io, i cani, li ho sempre detestati. “Dottore, ma non sarebbe più pratico un fidanzato?”
E lui: “Per quanto ci siano molti fidanzati cani, ritengo che una cosa non escluda l’altra. Lei può avere un fidanzato e anche un cane.”

No, dico.
Una va dallo psichiatra e si sente dire che deve comprarsi un cane.
(Pupina: non pensarci nemmeno, a regalarmi un cane. Lo avveleno, te lo giuro. Mi manca solo di perdere la mia libertà per un botolo maleodorante. Non farlo. Dico sul serio. Molto sul serio.)

Infine, e solo alla fine, la formazione-Cassano emerge.
“Guardi, lei non ha bisogno di farmaci. Però, se vuole un aiutino da prendere come spintarella iniziale, io qualcosa di leggerissimo glielo prescrivo anche, a dose dimezzata.”
“Fa ingrassare?”
“No, fa dimagrire.”
“Uh, bello. E per quanto tempo dovrei prenderlo?”
E lui, serissimo: “Fino al solstizio. Sa, è per la luce.”

Ecco.
Al prossimo che mi dice che si può vivere benissimo in Italia e a Milano, io gli presento certificato medico.
Ce l’ho.
Dice che devo stare in un paese esotico, al sole, e che fino a quando mi toccherà stare nella per me dannosissima Italia e, ancor peggio, a Milano, sarà opportuno che io balli e che prenda qualche pillola contro il buio.

Questo è quanto.
Centotrenta euro.
Ottimamente spesi, ché un conto è che le dica io, queste cose, e un conto è che me le ordini il medico.

E, non posso negarlo: questa prescrizione di leggeri psicofarmaci “fino al solstizio” la trovo deliziosa, dai.
Una ci si riconosce.

P.S. Questo blog ha commentatori che sanno fare le diagnosi, va detto.

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Comments Closed

45 Commenti

  1. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 08:37 | Link Permanente

    Che esperienza irripetibile… ma non si sentivi già più carica, pure senza pillole anti-buio, dopo una chiacchierata così :-)

    Che non eri depressa te lo potevo dire pur’io :), suvvia, che ti saltava in mente?
    Buona giornata!

    Ah, ha fatto bene a dirti che non è vero che tu “odi tutti e che hai problemi con il mondo e non sopporti nessuno.” Tu odi (ecc) con tutti quelli che se lo meritano :) E’ che a Milano ti si – com’è che ha detto? ah si – amplificano le percezioni emotive. Tsé.
    Com’è il nome di ste pillole? ^__^

  2. MArilu'
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 09:29 | Link Permanente

    un gatto! ecco che ci vuole! Silenzioso non invadente, pulito, autonomo, vive in spazi piccoli, non devi portarlo a pisciare e non dire non è affascinante , tanto che gli egiziani gli hano dedicato tutta una divinità!
    mi pare affine al tuo carattere, dai, vuoi metter la fredda sera milanese con il ron ron delle fusa?

  3. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 10:28 | Link Permanente

    ti capisco, anch’io da qualche anno mi sono accorto di aver bisogno della luce solare. e anche di stare un po’ nella natura. entrambe cose difficili da trovare se si lavora in città.

    fino a quando non riuscirai a trasferirti, qualche piccola banalità forse può aiutare:
    * una bella passeggiata all’ora di pranzo, quando c’è più di luce. meglio in un parco.
    * alla mattina, guarda il sole che sorge per qualche minuto
    * gite in montagna
    * aumentare l’illuminazione in casa/ufficio. luce diffusa. magari scegli le lampade che simulano la luce solare almeno per temperatura di colore. nei paesi nordici, dove la depressione da mancanza di luce naturale è epidemica, pare usino anche delle finte finestre con dietro delle lampade, che diffondono luce pseudo-naturale, e possibilmente ne variano casualmente l’intensità durante il giorno . oppure dai un occhio a questi: http://sunlight-direct.com/. vendono un sistema per raccogliere luce solare con una parabola sul tetto e ridistribuirla in casa.

    HCE

  4. Pupina
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 10:49 | Link Permanente

    Vedi che faccio bene a portarti Piccolo Poirot Lunedí?!

