
E’ successa una brutta cosa a un mio alunno.
Succede spesso, nella scuola in cui insegno, che capitino brutte cose ai ragazzi. Certe volte mi chiedo se non finisca con l’indurirti il cuore, questo mestiere mio. E però devi difenderti, devi avere barriere, devi concentrarti sul capitolo del libro da spiegare, non puoi morire.
Ho il mal di testa fisso, non ricordo nemmeno più da quando.
Spettatrice di dolori, errori, superficialità, e certi piccoli e grandi desideri di gioia che fanno vittime, che creano dolore su dolore, ed è che siamo tutti pure un po’ struggenti, noi adulti, nel nostro irrimediabile essere, alla fine, degli speranzosi carnefici; e nemmeno tanto inconsapevoli da poterci dire innocenti.
Dice la collega che non ce la fa più, a insegnare.
“Non è sano. Un essere umano non può passare tutte le mattine della sua vita a confrontarsi, per ore, con la propria impotenza.”
Sono stanca anche io.
Non si arriva da nessuna parte, se non al fine mese.
E allora alleggerisci, ti si sfilacciano obiettivi e combattività e ti ritrovi a non sapere più cosa dare ma, questo sì, scopri che sai benissimo cosa prenderti: i sorrisi. Gli scherzi. Le battute delle ragazze che ti vedono in corridoio col cellulare sempre in mano e fanno la faccia severa per sgridare la prof innamorata. La voglia di ridere a fior di pelle, comunque e perché sì. Me la berrei, e pazienza se manca tutto il resto.
“Ragazzi, tirate fuori dei volontari ché vi devo interrogare. E non voglio storie, ché sono le 8 del mattino e ho pure sonno!”
“Oh, ma prof! Dorma, non indugi! La vegliamo noi, chini il capo sulla cattedra, non respireremo nemmeno. Si fidi, schiacci un pisolino!”
“Non provateci. De’ Lazzaronis, vieni fuori”
“Argh. Lei però sonnecchi almeno un po’, prof. Non mi ascolti con troppa attenzione.”
E le allunghi la mentina rituale e ti prepari ad ascoltare frasi tipo: “Madrid è in Europa e confina con…”
Un tempo mi ci disperavo, su queste cose.
Ormai, più che altro, ti aumenta la voglia di dormire. Appunto.
Esercizi di seduzione in corridoio.
“Prof, noi l’abbiamo scoperta: lei ride!”
“E’ un abbaglio, vi confondete, non potevo essere io.”
“Sì, invece: lei un attimo fa rideva!”
“E’ stato un terribile errore. Una debolezza momentanea. Non succederà più.”
“Non è vero, prof, le sta già risuccedendo: le trema l’angolo della bocca, le scappa da ridere! La prof ride, l’abbiamo beccata!”
Ed io mi ci rotolo, dal ridere, con la coscienza che mi rimorde un po’ perché, dicevo, prendere è tanto più facile che dare e non c’è nulla che mi serva più di queste risate che arrivano all’improvviso, niente che mi riporti più a me stessa, in questo scombinatissimo anno, dello starmene là con le mani in tasca a giocare un po’, a gigioneggiare e a dimenticarmi che esistono gli adulti, da qualche parte, assieme alla loro strutturale necessità di fare del male.
L’incontenibile ragazzino arabo che abbiamo sospeso per due settimane, alto un metro e una latta e sempre col berretto in testa, ché gli hanno rapato i capelli e si vergogna.
Era fuori dalla scuola, all’intervallo, con le grate del cancello che lo separavano dai compagni, come un carcerato all’incontrario, e ha preso le mani di una compagna e gliele ha baciate, tra le grate, e, in quel momento, sono arrivata io con la mia bici.
E che gli dovevo dire, che gli dici.
“Ezzayak, ya Mohi?”
E lui sorride di sorpresa, anche se è stato beccato in timido, flagrante baciamano: “Alhamdulillah”.
Già.
Ed io mi allontano, con tutte le domande che non gli faccio: “Ma davvero stai bene? Cosa farai, se non vieni a scuola? Cosa farai se ti bocciamo? Che fai, che futuro hai, quali possibilità hai, che si può fare per te?”
Mi porto via un mucchio di impotenze, oggettive e soggettive, del mondo e mie, e gli lascio là l’unica vicinanza che sono capace di esprimergli: “Ezzayak”, come stai.
Come stiamo.
Fa freddo, in questa parte del mondo.
