1calderoli_pirconme1.GIF

Questo blog è fiero di aderire alla campagna illuminista e libertaria lanciata da Mauro Biani contro l’islamismo fondamentalista, liberticida e satiricida che è arrivato a rivolgere le sue armi intimidatorie addirittura contro un Ministro della Repubblica Italiana, la cui libertà di espressione è un valore irrinunciabile sancito dalla nostra Costituzione.

Invito il popolo di sinistra a solidarizzare – magari chiedendo a Bertinotti di candidarlo assieme a Luxuria – con il ministro Calderoli e, per l’occasione, rilancio l’appello di Sofri e Staino pubblicato da l’Unità 15 giorni orsono:

A tutti i giornali: pubblicatele
di Adriano SofriSergio Staino

Che tutti i giornali europei si mettano d’accordo e scelgano uno dei prossimi giorni per uscire TUTTI INSIEME con almeno una delle vignette incriminate in prima pagina. Crediamo che questo sia un modo efficace per dimostrare ai seguaci dell’oscurantismo più reazionario che non siamo disposti a cedere le nostre convinzioni democratiche di fronte a nessuna minaccia. Invitiamo quindi gli organi professionali e le varie associazioni di categoria a promuovere questa giornata in difesa della libertà di stampa oggi così brutalmente attaccata.

Da più parti si chiede la mia opinione, in quanto noto disegnatore satirico, sul terribile attacco dell’integralismo islamico alle ormai famose vignette pubblicate su un giornale di Copenaghen. In realtà mi sto convincendo che il problema non riguardi assolutamente i limiti o non limiti della satira, ma investe globalmente la libertà di opinione e di espressione dei popoli europei. Se limitiamo la lettura di questo avvenimento ad un problema di suscettibilità verso la satira o, peggio ancora, se troviamo delle ancorché minime giustificazioni ad un simile mostruoso attacco oscurantista, rischiamo di provocare danni irreparabili alla libertà degli individui e alla libera circolazione delle loro idee. Se lasciamo passare questa feroce macchinazione senza una risposta forte rischiamo che, un domani molto prossimo, la stessa cosa possa accadere a qualunque altro giornalista, sia esso disegnatore o inviato o editorialista, eccetera.

Discutendo di questo con Adriano Sofri, abbiamo formulato l’idea che lanciamo a tutti gli editori e direttori di tutti i giornali europei.

Dirò di più: chi si ferma è perduto.
Gli italiani, eredi di Roma, devono accettare l’altissima responsabilità che la Storia affida loro e porsi alla testa dell’Europa laica e illuminista: propongo quindi che i nostri vignettisti, a partire da Staino, disegnino nuove vignette su Maometto vestito da kamikaze, mentre picchia la moglie e infibula la figlia o, perché no, raffigurato tra una grappa e una velina in nome della tolleranza verso i nostri valori (anzi: non capisco perché non lo abbiano ancora fatto) e che a dette vignette sia dedicata una Giornata della Libertà (potrebbe andare bene l’1 aprile) con mostre, esposizioni e gare di disegno di Maometto nelle scuole della Repubblica. A seguire, serata ricreativa con rutto libero davanti alle moschee dello Stivale.

Solo una cosa: siate buoni e datemi il tempo di tornare là, prima di lanciarvi di nuovo a difesa di Voltaire, ché io mi sto perdendo l’avventura della mia vita.
Penso al tam tam di messaggi dell’ambasciata che devono stare circolando tra gli italiani al Cairo e, giuro, mi mangio i gomiti: signore eleganti e distintissimi portatori di passaporto diplomatico chiusi in cantina con scorte di tortiglioni Barilla sufficienti ad alimentare per un anno l’Egitto intero. I colleghi spagnoli che ci prendono a pomodorate e vanno personalmente a Garden City ad assaltarci l’ambasciata al grido di: “Siete troppo cretini!”. La corsa a rinnegare il passaporto: “Italiano? Chi, io? Ma no, sono albanese e fiero di esserlo!” Gli studenti che ti guardano con islamica pietà e ti dicono: “Povera prof, che guaio di governo le è toccato, non si preoccupi ché noi la proteggiamo!” Lo spagnolo ostentato a voce alta in treno. L’Istituto Italiano di Cultura protetto dell’esercito egiziano intero, e il personale tutto che si gratta ecumenicamente le palle ad ogni macchina che passa. La corsa ad imparare a dire: “Non è colpa mia!” in arabo.
Ma ci rendiamo conto di cosa mi sto perdendo?
Sono affranta, giuro.

Comunque, colgo l’occasione per rassicurare i colleghi che mi leggono da lì: non preoccupatevi! Se parte il boicottaggio ai prodotti italiani, vi giuro che non vi lascio morire di fame. Vi mando la pasta per DHL.
E pure qualche Lume, ché qui ne abbiamo tanti che non si sa più dove metterli.