  5. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 11:03 | Link Permanente

    Ok, il cane no. Fatico a capirlo ma se non ti piacciono, che Dio ce ne scampi e liberi. Ma un gatto? Anche quello no? Sennò resta sempre il fidanzato. O al limite il sesso.
    La mia più cara amica soffre di depressione clinica. La sua psichiatra le ha consigliato di comprarsi una lampada U.V.A.: sì sì, di quelle abbronzanti. E da quel giorno lei gira con il colorito del cuoio, più o meno. Oltre alle pillole sempre in borsetta.
    Un abbraccio grande.

  6. lia
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 11:09 | Link Permanente

    Tzk: niente cani, niente gatti, nemmeno una piantina di basilico.
    L’unica cosa bella del fatto che i figli crescono e si levano dalle balle (ciao, Pupi, lunedì ti vengo a prendere!) è che, dopo anni e anni, riacquisti la tua libertà e puoi muoverti, viaggiare e sparire senza patemi.
    Per nulla al mondo ho intenzione di rinunciarci.
    Nemmeno un vaso di gerani, voglio.
    Una vuole zingarare.

  7. jcm
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 11:31 | Link Permanente

    Ma come?! Hai dovuto spendere 130 euro per farti dire da uno “scienziato” che il tempo uggioso fa venire l’”uggia” (noia, fastidio, spleen, chiamala come ti pare)?! Complimenti! ;)

  8. katia
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 11:54 | Link Permanente

    … un tamagochi?!? ;)

  9. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 12:07 | Link Permanente

    a questo punto penso che se andassi a vivere in un posto da roma in giu´ andrebbe gia´ meglio (forse anche da firenze in giu´), senza bisogno di arrivare in tailandia…
    elisa

  10. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 12:31 | Link Permanente

    Dunque hai dato 130 euri ad uno strizza per sentirti dire che sarebbe meglio andare in Thailandia e tu l’hai ritenuta una risposta soddisfacente? Questo genio devo conoscerlo, non ho mai visto una persona fregere soldi con tanta classe.
    E poi io mi faccio problemi a chiedere 20 euro di ripetizioni ad un ingegnere che deve superare istitutioni di calcolo numerico…

  11. barbate
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 12:40 | Link Permanente

    molto bene, sono contenta della diagnosi, a dire il vero non ho mai pensato che tu fossi depressa, solo che ti sono capitate cosi’ tante cose ultimamente che ci vuole tempo a metabolizzarle. Scusa se sono indiscreta, ma non capisco una cosa…. e il bolzanino???? da quello che racconti si evince che avete rotto o mi sbaglio??? Ho sempre letto il blog ma non ne trovo cenno.
    Qui tutto ok, l’inverno e’ splendido, direi la stagione ideale per visitare l’egitto. Dopo le feste viene mia figlia, finalmente, e’ da aprile che non la vedo, RAGAZZI E’ DURA !!!!!!
    Dove vai per le feste ???? Perche’ non vieni a fare un giro qui in egitto. Ti aspettiamo!!!!
    ciaooooooo

  12. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 12:50 | Link Permanente

    protesto!
    in nome e per conto mio e dei miei cani (mastino napoletano,ti ricorda niente ??? ).
    Noi (io e i cani) emigrati da quel di santa Lucia, a 10 km dal bavoso,eppergiunta con una moglie insegnante,siamo riusciti a sopravvivere proprio grazie all’essere mastininapoletani.
    Ergo,invitoti,camera singola,per periodo pet-terapy a base di:
    1) sole (quando c’e');
    2) mastini;
    3) linguine con le cozze;
    4) greco di tufo;
    5) tabacco & C a volonta’.
    A tua disposizione,un abbraccio
    giovanni

  13. charlie
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 13:13 | Link Permanente

    La mia opinione positiva sui Cassano-derivati si rafforza.

    Il sole. Poi mi chiedono perché non vado via da Taranto. Stamattina si passeggia senza problemi con il maglioncino leggero, senza giubbotto. E’ così 340 gg l’anno.