Tutti questi desideri piccoli in cui ci si perde e si annega e non rimangono energie per avere un desiderio grande.
Una meta.
Poco dolore fuori, troppo dentro e perdi la capacità di guardare.
E al freddo ti ci abitui, come ti abitui a questo silenzio riempito di chiacchiere. Finisce che non ci provi nemmeno più, a scaldarti.
Pensavo a questo ragazzo a cui è successa una cosa tanto spaventosa che non riesco a pensarci, e nemmeno a non pensarci, e pensavo che è terribile essere ragazzi e avere il proprio destino in mani altrui. La propria possibilità di essere felici alla mercè di tanta distrazione. E tutta quella voglia di ridere che ancora non ti è passata, il bisogno di fare del male che ancora non ti è venuto.
E’ pericolosissimo, essere ragazzi.
Rimanerlo, poi, non ne parliamo.

un abbraccio
Che post c’è in questa società per le persone che sbagliano? Per chi non possiede qualità particolari?
Ho commentato una volta sola, per una sciocchezza, un link disneyano, perché: “Tutti questi desideri piccoli in cui ci si perde e si annega e non rimangono energie per avere un desiderio grande.” Credo che nessuno abbia mai fatto ritratto migliore di questo tempo e di noi che ci viviamo.
Ezzayak, Lia..
Sei innamorata? Lo sai che questo è l’anno delle donne che si innamorano, finalmente, non inutilmente ?
Era scritto da qualche parte: quando non sei più bambino sei già un pò morto.
E allora c’è qualcuno che ce la mette tutta, a rimanerlo, costi quel costi, di delusion e amarezze, facciate e irrisioni.
Non sei politico
non sei accorto,
non sei neppure opportuno,
sempre con quella faccia da uno che non è cresciuto,
chissà se perchè non ne è stato capace o perchè proprio non era la storia sua, di crescere.
I capelli ingrigiscono, i figli crescono e rischi di diventare nonno che ancora non sei neppure giovanotto.
VIVO PERò, IN OGNI MOMENTO, ANCHE NEI PEGGIORI,
sempre con una percezione acuta seppur approssimativa della complessità e… degli altri.
Di quelli che ti dicono, piantala, sii serio, hai delle responsabilità , non fare il pirla, sii serio non è così che funziona.
Ma che cazzo funziona?
Non me ne frega di quel che funziona se è così che funziona. Lasciatemi in questo stato, io sono immortale
Abbiamo un preside che vola alto; ha informatizzato la rilevazione delle assenze, così i genitori possono controllare su internet se i figli sono a scuola o no. E le informazioni da comunicare alle famiglie stanno tutte sul sito. Peccato che la maggior parte delle nostre famiglie non abbia il pc, per dire. E il frigo vuoto. Che una volta, per gratitudine, un’alunna ha insistito che salissi su da lei a mangiare; ha dovuto chiedere un uovo in prestito ai vicini. Ma anche la collega di lettere vola alto; fino all’inutilità di internet ci arriva, ma poi organizza convegni sulla fame nel mondo. La fame è dietro casa; gli alunni che fregano il panino al bar non lo fanno per sport. Hanno fame.
Poi trovi ragazzini di 15-16 anni con fratello in carcere, e altre minorenni che abortiscono di nascosto ai genitori. Gente che se chiammi a casa per dire che la figlia sta male e bisogna portarla al pronto soccorso, il padre dice che lavora e non può lasciare e la madre dorme. L’ho accompagnata io al pronto soccorso. Poi ho telefonato alla madre; erano già le due, forse tre del pomeriggio. Mi ha risposto con una voce impastata di sonno, la madre. Mia figlia in ospedale? Ah. E’ uscita adesso? Va bene. Sta bene? Ok, grazie. Le medicine (cazzo! l’ho pensato ma non l’ho detto); passiamo in farmacia a prendere le medicine e poi la riaccompagno a casa, ho detto alla mamma. Ma mia figlia non ha i soldi per le medicine. Fa nulla, ci penso io. Ah, bene; poi glieli faccio avere, i soldi. Quali medicine, cos’ha mia figlia? Nulla. Nemmeno una domanda in merito. Grazie a dio era solo una congiuntivite. Brutta, ma solo congiuntivite.
La ragazzina ha insistito perchè non la portassi in farmacia e non la riaccompagnassi a casa. Si vergognava, probabilmente. Io certe volte spaccherei le porte della scuola a pugni.
La tua testimonianza ritrae in modo nitido l’impotenza degli insegnanti.