  14. stefania
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 13:37 | Link Permanente

    ciao, sono alcuni giorni che seguo questo blog, spesso sarei intervenuta ma, non h voluto sembrare banale, quindi più vote ho rinunciato.
    oggi è diverso perchè mi sono sentita particolarmente partecipe e vicina alle tue sensazioni ed al rapporto che si fa sole=benessere, grigiore=malessere.
    I mei genitori vivono da 12 anni alle isole canarie e non solo hanno tratto benefici fisici ma se possibile, sono modificati nel carattere.
    Sarebbe una bella soluzione scappare dal grigiore quotidiano delle nostre città, bisognerebbe avere il coraggio (e la fortuna) di fuggire e trovare il “luogo ideale”!
    Ti auguro di superare questa fase nel miglior modo possibile, purtroppo non esistono ricette e pagliativi efficaci, devi mettercela tutta!

  15. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 14:05 | Link Permanente

    Le voglio anche io le pilloline da prendere fino al solstizio! Magari si organizza un sabba di fine terapia!

  16. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 14:34 | Link Permanente

    Ma smettila! Ma quali pilloline! Si comincia così e si finisce dipendenti! E tu hai già dimostrato di che furori sei capace per mancanza di tabacco. E di birre nell’islam, se non ricordo male.
    Duri e Puri!!
    fzzzzzzz

  17. eleni
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 14:44 | Link Permanente

    Secondo me invece i soldi li hai spesi bene e il dottore sa il fatto suo.
    Ho una cugina che ha avuto un’esperienza simile alla tua: una siciliana ad Amburgo non è tanto diversa di una napoletana a Milano direi. Lei è persino finita in ospedale! E lì ha trovato un dottore che le ha diagnosticato lo stesso bisogno di sole che lo psichiatra ha diagnosticato a te. E infatti, appena dimessa, ha fatto le valigie, è tornata nella sua soleggiata Sicilia e tutti i mali sono spariti!

    Tieni duri,Lia, anche i brutti periodi finiscono prima o poi.

    Un beso.

    Eleni

  18. francesco
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 15:18 | Link Permanente

    mi è sembrato un bell’approccio. uno psichiatra “umano” per essere un seguace di Cassano. ho sperimentato per 6 anni l’analisi junghiana, avevo tremila preconcetti e lui a parlarmi dell’amore, quello per la vita, per la natura, per le persone “vive”, per la curiosità, per la voglia di capire. l’amore che avevo dentro. “Quando riuscirà a tirarlo fuori non avrà più bisogno di venire qui”, questa la prima cosa che mi ha detto. non la dimenticherò mai.
    a volte si hanno troppi pregiudizi, vale come nella vita, bisogna essere in condizione di incontarre le persone giuste. e tu, da ciò che scrivi, già l’avevi.

    vieni a roma, due giorni. ormai è una città piena di lingue, sapori, odori, di tutte le etnie. e poi c’è una luce bellissima. e dei parchi dove passeggiare e portare lontano i pensieri. sentirsi altrove.

    è sempre bellissimo leggerti

    francesco

  19. Nano
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 15:26 | Link Permanente

    Già! A volte uno paga per avere la conferma di ciò di cui è già ben conscio!
    Però, con tanto di certificato medico è tutta un’altra cosa.
    Ci si scarica la coscienza.
    Finalmente si è sicuri di non essere vittime di se stessi, ma si apprende di essere geneticamente predisposti a non poter vivere qui!
    Poi si fa presto a dire: ” te lo potevo dire io”.
    Uno per certe cose ha bisogno anche di una certa scenografia, non vale che te lo dica l’amica al bar o il marito in cucina mentre prepari la pasta. No…
    Ci vuole uno studio, dove trovi ad accoglierti lo specialista supertitolato, seduto alla sua scrivania, alle sue spalle la libreria dai pesanti tomi, antichi e moderni, dei quali sbirci i titoli inquietanti: ” Terapia della schizofrenia” ” psicosi maniaco depressiva” “psicosi e disturbi correlati” ” suicidio e parasuicidio”, e ti rassicuri. Puoi stare tranquillo, se c’è qualcosa che in te non va, lì sarà scovato.
    Si entra pesanti e dolenti, si esce leggeri e contenti! ( lo avevo letto alla toilette di una stazione tanti anni fa, ma si adatta anche a questo caso)
    Dopo la diagnosi comunque viene il bello…….
    La resistenza.
    Che nel tuo caso dovrebbe essere una passeggiata al chiaro di luna, data la sicurezza di una partenza, anche se non imminente.
    L’uscita del cane però è stata davvero pessima, scommetto che in quel momento lo hai amato un pò meno, ( non ti ci vedo proprio con cagnetto al parco, borsa e guantino di plastica per la popò, ogni cacchina un Prozac), avresti potuto chiedere lo sconto.