Sono anche io un’insegnante, al momento in prestito alla “ricerca”.
Son fuggita dalla scuola, dal sistema che incastra insegnanti e studenti. In nome di cosa? La scuola è degli insegnanti e degli studenti, ma gli unici a non essere tutelati sono proprio i protagonisti.
Quando penso ai ragazzi che ho lasciato mi si spezza il cuore.
Molti vogliono essere aiutati e te lo chiedono, e anche quelli che non te lo chiedono vogliono aiuto. E’ un loro diritto esser curati, seguiti, amati, altrimenti rimarranno ragazzi, per sempre.
Ma gli insegnanti non hanno gli strumenti per farlo, sono allo sbando proprio come i ragazzi a cui insegnano. Ed è pericoloso essere un “ragazzopersempre”.
Grazie,
gaia.
E se ci si limitasse a svolgere il proprio compito ?
Chi è assunto per insegnare si limiti a fare cio’ per cui è pagato ,cosa non facile del resto vista l’ignoranza sin troppo diffusa tra li studenti.
Ezzayukum?
Gaia, come fare ad insegnare “bene” senza sentirsi “emotivamente” coinvolti?
un saluto a voi tutti e a Lia (ovviamente)
un abbraccio. E forse una piccola speranza. ma piccola. Ci sono stati tempi molto brutti nella mia vita, in cui ho potuto stare in piedi perché dentro di me c’era l’immagine di perfetti estranei che mi hanno sorriso, anche solo per un attimo.
Sì, Mire.
Sono innamorata in modo grave e contro ogni previsione.
E cosa scrivo, se sto così?
I blog non dovrebbero innamorarsi.
Lia: Non è vero che non ci puoi fare nulla. Anche solo chiedendo, qualcosa fai. Magari nulla di immediato, ma qualcosa; un seme di fiducia negli esseri umani.
E i blog possono innamorarsi.
Mitilene: (sono senza parole)
Ma quanto grave può essere l’amore?
tanto da travolgere difese e barriere surrettiziamente elevate per negarsi al mondo e alla sua prova?
Ebbene, per questo è amore.
Lia: ma come ci molli così? Nel comitato di resistenza ci si stavano dividendo i compiti per la prossima stagione di lotte.
Bhe anche i blog più coriacei devono tornare in porto di tanto in tanto. Anche se si sono esiliati, in qualche angolo del mondo o tra quattro mura domestiche (pur di non perdere l’abitudine).
Mirella, Pedro secondo me bisogna sbrigarsi a organizzare un’uscita se la si vuole vedere, viste le premesse temo che la porta andata in pezzi sarà presto sostituita da un portone blindato e ciao pepp.
ciao
Oh Lia, innamorata? E non vuoi dirci di chi?
Scusa sono curiosa come una faina. Le mie giornate sono totalmente piatte. :(
PS: oh e quando mai si può prevedere di innamorarsi?
Uh, ma siate pazienti con una povera prof…
Succede che io, banalmente, scrivo di ciò che mi accade o di ciò che assorbe la mia attenzione.
Ecco: ciò che mi è accaduto in queste settimane è talmente delirante che, se lo racconto, mi ricoverate.
In realtà mi piacerebbe pure, raccontarlo: trovo che sarebbe persino interessante, in un certo qual modo, ché mai e poi mai mi era successo di imbarcarmi in una storia più bizzarra di questa e la voglia di analizzare la questione ci sarebbe, eccome.
Ma non posso, accidenti.
Accidenti, già .
Chi è il protagonista, Pedrita?
Uh.
Un temerario.
(E chissà se è sensato che una abbia l’inconsulta tentazione di chiedere a ‘sto rapitore di signore di “assumersi le sue responsabilità ” su pubblico blog: qui ci si interroga sull’ufficialità dei rapporti amorosi ai tempi di internet. O, più semplicemente, si fanno i capricci. Non mi è del tutto chiaro.)
P.S. Qui passa gente che in un modo o nell’altro, conosce me e il mio compagno precedente da molti anni. Mi pare il caso, quindi, di specificare che io e il webmaster ci siamo lasciati a fine ottobre, per iniziativa sua ma con serenità e, credo, con tutto l’affetto che rimane anche quando l’amore finisce.
Poi, si sa, la vita ha il vizio di imporsi, di fare casino e di venire pure a prenderti a pedate fino a dentro casa, se pensa che sia necessario.
Come le amiche migliori.
E lei mi è amica davvero, spesso. Corrisposta, ché le voglio molto bene pure io.
davvero vuoi che lo faccia?
davvero vuoi che quel signore si assuma le sue responsabilità ?
l’amore al tempo di internet è la virtualità che talvolta si scontra miseramente con un’abietta realtà che la digitazione dissimula.
Nulla di questo invece.
tutto il resto invece.
cadere nei tuoi occhi,
riposare sul tuo petto,
aggiustare il tuo box doccia,
farti il caffè quando sei ancora sommersa sotto il tuo piumone
e dirti ogni mattina
amore mio, io ti amo
Troppo bello questo colpo di scena, troppo, troppo, troppo. Marinaio non t’allargare che la Lia deve trovare pure il tempo di scrivere sul blog. E tu Lia adesso cara amica racconta tutto, eddai…:-)
il testo di una canzone che mi ricorda te, quello che leggo di te, quello che mi arriva.
essere in condizione di innamorarsi, oggi, significa molto.
“Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano
E non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
Ricordati dovunque sei, se mi cercherai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare e perdersi ancora
E tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare per diverse strade
O con diverse scarpe su una strada sola
Tu non credere se qualcuno ti dirà che non sono più la stessa ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono ma lasciano, lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai”
f. de gregori
l’idraulico?
Il presidente SPI ?
Ma non sarà sposato, per caso?
In guardia, pubblico del blog!
Sono estasiata.
Molestine
curiosi come bertucce, eh?
(noi sappiamo una cosa che voi non sapete…)
mia madre era un’insegnate e a casa portava lo stesso tipo di pensieri che ci porti tu. significa soltanto che sei una buona insegnate, non è grave. il non poterci far nulla, poi, è un’impressione farlocca. tu ci fai molto, sia insegnando che scrivendone e, se ci pensi bene, ne sei più consapevole di quello che vorresti.
NO… cioé, il commento di Mirella… Sto ancora ridendo. Il presidente di SPI… grandissima
dacia
ciao prof. sto percorrendo la strada che dovrebbe portarmi dall’altra parte della cattedra, dove sei tu ora (non ti offendi se non do del “lei” vero?) e oggi ho aperto a caso 2 blog: su uno la gioia e su questo le perplessità e le mille difficoltà della questione.
io già insegno. nel mio piccolo credo di essere partitacome tutti, con le ripetizioni. nel mio piccolo, una briciolina di esperienza la ho formata.
a parte questioni tecniche del tipo: dopo laureata, avrò davvero la possibilità di insegnare? che garanzie ho?
mi sono trovata a riflettere sulla bellezza del nostro ruolo, ma anche sul lato oscuro che tu hai precisamente contornato: ora mi chiedo, se per una persona sensibile, questo mestiere possa essere distruttivo. come si può essere distaccati da tutto quello che succede ai giovani e giovanissimi? come puoi ignorare una situazione difficile e fare lezione come se nulla fosse?
però, di prof che parlano e non latitano e mettono in campo la sensibilità , credo che ce ne siano veramente poche: io ho avuto pessime esperienze nel seguire il percorso di certi allievi. ho anche avuto modo di fare un osservazione “clandestina” in classe e posso dire che quello che vedo è un mondo di gente frustrata. io paura di divenire uno di quegli elementi…
ma tu che dici? come sono davvero gli insegnanti? e come diventano?
oramai mi accorgo (come mi fa spesso notare una mia allieva) che anche io ho i miei modi di dire che finirianno su qualche diario, se mai dovessi gestire una classe.
prof! che si fa?! e come si fa!?
Scusa Lia ma l’immagine del rapitore di signore mi ha fatta scompisciare per diversi giorni e non sono riuscita a rispondere.
Oh ti prego, dimmi che questo rapitore di signore ha un robusto paio di baffi ed è entrato a casa tua sfondando la porta ma con una rosa fra i denti.
Hai creato un nuovo eroe, ma di quelli d’altri tempi.
Aspettiamo delucidazioni se e quando vorrai.
E del webmaster e della conclusione pacifica e serena avevi parlato, appunto serenamente, a suo tempo, quindo non sono (non siamo, noi lettori del tuo blog) affatto sconvolti, ma solo curiosi.
perfetto: “sfondando la porta con una rosa tra i denti” . E’ detto tutto, puoi postare ora :-)))
Quando mai si è parlato di politica da queste parti?