  20. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 15:28 | Link Permanente

    Lia, abbiamo la medesima malattia, ma guarda! L’ho letto due volte questo post. È bellissimo!

  21. Squa
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 15:32 | Link Permanente

    Ciao Lia,
    ti leggo da un po’ e qualche volta ho avuto voglia di commentare, ma sono più stordita di una campana e a dire il vero non so mica se l’ho fatto poi veramente o no.
    Mi affascina da sempre l’effetto che può avere la luce sul nostro umore. Sicuramente ci sono persone più o meno sensibili al ‘grigiore’. Tutta la mia famiglia è sensibile alla mancanza di luce. Ho sperimentato sulla mia pelle come possono cambiare le cose andando a vivere in un posto con molta più luce e sole tutto l’anno. Sto molto meglio.
    Però questo fine settimana torno a Milano!
    Ti posso consigliare a brevissimo termine un po’ di cicloterapia…
    sabato (domani) ore 15 piazza dei mercanti:
    criticalmass!

  22. paolo27
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 15:36 | Link Permanente

    @Elisa: é quello che le dicevo pure io, perchè Milano? Roma era molto meglio (anche se di sole, da un mese a questa parte, non è che se ne veda molto e il Tevere si era messo in testa di parcheggiarsi sotto al Quirinale).

    Però una bella serie di sessioni a base di raggi UVA potrebbe seriamente giovare, certo diventi scuretta…

  23. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 16:01 | Link Permanente

    mo´ che ci penso quando abitavo in sicilia ero molto piu´ magra, molto piu´ sportiva, molto piu´ sana e forse anche piu´ allegra…
    e´ da un anno che dico che vorrei berlino al posto di catania! solo che poi non sarebbe piu´ berlino. e allora come si fa?

  24. n
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 16:17 | Link Permanente

    Lia: “L’unica cosa bella del fatto che i figli crescono e si levano dalle balle (ciao, Pupi, lunedì ti vengo a prendere!) è che, dopo anni e anni, riacquisti la tua libertà e puoi muoverti, viaggiare e sparire senza patemi.”
    Ho letto questo e…c’è il caso che io, figlia unica (in pratica), con genitori molto anziani rispetto a me(sono nata dopo i loro quaranta),entrambi soli, uno paraplegico, mi sono ritrovata a invertire l’ordine “naturale” (secondo cui si accudiscono prima i fratellini, poi i figli, infine i genitori).Non mi lamento,non intendo certo colpevolizzare i miei per non essere ‘nella norma’, ma oggi, sarà che non è giornata, non riesco a reprimere un piccolo moto di invidia. Per te e anche per Pupina. Te lo dico sperando di tirarti su, nel senso che tutti, a volte, tendiamo a dare per scontate le nostre fortune, che ci paiono appunto “naturali”, per concentrarci solo su quello che non va. Ciao, e scusa il F.T. !

  25. rotafixa
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 17:30 | Link Permanente

    ma porco quel clero bastardo,
    ora m’incazzo.

    ma come: mi sbatto mane e sera per tentare di dimostrare, per dimostrare, per divulgare gli effetti benefici dello spostamento personale ad energia metabolica e qui sento parlare di danzaterapia, teatroterapia, bioenergetica, pasta con le cozze, pasticche senza cozze, gatti, cani, fiori e dolci.

    ma mannaggia quella gran mignotta di quella zozza lurida della miseriaccia infame:
    HAI DIMENTICATO LA BICI?
    che oltretutto è pure gratis e non devi imparare movenze di tango o bolero e snaccherare con gonne a fiori e scarpe rosse.

    hai presente quel gruppo di miei amici che si sposta solo così a milano? te li ho fatti conoscere? no?

    bene.

    domani alle 15 a piazza mercanti, in bici.

    non esistono scuse.

    lazzarona, alzati e pedala

  26. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 18:11 | Link Permanente

    pero’ la pillolina dimagrante che simula il sole deve essere una vera figata :)

  27. paolo27
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 18:28 | Link Permanente

    Non c’è che dire Rotafix è sempre Rotafix!

    ;-)

  28. paolo27
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 18:30 | Link Permanente

    Dimenticai la “a” finale. Sorry RotafixA

  29. alice
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 19:50 | Link Permanente

    Fantastico il tuo post! Mi dai il nome del medico? voglio anche io il certificato che dice che con poco sole vado in letargo!!
    Cosi quando la gente non capisce il mio disperato bisogno di sole gli presento il certificato medico. :)

  30. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 20:13 | Link Permanente

    Bellissimo post, la medicina zingaresca dovrebbe essere insegnata nelle università. O probabilmente lo è da tempo e non ne sapevamo niente.

    Fai ovviamente bene a tenerti ben sciolta, comunque, da cani e piante di basilico ecc.
    Particolarmente noi maschi non ci rendiamo ben conto che quasi tutte le scelte intermedie della vita (quelle “impegnative” prese intorno ai trenta) sono specialmente tese a fregare la donna per i successivi vent’anni (se va bene, altrimenti fino alla agognata tomba).
    Cioè, a fregare tutti, in realtà, ma la donna in particolare. Perciò, massimo rispetto.

  31. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 21:15 | Link Permanente

    Lia! Io sono arteterapeuta, che ne dici dell’arteterapia?
    Cioè, se è per curare fa bene solo la chimica, ma se è per star meglio sono d’accordo con il Cassaniano.
    Baci,
    Gianna

  32. lettrice
    Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 23:11 | Link Permanente

    . . . http://psicocafe.blogosfere.it/2005/12/malinconia_dinv.html, in questo post si parla di quello che racconti. Si chiama SAD…

  33. Pubblicato 16 dicembre 2005 alle 23:14 | Link Permanente

    Dopo l’universita’, ho lavorato a Milano per 4 anni.
    Le influenze, i mali di gola, le otiti non si contavano. Ritornato in Sicilia, mi sono iscritto a un corso per la patente nautica, quella seria, a vela senza limitazioni di percorso. Due lezioni serali di teoria alla settimana, e in mare tutti i santi sabati e tutte le sante domeniche, in cerata e stivali a prendere spruzzi di acqua gelida per tutto l’inverno, da novembre ad aprile. Beh, manco un raffreddorino piccolo piccolo, uno starnutino, niente. Per sopportare la carenza di luce e la lontananza dal mare ci vogliono degli anticorpi particolari, che si devono sviluppare fin da piccoli, come quelli degli orecchioni e della rosolia. Secondo me, poi, ognuno ha delle analogie con una determinata pianta e sta bene dove quella pianta prospera. Nel mio caso, credo che sia il pino marittimo, nel tuo, forse, la palma da datteri.

  34. chiara
    Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 00:37 | Link Permanente

    Io a Milano non stavo male, poi mi sono trasferita in Olanda ed e’ stato un dramma. Ho comperato un pesce rosso e una lampada per il trattamento della “depressione invernale”, con cui faccio il bagno di luce ogni mattina. Un po’ sono migliorata. Niente attivita’ di gruppo per ora, ma magari l’anno prossimo provo. Coraggio, il solstizio e’ vicino.
    Chiara

  35. Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 07:40 | Link Permanente

    A 17 anni, mi trovavo a Londra, e certi giorni sentivo le mie corde proprio del tutto allentate. Chi mi stava intorno non poteva non rendersene conto e mi chiedeva che avessi. Io ripondevo sempre con la stessa formuletta, e ci credevo pure, “Sai?, laggiù noi funzioniamo a batterie solari”. E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che l’umore di un napoletano si adatti a nove, dieci mesi di oscurità, penombra e uggia. Lo so che Milano è piena e stracolma di meridionali. Disadattati.

    Veramente sagace, e simpatico, l’alienista anti-freudiano; peccato per quella scivolata sui cani (avesse detto i gatti, e vabbe’)…

  36. Giuanin
    Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 11:31 | Link Permanente

    In settimana sei qui da me a cena con Pupina, sai che ci tengo a quella pazza scatenata.