Che strano, il sito ha preso ad andare come una lippa.
ciao
A marinaio verde, non so se sei chi dici di essere, ma se devo essere sincero il tuo tono a me rimane un po’ qui. Personalissimo parere.
Questo lungo silenzio,contrariamente agli altri ormai lontani,è splendido.
Significa che la parte umana ha avuto il sopravvento sulla parte politicizzata.
Brava signora.
old
No, baffoni no, piuttosto un pizzetto brizzolato e tulipani bianchi come bouquet.
Non sono responsabile della sua letargia,lo è piuttosto questa primavera che non riesce a sfondare.
I suoi post mi mancano come a voi, ma a me non manca altro.
Ciao…mi fa piacere aver ritrovato (casualmente) il tuo blog. Piu’ volte lo avevo cercato ma non ricordavo nulla…al di fuori che per un banale motivo alcuni tuoi articoli di due anni fa mi hanno indirettamente “cambiato” la vita.
Bella riconoscenza dirai. Hai ragione.
Ora ti salvo tra i preferiti…
Luca
Ciao, Lia, è da un po’ che non passo di qui e non ti leggo altrove…
In un messaggio privato al webmaster, gli ho chiesto di salutarti da parte mia…così ho saputo che vi siete lasciati da mesi…
Sinceramente, mi sono dispiaciuto…ma oggi sono contento di apprendere che vi siete lasciati in buona armonia, e ancor più di sapere che ti sei innamorata di nuovo.
Innamorarsi è sempre bello…è sempre la prima volta…lo so per esperienza, anche se il mio è un amore tardivo ed impossibile.
Ti auguro di cuore che questo tuo nuovo amore abbia la possibilità di crescere e vivere libero…e possa farti riassaporare la gioia di un volo verso il sole…
A presto.
Un bacio.
Angelo
Nulla, no. Qualcosa si fa, ogni mattina. Solo che sono qualcosa molto piccoli e i cambiamenti da fare sono molto grandi, ci vorranno milioni di qualcosa per cambiare un po’ le cose. Ma io non mi arrendo e non lo fai neppure tu. Credo che siano geneticamente incapaci di arrenderci, e tanti altri come noi. Poi, si può anche fallire, è nel conto. Baci. Capsicum
Il bello di quel che hai scritto sopra, gioia e sofferenza, lo ritrovi nei commenti di quelli hanno scritto sotto, che ti scherzano oppure (eppure) ti vorrebbero rincuorare.
Dicono che quel che ti nutre ti avvelena, non ti dicono però che sapore abbia, forse perchè non ha un solo sapore o li ha tutti…
Che dirti ? Nulla che tu non sappia già , che quel che succede non dipende completamente da te per quanti sforzi tu possa fare, e quel che scrivi ed il perchè dipende da te ancora meno.
Tirati su, se stai a terra, e ‘scendi’ un pò, quando magari sei troppo felice, se vuoi stare sempre (quasi) bene.
Oppure continua così, malgardo tutto, a fare e vivere e scrivere.
In fondo, cos’altro è essere ragazzi e rimanerlo ?!
“E se ne andò il marinaio verde,
Non rimase né ombra né schiuma,
ma solo il ricordo ipnotico
di una barca di piuma.”
Questo si trovs su google, ma non vogliamo gufare.
Ok, facciamo così: quando i commenti arrivano, diciamo a cinquanta, tipo petizione, allora riposti?? e abbi pietà , non posso leggere manco i giornali… e mettiti una mano sul cuore ricolmo di felicità !
tò, ti do l’idea per il titolo se sei in difficoltà : MARINAIO VERDE: LA MORTE DI UN BLOG
Marinaio non te la pigliare eh?
molestine
non ho capito il commento di shamma….è grave?
Cari tutti e tutte,
discúlpeme por favor, señor Tonino también, no soy para nada responsable de este blackout de nuestra querida compañera.
Entonces, y sin embargo, nuestra vestale del blog es libre y sin alguna constricción fÃsica ni psicológica excepto una condición emotiva imprevista pero feliz.
Per quanto mi riguarda, con tutto il rispetto e la considerazione per l’inclito pubblico dei lettori del blog, l’alternativa tra essere spettatore o attore, non mi si pone. Recito la mia parte in prima persona mentre la vivo, yo también feliz.
ogni mattina il mio bauwab, mansur, in sharia marashly 18 b me lo chiede ezzaik? ed è bello eprchè non ti senti da sola. E’ buono mansur, un signore anziano lungo e magro con la galbbyya marrone e la amma bianca sul capo e la pelle color cuoio consumata dal sole che mi ricorda sempre la canzone di de andrè che la mia mami mi cantava da bambina…all’ombra dell’ultimo sole s’era ssopito un pescatore, che aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso…sono tornata qualche giorno in italia per la laurea e domani sera rientro in egitto. ti penso sai lia per le stradine di zamalek, mi chiedo se ci sei passata anche tu, se ti sei fermata davanti alla stessa vetrina, se hai comprato i fazzoletti dallo stesso bimbo dicendogli di studiare eprchè l’istruzione è importante e lazim ruh al madrasat. che cazzate da occidentale mi vengono fuori a volte, quel bambino non potrà mai studiare probabilmente. Ce n’è un altro piccolo avrà 7 anni che dorme per terra sul marciapiede vicino al metro di ismail muhammad. una mattina sono andata presto a prendere qualcosa lì che dovevo preparare una cena italiana per le mie coinquiline e vedendolo lì per terra gli ho comprato qualcosa per fare colazione. quando gliel’ho lasciata lui povera stella s’è spaventato, avrà pensato fossi un poliziotto. invece s’è trovato una con i capellid itina turner e la faccia mezza ddormentata che avvolta nella sua sciarpona viola comprata a luxor gli lasciava latte e biscotti. una pazza. quelloa cui ho pensato spesso in questi giorni di marasma laureando è che molto spesso viene facile aiutare chi è lontano da noi, un estraneo. eppure a volte non ci rendiamo conto delle eprsone a noi care, famigliari, che hanno bisogno del nostro aiuto e noi non siamo in gardo di darglielo. non serve a niente comprare la colazione a un bambino povero se quando torni dall’egitto la prima cosa che fai anzichè stirare la roba a tua madre è pensare di andare in palestra. chissà un giorno forse crescerò anch’io che sarò dottoressa da oggi, sì ma mi sento dottoressa di egoismo. scusa lo sfogo ma oggi sono logorroica. un abbraccio se lo accetti.
o.t.
Sei stata/o nominato nel Blog.Gov.It ricorda; il tuo giuramento nelle mani del capo dello stato di BlogItalia.Gov.It si terrà il 1° Aprile prossimo venturo sul colle più alto della blogopalla.
eheheh! Vabbè, marinaio vè, ti crediamo.
Ma ora smettila di esprimere i tuoi sentimenti in spagnolo, che fai venire in mente l’avvocato di “Un pesce di nome Wanda”, acuta mente dei Monthy Pithon…
Allora…aggiungo un post, così se stai aspettando al cinquantesimo per postare, come proposto da Molestine, accorcio un po i tempi. Lia, guarda che le emozioni del tuo innammoramento non me lo voglio perdere per nessun motivo al mondo.
E tu, signore rapitore del cuore di Lia, ma che aspetti… ma non ricordi “quant’è bella giovinezza… che ti fugge tuttavia…” Un animo come quello di Lia… se io fossi uomo non potrei resistere.
Lia, ricordati: in Amore, come in tutto, chi si allontana è vincente… ma da lui ti devi allontanare non da noi.
Conosco un uomo meraviglioso che darebbe la vita per te.
Giulia io ti abbraccio molto volentieri… lo so che non sono nessuno per te; ma mi piace quello che hai scritto.
Marinaio Verde, ma davvero sei tu la causa della sparizione di Lia?
44!
No, davvero e la senora può testimoniare che non passa giorno senza che la stressi affinchè scriva e non ci privi della bellezza del suo cuore e della lucidità della sua mente.
E’ solo un pò distratta e impegnata a capire cosa CI sta accadendo.
Qualcuno ha dato la colpa alla primavera,
altri al colore che il mare ha fissato negli occhi;
galeotta è stata “Sinistra per Israele” chè invero niente è stato realizzato senza una qualche utilità .
… L’AVVOCATO?!?
…davo per scontato che fosse noto ai più, l’hanno passato diverse volte in tv.
In pratica c’è lui, avvocato apparentemente irreprensibile, che seduce lei, Jamie Lee Curtis, a botta di battute in spagnolo. Appena ne pronuncia una, lei è lì che si contorce sul pavimento per il desiderio…! ;)
Va bene, lo faccio io il passo verso il “mitico cinquatesio”.
Lia, hai rotto le palle: smettila di fare la gnorri e vdi di scrivere.
Qualsiasi cosa, anche l’oroscopo del giorno, che così siamo davvero al ridicolo.
dacia