  37. lia
    Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 12:27 | Link Permanente

    Troppi, per rispondere.
    Invoglianti, le linguine alle cozze coi mastini napoletani. Grazie, Guapparia. :)
    Invogliante anche la Critical Mass, ma non so se oggi riesco.
    No che non ho dimenticato la bici, Rotafi’. Come potrei? Ma qui siamo incontentabili, servono bici e tanghi e linguine e pure fiori e pasticche senza cozze.
    E’ perché ho un brutto carattere.

    Vedo che il discorso-luce è condiviso.
    Ma sembro Totò a Milano, ditemi?
    Tra l’altro, oggi è venuto fuori un sole clamoroso, a Milano: giusto per farmi fare brutta figura con quelli che arrivano da Roma, suppongo, e che mi potranno dire: “Hai visto?? Ti lagni per niente!”
    O forse perché ho appena preso la mia prima pillola e il cielo si è illuminato, può essere.

    Talib: bella, quella del sabba. :D

    Giuanìn, ci saremo.
    Mettiti in pre-risotto anche per domenica, comunque.

  38. melusinach
    Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 17:19 | Link Permanente

    (secondo me alcuni e alcune di noi ti debbono una percentuale dell’onorario dello psichiatra, per esempio io: ora so perché odio l’inverno – nessuna origine del sud,dev’essere che i bisognosi di luce nascono anche al nord ;-)

  39. Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 21:37 | Link Permanente

    Lia la coniglietta di mia figlia ha partorito da poco 5 meravigliosi batuffoli,pensa, 2 sono bianchi con gli occhi azzurri. Fammi sapere cara ;)))))

  40. Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 22:37 | Link Permanente

    Beh, la paglia è importantissmo per la salute degli animali nelle stalle buie d’inverno. La paglia quindi ci vuole per te, é luce solare conservato. Un capello di paglia protegge contro il sole perché è sole stesso. Il prezzo a pressa è di sole €2, penso tre o quattro presse dovrebbero bastare per l’appartamentino tuo. Potresti sovravivere bene fino maggio con una spesa modesta. Va cambiata ognitanto.

    Ah, dimenticavo: Per la luceterapia intensiva biologica sono consigliate lampade ad olio d’oliva o candele di cera d’api. Attenzione alla paglia in terra però.

  41. nomoney
    Pubblicato 17 dicembre 2005 alle 22:54 | Link Permanente

    Mi dai l’indirizzo di quel psichiatra? Io ho fame prima di mangiare e non ne ho più dopo mangiato, poi a volte non pago la bolletta e quindi c’è troppo buio.
    Che pillola c’è?

  42. old
    Pubblicato 18 dicembre 2005 alle 00:15 | Link Permanente

    Io sempre stato bene.
    Fino a 18 anni.
    Poi ho iniziato a lavorare e sono peggiorato.
    Quando sono salito di grado (a disoccupato) sono tornato sano come un pesce.
    Poi ho dovuto,ahimè,lavorare ed ero sempre in mutua.
    Siccome non son ricco devo sgobbare e sono sempre malato.
    Facciamo così…50€ a testa non son molti per voi,al mese,perchè io possa stare al sole,pancia all’aria,bibitina freschina.
    Non tutto il mese,ma anche solo 15 giorni.Per ritirarmi su degli altri 15.

    Mah,ma siete tutti così frustrati?
    Nessuno di voi ha un lavoro piacevole?
    Ma da quando sono al mondo l’inverno è sempre stato buio e freddo..ve ne siete accorti solo ora?
    Certo che il lavoro non è vacanza,ma desiderare così lo stare in panciolle non aiuta a lavorare.
    Peggio di così non si può stare.

    Auguri bella gente.
    old

  43. lia
    Pubblicato 18 dicembre 2005 alle 01:07 | Link Permanente

    Old, non fare l’acidone. Io in Egitto lavoravo, non vorrei dire… ;)

    Mirella, nun ce prova’!

    (Paglia? Perché no?)

  44. Pubblicato 18 dicembre 2005 alle 09:30 | Link Permanente

    Ho fatto una scoperta bellissima con questo post.
    Ottimo, grazie

  45. Pubblicato 18 dicembre 2005 alle 17:46 | Link Permanente

    pensaci bene,vedi fotoa pag 13 di Repubblica, oggi.

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